xiv-xv sec.
Umanesimo, rinascimento e "invenzione" del Medioevo
Il Quattrocento e il Cinquecento sono i secoli dell'Umanesimo e del Rinascimento, due movimenti culturali che comportarono una grande fioritura delle lettere, delle arti e della scienza, connotata dalla centralità dell'uomo.
indice
1. RINASCIMENTO: LE ARTI E LE DISCIPLINE STORICHE
- RINASCIMENTO
- ARTE, STORIA E POLITICA
2. L'AMORE PER L'ANTICO: LA CULTURA CLASSICA COME MODELLO
INDICE
- UMANESIMO
- FILOLOGIA E ARCHEOLOGIA
- RELIGIONE E UMANESIMO EUROPEO
3. I PROTAGONISTI
- LA CONDIZIONE SOCIALE DEGLI ARTISTI
- LE CORTI E I FATTORI DI SVILUPPO
4. L'INVENZIONE DELLA STAMPA
5. L'INVENZIONE DEL "MEDIOEVO"
RINASCIMENTO: LE ARTI E LE DISCIPLINE STORICHE
Con il termine Rinascimento si usa indicare la rinascita culturale che investe tutti i campi del sapere dalla metà del Quattrocento fino alla metà del Cinquecento.
RINASCIMENTO
Una delle componenti più fortemente connotative del Rinascimento è la concezione dell'uomo come essere libero. Per realizzare la sua individualità l'uomo rinascimentale vuole riorganizzare lo spazio circostante e da qui emerge la figura dell'architetto urbanista che ambisce a raggiungere la bellezza, l'ordine e funzionalità. Proprio in questo periodo vengono teorizzate a opera di Filippo Brunelleschi le leggi della prospettiva che applica anche nella Cupola di Santa Maria del Fiore, Duomo di Firenze.
Dal punto di vista artistico vengono rinnovati i temi e i soggetti delle rappresentazioni; vengono raffigurati non più solo temi sacri ma anche profani, tratti dalla storia e dalla mitologia antica, come è possibile osservare nel dipinto " La scuola di Atene" di Raffaello Sanzio.
ARTE, STORIA E POLITICA
Niccolò Machiavelli, nel suo trattato "Il Principe", propone una nuova visione della politica e della storia governata da virtù e fortuna. Secondo la nuova prospettiva laica la storia è il risultato di scelte umane che è possibile indagare e interpretare.
L'AMORE PER L'ANTICO: LA CULTURA CLASSICA COME MODELLO
Tra la fine del XIV e il XV secolo la stagione rinascimentale viene segnata dall'affermazione del così detto Umanesimo: la parola deriva da "umanista" che indica il cultore delle Humanae litterae cioè le lingue e letterature classiche, e si riferisce a un processo di rinnovamento culturale che comincia a manifestarsi in Italia e poi si diffonde in tutta Europa.Con l'Umanesimo la cultura classica viene utilizzata come modello da studiare per creare qualcosa di aggiornato e nuovo.
UMANESIMO
Considerato l'iniziatore dell'Umanesimo, è Francesco Petrarca a proporre per primo un ritorno allo studio degli autori antichi libero dall'interpretazione cristiana. È stato un instancabile esploratore di biblioteche ed ha influenzato altri dotti quali Poggio Bracciolini cui si deve il ritrovamento di numerose orazioni di Cicerone e del poema di Lucrezio De Rerum Natura cioè "Sulla natura".
Insieme con la riscoperta dei classici nasce la filologia, intesa come amore per le opere antiche, cioè quella scienza che consente di restituire i testi il più possibile vicini agli originali, sanando, quando possibile, errori e omissioni dovute alle numerose trascrizioni successive.In questo ambito risalta il nome del romano Lorenzo Valla che dimostra in modo definitivo che il documento della donazione di Costantino è un falso e applica il metodo filologico anche nelle Sacre Scritture. Il recupero dell'antico avviene anche attraverso l'archeologia.
FILOLOGIA E ARCHELOGIA
La riscoperta dell'antico si costruisce attorno all'idea della dignità dell'uomo. L'uomo inizia ad essere messo al centro di tutto e si favorisce una visione razionale del suo rapporto con la natura incentrato sul concreto.L'uomo rinascimentale, seppur sempre devoto e subordinato a Dio, diventa artefice del proprio destino e utilizza la ragione.
RELIGIONE E UMANESIMO EUROPEO
A partire dall'Italia l'Umanesimo si diffonde in tutta Europa; i centri umanistici più importanti sono Parigi, le Fiandre e l'Inghilterra. Una delle figure eminenti dell'Umanesimo europeo è Erasmo da Rotterdam che traduce la Bibbia in volgare, rendendola accessibile a tutti, e nella sua opera più importante, "L'Elogio della follia", utilizza ironicamente la Ragione personificata per giungere alla conclusione che il mondo è dominato dalla follia.
i protagonisti
Le figure degli umanisti fanno parte di un'élite ristretta e provengono da precisi ambiti geografici come la Toscana, il Veneto, la Lombardia e i territori pontifici. L'attenzione che in questo periodo viene data alle arti figurative fa sì che l'artista inizi ad assumere una sua importanza individuale e che cambi la sua condizione sociale stessa.
LA CONDIZIONE SOCIALE DEGLI ARTISTI
I nuovi lughi di riunione degli intellettuali sono le corti dove, con la pratica del mecenatismo, i potenti signori si circondano dei migliori artisti, scrittori e scienziati. I principali centri culturali del Rinascimento sono rappresentati da Milano, Firenze e Roma, ma molto importanti sono anche Mantova, Urbino e Ferrara. Nelle corti gli artisti svolgono anche incarichi diplomatici e di rappresentanza presso gli altri potenti.
LE CORTI E I FATTORI DI SVILUPPO
A favorire questa concentrazione di talenti nella nostra penisola vi sono diversi fattori: l'autonomia delle città che offrono maggiori opportunità, la libertà comunale che incoraggia l'inventiva, la creatività e il generale rinnovamento culturale, la diffusione di attività artigianali e delle università.
L'INVENZIONE DELLA STAMPA
Tra le molte novità del Rinascimento una delle più importanti è sicuramente l'invenzione della stampa a caratteri mobili, a opera di Johann Gutenberg nel 1455, diffusa in tutta Europa dai tipografi tedeschi. La domanda di libri, soprattutto da quando le università si diffondono in tutta Europa, diventa sempre più alta e si sviluppa un commercio nazionale e internazionale del libro tanto che a Venezia vengono fondate più di 200 officine di stampa da cui i libri veneziani raggiungono ogni angolo d'Europa. Gli argomenti dei libri riguardano temi religiosi e classici ma anche di attualità. In particolare sono gli uomini di chiesa a rientrare nel mercato libraio ed è proprio alle loro biblioteche che si deve la sopravvivenza di migliaia di incunaboli.
1455
L'INVENZIONE DEL MEDIOEVO
Gli uomini del Rinascimento e dell'Umanesimo introducono anche il termine "medievali" per definire i secolo V-XIV. Il Medioevo viene da loro inteso come "età di mezzo" tra il mondo classico e l'età che stanno vivendo. Giudicano questo periodo come una fase di declino della civiltà, un susseguirsi di secoli bui in mezzo a due epoche luminose che hanno in comune la centralità dell'uomo. Gli umanisti sono inoltre disinteressati e critici verso le espressioni originali del Medioevo, in campo sia artistico che letterario.
giorgia morresielisa andreani
Umanesimo, rinascimento e "invenzione" del medioevo
Elisa Andreani
Created on March 11, 2023
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xiv-xv sec.
Umanesimo, rinascimento e "invenzione" del Medioevo
Il Quattrocento e il Cinquecento sono i secoli dell'Umanesimo e del Rinascimento, due movimenti culturali che comportarono una grande fioritura delle lettere, delle arti e della scienza, connotata dalla centralità dell'uomo.
indice
1. RINASCIMENTO: LE ARTI E LE DISCIPLINE STORICHE
2. L'AMORE PER L'ANTICO: LA CULTURA CLASSICA COME MODELLO
INDICE
3. I PROTAGONISTI
4. L'INVENZIONE DELLA STAMPA
5. L'INVENZIONE DEL "MEDIOEVO"
RINASCIMENTO: LE ARTI E LE DISCIPLINE STORICHE
Con il termine Rinascimento si usa indicare la rinascita culturale che investe tutti i campi del sapere dalla metà del Quattrocento fino alla metà del Cinquecento.
RINASCIMENTO
Una delle componenti più fortemente connotative del Rinascimento è la concezione dell'uomo come essere libero. Per realizzare la sua individualità l'uomo rinascimentale vuole riorganizzare lo spazio circostante e da qui emerge la figura dell'architetto urbanista che ambisce a raggiungere la bellezza, l'ordine e funzionalità. Proprio in questo periodo vengono teorizzate a opera di Filippo Brunelleschi le leggi della prospettiva che applica anche nella Cupola di Santa Maria del Fiore, Duomo di Firenze.
Dal punto di vista artistico vengono rinnovati i temi e i soggetti delle rappresentazioni; vengono raffigurati non più solo temi sacri ma anche profani, tratti dalla storia e dalla mitologia antica, come è possibile osservare nel dipinto " La scuola di Atene" di Raffaello Sanzio.
ARTE, STORIA E POLITICA
Niccolò Machiavelli, nel suo trattato "Il Principe", propone una nuova visione della politica e della storia governata da virtù e fortuna. Secondo la nuova prospettiva laica la storia è il risultato di scelte umane che è possibile indagare e interpretare.
L'AMORE PER L'ANTICO: LA CULTURA CLASSICA COME MODELLO
Tra la fine del XIV e il XV secolo la stagione rinascimentale viene segnata dall'affermazione del così detto Umanesimo: la parola deriva da "umanista" che indica il cultore delle Humanae litterae cioè le lingue e letterature classiche, e si riferisce a un processo di rinnovamento culturale che comincia a manifestarsi in Italia e poi si diffonde in tutta Europa.Con l'Umanesimo la cultura classica viene utilizzata come modello da studiare per creare qualcosa di aggiornato e nuovo.
UMANESIMO
Considerato l'iniziatore dell'Umanesimo, è Francesco Petrarca a proporre per primo un ritorno allo studio degli autori antichi libero dall'interpretazione cristiana. È stato un instancabile esploratore di biblioteche ed ha influenzato altri dotti quali Poggio Bracciolini cui si deve il ritrovamento di numerose orazioni di Cicerone e del poema di Lucrezio De Rerum Natura cioè "Sulla natura".
Insieme con la riscoperta dei classici nasce la filologia, intesa come amore per le opere antiche, cioè quella scienza che consente di restituire i testi il più possibile vicini agli originali, sanando, quando possibile, errori e omissioni dovute alle numerose trascrizioni successive.In questo ambito risalta il nome del romano Lorenzo Valla che dimostra in modo definitivo che il documento della donazione di Costantino è un falso e applica il metodo filologico anche nelle Sacre Scritture. Il recupero dell'antico avviene anche attraverso l'archeologia.
FILOLOGIA E ARCHELOGIA
La riscoperta dell'antico si costruisce attorno all'idea della dignità dell'uomo. L'uomo inizia ad essere messo al centro di tutto e si favorisce una visione razionale del suo rapporto con la natura incentrato sul concreto.L'uomo rinascimentale, seppur sempre devoto e subordinato a Dio, diventa artefice del proprio destino e utilizza la ragione.
RELIGIONE E UMANESIMO EUROPEO
A partire dall'Italia l'Umanesimo si diffonde in tutta Europa; i centri umanistici più importanti sono Parigi, le Fiandre e l'Inghilterra. Una delle figure eminenti dell'Umanesimo europeo è Erasmo da Rotterdam che traduce la Bibbia in volgare, rendendola accessibile a tutti, e nella sua opera più importante, "L'Elogio della follia", utilizza ironicamente la Ragione personificata per giungere alla conclusione che il mondo è dominato dalla follia.
i protagonisti
Le figure degli umanisti fanno parte di un'élite ristretta e provengono da precisi ambiti geografici come la Toscana, il Veneto, la Lombardia e i territori pontifici. L'attenzione che in questo periodo viene data alle arti figurative fa sì che l'artista inizi ad assumere una sua importanza individuale e che cambi la sua condizione sociale stessa.
LA CONDIZIONE SOCIALE DEGLI ARTISTI
I nuovi lughi di riunione degli intellettuali sono le corti dove, con la pratica del mecenatismo, i potenti signori si circondano dei migliori artisti, scrittori e scienziati. I principali centri culturali del Rinascimento sono rappresentati da Milano, Firenze e Roma, ma molto importanti sono anche Mantova, Urbino e Ferrara. Nelle corti gli artisti svolgono anche incarichi diplomatici e di rappresentanza presso gli altri potenti.
LE CORTI E I FATTORI DI SVILUPPO
A favorire questa concentrazione di talenti nella nostra penisola vi sono diversi fattori: l'autonomia delle città che offrono maggiori opportunità, la libertà comunale che incoraggia l'inventiva, la creatività e il generale rinnovamento culturale, la diffusione di attività artigianali e delle università.
L'INVENZIONE DELLA STAMPA
Tra le molte novità del Rinascimento una delle più importanti è sicuramente l'invenzione della stampa a caratteri mobili, a opera di Johann Gutenberg nel 1455, diffusa in tutta Europa dai tipografi tedeschi. La domanda di libri, soprattutto da quando le università si diffondono in tutta Europa, diventa sempre più alta e si sviluppa un commercio nazionale e internazionale del libro tanto che a Venezia vengono fondate più di 200 officine di stampa da cui i libri veneziani raggiungono ogni angolo d'Europa. Gli argomenti dei libri riguardano temi religiosi e classici ma anche di attualità. In particolare sono gli uomini di chiesa a rientrare nel mercato libraio ed è proprio alle loro biblioteche che si deve la sopravvivenza di migliaia di incunaboli.
1455
L'INVENZIONE DEL MEDIOEVO
Gli uomini del Rinascimento e dell'Umanesimo introducono anche il termine "medievali" per definire i secolo V-XIV. Il Medioevo viene da loro inteso come "età di mezzo" tra il mondo classico e l'età che stanno vivendo. Giudicano questo periodo come una fase di declino della civiltà, un susseguirsi di secoli bui in mezzo a due epoche luminose che hanno in comune la centralità dell'uomo. Gli umanisti sono inoltre disinteressati e critici verso le espressioni originali del Medioevo, in campo sia artistico che letterario.
giorgia morresielisa andreani