Racconto surreale
Iniziamo!!
Io sono Fred,un ragazzo di 13 anni ; frequento la scuola media e vivo una vita normale e tranquilla. La prima cosa per cui mi distinguo sono i miei folti capelli ricci con cui mi differenzio dalla massa. Ho degli occhi azzurri e il naso un po' appiattito. La mia famiglia è composta da un fratello adottivo, una madre severa e un padre menefreghista.
Da quando è arrivato mio fratello, mia mamma non sembra più la stessa, è sempre severa con me e dedica il suo poco tempo libero al nuovo arrivato. Io sono molto legato al nonno tanto che mi assiste nei momenti bui e mi aiuta negli esercizi di matematica che non riesco a svolgere.
Almeno con gli amici spero di avere un bel rapporto, anche se qualche volta penso che qualcuno di loro possa sparlarmi alle spalle. Il mio migliore amico è Gianni, un ragazzo toscano che viene da Firenze, purtroppo non lo vedo da un po’ perché è dovuto tornare nella sua città natale, da quando se ne è andato mi sento molto solo.Credo di essere un ragazzo molto pensieroso, infatti tengo la mia camera vuota per riempirla con i miei pensieri. Durante le giornate di pioggia mi rintano in soffitta, per scrivere nel mio diario i miei pensieri.
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La mia casa è una grande villa immersa in un bosco. Quel giorno il tempo non era dei migliori infatti c' era una leggera pioggia. Era venerdì il giorno dopo sarei stato a casa a godermi la mia nuova PS5. tornato da scuola aprii la porta di casa e sentii la mia TV da 87'' con il mio super impianto audio accesa. Salii la scale di fretta per vedere cosa stesse accadendo: dallo spiraglio della porta notai un bambino con una felpa nera. Aprii completamente la porta, mi avvicinai : era proprio un bambino. Innervosito e geloso del fatto che si fosse impadronito delle mie cose, gli chiesi chi fosse, ma non mi rispose e ignorandomi continuò a guardare la MIA TV da 87'' con il mio super impianto audio. Urlai , ma nulla, sembrava di pietra finchè, come spettri, spuntarono i miei genitori da dietro e mi dissero che era il mio nuovo fratello.
Un BAMBINO o , come lo chiamavano loro, un fratellino..... Che bisogno avevano di lui se c'ero già io ???? Rimasi solo con i miei pensieri ad osservarli : era come guardare un video,un orribile video dove si vedeva ogni singolo momento della vita del mio fratellastro. Quel film non mi apparteneva, non ne sarei stato protagonista.
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Tornai su per cenare ma appena mi sedetti "partirno" le domande dei miei genitori; risposi loro in modo molto scontroso o non risposi affatto. Da allora mi chiusi in me stesso non uscii più con i miei amici, non uscivo mai dalla mia casa sull'albero: ero diventato scontroso e molto irritabile. Fino a quando persi tutti i miei amici: ero solo.
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Finchè un giorno , tornato da scuola , vide la la nonna che piangeva : il nonno era morto . Fred iniziò a piangere a dirotto , un pianto di tristezza poiché ripensava ai bei momenti passati assieme , ma anche di rabbia, non avendo scoperto quale fosse la vera faccia del nonno .
" Gli unici che mi vogliono ancora bene sono i nonni" si trovava spesso a confessarsi.Fred passava molto tempo con loro: facevano delle passeggiate al centro, andavano a prendere un gelato , andavano in bici e molte altre cose assieme. Il grande amico e confidente di Fred, però era sicuramente il nonno, un uomo era amichevole e anche garbato . Purtroppo , improvvisamente, anche il nonno lo tradì. Cominciò ad essere strano, come se nascondesse qualcosa. Fred aveva notato che riceveva continuamente telefonate da numeri sconosciuti per cui si er convinto che gli strani atteggiamenti derivavano dai "nuovi amici" che si era fatto il nonno. Fred si convinse che quegli amici fossero delle persone spregevoli da cui il nonno si doveva allontanare . Purtroppo non fu così : in breve il nonno cambiò drasticamente il suo carattere , diventò una persona cupa ed aggressivo . A Fred questa cosa non andava bene infatti paragonava il nonno ad una moneta a due facce .
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Quando salì, in soffitta Fred,vide una miriade di scatoloni impolverati e decise di aprirli uno ad uno .Al loro interno si trovavano degli album di famiglia, uno di essi era interamente dedicato alle foto del nonno. "Sono già passati due anni"- pensò. Il ragazzo , sfogliando l'album , iniziò a ricordarsi tutti i momenti brutti passati col nonno. Fred accecato dalla rabbia iniziò a strappare le foto una ad una, fino a quando una voce autoritaria gli ordinò di fermarsi. " E' la voce del nonno". Fred trasalì e un brivido gli corse su per la schiena; si voltò e vide il vecchio: di fronte a lui provò paura ma anche rancore.Il nonno iniziò a rimproverare orribilmente Fred, dicendo che era un buono a nulla, un fannullone ....I sentimenti che Fred provò non erano chiari, rabbia , dispiacere ma .... "Devo cambiare se non voglio più soffrire" - si disse.Fred il giorno dopo andò a scuola, e mentre si dirigeva verso la sua classe fece per sbaglio cadere un ragazzo,che si mise a piangere.
fred Bullo
fred bullizzato
Fred però non provò dispiacere anzi provava piacere e da lì in poi divenne il bullo piùtemuto di tutta la scuola.Dopo quel giorno, fred cambio' completamente e la sua pelle divenne bianca come la neve e da quel momento nessuno lo vide piu sorridere. Quando lo incontravi per strada e lo guardavi in faccia, ti veniva la pelle d'oca. Il primo giorno che fred torno' a scuola, tutti capirono che qualcosa non andava in lui, appena qualcuno gli rivolgeva la parola, fred lo pestava,tutti si ricordavano quella volta che lui fece lo sgambetto al ragazzo disabile con una smorfia conpiaciuta e cosi divento' il bullo piu temuto della scuola. Cominciarono ad evitarlo non solo a scuola, ma anche per le strade e per i negozi.
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Francesco Miraglia
Venne l'estate. Ogni pomeriggio andavo in spiaggia a giocare a pallone.Come avevo già detto ero appassionato di lettura,e un giorno lessi su un libro di una città sott'acqua e interessato su questo argomento feci delle ricerche ma non trovò nulla a riguardo.Un caldo pomeriggio d'estate Fred e il suo fratellino andarono in spiaggia a giocare,e improvvisamente il pallone arrivò in acqua e si perse sul fondo.Fred per evitare di far rattristire il fratello si tuffò in acqua con la speranza di riuscirlo a prendere,ma mentre si allontanava dalla riva il fondale si faceva sempre più profondo...Arrivato giù vide un cancello
che portava verso un sentiero sconosciuto e affascinato dalla curiosità cercò di entrare ma trovò di fronte a sè una serie di sfide che non gli permisero di recuperare il pallone.
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in acqua e quando entrò,di Fred non si vide nemmeno l'ombra ma solo un enorme drago e questo drago era proprio Fred che incosciamente attaccò pure lui facendolo quasi affogare sputandogli del ghiaccio.Il bambino preso dalla paura cercò di liberarsi e dopo vari tentativi trovò una via di fuga Fred continuò a camminare verso il sentiero, quando all'improvviso trovò uno specchio e come vide il riflesso del suo viso saltò in aria e cominciò ad urlare.
Fred rimase sorpreso dalla presenza di esseri strani con le orecchie grandi e denti appuntiti i quali erano stati a distruggere l'oggetto da recuperare e così preso dalla rabbia riuscì a distruggere tutta questa specie vivente.Nel frattempo il fratellino preoccupato della sua infinita assenza percepì una strana sensazione come se stesse per accadere qualcosa di terribile e si gettò
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Nel frattempo il fratellino preoccupato della sua infinita assenza percepì una strana sensazione come se stesse per accadere qualcosa di terribile e si gettò in acqua e quando entrò,di Fred non si vide nemmeno l'ombra ma solo un enorme drago e questo drago era proprio Fred che incosciamente attaccò pure lui facendolo quasi affogare sputandogli del ghiaccio.Il bambino preso dalla paura cercò di liberarsi e dopo vari tentativi trovò una via di fuga mentre Fred continuò a camminare verso il sentiero, quando all'improvviso trovò uno specchio e come vide il riflesso del suo viso saltò in aria e comiciò ad urlare.La sua pelle era ormai diventata squamosa e di color blu ,i suoi denti erano appuntiti e grandissimi e
un corpo enorme(faceva davvero paura!)Tutti questi cambiamenti lo portarono alla disperazione assoluta,perché capii che la sua famiglia non l'avrebbe più riconosciuto e tutti l'avrebbero odiato difatti questa sensazione di malessere generale gli fece perdere la testa a tal punto di spaccare lo specchio in mille pezzi con la speranza che tutto potesse tornare alla normalità ma così non fu'.Purtroppo non c'è stato nulla da fare ormai la sua vita era cambiata e rimase bloccato in questa trappola chiamata oceano.Passarono anni e anni, e non si seppe più nulla,ma girano voci che Fred preso dalla disperazione e da un forte senso di pentimento si tolse la vita.
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spaccare lo specchio in mille pezzi con la speranza che tutto potesse tornare alla normalità ma così non fu'.Purtroppo non c'è stato nulla da fare ormai la sua vita era cambiata e rimase bloccato in questa trappola chiamata oceano.Passarono anni e anni, e non si seppe più nulla,ma girano voci che Fred preso dalla disperazione e da un forte senso di pentimento si tolse la vita.
La sua pelle era ormai diventata squamosa e di color blu ,i suoi denti erano appuntiti e grandissimi e un corpo enorme(faceva davvero paura!)Tutti questi cambiamenti lo portarono alla disperazione assoluta,perché capii che la sua famiglia non l'avrebbe più riconosciuto e tutti l'avrebbero odiato,difatti questa sensazione di malessere generale gli fece perdere la testa a tal punto di
Michele, Alessandro ed Enrico
tornarono a giocare a pallone.Il giorno dopo nel giardino della scuola, Fred era seduto sulla stessa panchina. Mentre i compagni chiacchieravano lo sentirono di nuovo parlare da solo, stavolta ancor più incuriositi e convinti di aver sentito bene andarono a chiedermi con chi stessi parlando, risposi di nuovo che non stavo parlando con nessuno, i compagni, stavolta, mi dissero di dire la verità e che di loro mi potevo fidare.
Dopo averlo fatto cadere mi scusai subito e gli chiesi come stesse. La mattina seguente, mi trovavo a scuola, ero appena suonato l’intervallo e la sua classe era scesa in giardino.Ero seduto su una panchina quando i miei compagni che stavano giocando a pallone mi sentirono parlare, ma visto che con me non c’era nessuno si incuriosirono e andarono a chiedermi con chi stessi parlando, risposi che non stavo parlando con nessuno,quindi i compagni pensarono di esserselo immaginato, e
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Io un po’irritato ripetei che quella era la verità e in quel preciso momento suonò la campanella, tutti rientrarono in classe. Il giorno seguente sempre in giardino continuai a parlare con il mio amico immaginario, i compagni mi videro per la terza volta e mi dissero che mi potevo fidare di loro e che potevo dirgli qualunque cosa, allora rivelai che parlavo con un pupazzo immaginario di nome Peter, un ragazzo registrò questa conversazione e la postò su Instagram, mandandola sul gruppo della classe.
Il giorno dopo tutti mi presero in giro e triste, appena tornò a casa, cercai Peter ma non lo trovai da nessuna parte e fu così che anche il suo migliore amico mi abbandonò.
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Luca e Matilde
più accettato ma non ancora abbastanza. Fred era ancora infelice e insoddisfatto vedeva la meta lontana. Con coraggio pian piano, raggiunse la cima e lì si rese conto, che anche lui poteva essere come gli altri e che non doveva sentirsi inferiore, perché in questo mondo, esiste la diversità. Ogni individuo è unico nel suo genere e nel suo modo di fare, tutti con impegno e tenacia possono raggiungere grandi risultati. Fred non aveva niente di sbagliato e questo lui lo capì, era riuscito finalmente a liberare il suo cuore dalle angosce che lo affliggevano e a superare tutti gli ostacoli.
In una tempestosa giornata d'inverno, un ragazzino di nome Fred, decise di scalare una montagna. Fred non era bravo a e nemmeno nello sport, i suoi amici lo consideravano un incapace, uno sfigato e per questo lo emarginavano. Nonostante provasse ad impegnarsi, non riusciva ad ottenere buoni risultati e si sentiva diverso rispetto ai suoi compagni. Fu così che un bel giorno decise di mettersi alla prova e di scalare una montagna. La montagna era ripida e con tante tappe da raggiungere, per Fred era importante fare dei passi in avanti e diventare come i suoi amici, che pensava fossero migliori in tutto rispetto a lui. Man mano che scalava la montagna si sentiva sempre
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Io subito dopo aver scalato la montagna mi sentii potente e capace di fare tutto. Il giorno dopo essere sceso dalla montagna tornai a scuola, appena entrato in classe corsi subito a dire a tutti che non era vero che io ero un incapace, un buono a nulla, perché ero riuscito a scalare una montagna. Dopo che io dissi questa frase in tutta la classe calò il silenzio per qualche secondo, poi tutti scoppiarono a ridere dicendomi che era impossibile che da solo fossi
riuscito a scalare una montagna. Da quel giorno tutti iniziarono a prendermi in giro ancor più di prima, provai a spiegare che era tutto vero ma nessuno mi credette. Passarono i giorni ma tutti continuarono a bullizzarmi. Diventai più triste e insicuro di quanto non lo fossi già. Quando arrivai al limite di sopportazione chiesi ai miei genitori di cambiare scuola e fortunatamente mi ascoltarono e fu così che non rividi mai più nessuno di quei miei vecchi compagni di classe.
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Racconto surreale
Giulia
Created on March 7, 2023
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Racconto surreale
Iniziamo!!
Io sono Fred,un ragazzo di 13 anni ; frequento la scuola media e vivo una vita normale e tranquilla. La prima cosa per cui mi distinguo sono i miei folti capelli ricci con cui mi differenzio dalla massa. Ho degli occhi azzurri e il naso un po' appiattito. La mia famiglia è composta da un fratello adottivo, una madre severa e un padre menefreghista.
Da quando è arrivato mio fratello, mia mamma non sembra più la stessa, è sempre severa con me e dedica il suo poco tempo libero al nuovo arrivato. Io sono molto legato al nonno tanto che mi assiste nei momenti bui e mi aiuta negli esercizi di matematica che non riesco a svolgere.
Almeno con gli amici spero di avere un bel rapporto, anche se qualche volta penso che qualcuno di loro possa sparlarmi alle spalle. Il mio migliore amico è Gianni, un ragazzo toscano che viene da Firenze, purtroppo non lo vedo da un po’ perché è dovuto tornare nella sua città natale, da quando se ne è andato mi sento molto solo.Credo di essere un ragazzo molto pensieroso, infatti tengo la mia camera vuota per riempirla con i miei pensieri. Durante le giornate di pioggia mi rintano in soffitta, per scrivere nel mio diario i miei pensieri.
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La mia casa è una grande villa immersa in un bosco. Quel giorno il tempo non era dei migliori infatti c' era una leggera pioggia. Era venerdì il giorno dopo sarei stato a casa a godermi la mia nuova PS5. tornato da scuola aprii la porta di casa e sentii la mia TV da 87'' con il mio super impianto audio accesa. Salii la scale di fretta per vedere cosa stesse accadendo: dallo spiraglio della porta notai un bambino con una felpa nera. Aprii completamente la porta, mi avvicinai : era proprio un bambino. Innervosito e geloso del fatto che si fosse impadronito delle mie cose, gli chiesi chi fosse, ma non mi rispose e ignorandomi continuò a guardare la MIA TV da 87'' con il mio super impianto audio. Urlai , ma nulla, sembrava di pietra finchè, come spettri, spuntarono i miei genitori da dietro e mi dissero che era il mio nuovo fratello.
Un BAMBINO o , come lo chiamavano loro, un fratellino..... Che bisogno avevano di lui se c'ero già io ???? Rimasi solo con i miei pensieri ad osservarli : era come guardare un video,un orribile video dove si vedeva ogni singolo momento della vita del mio fratellastro. Quel film non mi apparteneva, non ne sarei stato protagonista.
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Tornai su per cenare ma appena mi sedetti "partirno" le domande dei miei genitori; risposi loro in modo molto scontroso o non risposi affatto. Da allora mi chiusi in me stesso non uscii più con i miei amici, non uscivo mai dalla mia casa sull'albero: ero diventato scontroso e molto irritabile. Fino a quando persi tutti i miei amici: ero solo.
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Finchè un giorno , tornato da scuola , vide la la nonna che piangeva : il nonno era morto . Fred iniziò a piangere a dirotto , un pianto di tristezza poiché ripensava ai bei momenti passati assieme , ma anche di rabbia, non avendo scoperto quale fosse la vera faccia del nonno .
" Gli unici che mi vogliono ancora bene sono i nonni" si trovava spesso a confessarsi.Fred passava molto tempo con loro: facevano delle passeggiate al centro, andavano a prendere un gelato , andavano in bici e molte altre cose assieme. Il grande amico e confidente di Fred, però era sicuramente il nonno, un uomo era amichevole e anche garbato . Purtroppo , improvvisamente, anche il nonno lo tradì. Cominciò ad essere strano, come se nascondesse qualcosa. Fred aveva notato che riceveva continuamente telefonate da numeri sconosciuti per cui si er convinto che gli strani atteggiamenti derivavano dai "nuovi amici" che si era fatto il nonno. Fred si convinse che quegli amici fossero delle persone spregevoli da cui il nonno si doveva allontanare . Purtroppo non fu così : in breve il nonno cambiò drasticamente il suo carattere , diventò una persona cupa ed aggressivo . A Fred questa cosa non andava bene infatti paragonava il nonno ad una moneta a due facce .
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Quando salì, in soffitta Fred,vide una miriade di scatoloni impolverati e decise di aprirli uno ad uno .Al loro interno si trovavano degli album di famiglia, uno di essi era interamente dedicato alle foto del nonno. "Sono già passati due anni"- pensò. Il ragazzo , sfogliando l'album , iniziò a ricordarsi tutti i momenti brutti passati col nonno. Fred accecato dalla rabbia iniziò a strappare le foto una ad una, fino a quando una voce autoritaria gli ordinò di fermarsi. " E' la voce del nonno". Fred trasalì e un brivido gli corse su per la schiena; si voltò e vide il vecchio: di fronte a lui provò paura ma anche rancore.Il nonno iniziò a rimproverare orribilmente Fred, dicendo che era un buono a nulla, un fannullone ....I sentimenti che Fred provò non erano chiari, rabbia , dispiacere ma .... "Devo cambiare se non voglio più soffrire" - si disse.Fred il giorno dopo andò a scuola, e mentre si dirigeva verso la sua classe fece per sbaglio cadere un ragazzo,che si mise a piangere.
fred Bullo
fred bullizzato
Fred però non provò dispiacere anzi provava piacere e da lì in poi divenne il bullo piùtemuto di tutta la scuola.Dopo quel giorno, fred cambio' completamente e la sua pelle divenne bianca come la neve e da quel momento nessuno lo vide piu sorridere. Quando lo incontravi per strada e lo guardavi in faccia, ti veniva la pelle d'oca. Il primo giorno che fred torno' a scuola, tutti capirono che qualcosa non andava in lui, appena qualcuno gli rivolgeva la parola, fred lo pestava,tutti si ricordavano quella volta che lui fece lo sgambetto al ragazzo disabile con una smorfia conpiaciuta e cosi divento' il bullo piu temuto della scuola. Cominciarono ad evitarlo non solo a scuola, ma anche per le strade e per i negozi.
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Francesco Miraglia
Venne l'estate. Ogni pomeriggio andavo in spiaggia a giocare a pallone.Come avevo già detto ero appassionato di lettura,e un giorno lessi su un libro di una città sott'acqua e interessato su questo argomento feci delle ricerche ma non trovò nulla a riguardo.Un caldo pomeriggio d'estate Fred e il suo fratellino andarono in spiaggia a giocare,e improvvisamente il pallone arrivò in acqua e si perse sul fondo.Fred per evitare di far rattristire il fratello si tuffò in acqua con la speranza di riuscirlo a prendere,ma mentre si allontanava dalla riva il fondale si faceva sempre più profondo...Arrivato giù vide un cancello
che portava verso un sentiero sconosciuto e affascinato dalla curiosità cercò di entrare ma trovò di fronte a sè una serie di sfide che non gli permisero di recuperare il pallone.
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in acqua e quando entrò,di Fred non si vide nemmeno l'ombra ma solo un enorme drago e questo drago era proprio Fred che incosciamente attaccò pure lui facendolo quasi affogare sputandogli del ghiaccio.Il bambino preso dalla paura cercò di liberarsi e dopo vari tentativi trovò una via di fuga Fred continuò a camminare verso il sentiero, quando all'improvviso trovò uno specchio e come vide il riflesso del suo viso saltò in aria e cominciò ad urlare.
Fred rimase sorpreso dalla presenza di esseri strani con le orecchie grandi e denti appuntiti i quali erano stati a distruggere l'oggetto da recuperare e così preso dalla rabbia riuscì a distruggere tutta questa specie vivente.Nel frattempo il fratellino preoccupato della sua infinita assenza percepì una strana sensazione come se stesse per accadere qualcosa di terribile e si gettò
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Nel frattempo il fratellino preoccupato della sua infinita assenza percepì una strana sensazione come se stesse per accadere qualcosa di terribile e si gettò in acqua e quando entrò,di Fred non si vide nemmeno l'ombra ma solo un enorme drago e questo drago era proprio Fred che incosciamente attaccò pure lui facendolo quasi affogare sputandogli del ghiaccio.Il bambino preso dalla paura cercò di liberarsi e dopo vari tentativi trovò una via di fuga mentre Fred continuò a camminare verso il sentiero, quando all'improvviso trovò uno specchio e come vide il riflesso del suo viso saltò in aria e comiciò ad urlare.La sua pelle era ormai diventata squamosa e di color blu ,i suoi denti erano appuntiti e grandissimi e
un corpo enorme(faceva davvero paura!)Tutti questi cambiamenti lo portarono alla disperazione assoluta,perché capii che la sua famiglia non l'avrebbe più riconosciuto e tutti l'avrebbero odiato difatti questa sensazione di malessere generale gli fece perdere la testa a tal punto di spaccare lo specchio in mille pezzi con la speranza che tutto potesse tornare alla normalità ma così non fu'.Purtroppo non c'è stato nulla da fare ormai la sua vita era cambiata e rimase bloccato in questa trappola chiamata oceano.Passarono anni e anni, e non si seppe più nulla,ma girano voci che Fred preso dalla disperazione e da un forte senso di pentimento si tolse la vita.
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spaccare lo specchio in mille pezzi con la speranza che tutto potesse tornare alla normalità ma così non fu'.Purtroppo non c'è stato nulla da fare ormai la sua vita era cambiata e rimase bloccato in questa trappola chiamata oceano.Passarono anni e anni, e non si seppe più nulla,ma girano voci che Fred preso dalla disperazione e da un forte senso di pentimento si tolse la vita.
La sua pelle era ormai diventata squamosa e di color blu ,i suoi denti erano appuntiti e grandissimi e un corpo enorme(faceva davvero paura!)Tutti questi cambiamenti lo portarono alla disperazione assoluta,perché capii che la sua famiglia non l'avrebbe più riconosciuto e tutti l'avrebbero odiato,difatti questa sensazione di malessere generale gli fece perdere la testa a tal punto di
Michele, Alessandro ed Enrico
tornarono a giocare a pallone.Il giorno dopo nel giardino della scuola, Fred era seduto sulla stessa panchina. Mentre i compagni chiacchieravano lo sentirono di nuovo parlare da solo, stavolta ancor più incuriositi e convinti di aver sentito bene andarono a chiedermi con chi stessi parlando, risposi di nuovo che non stavo parlando con nessuno, i compagni, stavolta, mi dissero di dire la verità e che di loro mi potevo fidare.
Dopo averlo fatto cadere mi scusai subito e gli chiesi come stesse. La mattina seguente, mi trovavo a scuola, ero appena suonato l’intervallo e la sua classe era scesa in giardino.Ero seduto su una panchina quando i miei compagni che stavano giocando a pallone mi sentirono parlare, ma visto che con me non c’era nessuno si incuriosirono e andarono a chiedermi con chi stessi parlando, risposi che non stavo parlando con nessuno,quindi i compagni pensarono di esserselo immaginato, e
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Io un po’irritato ripetei che quella era la verità e in quel preciso momento suonò la campanella, tutti rientrarono in classe. Il giorno seguente sempre in giardino continuai a parlare con il mio amico immaginario, i compagni mi videro per la terza volta e mi dissero che mi potevo fidare di loro e che potevo dirgli qualunque cosa, allora rivelai che parlavo con un pupazzo immaginario di nome Peter, un ragazzo registrò questa conversazione e la postò su Instagram, mandandola sul gruppo della classe.
Il giorno dopo tutti mi presero in giro e triste, appena tornò a casa, cercai Peter ma non lo trovai da nessuna parte e fu così che anche il suo migliore amico mi abbandonò.
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Luca e Matilde
più accettato ma non ancora abbastanza. Fred era ancora infelice e insoddisfatto vedeva la meta lontana. Con coraggio pian piano, raggiunse la cima e lì si rese conto, che anche lui poteva essere come gli altri e che non doveva sentirsi inferiore, perché in questo mondo, esiste la diversità. Ogni individuo è unico nel suo genere e nel suo modo di fare, tutti con impegno e tenacia possono raggiungere grandi risultati. Fred non aveva niente di sbagliato e questo lui lo capì, era riuscito finalmente a liberare il suo cuore dalle angosce che lo affliggevano e a superare tutti gli ostacoli.
In una tempestosa giornata d'inverno, un ragazzino di nome Fred, decise di scalare una montagna. Fred non era bravo a e nemmeno nello sport, i suoi amici lo consideravano un incapace, uno sfigato e per questo lo emarginavano. Nonostante provasse ad impegnarsi, non riusciva ad ottenere buoni risultati e si sentiva diverso rispetto ai suoi compagni. Fu così che un bel giorno decise di mettersi alla prova e di scalare una montagna. La montagna era ripida e con tante tappe da raggiungere, per Fred era importante fare dei passi in avanti e diventare come i suoi amici, che pensava fossero migliori in tutto rispetto a lui. Man mano che scalava la montagna si sentiva sempre
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Io subito dopo aver scalato la montagna mi sentii potente e capace di fare tutto. Il giorno dopo essere sceso dalla montagna tornai a scuola, appena entrato in classe corsi subito a dire a tutti che non era vero che io ero un incapace, un buono a nulla, perché ero riuscito a scalare una montagna. Dopo che io dissi questa frase in tutta la classe calò il silenzio per qualche secondo, poi tutti scoppiarono a ridere dicendomi che era impossibile che da solo fossi
riuscito a scalare una montagna. Da quel giorno tutti iniziarono a prendermi in giro ancor più di prima, provai a spiegare che era tutto vero ma nessuno mi credette. Passarono i giorni ma tutti continuarono a bullizzarmi. Diventai più triste e insicuro di quanto non lo fossi già. Quando arrivai al limite di sopportazione chiesi ai miei genitori di cambiare scuola e fortunatamente mi ascoltarono e fu così che non rividi mai più nessuno di quei miei vecchi compagni di classe.
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