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L'IMPERO INCA
Le Codies
Created on March 11, 2023
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Transcript
L'IMPERO INCA
le civiltà precolombiane
ORIENTARSI NELLO SPAZIO...
Di tutte le civiltà precolombiane (Inca, Maya e Aztechi) quella degli Inca fu l’unica civiltà del Sud America che costruì un impero vero e proprio. Le civiltà precolombiane si distinguono da quelle del Nord America perché raggiunsero un alto livello di complessità sociale, economica e politica.
Il vastissimo impero fondato dagli Inca nell'America Meridionale si estendeva, al momento dell'arrivo degli Spagnoli nel 16° secolo, lungo la Cordigliera delle Ande dall'Ecuador all'Argentina, avendo come capitale la città di Cuzco (nell'odierno Perù).
CHI ERANO GLI INCAS?
LA SOCIETÀ INCA
PRODUZIONE ED ECONOMIA
L'ESERCITO E LE ARMI
ALIMENTAZIONE
Nate come piccole tribù della costa peruviana, le popolazioni antenate degli Inca iniziarono a fondare piccole città e insediamenti lungo i numerosi fiumi della zona, arrivando a colonizzare gli altipiani nel cuore delle Ande, la catena montuosa che attraverso il Centro-Sud America (da qui l'aggettivo "andino" che spesso si affianca ad elementi tipici della cultura Inca).
Gli Incas erano una popolazione di lingua quechua che nel 1532, all’epoca della conquista spagnola, dominava su un impero vastissimo situato nell’America meridionale. A detenere l’autorità era una guida suprema, un vero e proprio sovrano assoluto, che era considerato l’incarnazione del Sole, la stella madre del sistema.
L'espansione Inca si trasformò in un vero e proprio Impero quando, nel XV secolo, la grande città di Cuzco espanse il proprio dominio su tutta la regione.
ORIGINI DEL NOME INCA
QUECHUA
INCAS
INCA
Con il termine Inca si indica l'intera popolazione indigena del luogo ma in realtà il termina era utilizzato per indicare la classe dirigente (una sorta di attuale aristocrazia) e il sovrano
Con il termine quechua non si indica solo la lingua parlata dagli Inca, bensì tutta la classe comune, non appartenente a quella nobiliare.
Ad oggi il popolo viene chiamato così poichè gli Spagnoli resero prorprio il termine, cercando di adeguarlo alla loro lingua, aggiungendo così la S spagnola.
Per gli Inca "Re" significa "Principe di stirpe regia o figlio del Sole". A capo di questa civiltà c'era il sovrano e i suoi parenti; Egli si doveva sposare con una sua nipote per non perdere il potere. Le classi sociali erano due: i nobili e il popolo, ben distinte, era inflitta la pena di morte per coloro che si sposavano tra le due classi. I nobili facevano parte della famiglia reale e il Re per conoscere il suo popolo faceva un viaggio ufficiale. Per amministrare il regno, lo suddivisero in 4 province e 4 cantoni.
FAMIGLIA REALE
01
INCA,COYA, AQUI
L'impero era così amministrato: alla guida di ogni regione Tathuantinsuyo l'Inca poneva un viceré designato tra i suoi parenti più stretti; alla guida delle province poneva i governatori. Non esistevano organi di rappresentanza popolare. Sacerdoti e militari collaboravano con i politici alla gestione del potere. L'uomo comune era monogamo (una moglie); poligamo (più mogli) era solo il nobile.
NOBILTA DI SANGUE
02
parenti del sovrano
NOBILTA DI PRIVILEGIO
03
soldati e curacas
HATUNRUNAS E MITIMAS
04
cittadini comuni, colonizzatori e migranti forzati
YANACONAS E PINAS
05
schiavi dell'Inca e coltivatori di coca
LA COCA PIANTA SACRA E CURATIVA DEGLI ANTICHI INCA...
Preziosa quanto l’oro e l’argento, la foglia di questo vegetale si utilizzava nelle cerimonie religiose e come energetico
Era considerato un vero e proprio rito di iniziazione l’atto del masticare le foglie della pianta di coca, superato il quale chi si rendeva protagonista di questo gesto poteva non solo entrare a far parte dell’aristocrazia, ma anche ritenersi appartenente alla religione Incas.
MAMA COCA
MANCO CAPAC
'Il coltivatore'. Illustrazione della cronaca di Felipe Guamán Poma de Ayala.Inizi del XVII secolo
Gli Inca, come le altre civiltà che abitavano l'America, basavano la loro economia sull'agricoltura come attività principale, ma svolgevano anche attività di allevamento e artigianali. A differenza di altre civiltà, gli Incas distribuivano equamente tra la popolazione tutta la ricchezza prodotta nelle attività agricole e zootecniche.
Oltre all'attività agricola e zootecnica, lavoravano anche prodotti artigianali e pur disponendo di un'adeguata infrastruttura di autostrade e strade, non si sviluppavano attività commerciali. Per questo motivo non usavano neanche un sistema monetario.
Allo stesso modo, tutta l'attività economica degli Incas era legata a legami di parentela molto stretti. Il che implicava che a ciascun membro della famiglia fosse assegnato un insieme di responsabilità e obblighi che dovevano adempiere.
ORGANIZZAZIONE
Il sistema di lavoro degli Incas poteva essere di tre tipi:
L'AYNI
LA MITA
LA MINKA
LAVORAZIONE DEI METALLI
MANUFATTITESSILI
SCULTURA
CERAMICA
L'ESERCITO INCA
Il fulcro delle armate imperiali era rappresentato dall’esercito. Si trattava di una massa composita divisa per etnie e comandata ciascuna dai propri capi, ma coordinata dallo stato maggiore degli Inca e, in casi particolari, diretta dall’Inca supremo in persona.
Ogni schiera conservava i propri colori e si adornava degli usuali emblemi di guerra dando all’insieme una immagine pittoresca e variegata che, data la moltitudine delle unità impiegate, impressionava qualunque avversario.
L’esercito osservava una stretta disciplina e, durante la marcia, ogni sopruso nei confronti delle popolazioni era, solitamente, punito con la morte. L’apporto logistico era curato in maniera particolare e la sussistenza era facilitata dai numerosi depositi di viveri ed armi che gli Inca avevano dislocato lungo le strade che attraversavano il loro impero. La leva era indetta tribù per tribù, ma raramente interessava simultaneamente tutte le contrade essendo, di solito, sufficienti le forze inviate da alcune delle etnie assimilate
LE ARMI INCA
Esistevano delle tradizioni particolari che vedevano, ad esempio, i Canari essere famosi per le loro picche o gli indios delle selve primeggiare nell’uso dell’arco, ma la varietà delle armi peruviane era piuttosto limitata e l’esercito aveva, tutto sommato, una sorta di omogeneità. La scelta delle armi da battaglia poteva spaziare comunque tra alcuni strumenti di offesa o di difesa di uso comune.
Lance. Erano chiamate turpuna, ma venivano poco usate dagli eserciti inca che preferivano armi più corte e più adatte al corpo a corpo. La loro scarsa diffusione era dovuta anche alla mancanza, sull’altopiano andino, di alberi adatti a fornire delle lunghe aste.
Archi. Il loro nome era huachina ed erano di diverse dimensioni, ma così come le lance erano poco usati nel Perù degli Inca. Spesso, però, gli eserciti di Cuzco comprendevano degli effettivi di indios delle foreste amazzoniche, particolarmente abili nell’uso dell’arco. Non pare invece che venissero impiegati dardi avvelenati, di uso comune nelle foreste del versante atlantico del continente.
Macana. Mazza di legno con, alla sommità, una parte di pietra durissima tagliata a forma di stella appuntita. Era l’arma preferita delle genti andine, usata per sfondare i crani dei nemici. Tumi. Era una sorta di coltellaccio, di forma particolare, in dotazione a tutti i reparti inca. Era considerato un’arma ausiliaria.
ALIMENTAZIONE INCA
L' alimento principale era il mais, si mangiavano fagioli, semi di amaranto o di salvia. Si mangiava tre volte al giorno e il pasto più comune era una zuppa di mais bollito, addolcita con miele o insaporita con salsa piccante. I ricchi consumavano cacao con miele o vaniglia, succo di agave fermentato o altre spezie. A metà giornata si mangiava mais, fagioli, salsa di peperoni e pomodori; raramente carne di uccelli, selvaggina o tacchino. La tavola dei ricchi era più raffinata. Si preparavano più di 300 piatti comprendenti gallette di mais, arrosti e bolliti, ragù di cacciagione, pesci in salsa di zucca, rane, vermi, formiche alate. Naturalmente c' erano legumi, patate dolci, peperoni e pomodori. La cena era leggera composta da sostanze liquide variamente aromatizzate.
ASPETTO FISICO
ABITI
RELIGIONE
MEDICINA
INVENZIONI
ASPETTO FISICO
Gli inca, avevano tutti il fisico simile. Gli uomini erano di media statura,con il petto ampio,mani tozze e piedi robusti. Il volto era distinto da occhi scuri e allungati,pelle ramata,zigomi alti,capelli spessi,scurissimi e possedevano una notevole agilità e resistenza fisica.
L’aspetto fisico della donna inca è asciutto ma ugualmente in carne. Caratteristica peculiare è la forma degli occhi molto sottile e quella del viso, lungo e magro.
GLI ABITI
Gli uomini portavano un camicione di lana (onka) che era realizzato dagli uomini al telaio, molto spesso a disegni geometrici in una vastissima gamma di colori(più di 100 tonalità). Il camicione aveva 1 buco per la testa e 2 grandi aperture per le braccia, simile all'odierno poncho. Gli abiti della gente comune erano semplici. 1 tunica di lusso, maschile, decorata a scacchi realizzati nella tessitura della stoffa 2 Tipico spillone d'oro, a forma di cucchiaione, detto tipù: era usato dalle donne della nobiltà per tenere chiusi i mantelli sul petto. Gli uomini tenevano in testa copricapi elaborati come segno di appartenenza a una determinata tribù. Le donne vestivano un semplice abito formato da una lunga pezza rettangolare di lana d'alpaca (anaqu) che copriva anche la testa e che veniva trattenuta in vita da una cintura. Sopra indossavano un mantello,lo yacolla, e ancora uno scialle (topo) trattenuto da una spilla in rame, argento o, avendone le possibilità, in oro. I lunghi e lucidi capelli erano sciolti, oppure raccolti in trecce e ornati con fili colorati di lana.
LA RELIGIONE
Pachacamac- dio creatore dell’universo il suo nome significa colui che ha creato la terra. Viracocha– divinità creatrice del sole, della luna e delle stelle, il dio che aveva plasmato i primi uomini nell’argilla. Era adorato in due templi: il primo si trovava nel Cuzco, il secondo, era situato presso Urcos. le immagine era riprodotta in una statua d’oro con le sembianze di un bambino di dieci anni che teneva un braccio alzato in una posa benedicente. Il suo culto entrò spesso in conflitto con quello del Sole e fu spesso una causa di dissapori anche violenti tra i sovrani Inca e il potere sacerdotale. Inti– Dato che la religione inca era basata sulla natura, il sole era l’elemento più importante della vita perché procurava calore e luce. Inti infatti era anche conosciuto come “il generatore di vita”. Era venerato soprattutto dai contadini che confidavano nel sole per ottenere un buon raccolto. Benché fosse il secondo dio più venerato dopo Viracocha, egli riceveva il più grande numero di offerte.
SUDDIVISIONE DEL MONDO
gli inca credevano che il mondo fosse composto da tre livelli:Hanan Pacha: significa “sopra mondo” dove risiedevano gli dei. Kay pacha: il mondo dove vivevano gli esseri umani. Uku Pacha: significa “sotto mondo” dove risiedono i morti.
SACRIFICI
Gli Inca eseguivano sacrifici di bambini durante o dopo importanti eventi, quali la morte dell'inca (sovrano) o durante una carestia. Come vittime sacrificali sceglievano bambini fisicamente perfetti, perché costoro erano la migliore offerta agli dei. Li facevano vestire con abiti preziosi e gioielleria, scortandoli a Cuzco dove avrebbero incontrato il re e partecipato ad una festa in loro onore. A questo punto gli alti sacerdoti portavano le vittime sulle cime dei monti per il sacrificio. Facevano bere ai bambini una bevanda inebriante per minimizzare dolore, paura e resistenza, quindi li uccidevano per strangolamento, colpendoli alla testa, o lasciando che perdessero conoscenza per il freddo estremo morendo assiderati.
MACHU PICCHU
Alcuni sostengono che fu costruito come un gran mausoleo per l'inca Pachacutec, mentre altre affermano che fu un importante centro amministrativo e agricolo le cui zone coltivate servirono per il sostegno dei suoi abitanti. Altre teorie molto accreditate sono quelle riguardo un presunto luogo di culto riservato a sole sacerdotesse, dati i numerosi ritrovamenti di teschi femminili; oppure una residenza personale dell'inca, ove quest'ultimo ospitava donne, artigiani, servi e collaboratori, una sorta di piccolo stato indipendente all'interno della città dove l'inca si recava per pochi mesi l'anno.
LA MEDICINA
Gli Inca avevano abilità nel curare le malattie utilizzando le erbe e allo stesso tempo non disprezzavano la magia. Le malattie più diffuse erano le febbri e l'uta,(una specie di lebbra che colpiva il viso). Gli Inca ritenevano che tutti i mali avessero una causa soprannaturale e che perciò occorresse curarli,(non solo con medicine naturali),ma anche con pratiche magiche e religiose; in questo caso intervenivano gli stregoni,i sacerdoti,gli indovini. Il potere dei medici derivava dalla saggezza delle loro formule,che venivano poi tramandate di padre in figlio. Gli Inca sapevano praticare le amputazioni, incidevano gli ascessi. Sapevano otturare le carie e le protesi erano fatte con il rame.Sapevano anche trapanare il cranio,però non intervenivano sugli organi interni.Per suturare le incisioni si ricorreva alle formiche carnivore alle quali venivano fatti mordere i lembi delle ferite;poi si tagliava loro la testa che fungeva da graffetta naturale.La malaria veniva curata con la quina-quina. Il "paico" era molto indicato per le febbri comuni. Contro la tosse si somministrava un' infusione. Il tabacco era usato come polvere da fiuto per liberare le vie nasali. Quando si perdevano i sensi si rimediava con il sangue di condor. Per curare la pelle,si usavano i sali minerali.
INVENZIONI INCA
PONTI DI CORDA
YUPANA
QUIPU
LA FINE DELL'IMPERO
Durante il periodo di una guerra civile Inca, gli spagnoli arrivarono, sotto la guida di Francisco Pizarro (1478 – 1541). Nonostante le recenti sconfitte dovute alla guerra civile, l’impero Inca rimase diviso in fazioni del sud (Cusco) e del nord (Quito). Gli spagnoli si schierarono con l’una o l’altra parte secondo la loro convenienza. Gli spagnoli, sostenuti da popoli soggiogati dagli Incas come i Cañaris, catturarono il sovrano e lo costrinsero a pagare un ingente tesoro per il suo riscatto, nonostante avesse pagato fu ucciso ugualmente. Arrivarono nella città di Cusco nel 1533. La nobiltà Inca non impiegò molto a realizzare le intenzioni di conquista degli spagnoli. Tuttavia, era già troppo tardi. Francisco Pizarro aveva a sua disposizione un grandissimo esercito di indiani. Il sovrano Inca, lasciò Cusco con un esercito e si stabilì a Vilcabamba, una città nella fitta giungla. Da lì dichiarò guerra agli spagnoli e le battaglie durarono circa 40 anni. Con l'assassinio dell’ultimo Inca ribelle di Vilcabamba, il potere Inca terminò.