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macedonia

Giordana La Fiura

Created on March 10, 2023

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Transcript

La macedonia

E L'IMPERO DI ALESSANDRO MAGNO

INIZIO

indice

3. Il viaggio di Alessandro

4. L'impero di Alessandro Magno

1.Filippo II e il rafforzamento del regno di Macedonia

5. Il periodo ellenistico

2. La fine dell'indipendenza greca

6. La cultura in epoca ellenistica

La macedonia

01

Ai margini del mondo greco

La Macedonia era una regione montuosa che occupava la parte più settentrionale della Grecia. I Macedoni erano considerati dagli altri greci un popolo rozzo e primitivo: una delle ragioni di questo disprezzo era che i macedoni parlavano un dialetto diverso dal greco dell'Attica.Inoltre la Macedonia non era una polis ma un regno con capitale nella città di Pella. I Macedoni infatti erano sudditi e non cittadini. Fino al IV secolo a.C:. l'economia della Macedonia era povera, basata soprattutto sull'allevamento, e l'autorità del sovrano era limitata dall'aristocrazia. Tutto cambiò quando, nel 359 a.C. salì al trono Filippo II.

Mappa del regno macedone alla morte di Filippo II

la falange macedone

un muro invalicabile

Filippo II raforzò il potere regio e ridusse i nobili all'obidienza ma soprattutto rinforzò l'esercito macedone e introdusse alcune innovazioni:

  1. Modificò la falange macedone

2. Potenziò la cavalleria

3. Chiamo in Macedonia i migliori ingegneri militari

falange

Queste tre riforme resero in breve tempo l'esercito macedone il migliore del mondo greco.

Filippo II usa la cultura come mezzo di propaganda

Filippo II

Filippo chiamò presso la reggia di Pella artisti, scrittori, poeti e filosofi. Tra quelli che accolsero il suo invito ci fu anche Aristotele, al quale Filippo II affidò l'educazione del figlio, Alessandro.La protezione data alla cultura celava un intento politico: Filippo intendeva presentarsi agli occhi dei Greci non come il rozzo re di un popolo di semi-barbari ma come un sovrano amante dell'arte e della cultura.

Filippo II è stato il diciottesimo re di Macedonia dal 360 a.C. al 336 a.C. Aveva 7 figli, tra cui: Alessandro Magno che fu il suo successore. Conquisto militarmente la Grecia nel 338 a.C. con la battaglia di Cheronea.

02

la fine dell'indipendenza greca

Filippo II si presenta come un pacificatore

Grazie alla superiorità del suo esercito, nel 357 a.C. Filippo II conquistò la Tracia, una regione ricca di miniere d'oro a est della Macedonia. Filippo, ora, disponeva sia della ricchezza sia della forza militare necessarie a conquistare la Grecia. Filippo sapeva che i Greci tenevano alla propria libertà e che non avrebbero mai accettato di sottometersi a un sovrano perciò, invece di presentarsi come un conquistatore, cercò di apparire come un pacificatore, ossia come l'unica persona in grado di porre fine ai conflitti che dilaniavano la Grecia. Per intervenire, quindi, attese l'occasione che arrivò nel 352 a. C. quando il santuario di Apollo a Delfi fu saccheggiato; A quel punto Filippo II giunse in Grecia col proprio esercito, con la scusa di punire le città colpevoli e ristabilire la pace ma in realtà così facendo estese il proprio controllo sulla Grecia settentrionale.

demostene si oppone a filippo ii

La politica espansionistica della Macedonia creò una divisione all'interno del mondo greco. alcuni vedevano in Filippo II un condottiero capace di portare finalmente la pace dei Greci e di guidarli contro il tradizionale nemico persiano. Per altri egli era invece un tiranno che avrebbe soffocato la libertà delle poleis. Era di questo avviso l'oratore ateniese Demostene che contro il sovrano macedone pronunciò una serie di appassionate orazioni nelle quali ne denunciava la sete di potere. Tra le varie accuse che Demostene rivolse a Filippo II ci fu quella di aver corrotto vari uomini politici in modo da ottenere l'appoggio (accusa probabilmente vera). Alla fine demostene, grazie alle sue capacità oratorie, riuscì a convincere gli Ateniesi a formare coi Tebani un'alleanza anti-macedone che dichiarò guerra a Filippo II.

Demostene, figlio di Demostene del demo di Peania, è stato un politico e oratore ateniese, grande avversario di Filippo II di Macedonia e uno dei dieci grandi oratori attici. Notevole è il rilievo che nella vita politica e culturale ateniese del IV secolo a. C. Nato nel 384 a. C. ad Atene e morto nel 322 a.C. a Calauria

L'indipendenza della Grecia finisce a Cheronea

Lo scontro decisivo tra le città greche e l'esercito macedone ebbe luogo nel 388 a.C. a cheronea. La falange macedone prevalse facolmente sulla fanteria ateniese, mentre la cavalleria sbaragliò le truppe tebane con un attacco a sorpresa. La disfatta degli eserciti delle poleis pose fine all'autonomia della Grecia, che passò sotto l'egemonia macedone.

Filippo ii non si fa incoronare re

Filippo sapeva che i Greci non avrebbero accettato di sottomettersi a un sovrano. Così, invece di farsi incoronare re, creò la Lega di Corinto, un'alleanza militare che riuniva tutte le città greche (apparte Sparta) e della quale lui assunse il comando. Per controllare la Grecia, Filippo fece come Atene: fece un'alleanza in cui apparentemente tutti i contraenti erano uguali ma che in realtà era saldamente sotto il suo controllo. Ma tutto ciò non era sufficiente: per unire realmente le città greche c'era bisogno di un obbiettivo comune, ossia la guerra contro l'impero persiano. Filippo II iniziò a progettare una spedizione militare contro la Persia ma nel 336 a.C., mentre fervevano i preparativi, fu ucciso durante una congiura di palazzo.

alessandro re a 20 anni

Sul trono di Macedonia salì il figlio Alessandro, che all'epoca aveva appena vent'anni e che per le sue imprese fu in seguito chiamato Alessandro Magno, ossia "Alessandro il Grande". Esso aveva già ricoperto incarichi importanti sia nell'esercito sia nell'amministrazione dello Stato. Era inoltre intelligente, determinato e molto ambizioso.Nel 335 a.C. i Tebani si ribbellarono ad Alessandro, che reagì rapidamente e domò la rivolta con estrema durezza: la città fu distrutta e gli abitanti uccisi o venduti come schiavi. Secondo la tradizione, Alessandro ordinò ai suoi soldati di risparmiare la casa e i discendenti del poeta Pindaro : così dimostrava ai Greci non solo la sua magnanimità, ma anche il suo apprezzamento per la cultura greca. Una volta riportato l'ordine in Grecia, il giovane re potè dedicarsi al progetto lasciato incompiuto da Filippo: invadere l'impero persiano.

IL VIAGGIO DI ALESSANDRO

03

ALLA CONQUISTA DELLA PERSIA

Nel 334 a.C. Alessandro lasciò la Macedonia diretto verso l'Asia. Alessandro aveva con sè 40 000 fanti e 6000 cavalieri. Al seguito delle truppe viaggiavano anche gli ingegneri militari assunti da Filippo II, e alcuni letterati, incaricati di scrivere il resoconto della spedizione. Alessandro varcò l'Ellesponto, lo stretto di mare che divide L'europa dall'Asia, e quindi discese le coste dell'Asia Minore: al suo arrivo le poleis greche si ribbellarono al dominio persiano e si schierarono con lui. Lesercito persiano era più numeroso ma peggio addestrato di quello macedone per questo motivo la tattica migliore era evitare lo scontro campale e logorare l'esercito di Alessandro con piccoli attacchi. Ma i generali persiani decisero di affrontare i Macedoni presso il fiume Granico, grazie alle cariche della cavalleria e alla superiorità della falange macedone, la vittoria fu di Alessandro. L'imperatore persiano Dario III prese allora personalmente la guida dell'esercito e affrontò Alessandro a Isso, nel 333 a.C. I persiani subirono una cocente sconfitta. Dario fu addirittura costretto a fuggire precipitosamente, abbandonando la moglie e le due figlie che furono catturate dai Macedoni. Alessandro non imprigionò le principesse reali ma le trattò con tutti gli onori.

Alessandro conquista la Fenicia ...

Dopo la battaglia di Isso Alessandro si diresse verso sud, ossia verso il Libano e la Siria. Questa scelta era quasi obbligatoria: se avesse avanzato verso oriente, l'esercito macedone avrebbe rischiato di essere preso alle spalle da truppe nemiche provenienti dalla siria.Lui inoltre aveva bisogno di impadronirsi delle città fenice in modo da poter contare sulla loro flotta per ricevere rifornimenti e truppe fresche.

La maggior parte delle città fenice si sottomise volontariamente al sovrano macedone che si dimostrò clemente verso di esse, evitando di saccheggiarle. Le città che opposero resistenza furono assediate e saccheggiate, e gli abitanti uccisi o fatti schiavi, come la città di Tiro. In questo modo Alessandro mandò a tutti un messaggio molto chiaro: guai a chi avesse tentato di contrastarlo

... e si impadronisce dell' Egitto

Alessandro proseguì la sua avanzata verso l'Egitto, dova la popolazione lo accolse come un liberatore e gli tributò gli onori riservati ai faraoni, risconoscendogli una natura divina. In Eggitto Alessanro trascorse l'inverno del 332 a.C. : durante la sua permanenza fondò, presso le foci del nilo Alessandria d'Eggitto. Questa città fu solo la prima delle molte che, durante il suo lungo viaggio, il sovrano macedone creò e battezzò con il proprio nome. La città doveva servire come scalo per le navi in arrivo dalla Grecia, e in effetti, divenne ben presto uno dei principali porti del Mediterraneo nochè una delle piu belle e importanti città dell'antichità.

Battaglia di Isso

La conquista del'impero persiano e la morte di dario

Alessandro sapeva che per farsi accettare dai suoi nuovi sudditi doveva apparire come un sovrano giusto, che faceva rispettare le leggi e che si comportava con generosità verso gli sconfitti. Besso doveva essere punito perchè si era macchiato del tradimento, il peggiore. Sempre per apparire agli occhi dei Persiani come un sovrano giusto e clemente lui trattò con tutti gli onori la moglie e le figlie di Dario.

Nella primavera del 331 a.C., dopo aver ricevuto rinforsi dalla Grecia, Alesandro lasciò l'Egitto diretto verso la Persia, pronto ad affrontare le truppe di Dario III. Lo scontro decisivo avvenne a Gaugamela nel 331 a.C: l'esercito persiano fu nuovamente sconfitto e Dario, venne messo in fuga. Alessandro potè così entrare da conquistare a Babilonia e a Persepoli. Dario cercò scampo in Sogdiana e Bactriana, le regioni più orientali dell'impero ancora sotto il suo controllo, ma nel 330 a.C. fù ucciso a tradimento da Besso, il gove4rnatore delle province dove aveva cercato rifugio. Besso uccise Dario perchè sperava di ingraziarzi Alessandro e di diventare re dei territori di cui era governatore. Alesssandro rese onore a Dario con solenni cerimonie funebri e promise che avrebbe vendicato la sua morte: in questo modo si presentò ai persiani come il vendicatore del loro legittimo sovrano, nonchè il suo degno successore.

Perchè Alessandro non ricompensò Besso

l'impero di alessandro magno

04

Alessandro si spinge fino all'India

Il sogni di Alessandro: unire Macedoni Greci e Persiani

Con le sue vittorie vittorie Alessandro aveva dimostrato di essere un grande condottiero ora tuttavia doveva dimostrare di essere anche un uomo politico capace di costruire la pace e amministrare l'impero egli cercò quindi di creare per il suo impero una classe dirigente formata dall' unione dell'aristocrazia macedone con quella persiana per questo oltre al gesto simbolico di seppellire il cadavere di Dario tributandogli gli onori riservati a un sovrano accolse nel proprio esercito i nobili Persiani e affidò loro posti di comando inoltre spinse i suoi uomini a sposarsi con donne originarie dei territori conquistati lui stesso prese come moglie la principessa persiana Roxane. Questa politica di integrazione destò però lo scontento della nobiltà macedone che quando era il momento di assegnare un posto di comando si vedeva spesso preferire i persiani ad aumentare il malcontento vi furono anche gli atteggiamenti di Alessandro che così come già aveva fatto in Egitto e accettò di essere onorato come una divinità Alessandro tentò addirittura ad imporre ai suoi Generali il rito della proskynesis l’inchino di sottomissione che i sudditi persiani tributavano al loro imperatore e che i greci consideravano indegna di un uomo libero questi comportamenti suscitarono un vasto dissenso e condussero alcuni consiglieri di Alessandro a ordire una congiura il complotto fu però scoperto e i congiurati arrestati e giustiziati.

Con le sue vittorie vittorie Alessandro aveva dimostrato di essere un grande condottiero ora tuttavia doveva dimostrare di essere anche un uomo politico capace di costruire la pace e amministrare l'impero egli cercò quindi di creare per il suo impero una classe dirigente formata dall' unione dell'aristocrazia macedone con quella persiana per questo oltre al gesto simbolico di seppellire il cadavere di Dario tributandogli gli onori riservati a un sovrano accolse nel proprio esercito i nobili Persiani e affidò loro posti di comando inoltre spinse i suoi uomini a sposarsi con donne originarie dei territori conquistati lui stesso prese come moglie la principessa persiana Roxane. Questa politica di integrazione destò però lo scontento della nobiltà macedone che quando era il momento di assegnare un posto di comando si vedeva spesso preferire i persiani ad aumentare il malcontento vi furono anche gli atteggiamenti di Alessandro che così come già aveva fatto in Egitto e accettò di essere onorato come una divinità Alessandro tentò addirittura ad imporre ai suoi Generali il rito della proskynesis l’inchino di sottomissione che i sudditi persiani tributavano al loro imperatore e che i greci consideravano indegna di un uomo libero questi comportamenti suscitarono un vasto dissenso e condussero alcuni consiglieri di Alessandro a ordire una congiura il complotto fu però scoperto e i congiurati arrestati e giustiziati.

La morte di alessandro

Rientrato in Persia, Alessandro scoprì che i governatori di alcune province si erano ribbeliati. In pochi mesi il condottiero riportò l'ordine e punì con la morte i ribelli. Alessandro non ebbe però tempo di consolidre il proprio impero: il 3 giugno del 323 a.C., durante un banchetto, si accasciò al suolo. Le sue condizioni apparvero subito gravi; alcuni parlarono di avvelenamento ma, più probabilmente, si trattava di una malattia, forse la malaria. Alessandro non riprese mai conoscienza e morì il 13 giugno 323 a.C. ad appena 33 anni e dopo solo tredici anni di regno. Aveva coì fine la vita di uno dei più grandi condottieri di tutti i tempi.

CONCLUSIONE!!!

Speriamo vi sia piacuto