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L' ABBIGLIAMENTO DEI ROMANI

federica monaco

Created on March 9, 2023

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Transcript

L'ABBIGLIAMENTO DEI ROMANI

VOGLIA DI GLAMOUR

Vestirsi in epoca romana poteva lasciar spazio a più di un significato: oltre a coprirsi e abbellirsi, L' abbigliamento romano serviva ad indicare lo status sociale dell’individuo.

Osare, scoprire e rccontarsi con la moda nell' Antica Roma

IL POPOLO ROMANO ERA UN POPOLO ALLA MODA

Ma come si vestivano gli antichi Romani?

CANDIDA PRAETEXTA PULLA PICTA O PALMATA TRAEBEA

LA TOGA

L’abito per eccellenza dei Romani era la toga, a tal punto che Virgilio definì il popolo romano “gens togata”. Non sappiamo esattamente che forma avesse; probabilmente aveva una forma ellittica con le estremità arrotondate e lunga due.5 metri e larga La figura umana avvolta nella toga aveva un aspetto maestoso, come si può dedurre dalle statue che ci sono state tramandate. I movimenti erano un po’ impediti da un simile indumento che sembrava essere ingombrante e per questo costringeva la persona a avere dei gesti piani di dignità.

la toga praetexta

La toga pretexta bordata di porpora, era riservata ai ragazzi fino all'età di 16 anni, ed era la stessa toga che usavano i senatori, solo che la porpora era un'imitazione e pertanto non così costosa. la pretesta, come altri usi etruschi, fu introdotta a Roma da Tullo Ostilio e fu inizialmente attributo dei magistrati fin quando Tarquinio Prisco ne donò una al figlio quattordicenne che in battaglia aveva ucciso un nemico. Da allora prevalse l'uso di far indossare la pretesta ai ragazzi di condizione patrizia, in particolare era bordata da una striscia di porpora la pretesta dei figli di ex magistrati. Ai tempi della II guerra punica anche i figli dei plebei, purché nati da matrimoni regolari, furono autorizzati ad indossare la pretesta. Riservata anche ai senatori e ai cavalieri. Tuttavia quella dei senatori avevano la balza rossa più larga rispetto a quella dei cavalieri

La toga pura o toga virilis = la toga di lana bianca, che il cittadino romano indossava, con una solenne cerimonia a 17 anni per fare il primo ingresso nel foro con un rito di passaggio dalla adolescenza alla maturità.

toga pura o virilis

gli altri tipi di toghe

- toga candida = toga di coloro che si candidavano ad occupare posti nella magistratura - toga pulla = toga di colore scuro, indossata in segno di lutto - toga sordida = toga indossata da coloro che si dovevano presentare in tribunale in veste di accusati - toga purpurea = toga indossata solo dall’imperatore - toga picta = toga rossa con delle stelle, indossata dai generali trionfatori - trabea = toga indossata dai consoli in occasione di particolari cerimonia. Aveva delle strisce di porpora in senso orizzontale

Perchè i Romani non indossavano i pantaloni?

Fino all’epoca del principato i pantaloni erano considerati segno di effeminatezza. Ottaviano Augusto, che era molto freddoloso, sembra li portasse in inverno (metteva anche tre tuniche una sopra l’altra) ma non appare mai con le gambe coperte nelle raffigurazioni. (La parola feminalia che indicava i pantaloni però non deriva dalla femmina ma dal femore). Tra l’altro i pantaloni erano una usanza barbara, dal momento che facevano parte dei costume dei Celti, dei persiani e di altri popoli, e si sa quanto i romani fossero sciovinisti al riguardo.

I ROMANI E I PANTALONI

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L’abbigliamento femminile differiva pochissimo da quello degli uomini in quanto a varietà di capi: la donna indossava la stola, che corrispondeva alla toga maschile, veste lunga priva di maniche da sovrapporre alla tunica. La caratteristica predominante nella moda femminile dell’epoca era la policromia delle stoffe.

L' abbigliamento femminile

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LE ACCONCIATURE

A rendere l' abbigliamento femminile particolarmente suggestivo vi erano le acconciature, studiate per risultare notevolmente sceniche, ad alto grado di difficoltà: nei tempi più antichi della storia romana le pettinature erano tradizionalmente di semplice fattura ma durante l’età imperiale la moda si fa sempre più ricercata e sofisticata tanto che divennero quasi un’arte, oltre che simbolo di eleganza, a causa dell’alto grado di difficoltà; la tendenza era quella di raccogliere i capelli in trecce di varia fantasia, adornando talvolta con gioielli.

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LA BULLA

I GIOIELLI DI EPOCA ROMANA

GLI INAURES

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Questo bracciale, che ricorda quello degli orecchini a spicchio di sfera e delle armille a verga tonda, è del gusto tipico dell'oreficeria romana fra il I sec. a.c. e il I d.c., un gusto sobrio ed elegante che preferisce le superfici lisce al quelle granulate granulazioni e filigranate del mondo etrusco ed ellenistico. Modelli più rari sono le armille con verga a nastro e castone decorato a sbalzo o quelle a maglie rigide.

LE ARMILLE

Il serpente, nell'antichità e in tutte le epoche e in tutte le parti del mondo, ebbe un significato sacro e apotropaico.Solo nella religione cristiana prese un significato malefico. Il serpente era il simbolo della Dea Tellus, di ogni Dea della Natura, pertanto simbolo di fecondità e prosperità.

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L'ornamento più diffuso tra la popolazione è l'anello, presente ovunque anche in chi non poteva permettersi gioielli.Questi venivano indossati in più di un esemplare per ciascuna mano.

L'anello aveva anche la funzione di sigillo e per questo si rinvengono molti anelli con castone o con gemma incisa. L'incisione delle gemme diventa così un'arte vera e propria e il loro uso riguarda sia donne che uomini, soprattutto in oro, pochi in argento o ferro e ancor meno in bronzo. Sulla pietra o sul diaspro si incidono divinità, simboli romani, teste di imperatori, animali e così via, ma sull'anello d'oro si pongono pure monete o piccole medaglie.

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LE FIBULE

Le fibule furono le spille tra le più antiche usate dai romani per fermare le vesti sulle spalle ed alla vita. Si ritiene che lo spillone fosse ancora più antico, ma in ogni caso l'uso fu concomitante. Erano pertanto delle fibbie, che connettevano un tessuto ad un altro, o un nastro a un vestito, un nastro a una borsetta (le romane ne facevano uso), o una fascia a un cappello, o diversi nastri tra loro, o una lunga collana che veniva fissata. mediante una fibula. a una spalla o sui fianchi ecc. . La fibula è una "spilla di sicurezza" (tipo "spilla da balia") derivante da uno spillone, ottenuto in fusione quindi di un certo spessore, dalla ripetuta piegatura ornato in vari modi con ingrossamenti vari o applicazioni laminari.

Le romane in età imperiale indossarono di tutto: anelli a tutte le dita delle mani e pure dei piedi, fibbie, aghi crinali, retine d'oro, diademi e pietre preziose per i capelli, o nastri ornati di gemme da inserire nelle chiome, bracciali su bracci e avambracci, frange d'oro alle sciarpe, fili d'oro ricamati sui tessuti, cammei, pietre preziose, niccoli intagliati, ambre, coralli, perle, argenti, collane, cavigliere. Fu l'esplosione dell'arte orafa e del buon gusto, purtroppo mai ripetuto dalle generazioni posteriori, dove la donna fu castigata e soffocata nel corpo pure se con vesti preziose, e senza quella fantasia colorata e delicata che portò l'arte di adornarsi con i preziosi, coi nastri e con le piume con uno stile così fresco e leggero, aereo e svolazzante come quello delle donne romane.

GRAZIE PER L'ATTENZIONE