Altare del duca ratchis
Vanoni Martina e Carni Elena
Start
· L'arte Longobarda
· La storia
· La descrizione
· Le quattre facce
· 1° facciata: La visitazione
· 2° facciata: Cristo in gloria
Indice
· 3° facciata: Le croci
· 4° facciata: L'adorazione dei magi
01
I Longobardi, popolazione nomade, dall’ungheria arrivarono in Italia nel 568 sotto la guida del re Albuino.
Quando arrivarono in Italia la loro intenzione era quella di costruire un regno con capitale Pavia, diviso in ducati.
Molte delle nostre conoscenze sulle loro manifatture derivano da ritrovamenti nelle tombe, furono trovati oggetti facili da trasportare, quali spille in metallo e fibbie per cinture; queste fibbie spesso erano caratterizzate dalla rappresentazione di felini per proteggersi dalla loro paura di essi, usati come talismano e portafortuna.
I longobardi erano conosciuti per il loro orrore verso il vuoto (horror vacui), infatti per loro ogni superficie doveva essere decorata.
L'arte longobarda
02
Durante l’Alto Medioevo, la terra del Friuli visse un periodo di grande stabilità politica e di intensa fioritura artistica, soprattutto sotto il ducato del duca Ratchis, o Rachis, duca del Friuli dal 737 d.C. e Re dei Longobardi, e in seguito Re d’Italia, dal 744 al 749 d.C. e dal 756 al 757 d.C. L’Altare del duca Ratchis.
Leggi anche: Il Cristo in trono di Santa Pudenziana a Roma
Ratchis, mecenate e cultore delle arti, commissionò a un artista locale, rimasto purtroppo ignoto, un altare che oggi porta il suo nome: l’Altare del duca Ratchis, appunto, una delle pochissime opere d’arte longobarde ad essere giunte integre fino a noi, e una delle più importanti opere di scultura della cosiddetta Rinascenza liutprandea, quel periodo della storia dell’arte longobarda riconducibile al decennio 730-740.
02
Storia
03
Descrizione
L'altare del duca Ratchis, eseguito tra il 734 e il 744, è il monumento che ci da più informazioni sui metodi di rappresentazione artistica sui longobardi. L'altare è costituito da quattro lastre in pietra d'istria, un particolare tipo di calcare, di colore bianco latteo, assai utilizzato sin dall' antichità, in Veneto e sulle coste della Dalmazia.Tutte e quattro le facce sono scolpite a basso rilievo e, in origine, erano anche colorate. Sul fondale neutro risalgono le sagome piatte di personaggi dalle mani e dai visi sproporzionati, con i grandi occhi fissi nel vuoto.Le loro vesti appaiono attraversate da fasci di pieghe parallele, con un manifesto disinteresse verso la consistenza delle stoffe e dei corpi sottostanti. Tutte le parti delle lastra lasciate libere dalle figure sono state riempite da stelle, fiori e piccole croci apparentemente disposti a caso e senza una logica (horror vacui).
04
Quattro facce
05
La visitazione
La visitazione è la scena raffigurata sulla sinistra, questo è l’incontro tra la Madonna e la cugina Elisabetta. Maria è incinta, segnata da una croce sulla fronte..
Entrambe hanno delle proporzioni fuori dalla norma: teste grandi assottigliate sul mento, i capelli non si distinguono dal panno che li ricopre, gli occhi sbarrati sono privi di espressione, le braccia lunghe e elastiche si intrecciano e l’abbraccio diventa un nodo che stringe le donne in un destino comune: perdere i propri figli e le gambe sono corte e i piedi di profilo.
Per quanto riguarda l’ambientazione ci sono: tre linee curve(portico),una pianta stilizzata (giardino).
06
Cristo in gloria
Il soggetto è Cristo in Gloria, questo è il lato più in mostra dell’ opera, Gesù è rappresentato frontalmente, seduto, vestito da sacerdote e con la mano di Dio sul capo e affiancato da 2 serafini, con 6 ali ciascuno; questi 3 sono contenute in un’ aurea di luce a forma di mandorla.
4 angeli li sorreggono e per queste hanno mani molto grandi.
Gli spazi tra le figure sono riempiti da fiori, stelle e croci con funzione decorativa.
07
Le croci
Sulla lastra posteriore sono scolpite:
Due croci greche, impreziosite da rombi e quadrati, imitanti pietre preziose, e da una rosa al centro. Sotto l'apertura delle reliquie (fenestrella confessionis), inscritta in un cerchio grigliato è rilevata una stella a cinque punte, stilizzazione del monogramma costantiniano. Due rosette, infine, sono poste ai lati esterni della lastra, delimitata da fuseruole e trecce a quattro capi.
08
L'adorazione dei magi
Sul lato destro si trova una Adorazione dei Magi. Vediamo la Madonna e il Bambino seduti su un alto trono di legno, di profilo ma con il volto frontale. I Magi, caratterizzati da tipiche vesti asiatiche, sono più piccoli e camminano nel vuoto; un angelo che vola sulle loro teste è rappresentato semplicemente in posizione orizzontale.
Controversa è l’identificazione della figura femminile alle spalle della Madonna, che secondo alcuni è un’ancella, secondo altri la moglie di Ratchis. La donna posta dietro la cattedra di Maria presenta una posizione rigorosamente frontale, a parte i piedi, che sono visti di lato e rivolti verso la Madre e il Figlio.
Altare del duca Ratchis
CARNI ELENA
Created on March 12, 2023
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Altare del duca ratchis
Vanoni Martina e Carni Elena
Start
· L'arte Longobarda
· La storia
· La descrizione
· Le quattre facce
· 1° facciata: La visitazione
· 2° facciata: Cristo in gloria
Indice
· 3° facciata: Le croci
· 4° facciata: L'adorazione dei magi
01
I Longobardi, popolazione nomade, dall’ungheria arrivarono in Italia nel 568 sotto la guida del re Albuino. Quando arrivarono in Italia la loro intenzione era quella di costruire un regno con capitale Pavia, diviso in ducati. Molte delle nostre conoscenze sulle loro manifatture derivano da ritrovamenti nelle tombe, furono trovati oggetti facili da trasportare, quali spille in metallo e fibbie per cinture; queste fibbie spesso erano caratterizzate dalla rappresentazione di felini per proteggersi dalla loro paura di essi, usati come talismano e portafortuna. I longobardi erano conosciuti per il loro orrore verso il vuoto (horror vacui), infatti per loro ogni superficie doveva essere decorata.
L'arte longobarda
02
Durante l’Alto Medioevo, la terra del Friuli visse un periodo di grande stabilità politica e di intensa fioritura artistica, soprattutto sotto il ducato del duca Ratchis, o Rachis, duca del Friuli dal 737 d.C. e Re dei Longobardi, e in seguito Re d’Italia, dal 744 al 749 d.C. e dal 756 al 757 d.C. L’Altare del duca Ratchis. Leggi anche: Il Cristo in trono di Santa Pudenziana a Roma Ratchis, mecenate e cultore delle arti, commissionò a un artista locale, rimasto purtroppo ignoto, un altare che oggi porta il suo nome: l’Altare del duca Ratchis, appunto, una delle pochissime opere d’arte longobarde ad essere giunte integre fino a noi, e una delle più importanti opere di scultura della cosiddetta Rinascenza liutprandea, quel periodo della storia dell’arte longobarda riconducibile al decennio 730-740.
02
Storia
03
Descrizione
L'altare del duca Ratchis, eseguito tra il 734 e il 744, è il monumento che ci da più informazioni sui metodi di rappresentazione artistica sui longobardi. L'altare è costituito da quattro lastre in pietra d'istria, un particolare tipo di calcare, di colore bianco latteo, assai utilizzato sin dall' antichità, in Veneto e sulle coste della Dalmazia.Tutte e quattro le facce sono scolpite a basso rilievo e, in origine, erano anche colorate. Sul fondale neutro risalgono le sagome piatte di personaggi dalle mani e dai visi sproporzionati, con i grandi occhi fissi nel vuoto.Le loro vesti appaiono attraversate da fasci di pieghe parallele, con un manifesto disinteresse verso la consistenza delle stoffe e dei corpi sottostanti. Tutte le parti delle lastra lasciate libere dalle figure sono state riempite da stelle, fiori e piccole croci apparentemente disposti a caso e senza una logica (horror vacui).
04
Quattro facce
05
La visitazione
La visitazione è la scena raffigurata sulla sinistra, questo è l’incontro tra la Madonna e la cugina Elisabetta. Maria è incinta, segnata da una croce sulla fronte.. Entrambe hanno delle proporzioni fuori dalla norma: teste grandi assottigliate sul mento, i capelli non si distinguono dal panno che li ricopre, gli occhi sbarrati sono privi di espressione, le braccia lunghe e elastiche si intrecciano e l’abbraccio diventa un nodo che stringe le donne in un destino comune: perdere i propri figli e le gambe sono corte e i piedi di profilo. Per quanto riguarda l’ambientazione ci sono: tre linee curve(portico),una pianta stilizzata (giardino).
06
Cristo in gloria
Il soggetto è Cristo in Gloria, questo è il lato più in mostra dell’ opera, Gesù è rappresentato frontalmente, seduto, vestito da sacerdote e con la mano di Dio sul capo e affiancato da 2 serafini, con 6 ali ciascuno; questi 3 sono contenute in un’ aurea di luce a forma di mandorla. 4 angeli li sorreggono e per queste hanno mani molto grandi. Gli spazi tra le figure sono riempiti da fiori, stelle e croci con funzione decorativa.
07
Le croci
Sulla lastra posteriore sono scolpite: Due croci greche, impreziosite da rombi e quadrati, imitanti pietre preziose, e da una rosa al centro. Sotto l'apertura delle reliquie (fenestrella confessionis), inscritta in un cerchio grigliato è rilevata una stella a cinque punte, stilizzazione del monogramma costantiniano. Due rosette, infine, sono poste ai lati esterni della lastra, delimitata da fuseruole e trecce a quattro capi.
08
L'adorazione dei magi
Sul lato destro si trova una Adorazione dei Magi. Vediamo la Madonna e il Bambino seduti su un alto trono di legno, di profilo ma con il volto frontale. I Magi, caratterizzati da tipiche vesti asiatiche, sono più piccoli e camminano nel vuoto; un angelo che vola sulle loro teste è rappresentato semplicemente in posizione orizzontale. Controversa è l’identificazione della figura femminile alle spalle della Madonna, che secondo alcuni è un’ancella, secondo altri la moglie di Ratchis. La donna posta dietro la cattedra di Maria presenta una posizione rigorosamente frontale, a parte i piedi, che sono visti di lato e rivolti verso la Madre e il Figlio.