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Energia dai rifiuti

Lucia

Created on March 12, 2023

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Energia dai rifiuti

Termovalorizzazione dei rifiuti

La termovalorizzazione, WTE (waste-to-energy), è un processo di termodistruzione, con recupero di energia e calore e con produzione residuale finale di ceneri da conferire successivamente in discarica. La termovalorizzazione, inoltre, permette di ridurre la massa dei rifiuti dell’80-85% e il loro volume di circa il 96%. La frazione combustibile è costituita principalmente da carta, plastica, umido (erba e legno, scarti alimentari)

Le fasi del processo

Il processo di termovalorizzazione può essere suddiviso in 3 fasi principali: - alimentazione rifiuti - generatore di vapore - ciclo termico e depurazione fumi
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Funzionamento

I rifiuti non riciclabili vengono conferiti all’inceneritore e scaricati nella vasca di raccolta e miscelazione. Da lì vengono caricati nelle caldaie delle la cui temperatura è regolata a oltre 1.000 gradi, per l’ossidazione completa dei rifiuti. Il calore prodotto dalla combustione genera vapore ad alta pressione, che viene immesso in un turbogeneratore per la produzione di energia elettrica e, successivamente, utilizzato per scaldare l’acqua che alimenta la rete del teleriscaldamento delle città. Una parte delle ceneri viene utilizzata nei cementifici che le impiegano come inerte nella formulazione del cemento.

Termovalorizzatori in Italia

Secondo i dati ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) in Italia sono in funzione 38 termovalorizzatori concentrati al Nord, principalmente in Lombardia ed Emilia Romagna. Al Centro-Sud ne sono dislocati in minor numero pur trattandosi di zone in cui il problema rifiuti è più grave, con basse percentuali di riciclo, ampio ricorso alle discariche, gravi disservizi e Tari più alta.

Termovalorizzatori in Europa

Attualmente in Europa sono attivi 450 termovalorizzatori, l’80% dista meno di 5 km dal centro. I paesi europei più virtuosi nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti sono Francia, Germania, Svezia, Danimarca, e Olanda.
A Copenhagen vi è il termovalorizzatore più ecologico al mondo: Copen Hill. L’inceneritore brucia 70 tonnellate di rifiuti all’ora ed è in grado di convertire 440 tonnellate di rifiuti l’anno in energia pulita, fornendo elettricità per 150.000 abitazioni. Ma ciò che rende ancora più speciale questo impianto è la sua duplice funzione: produrre energia a emissioni zero e essere un impianto sportivo. Sul suo tetto è stato ricavato un pendio lungo 200 metri, che scende dall’altezza di 90 e su di esso si sviluppano piste da sci, percorsi escursionistici e pareti da arrampicata.

Piramide gerarchica di valutazione delle procedure di smaltimento dei rifiuti

L’obiettivo delle normative europee è la riduzione delle quantità di rifiuti avviata allo smaltimento, rafforzando la responsabilità del produttore e del detentore. Per fare ciò, gli Stati membri si avvalgono della piramide gerarchica di valutazione delle procedure di smaltimento dei rifiuti, che comprende una serie di strategie classificate dalla più alla meno favorita dal punto di vista ambientale e igienico-sanitario.
Sebbene non esista una soluzione unica e ottimale per la gestione dei rifiuti dalla piramide si evince che il recupero di energia dai rifiuti con i termovalorizzatori è preferibile rispetto al loro conferimento in discarica che deve rappresentare l'ultima opzione possibile.

Vantaggi

Vantaggi nell’impiego dei termovalorizzatori: - riduzione delle discariche e dei trasferimenti esterni dei rifiuti - produzione di energia - sostenibilità, realizzata con il corretto filtraggio dei fumi - solidità finanziaria, risparmio nei costi di gestione delle discariche e ricavi dalla vendita di energia - alternativa al gas russo, insieme alle fonti di energia rinnovabile

Svantaggi

Svantaggi nell’impiego dei termovalorizzatori: - ceneri residue, pari al 15-25% del peso dei rifiuti trattati, che vanno conferite in discarica - una frazione dei rifiuti può essere riciclata o compostata con un impatto ambientale migliore - aumento delle emissioni di CO2 e di altri inquinanti; i termovalorizzatori non rispettano il principio del "Do no significant harm" (Non arrecare danni significativi) - "effetto lock-in", ovvero il rischio di legarsi a tecnologie costose che risultano obsolete in pochi anni dato il rapido sviluppo tecnologico