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Analisi del periodo
ANNALISA LOMBARDO
Created on March 8, 2023
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Transcript
Analisi del periodo
I rapporti tra le proposizioni
INDICE
Che cos'è un periodo?
La struttura di un periodo
Come si fa l'analisi del periodo?
Che cos'è un periodo?
Il periodo, o frase complessa, è un testo dotato di senso compiuto, formato da due o più frasi (o proposizioni) collegate tra loro. Ogni periodo inizia con la maiuscola e termina con un segno di punteggiatura forte (punto fermo, punto interrogativo, punto esclamativo).
Che cos'è un periodo?
Un periodo è composto da tante proposizioni quanti sono i predicati che contiene. Ricorda che tutti i verbi che si uniscono ad altri verbi per precisarne il significato costituiscono, con il verbo con cui si combinano,un unico gruppo verbale, cioè un unico predicato. Ciò accade con: - i verbi servili (potere, dovere, volere) seguiti dall'infinito (ha potuto mettere, ha dovuto mettere, ha voluto mettere); - i verbi fraseologici seguiti da infinito o gerundio (sta per mettere, sta mettendo, si mise a piovere, ).
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PROPOSIZIONE PRINCIPALE
La proposizione principale è una frase autonoma, cioè che non dipende grammaticalmente da nessun'altra proposizione. Può trovarsi all'inizio, in mezzo o alla fine del periodo. Il verbo è sempre di modo finito.
Ho studiato tutta la notte, perchè domani ho l'interrogazione di storia. Per godersi la sua vacanza in Sardegna, Luisa è partita un giorno prima.
PROPOSIZIONE INDIPENDENTE
Un discorso a parte sono le proposizioni indipendenti. Si tratta di frasi semplici costruite attorno ad un solo predicato. Hanno senso compiuto da sole e non dipendono da altre frasi. Ho disattivato le notifiche. - Di chi è la colpa? - Ho studiato tutta la notte.
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PROPOSIZIONE INDIPENDENTE
A seconda del tipo di messaggio che comunicano e della loro finalità comunicativa, le proposizioni indipendenti si distinguono in:
INTERROGATIVE DIRETTE (reali, retoriche, disgiuntive, semplici)INTERROGATIVE DUBITATIVE
Esprimono un comando, un ordine, un invito, una preghiera.
DESIDERATIVE
ENUNCIATIVE o INFORMATIVE
ESCLAMATIVE
VOLITIVE o ESORTATIVE
Esprimono un desiderio, un augurio o un rimpianto. Si concludono spesso con un punto esclamativo.
Contengono un'esclamazione e sono riconoscibili dal punto esclamativo finale.
Si usano per raccontare, descrivere, dare informazioni, esprimere opinioni....
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PROPOSIZIONE INCIDENTALE
Le proposizioni incidentali sono frasi molto brevi inserite all'interno di un periodo in forma di inciso, con lo scopo di commentare, informare, spiegare o per sottolineare quanto si sta affermando. Queste proposizioni non hanno alcun legame sintattico con la frase all'interno della quale sono inserite; se vengono eliminate, infatti, i rapporti tra le frasi o il significato globale del periodo non cambiano. Di solito nella lingua scritta si trovano racchiuse tra due virgole, tra due trattini o tra due parentesi. Se concludono una frase sono precedute da una virgola.
Maria, lo pensano in tanti, è molto studiosa. Non sono arrabbiato, credimi, non pensarci più! La vincitrice - proclamò il presentatore - è Lucia.
LA COORDINAZIONE O PARATASSI
La coordinazione o paratassi è il legame che si crea tra due o più proposizioni poste sullo stesso piano all'interno di un periodo. Si dice che un testo è paratattico quando i suoi periodi sono costruiti soprattutto mediante coordinazione. Le due proposizioni possono essere collegate:
- per mezzo di congiunzioni coordinanti come e, ma, o, nè ecc;
- accostando semplicemente le frasi l'una all'altra e usando, invece delle congiunzioni, i segni di punteggiatura debole, ovvero la virgola, il punto e virgola e i due punti. Questa forma di coordinazione è detta "per asindeto" (dal greco asyndeton = non legato);
- ripetendo più volte la stessa congiunzione coordinante davanti alle frasi. Questa forma di coordinazione è detta "per polisindeto" (dal greco polys, =molto, e sindeton =legame);
- per correlazione, cioè collegando le proposizioni del periodo mediante congiunzioni, pronomi e avverbi correlativi (o...o...; né...né...; sia...sia...; chi...chi...; tanto...quanto...).
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La proposizione coordinata è una proposizione che è legata ad un'altra per coordinazione e con la quale ha un rapporto paritario. Si trova sempre dopo la principale e può essere: - legata ad una proposizione principale; in questo caso si parla di proposizione coordinata alla principale: Tornò a casa stanchissimo / e si buttò sul divano; - legata ad una proposizione subordinata; in questo caso si parla di proposizione coordinata alla subordinata: Il viaggio durò più del previsto/perchè a causa della neve le strade erano bloccate / e si erano formate lunghe code. - legata ad un'altra coordinata: Era bagnato fradicio / e aveva freddo / e aveva fame.
LA SUBORDINAZIONE O IPOTASSI
La subordinazione o ipotassi è un modo di collegare due proposizioni: una è la reggente e l'altra, la subordinata, si trova a dipendere da essa, in quanto non ha senso compiuto. La subordinata, infatti, non può essere mai usata da sola. Si dice che un testo è ipotattico quando i suoi periodi sono prevalentemente costruiti mediante subordinazione. Le proposizioni subordinate possono avere:
- forma esplicita quando contengono un verbo di modo finito (indicativo, condizionale, congiuntivo). Chiamami / quando sarai tornato.
- forma implicita quando contengono verbi di modo indefinito (gerundio, participio e infinito). Spero / di tornare presto.
I GRADI DELLA SUBORDINAZIONE
In periodi composti da più di due proposizioni si viene a creare una sorta di gerarchia di proposizioni di gradi successivi. - La proposizione subordinata retta dalla proposizione principale del periodo o da una coordinata alla proposizione principale si chiama subordinata di 1°grado. - Una subordinata, però, può dipendere anche da un'altra subordinata e in questo caso si parla di subordinata di 2° grado. - Da una subordinata di 2° grado può poi dipendere una subordinata di 3° grado e così via.
I GRADI DELLA SUBORDINAZIONE
Dalla proposizione principale possono dipendere direttamente più subordinate che, in questo caso, sono tutte di 1° grado.
Ad ogni proposizione subordinata, infine, possono essere collegate una o più proposizioni coordinate.
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LA CLASSIFICAZIONE DELLE SUBORDINATE:
Le proposizioni subordinate svolgono, all'interno del periodo, le stesse funzioni che nella frase semplice sono svolte da soggetto, attributo, apposizione e complementi. In base al rapporto che hanno con la reggente, le subordinate si distinguono in:
COMPLETIVE
RELATIVE
CIRCOSTANZIALI
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Le subordinate completive
Sono proposizioni dipendenti che completano il significato della reggente svolgendo nel periodo la stessa funzione che nella frase semplice è svolta dal soggetto o dal complemento oggetto.
FUNZIONE
- soggettive;
- oggettive;
- dichiarative;
- interrogative indirette.
TIPI
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Le subordinate relative
Completano il significato di un nome o di un pronome della reggente cui sono collegate mediante un pronome o avverbio relativo; svolgono la funzione che nella frase semplice è svolta dall'attributo o dall'apposizione.
FUNZIONE
- proprie ( esplicite e implicite);
- improprie (solo esplicite).
TIPI
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Le subordinate circostanziali
Sono proposizioni dipendenti che contengono informazioni aggiuntive, ma non necessarie, al significato della reggente; svolgono la funzione che nella frase semplice svolgono i complementi indiretti.
FUNZIONE
- temporali;
- finali;
- causali;
- consecutive;
- modali, ecc.
TIPI
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La prop. relativa propria
Precisa o espande il significato della reggente, aggiungendo una precisazione ad un suo elemento, detto antecedente.
Funzione
Le relative esplicite sono introdotte: da pronomi relativi (che, il quale, la quale, cui...), anche doppi o misti (chi, chiunque, quanto), da avverbi usati in funzione di congiunzione relativa ( dove, ovunque, dovunque).
Come la riconosco?
- Sara è la persona con cui mi trovo meglio.
- Chiunque maltratti gli animali deve essere punito.
- Ti seguirò ovunque andrai.
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La prop. relativa impropria
Assumono particolari sfumature di significato (temporale, causale, finale ecc. ) che le portano a svolgere le stesse funzioni delle subordinate circostanziali. Può avere infatti valore temporale, finale, causale, consecutivo, concessivo, condizionale.
Funzione
Come la riconosco?
La troviamo sempre introdotta dal pronome relativo che.
- Ho salutato Sara che andava (=mentre andava) agli allenamenti.
- Sto cercando un allenatore che (=affinchè) mi insegni a migliorare la ricezione.
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Le subordinate soggettive
Svolgono la funzione di soggetto della proposizione reggente. Essa ha lo stesso valore che ha il soggetto in una frase semplice.
Funzione
Il predicato della reggente da cui dipende una soggettiva è sempre impersonale, cioè privo di soggetto: forme verbali impersonali o con il si impersonale, espressioni impersonali formate dal verbo essere + nome / aggettivo/ avverbio.
Come le riconosco?
- Risultò che la batteria era scarica.
- Si dice che le conseguenze non saranno gravi.
- Ora è tempo che tu vada.
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Le subordinate oggettive
Svolgono la funzione di complemento oggetto della proposizione reggente.
Funzione
Ricorda che quello che ti permette di distinguere una sub. oggettiva da una soggettiva è il verbo della proposizione reggente: nelle soggettive esso è usato sempre in forma impersonale; le oggettive invece dipendono da verbi usati sempre in forma personale, cioè con soggetto espresso o sottinteso.
Per non sbagliare
- Ti confesso che è vero
- Credo che Rosanna faccia progressi.
- Rosanna crede di fare progressi.
- Vedo che ti sei preparato.
Le subordinate interrogative indirette
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Esprimono una domanda o un dubbio in forma indiretta. Le interrogative indirette non possono essere confuse con le dirette perchè queste ultime sono frasi indipendenti, mentre l'interrogativa indiretta è una subordinata, che dipende dalla reggente; inoltre l'int. indiretta non ha mai il punto interrogativo.
Funzione
A ogni interrogativa diretta può corrispondere un'interrogativa indiretta: Perchè ridi? --> Dimmi perchè ridi. La posta è già arrivata? --> Ora mi informo se sia già arrivata la posta.
Info
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Le subordinate dichiarative
Servono a spiegare, specificare e chiarire il significato di un elemento (nome, pronome o aggettivo dimostrativo) contenuto nella reggente e che la anticipa.
Funzione
L'inizio delle dichiarative è, in genere, sottolineato da una virgola, dai due punti o da parole come cioè, ossia.
Come le riconosco?
- Questo mi sorprende, che proprio tu voglia uscire.
- Luca ha ancora la speranza di essere promosso senza debiti.
- La vostra decisione di agire da soli non è stata saggia.
- Una circostanza era in dubbio, cioè che l'imputato avesse la chiave.
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Le subordinate causali
Ricorda: hanno quasi sempre il verbo al modo indicativo.
Indicano il motivo, la causa per cui avviene il fatto espresso dalla reggente. Nel periodo svolgono la stessa funzione logica che ha il complemento di causa nella frase semplice.
Funzione
Non sono uscito perchè ero stanco.Siamo in ritardo perchè c'era traffico. Essendo rimasta senza motorino, non ha potuto raggiungerci. Assunto a tempo pieno, Tommaso lavora otto ore al giorno. Mi meraviglio che Luisa non sappia nulla. Sbrigati, che sei in ritardo.
Esempi
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Le subordinate finali
Ricorda: hanno sempre il verbo al modo congiuntivo
Indicano il fine, lo scopo o l'obiettivo per il quale si compie l'azione espressa nella proposizione reggente. Nel periodo svolgono la stessa funzione logica che ha il complemento di fine nella frase semplice.
Funzione
Non so più che fare perchè tu sorrida.Gli telefonerò perchè venga presto da noi. Ha preso la macchina per fare un giro in città. Luisa è scesa a salutare Giovanni.
Esempi
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Le subordinate consecutive
Ricorda: di solito la conseguenza è anticipata nella reggente da un elemento detto antecedente: così, tanto, talmente, sicché, cosicché, al punto che...
Indicano la conseguenza o l'effetto di quanto è espresso nella proposizione reggente.
Funzione
Il mistero era così fitto che nessuno lo risolse.Create un'atmosfera tale che ciascuno possa esprimersi liberamente. Era così felice da cantare per la strada.
Esempi
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Le subordinate temporali
Indicano il momento in cui si sta svolgendo, si è svolto o si svolgerà ciò che è espresso nella reggente. Nel periodo svolgono la stessa funzione logica che ha il complemento di tempo nella frase semplice.
Funzione
Quando è primavera fioriscono le rose. Mentre passeggiavo sono caduto Uscendo (= mentre uscivo) dal cinema ho incontrato Maria. Giunto (=dopo che arrivò) a Roma, andò subito in albergo.
Esempi
Come si fa l'analisi del periodo?
- Analizzare un periodo significa riconoscere le proposizioni che lo compongono, individuare la loro funzione e i loro rapporti.
- Per analizzare un testo puoi inserire due barrette per separare i vari periodi e una barretta per separare le proposizioni, così come nell'esempio:
I due bambini avevano affondato la testa nella vestaglia della mamma, / per non sentire i tuoni / che facevano tremare i mobili. // Ci fu un momento / in cui pensarono / che la casa non avrebbe resistito. // Un attimo dopo i tuoni parvero / allontanarsi, / il rumore di cascata cessò di colpo. //
Ma non finisce qua! Per fare poi correttamente l'analisi del periodo occorre seguire un percorso preciso, che ti mostro nelle prossime slides...
I PASSI DELL'ANALISI DEL PERIODO
I PASSO INDIVIDUARE I PREDICATI
In un periodo ci sono tante proposizioni quanti sono i predicati, perciò la prima operazione da compiere è individuarli (puoi sottolinearli per esempio).
Una volta trovati i predicati, bisogna isolare le proposizioni che compongono il periodo (con una barretta, per esempio). Ricorda che i connettivi (congiunzioni, proposizioni ecc.) fanno parte della frase che introducono.
II PASSO ISOLARE LE PROPOSIZIONI
III PASSO RICONOSCERE I LEGAMI TRA LE PROPOSIZIONI
A questo punto bisogna cercare la proposizione principale (ricorda che non ha una posizione fissa). Poi bisogna individuare eventuali coordinate e subordinate (specificandone il grado e la forma, esplicita o implicita?).
IV PASSO RICONOSCERE LA FUNZIONE DI OGNI PROPOSIZIONE
Infine bisogna indicare la funzione di ogni proposizione, dando a ciascuna il suo nome.
COME SI RAPPRESENTA GRAFICAMENTE L'ANALISI DEL PERIODO?
1°
Modalità descrittiva
2°
Un altro modo consiste nella rappresentazione grafica della struttura del periodo. In questo caso i collegamenti tra le frasi sono più visibili.
indice
- Nello schema i rapporti di coordinazione sono rappresentati in orizzontale, quelli di subordinazione in verticale.
- Una coordinata sarà quindi sempre alla destra della frase che la regge;
- Una subordinata sarà sempre sotto la frase da cui dipende.
Grazie per l'attenzione!