L'eta Classica della Grecia: tra splendore e declino
Il V secolo fu il secolo d'oro della cività greca, ricordato per questo motivo «età classica». Sempre in questo periodo nacquero il teatro e la storiografia, e si svilupparono l'arte, la medicina e la letteratura. Il centro più importante di questo sviluppo fu la pòlis di Atene, che fu denominata «la maestra dell'Ellade», anche grazie a Pericle, che per trent'anni organizzò la politica della città. La cultura sviluppatasi per lo più ad Atene, patria di filosofi e artisti, influenzò in modo significativo.Sul piano politico, tuttavia, il V secolo fu un periodo di conflitti molto aspri tra le due pòleis più potenti: Sparta e Atene
Dopo le due guerre Persiane(492 a.C.-490 a.C. e 480 a.C.-479 a.C.) nel 478 a.C. Atene diede vita alla cosiddetta «lega di Delo» o «lega delio-attica», un'alleanza marittima chiamata così poichè il suo tesoro si trovava nel santuario di Apollo presso la piccola isola di Delo. Sparta al contrario rimase la solita città chiusa sia ai commerci sia culturalmente, iniziando addirittura a diffidare degli stessi alleati facenti parte della «lega del Peloponneso»
Nello stesso periodo, tuttavia, Atene attraversò un periodo di fragilità politica. Gli ateniesi di divisero infatti in due fazioni:-I filospartani, appoggiati dagli aristocratici e dai grandi proprietari terrieri per paura di uno scontro (guidati da Aristide «il buono» e Cimone) -Gli antispartani, appoggiati dagli artigiani e dai teti (la classe più povera della città), interessati a mantenere il dominio marittimo di Atene (guidati da Temistocle)
All'inizio prevalse Temistocle (480-472 a.C.)
Egli mirò a consolidare il dominio sul mare di Atene indebolendo Sparta
Avviò la costruzione delle «lunghe mura» che avrebbero collegato la città ai due porti più importanti, il Pireo e il Falero, distanti ben 7 km dalla città
Nel 471 a.C. Temistocle fu ostracizzato e salì al potere Cimone
Sotto il suo governo aristocratico Atene conquistò Bisanzio e sconfisse duramente i Persiani
Nel 462 a.C. tuttavia venne umiliato dopo che Sparta rifiutò il suo aiuto militare . Per lui fu la fine e nel 461 a.C. fu ostracizzato. Subito dopo di lui salì un illustro ateniese, Pericle
La presa di potere di Pericle
Negli anni successivi introdusse anche la pensione, l'ingresso gratuito ai teatri e l'istruzione gratuita per gli orfani.
Dal 460 fino al 429 a.C. Pericle fu al centro della politica ateniese assumendo varie cariche importanti fino a quella da stratego che ricoprì fino alla morte. Riguardo alla politica interna, possiamo attribuire a Pericle tre provvedimenti fondamentali: -tolse ogni potere all'aeròpago (il tribunale), che poté a quel punto giudicare solo i reati di sangue -aumentò i poteri della bulé (consiglio dei Cinquecento) e dell'ecclesìa -stabilì una paga (indennità) giornaliera (detta misthoforìa) inoltre stabilì che tutti gli incarichi politici fossero sorteggiati (fatta eccezione per quelli militari, strateghi e tesorieri)
Il governo di Pericle era una democrazia fondata sull'uguaglianza davanti alla legge (isonomìa) e sul diritto di parola e partecipazione alle assemblee pubbliche (isegorìa). Quindi diventò importante la «retorica» e nacque la professione del logografo.Inoltre rese la cittadinanza un privilegio di una minoranza, poichè da quel momento avrebbero potuto ottenerla solo i figli di genitori entrambi ateniesi
Pericle: le opere e la politica estera
Ad Atene Pericle ingrandì il porto del Pireo, concluse la costruzione delle «lunghe mura» e ristrutturò l'Acropoli grazie all'artista Fidia. Le opere di Pericle ebbero costì altissimi, perciò egli spostò il tesoro della lega ad Atene e attinse da quest'ultimo i fondi necessari. Inoltre chiese un tributo a tutte le città facenti parte della lega di Delo. La politica estera di OPericle fu essenzialmente antispartana e antipersiana. Fallendo contro la Persia, nel 449 a.C. il generale ateniese Callia sottoscrisse una pace fra la Grecia e l'impero
VS
Secondo l'opinione pubblica:Lato positivo;-Governo affidato a persone «più competenti» Lato negativo; -Il popolo si trovava sempre in una posizione subordinata rispetto all'aristocrazia
Democrazia
Secondo l'opinione pubblica:Lato positivo;-Governo a partecipazione popolare Lato negativo; -L'onnipotenza dell'intera assemblea poteva essere dominata dalle classi più ignoranti e dai demagoghi (capipopolo)
Aristocrazia
La guerra del peloponneso
La scintilla che fece scoppiare questa terribile guerra fu la provocazione di Pericle contro Megara, fiorente città commerciale alleata di Sparta, ma il vero motivo dello scontro era l'espansionismo ateniese. Gli schieramenti non erano bilanciati; Atene aveva una flotta praticamente invincibile ma un esercito assai debole, mentre Sparta aveva un esercito assai più forte di quello ateniese ma una flotta molto debole
Possiamo dividere la guerra in tre fasi:-La guerra Archidamica (431-421 a.C.); furono dieci anni di assalti reciproci Sparta-Atene e fu caratterizzata dalla «peste di Atene», che causò la morte di Pericle nel 429 a.C.. Nel 421 a.c. venne firmata la pace di Nicia -La Fase intermedia (418-413 a.C.); fu caratterizzata da una pace armata e dallo scontro tra Segesta e Siracusa, alleate rispettivamente di Atene e Sparta (415 a.C.) -La guerra Deceleica (413-404 a.C.); caratterizzatadall'occupazione spartana alla fortezza di Decelea, dall'inaspettata alleanza tra Sparta e la Persia, il ritorno di Alcibiade e la sconfitta di Atene
LE POLEIS DOPO LA GUERRA
Dopo la guerra vi fu un periodo di crisi generale. Atene aveva perso la supremazia sulle altre città greche e stava affrontando un periodo di crisi sia politica sia economica. Sparta, nonostante avesse vinto, uscì dalla guerra indebolita. Le famiglie aristocratiche rimaste erano poche e la città non riusciva a contenere ribellioni degli Iloti nè era capace di gestire un dominio marittimo così vasto. Sparta prometteva alle nuove terre libertà e autonomia ma in realtà soffocava i regimi democratici e instaurava i regimi aristocratici, e questo presto causò malcontento anche tra le città greche
Nel 404 a.C. dopo la guerra del Peloponneso Sparta aveva umiliato Atene imponendole un regime oligarchico di trenta magistrati, soprannominato «il governo dei Trenta tiranni». Iniziò così un periodo di violenze fino a quando, un anno dopo, nel 403 a.C. il generale Trasibulo riportò al potere i democratici. Tuttavia si cercò di mantenere un rapporto di pace con i sotenitori dell'oligarchia dopo i tanti di guerra, promulgando un'amnistia (dal greco amnestia, «perdono», «dimenticanza»). Atene non tornò mai la potenza di prima, ma questa pace interna permise di riavviare l'economia. Eppure nel 399 a.C. venne condannato a morte il filosofo Socrate (nato nel 470 a.C.) e ciò fece scalpore poichè egli era sempre stato fedele alla legge. Socrate era un uomo che utilizzando l'ironia poneva domande e discuteva con gli altri per capire i loro punti di vista. Perciò i suoi insegnamenti erano fondati sul dialogo; egli affermava infatti che la «verità occorre cercarla dentro se stessi»
Nell'aprile del 399 a.C. il filosofo venne imprigionato e accusato di empietà (comportamento che tralascia volontariamente e consapevolmente ciò che è ritenuto sacro o morale). Tuttavia egli non fuggì, cosa che avrebbe potuto salvarlo. Al tribunale popolare 360 giudivi ritennero Socrate colpevole, solo 140 innocente. Così Socrate fu avvelenato circondato dalle persone che lo avevano sempre sostenuto: amici e allievi
La formazione del cittadino
Tra il V e il IV secolo a.C. gli insegnati erano i sofisti che insegnavano ai giovani allievi le abilità oratorie. Dietro un compenso molto elevato insegnavano filosofia, arte, fisica e l'arte della persuasione. Secondo loro non esistono realtà invariabili; secondo Protagora, infatti, «è l'uomo e solo l'uomo a dover decidere che cosa è giusto e cosa è ingiusto
Platone, uno dei discepoli di Socrate, fondò ad Atene l'Accademia, molto simile alla nostra università. Platone, a differenza dei sofisti, era d'accordo all'istruzione pubblica , ma solo a chi doveva svolgere un ruolo di governo o di difesa della città. Secondo lui, anche i migliori ateniesi non sanno educare i figli, poichè è necessaria la conoscenza, che permette di distinguere il bene e il male. Se un uomo conosce la vera sapienza, agirà sempre bene. Un uomo equilibrato è infatti un uomo libero e non schiavo delle sue passioni
Il Iv secolo: la crisi delle egemonie
Il IV secolo non si aprì nel migliore dei modi. La Persia prese il controllo delle città della Ionia. Allora Sparta cercò di approfittare del conflitto dei fratelli Artaserse e Ciro che si contendevano il trono. La città appoggio Ciro, ma Antaserse ebbe la meglio. Sparta puntò allora a riconquistare il l'alleanza delle città ioniche, ma la Persia finanziò le città di Atene, Argo, Corinto e Tebe ed esse portarono alla sconfitta della città durante la battaglia navale di Cnido (394 a.C.). Successivamente l'impero persiano tornò ad allearsi con Sparta e nel 386 a.C. si arrivò ad una pace tra l'impero persiano alleato con Sparta, Tebe e Atene (pace di Antalcida o «del Gran Re»); questo accordo garanì l'autonomia delle città greche sotto il governo di Sparta, ma allo stesso tempo sancì la supremazia spartana in Asia Minore
Ritirata dei Diecimila (401 a.C.)
la supremazia di tebe
Dopo le guerre le pòleis conobbero un progressivo declino; i campi vennero distrutti così come le strade e si era diffusa la pirateria, ma nessuna città più importanti riuscì a ristabilire la pace di un tempo.Le cause della crisi non furono solo militari e politiche; vi erano infatti delle cause economiche e sociali ben più profonde: -aumentò la diffrenza tra ricchi e poveri -aumentò il costo della vita (inflazione) -vi fu una crisi delle finanze pubbliche a causa delle spese dovute alle guerre -si diffuse il lavoro schiavistico La crescita delle disuguaglianze fece scoppiare scontri sociali interni, e ciò causò l'aumento di governi aristocratici e tirannici, favorendo dunque solo le classi più benestanti
Dal 378 a.C. Tebe ottenne la supremazia della Grecia, cacciando il presidio di Sparta. Quest'ultima città, tuttavia, nel 371 a.C. attaccò Tebe (con gli strateghi Epaminonda e Pelopida), ma l'impresa non andò a buon fine: gli spartani subirono per la prima volta una sconfitta via terra a causa della falange tebana (obliqua) che li colse di sorpresa. Per quasi un decennio allora Tebe impose la propria egemonia su tutta la Grecia. Nel 362 a.C. Sparta si alleò con la storica nemica Atene per attaccare di nuovo la città tebana. In quell'anno a Mantinea si tenne un terribile scontro, che si concluse senza vinti nè vincitori. A questo punto era chiaro che nessuna città avrebbe potuto imporre la propria egemonia
La felicità consiste nella libertà, e la libertà nel coraggio.
Pericle(495 a.C.-429 a.C.)
Grazie per la visione!
Liliana Machese, I L
L'età classica della Grecia
Liliana Marchese
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L'eta Classica della Grecia: tra splendore e declino
Il V secolo fu il secolo d'oro della cività greca, ricordato per questo motivo «età classica». Sempre in questo periodo nacquero il teatro e la storiografia, e si svilupparono l'arte, la medicina e la letteratura. Il centro più importante di questo sviluppo fu la pòlis di Atene, che fu denominata «la maestra dell'Ellade», anche grazie a Pericle, che per trent'anni organizzò la politica della città. La cultura sviluppatasi per lo più ad Atene, patria di filosofi e artisti, influenzò in modo significativo.Sul piano politico, tuttavia, il V secolo fu un periodo di conflitti molto aspri tra le due pòleis più potenti: Sparta e Atene
Dopo le due guerre Persiane(492 a.C.-490 a.C. e 480 a.C.-479 a.C.) nel 478 a.C. Atene diede vita alla cosiddetta «lega di Delo» o «lega delio-attica», un'alleanza marittima chiamata così poichè il suo tesoro si trovava nel santuario di Apollo presso la piccola isola di Delo. Sparta al contrario rimase la solita città chiusa sia ai commerci sia culturalmente, iniziando addirittura a diffidare degli stessi alleati facenti parte della «lega del Peloponneso»
Nello stesso periodo, tuttavia, Atene attraversò un periodo di fragilità politica. Gli ateniesi di divisero infatti in due fazioni:-I filospartani, appoggiati dagli aristocratici e dai grandi proprietari terrieri per paura di uno scontro (guidati da Aristide «il buono» e Cimone) -Gli antispartani, appoggiati dagli artigiani e dai teti (la classe più povera della città), interessati a mantenere il dominio marittimo di Atene (guidati da Temistocle)
All'inizio prevalse Temistocle (480-472 a.C.)
Egli mirò a consolidare il dominio sul mare di Atene indebolendo Sparta
Avviò la costruzione delle «lunghe mura» che avrebbero collegato la città ai due porti più importanti, il Pireo e il Falero, distanti ben 7 km dalla città
Nel 471 a.C. Temistocle fu ostracizzato e salì al potere Cimone
Sotto il suo governo aristocratico Atene conquistò Bisanzio e sconfisse duramente i Persiani
Nel 462 a.C. tuttavia venne umiliato dopo che Sparta rifiutò il suo aiuto militare . Per lui fu la fine e nel 461 a.C. fu ostracizzato. Subito dopo di lui salì un illustro ateniese, Pericle
La presa di potere di Pericle
Negli anni successivi introdusse anche la pensione, l'ingresso gratuito ai teatri e l'istruzione gratuita per gli orfani.
Dal 460 fino al 429 a.C. Pericle fu al centro della politica ateniese assumendo varie cariche importanti fino a quella da stratego che ricoprì fino alla morte. Riguardo alla politica interna, possiamo attribuire a Pericle tre provvedimenti fondamentali: -tolse ogni potere all'aeròpago (il tribunale), che poté a quel punto giudicare solo i reati di sangue -aumentò i poteri della bulé (consiglio dei Cinquecento) e dell'ecclesìa -stabilì una paga (indennità) giornaliera (detta misthoforìa) inoltre stabilì che tutti gli incarichi politici fossero sorteggiati (fatta eccezione per quelli militari, strateghi e tesorieri)
Il governo di Pericle era una democrazia fondata sull'uguaglianza davanti alla legge (isonomìa) e sul diritto di parola e partecipazione alle assemblee pubbliche (isegorìa). Quindi diventò importante la «retorica» e nacque la professione del logografo.Inoltre rese la cittadinanza un privilegio di una minoranza, poichè da quel momento avrebbero potuto ottenerla solo i figli di genitori entrambi ateniesi
Pericle: le opere e la politica estera
Ad Atene Pericle ingrandì il porto del Pireo, concluse la costruzione delle «lunghe mura» e ristrutturò l'Acropoli grazie all'artista Fidia. Le opere di Pericle ebbero costì altissimi, perciò egli spostò il tesoro della lega ad Atene e attinse da quest'ultimo i fondi necessari. Inoltre chiese un tributo a tutte le città facenti parte della lega di Delo. La politica estera di OPericle fu essenzialmente antispartana e antipersiana. Fallendo contro la Persia, nel 449 a.C. il generale ateniese Callia sottoscrisse una pace fra la Grecia e l'impero
VS
Secondo l'opinione pubblica:Lato positivo;-Governo affidato a persone «più competenti» Lato negativo; -Il popolo si trovava sempre in una posizione subordinata rispetto all'aristocrazia
Democrazia
Secondo l'opinione pubblica:Lato positivo;-Governo a partecipazione popolare Lato negativo; -L'onnipotenza dell'intera assemblea poteva essere dominata dalle classi più ignoranti e dai demagoghi (capipopolo)
Aristocrazia
La guerra del peloponneso
La scintilla che fece scoppiare questa terribile guerra fu la provocazione di Pericle contro Megara, fiorente città commerciale alleata di Sparta, ma il vero motivo dello scontro era l'espansionismo ateniese. Gli schieramenti non erano bilanciati; Atene aveva una flotta praticamente invincibile ma un esercito assai debole, mentre Sparta aveva un esercito assai più forte di quello ateniese ma una flotta molto debole
Possiamo dividere la guerra in tre fasi:-La guerra Archidamica (431-421 a.C.); furono dieci anni di assalti reciproci Sparta-Atene e fu caratterizzata dalla «peste di Atene», che causò la morte di Pericle nel 429 a.C.. Nel 421 a.c. venne firmata la pace di Nicia -La Fase intermedia (418-413 a.C.); fu caratterizzata da una pace armata e dallo scontro tra Segesta e Siracusa, alleate rispettivamente di Atene e Sparta (415 a.C.) -La guerra Deceleica (413-404 a.C.); caratterizzatadall'occupazione spartana alla fortezza di Decelea, dall'inaspettata alleanza tra Sparta e la Persia, il ritorno di Alcibiade e la sconfitta di Atene
LE POLEIS DOPO LA GUERRA
Dopo la guerra vi fu un periodo di crisi generale. Atene aveva perso la supremazia sulle altre città greche e stava affrontando un periodo di crisi sia politica sia economica. Sparta, nonostante avesse vinto, uscì dalla guerra indebolita. Le famiglie aristocratiche rimaste erano poche e la città non riusciva a contenere ribellioni degli Iloti nè era capace di gestire un dominio marittimo così vasto. Sparta prometteva alle nuove terre libertà e autonomia ma in realtà soffocava i regimi democratici e instaurava i regimi aristocratici, e questo presto causò malcontento anche tra le città greche
Nel 404 a.C. dopo la guerra del Peloponneso Sparta aveva umiliato Atene imponendole un regime oligarchico di trenta magistrati, soprannominato «il governo dei Trenta tiranni». Iniziò così un periodo di violenze fino a quando, un anno dopo, nel 403 a.C. il generale Trasibulo riportò al potere i democratici. Tuttavia si cercò di mantenere un rapporto di pace con i sotenitori dell'oligarchia dopo i tanti di guerra, promulgando un'amnistia (dal greco amnestia, «perdono», «dimenticanza»). Atene non tornò mai la potenza di prima, ma questa pace interna permise di riavviare l'economia. Eppure nel 399 a.C. venne condannato a morte il filosofo Socrate (nato nel 470 a.C.) e ciò fece scalpore poichè egli era sempre stato fedele alla legge. Socrate era un uomo che utilizzando l'ironia poneva domande e discuteva con gli altri per capire i loro punti di vista. Perciò i suoi insegnamenti erano fondati sul dialogo; egli affermava infatti che la «verità occorre cercarla dentro se stessi»
Nell'aprile del 399 a.C. il filosofo venne imprigionato e accusato di empietà (comportamento che tralascia volontariamente e consapevolmente ciò che è ritenuto sacro o morale). Tuttavia egli non fuggì, cosa che avrebbe potuto salvarlo. Al tribunale popolare 360 giudivi ritennero Socrate colpevole, solo 140 innocente. Così Socrate fu avvelenato circondato dalle persone che lo avevano sempre sostenuto: amici e allievi
La formazione del cittadino
Tra il V e il IV secolo a.C. gli insegnati erano i sofisti che insegnavano ai giovani allievi le abilità oratorie. Dietro un compenso molto elevato insegnavano filosofia, arte, fisica e l'arte della persuasione. Secondo loro non esistono realtà invariabili; secondo Protagora, infatti, «è l'uomo e solo l'uomo a dover decidere che cosa è giusto e cosa è ingiusto
Platone, uno dei discepoli di Socrate, fondò ad Atene l'Accademia, molto simile alla nostra università. Platone, a differenza dei sofisti, era d'accordo all'istruzione pubblica , ma solo a chi doveva svolgere un ruolo di governo o di difesa della città. Secondo lui, anche i migliori ateniesi non sanno educare i figli, poichè è necessaria la conoscenza, che permette di distinguere il bene e il male. Se un uomo conosce la vera sapienza, agirà sempre bene. Un uomo equilibrato è infatti un uomo libero e non schiavo delle sue passioni
Il Iv secolo: la crisi delle egemonie
Il IV secolo non si aprì nel migliore dei modi. La Persia prese il controllo delle città della Ionia. Allora Sparta cercò di approfittare del conflitto dei fratelli Artaserse e Ciro che si contendevano il trono. La città appoggio Ciro, ma Antaserse ebbe la meglio. Sparta puntò allora a riconquistare il l'alleanza delle città ioniche, ma la Persia finanziò le città di Atene, Argo, Corinto e Tebe ed esse portarono alla sconfitta della città durante la battaglia navale di Cnido (394 a.C.). Successivamente l'impero persiano tornò ad allearsi con Sparta e nel 386 a.C. si arrivò ad una pace tra l'impero persiano alleato con Sparta, Tebe e Atene (pace di Antalcida o «del Gran Re»); questo accordo garanì l'autonomia delle città greche sotto il governo di Sparta, ma allo stesso tempo sancì la supremazia spartana in Asia Minore
Ritirata dei Diecimila (401 a.C.)
la supremazia di tebe
Dopo le guerre le pòleis conobbero un progressivo declino; i campi vennero distrutti così come le strade e si era diffusa la pirateria, ma nessuna città più importanti riuscì a ristabilire la pace di un tempo.Le cause della crisi non furono solo militari e politiche; vi erano infatti delle cause economiche e sociali ben più profonde: -aumentò la diffrenza tra ricchi e poveri -aumentò il costo della vita (inflazione) -vi fu una crisi delle finanze pubbliche a causa delle spese dovute alle guerre -si diffuse il lavoro schiavistico La crescita delle disuguaglianze fece scoppiare scontri sociali interni, e ciò causò l'aumento di governi aristocratici e tirannici, favorendo dunque solo le classi più benestanti
Dal 378 a.C. Tebe ottenne la supremazia della Grecia, cacciando il presidio di Sparta. Quest'ultima città, tuttavia, nel 371 a.C. attaccò Tebe (con gli strateghi Epaminonda e Pelopida), ma l'impresa non andò a buon fine: gli spartani subirono per la prima volta una sconfitta via terra a causa della falange tebana (obliqua) che li colse di sorpresa. Per quasi un decennio allora Tebe impose la propria egemonia su tutta la Grecia. Nel 362 a.C. Sparta si alleò con la storica nemica Atene per attaccare di nuovo la città tebana. In quell'anno a Mantinea si tenne un terribile scontro, che si concluse senza vinti nè vincitori. A questo punto era chiaro che nessuna città avrebbe potuto imporre la propria egemonia
La felicità consiste nella libertà, e la libertà nel coraggio.
Pericle(495 a.C.-429 a.C.)
Grazie per la visione!
Liliana Machese, I L