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"GLI ANNI DI PIOMBO"

Miranda Scrima

Created on March 8, 2023

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Transcript

GLI ANNI DI PIOMBO

Italia, 1960-1980

Con il termine anni di piombo gli storici identificano il periodo storico compreso tra gli anni 60 e 80, durante il quale in Italia ci fu un'estremizzazione della dialettica politica la quale generò, violenza, lotte armate e innumerevoli attentati terroristici da parte delle varie fazioni politiche.

Alcuni degli eventi più importanti

1976 Francesco Cocco e Vittorio Occorsio uccisi il primo dalle brigate rosse a Genova e il secondo dall’Ordine Nuovo a Roma

22 luglio 1970 strage di Gioia Tauro causata dal deragliamento di un treno, ci furono 6 morti e 66 feriti

28 maggio 1974 a Brescia più precisamente a Piazza della Loggia, gli artefici furono un gruppo dell’Ordine nuovo

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17 maggio 1973 davanti alla Questura di Milano una bomba in mezzo alla folla di persone che stavano celebrando la cerimonia in memoria di Luigi Calabresi ucciso un anno prima

1973 Roma, erano le 3 di notte. A casa Mattei scoppia un incendio e 2 dei sei figli di Marco Mattei muoiono a causa delle fiamme.

2 agosto 1980 esplose una bomba nella stazione di Bologna che provocò 85 morti e 200 feriti

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La strage di Piazza Fontana

La strage di piazza Fontana fu la conseguenza di un grave attentato terroristico compiuto il 12 dicembre 1969 nel centro di Milano presso la Banca Nazionale dell'Agricoltura, la quale causò 17 morti e 88 feriti. È considerata «la madre di tutte le stragi», il «primo e più dirompente atto terroristico dal dopoguerra», «il momento più incandescente della strategia della tensione» e da alcuni è ritenuta l'inizio del periodo passato alla storia in Italia come anni di piombo, ma è da ritenersi apice di azioni precedenti come gli attentati alla Fiera Campionaria di Milano in aprile 1969 e i falliti attentati contemporanei in piazza Scala e a Roma.

Per tanti aspetti si può parlare d'una storia della Repubblica prima e dopo piazza Fontana. Gli attentati terroristici di quel giorno furono cinque, concentrati in un lasso di tempo di appena 53 minuti, e colpirono contemporaneamente Roma e Milano, le due maggiori città d'Italia. A Roma ci furono tre attentati che provocarono 16 feriti, uno alla Banca Nazionale del Lavoro in via San Basilio, uno in piazza Venezia e un altro all'Altare della Patria; a Milano, una seconda bomba venne ritrovata inesplosa in piazza della Scala. Oltre a quelli menzionati, obiettivi degli attentati furono diversi edifici giudiziari (il Palazzo di Giustizia a Torino, la Corte di Cassazione e la Procura Generale a Roma, il Tribunale di Milano), dove però, a causa di difetti tecnici, i dispositivi non esplosero. Il processo inziò a Roma il 23 febbraio 1972; dopo una serie di rinvii la Corte d'assise condannò all'ergastolo Franco Freda, Giovanni Ventura e Guido Gianettinni ritenuti gli organizzatori della strage.

Il Golpe bianco

Nel 1974 viene scoperto il colpo di stato, cosiddetto colpo di stato liberale e presidenziale in Italia, promosso da ex partigiani antifascisti e anticomunisti.Doveva accadere all'inizio degli anni '70, fu preparato nell'agosto del 1974 per costringere l'allora Presidente della Repubblica, Giovanni Leone, a nominare un governo per realizzare riforme istituzionali per fermare la Guerra Fredda contro l'Unione Sovietica, il Partito Comunista d'Italia O l'ascesa di altri gruppi comunisti e la realizzazione di repubbliche semipresidenziali come Charles de Gaulle in Francia, ritirando anche gruppi post-fascisti come i movimenti sociali italiani dalla vita politica. I principali promotori del progetto furono il monarchico Edgardo Sogno e il repubblicano Randolfo Pacciardi, e venne portato alla luce dall'allora magistrato Luciano Violante, ma non venne attuato, nè venne mai accertato a livello giudiziario, rimanendo al solo stato di ideazione teorica. La magistratura è solo allo stato di concezione teorica. Il termine "colpo di stato bianco" (o "colpo di stato silenzioso" o "colpo di stato morbido") è poi entrato nel linguaggio comune per riferirsi più in generale a un colpo di stato in cui il governo esercitava il potere in modo anticostituzionale senza ricorrere alla forza.