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La Sardegna romana e altomedievale

Enrico Spiga

Created on March 12, 2023

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Transcript

sardegna

romana e altomedievale

Provincia romana

I Romani occuparono la Sardegna nel 238 a.C., sottraendola ai Cartaginesi. Nel 227 a.C. l'isola divenne una provincia romana, governata da un pretore. Nei primi tempi i Romani non riuscirono a controllare tutta l'isola a causa delle numerosi ribellioni da parte della popolazione sarda (specie quella dell'interno). Una delle rivolte più famose fu quella guidata da Ampsicora, alleato di Annibale durante la seconda guerra punica. Nel corso del II secolo a.C. si registrarono altre rivolte, ma l'isola rimarrà saldamente nelle mani dei Romani per circa 700 anni.

La provincia di Sardegna e Corsica nel 120 d.C.Le province erano i territori conquistati, sottoposti al dominio romano, e non aventi il diritto alla cittadinanza romana. (solo nel 222 d.C. la cittadinanza venne estesa a tutti gli abitanti dell'Impero).

La romanizzazione

Nonostante la permanenza di elementi culturali di origine punica, la dominazione romana lasciò un’impronta profonda, incidendo sulla mentalità, la lingua, i costumi, la cultura dei Sardi e del loro territorio. I segni di questa romanizzazione sono ancora oggi visibili in tutta l’isola nei resti di ponti (Porto Torres), di acquedotti, fori (Nora), strade, templi (Fluminimaggiore), terme (Fordongianus) e teatri (Cagliari, Nora). Uno dei principali fattori di romanizzazione della Sardegna fu la rete stradale. Fu creato un sistema di comunicazione molto efficiente che attraversava l’isola in tutta la lunghezza e creò le condizioni favorevoli alla penetrazione culturale romana presso le popolazioni locali.

L'anfiteatro romano di Cagliari

La lingua: La lingua delle popolazioni sarde subì profonde trasformazioni con l’introduzione del latino, che nelle zone interne penetrò lentamente ma alla fine si radicò profondamente, tanto che, fra le lingue neolatine, il sardo è quella che ne conserva più chiaramente i caratteri.

L'economia sarda nell'Impero romano

La Sardegna riesce ad inserirsi nel sistema economico e commerciale romano, soprattutto per il commercio del grano, del legname e dei metalli del Sulcis, grazie ai suoi importanti porti: Olbia, Porto Torres, Sant'Antioco, Tharros e Cagliari. Agricoltura: l'isola divenne uno dei più importanti centri di produzione di cereali dell'impero: il grano sardo era destinato soprattutto ad alimentare la popolazione di Roma. Tra le altre colture ricordiamo la vite e l'ulivo. Allevamento: i Sardi esportavano suini, ovini e bovini. Al commercio degli ovini e dei prodotti ad essi derivati contribuivano anche i pastori dell'interno.

Mosaico raffigurante i mercanti marittimi di Porto Torres

Miniere: La Sardegna fu un importante centro di produzione di metalli, in particolare per quanto riguarda il piombo e l'argento, con il quale si coniavano le monete. Le principali miniere sarde si trovavano nel Sulcis e nel Sarrabus.

La Sardegna nell'Alto Medioevo

I Vandali: a metà del V secolo, quando era ormai prossimo il crollo dell'Impero romano d'Occidente, la Sardegna venne conquistata dai Vandali, una tribù di barbari germanici. I Vandali sfruttarono l'isola per le sue risorse minerarie e cerealicole. I Bizantini: Nel VI secolo la Sardegna venne riconquistata dai Romani dell'Impero Bizantino. In questo periodo la religiosità dei Sardi venne influenzata dal cristianesimo orientale bizantino. Gli Arabi: Dal 711, per tre secoli, le coste dell’isola subirono depredazioni e stragi da parte dei Musulmani. Il dominio marittimo degli Arabi allontantò progressivamente l'isola dall'Impero Bizantino.

L'Europa nel 526 d.C. (la Sardegna era dominata dai Vandali)

I Giudicati: Sempre più isolata dall'Impero bizantino, a partire dal IX secolo la Sardegna diede vita a forme di governo autonomo note come Giudicati.

La Sardegna nell'Unione europea

L’Impero Romano, nel momento della sua massima espansione, abbracciava le regioni di gran parte degli Stati che fanno oggi parte dell’Unione Europea, oltre che dell’Eurozona (i Paesi che adottano l'Euro). L'Unione Europea presenta altre analogie con l'Impero Romano: i cittadini dei Paesi membri possono circolare, studiare, lavorare e commerciale liberamente all'interno dei confini europei. Inoltre la maggioranza dei Paesi europei adotta la stessa moneta: l'Euro. Anche nell'Impero Romano circolavano le stesse monete in tutte le province. Possiamo quindi paragonare la Sardegna di oggi, regione autonoma italiana, a una moderna "provincia" dell'Unione Europea.

Una moneta comune e un mercato unico favoriscono il commercio delle imprese europee

Secondo i parametri europei, la Sardegna è una regione in transizione verso lo sviluppo.Per questo motivo l'isola beneficia di fondi comunitari per innovare la propria economia e cancellare le disparità territoriali con il resto dell'Europa.