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Il fair play
Christiane Ramos
Created on March 9, 2023
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Transcript
Il fair play nello sport
Presentazione di Scienze motorie e sportive
#0120
24 febbraio 2023
Christiane Ramos
Cos'è il fair play?
presuppone altri, di grande rilevanza, quali l’amicizia, il rispetto degli altri e dell’avversario, lo spirito sportivo.
Il fair play, letteralmente “gioco corretto”, è un concetto che nasce in Inghilterra nell’Ottocento e viene concepito inizialmente per le competizioni sportive. Con il tempo si fa spazio in altri ambiti e si diffonde anche nei rapporti sociali e nella politica, perché il fair play, ormai, non rappresenta solo un modo di comportarsi, ma anche un modo di pensare.
Il riconoscimento del fair play da parte della politica e delle istituzioni è avvenuto gradualmente, man mano che il concetto si radicava sempre di più nella mentalità degli organismi di governo dello sport.
Ed è così che nel 1992, durante la Conferenza di Rodi, il Consiglio d’Europa, costituito per l’occasione dai ministri dello sport, approva il Codice Europeo di etica Sportiva.
Definirlo come il semplice rispetto delle regole nel gioco sarebbe riduttivo, poiché si tratta di un concetto che si collega e ne
il Codice Europeo di etica Sportiva
Un criterio guida, quindi, a cui tutti coloro che promuovono esperienze sportive per giovani e bambini devono attribuire la massima priorità.
un quadro etico di riferimento con l’obiettivo di diffondere una mentalità sportiva, che sia condivisa in ogni attività.
I principi a cui attenersi
Quando lo sport non viene contaminato da interessi politici ed economici, dall’ignoranza e prepotenza, è una delle attività maggiormente formative ed educative.
Tra le principali caratteristiche dell’attività sportiva c’è sicuramente l’immediatezza del suo linguaggio, che la rende comprensibile da tutti e capace di trasmettere valori fondamentali e universalmente condivisi, quali la capacità di assumersi responsabilità, l’interazione sociale, l’acquisizione di abilità tecniche e una conoscenza più profonda di sé stessi.
In particolare, quando si parla di sport e di fair play, che si tratti di atleti o di tifosi, è importante attenersi ai seguenti principi:
- Rifiutare il doping, il razzismo, la violenza e la corruzione
- Essere generosi verso il prossimo e soprattutto verso i più bisognosi
- Aiutare gli altri a resistere nelle difficoltà
- Denunciare coloro che tentano di screditare lo sport
- Onorare coloro che difendono lo spirito olimpico dello sport
- Giocare per divertirsi
- Giocare con lealtà
- Rispettare le regole del gioco
- Rispettare i compagni di squadra, gli avversari, gli arbitri e gli spettatori
- Accettare la sconfitta con dignità
Il Fair Play finanziario
Tutto ciò si è potuto ottenere grazie all’introduzione di alcuni nuovi obblighi di carattere economico-finanziario, che ogni club si è impegnato a rispettare:
l fair play finanziario è una riforma di grande impatto nella storia dei club e delle competizioni europee, fortemente voluta dall’allora presidente UEFA Michel Platini. È il 2010 quando si introduce il regolamento sul fair play finanziario (applicato effettivamente dal 2011), considerato indispensabile a seguito del profondo stato di deficit in cui versava il calcio europeo: i dati registrati nel 2008, infatti, confermano che il 47% dei club europei riportano perdite, in alcuni casi rilevanti, per un ammontare totale di 1.7 miliardi di euro. A partire dal 2017, però, l’introduzione della disciplina sul fair play finanziario inizia a mostrare gli effetti attesi e sperati, con un progressivo miglioramento dell’indebitamento dei club, che si è tradotto con un risultato economico di segno positivo.
- Pareggio di bilancio;
- Assenza di debiti da trasferimento di calciatori scaduti;
- Diffusione di informazioni economico-finanziarie previsionali;
- Regolarità nel pagamento degli emolumenti ai dipendenti e versamento ritenute e contributi;
- Deposito del bilancio relativo all’ultimo anno precedente la data di presentazione della domanda di rilascio della licenza, sottoposto a revisione da parte di una società di revisione contabile.
Olimpiadi di Atene del 2004: stavolta è il campione Michael Phelps a conquistarsi le prime pagine di tutti i giornali per un gesto da vero numero uno. Dopo essersi conquistato sei medaglie d’oro per le sue straordinarie performance, il gesto più spettacolare arriva prima dell’inizio della staffetta 4×100. Phelps decise di non partecipare alla gara per dare la possibilità ad un suo compagno di squadra di salire sul podio e provare quell’emozione preziosa, di quando vinci una medaglia d’oro.
Il gesto di Braima Suncar Dabò, invece, risale al settembre del 2019 in occasione dei Mondiali di Atletica di Doha. Il ventisettenne guineano si guadagnò gli applausi e l’ovazione di tutto il pubblico per essersi fermato a soccorrere un altro atleta. Il suo gesto insieme ai restanti 250 metri, percorsi abbracciato al suo avversario
Tra gli altri esempi che vale la pena citare, quando ci si riferisce al fair play, vi è quello dei fratelli Brownlee. In Messico nel 2016 sull’isola di Cozumel, Jonathan Brownlee, triatleta sta cercando di vincere l’ultima tappa del World Series di Triathlon. Purtroppo, però, nel corso dell’ultima parte è a pochi metri dalla linea di arrivo, subisce un colpo di calore e gli si annebbia la vista. In suo soccorso arriva suo fratello Alistair che lo accompagna abbracciandolo e sostenendolo fino al traguardo
Era il 1964, durante l’edizione dei giochi di Innsbruck, quando l’atleta italiano Eugenio Monti venne sommerso di applausi per il suo gran cuore. Nel corso della finale della gara a squadre di bob, la squadra britannica riscontrò un problema tecnico che, se non risolto, le avrebbe impedito di gareggiare. Proprio in quell’occasione, Monti prestò agli avversari il suo bullone per permettergli di continuare la competizione, che poi avrebbero vinto.