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I Coniugi Arnolfini

Caterina Bennici

Created on March 7, 2023

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Transcript

I CONIUGI ARNOLFINI

Realizzato da Caterina Bennici

07/03/2023

Autore e tecnica utilizzata

Il ritratto dei Coniugi Arnolfini è un dipinto olio su tela realizzato da Jan Van Eyck nel 1434.

Jan Van Eyck nacque a Maaseik nel 1390 circa e morì a Bruges il 9 luglio 1441. A parte un breve soggiorno nelle fiandre, Jan non si muove mai dalle Fiandre. E’ l’indiscusso artefice del rinnovamento artistico fiammingo. Viene detta “pittura a olio” la tecnica pittorica che utilizza pigmenti in polvere sciolti in un olio vegetale. La pasta ottenuta è diluita con essenze ricavate dalla lavanda, dal rosmarino e soprattutto dalle gemme del pino marittimo o di altre conifere.

Da chi è stata commissionata l'opera e chi sono i soggetti?

L'opera venne commissionata da Giovanni Arnolfini. Egli era un ricco mercante lucchese che si stabilì a Bruges fin dal 1420.

Giovanni fece eseguire a Van Eyck il dipinto che lo ritrae insieme alla moglie Giovanna Cerami all'interno di una stanza da letto.

Descrizione dell'opera

La camera dei due coniugi è un ambiente molto accogliente, in cui sono presenti anche degli oggetti di grande prestigio. Dietro i due coniugi possiamo notare un vistoso letto a baldacchino con coltri e drappi rossi a destra, in fondo un mobile di legno intarsiato e una panca rivestita di tessuto rosso sormontati da uno specchio circolare e convesso; a sinistra un mobile basso su cui sono appoggiate delle arancie si trova al di sotto di una grande finestra vetrata. Un tappeto è steso di fronte al letto, mentre un grande e prezioso lampadario d'ottone pende da un soffitto a travi di legno. Di legno è anche il pavimento.

Giovanni Arnolfini, dalla grande testa, indossa un grosso cappello scuro di velluto un pesante vestito di pelliccia.

La moglie Giovanna lo guarda con tenerezza tenendo gli occhi bassi. Indossa un abito azzurro di velluto, coperto da una sopraveste verde dalle maniche larghe orlate di ermellino.

I coniugi si stanno scambiando una promessa di matrimonio davanti a due testimoni. Questi sono visibili grazie allo specchio convesso sulla parete di fondo: questa, infatti, ci restituisce l’altra metà della stanza, mostrandoci due persone al di qua della tela, di cui uno è il pittore stesso. Nella tavola, inoltre, è presente la firma dell'artista sul muro di fondo della stanza.

La luce modella le forme e illumina, più di ogni altra cosa, la figura di Giovanna Cenami, alla quale il velo bianco e l'esplosione del verde delle vesti conferiscono ancora più luminosità.I punti di fuga di cui l'artista si è servito sono quattro:1. il pavimento; 2. il soffitto; 3. la parete di sinistra; 4. il baldacchino. Il pavimento ci suggerisce, con i giunti dei listoni lignei che lo compongono, che il pavimento sia più grande di quanto il dipinto non mostri.

Simbologie

Il baldacchino aveva origini antiche.Inizialmente era una struttura di coronamento per altari o statue. Successivamente il baldacchino, divenne una protezione per il letto di vescovi e cardinali e poi cominciò ad essere usata anche dai nobili.

Il ricercato e prezioso abbigliamento della coppia ne testimoniava l’alto rango. Il mantello di lui è foderato interamente di pelliccia, mentre lei indossa un abito molto in voga, stretto sotto il seno, guarnito di pelliccia e arricciature.L'alto stato sociale degli Arnolfini è messo in rilievo anche dalla presenza delle arancie poste sul mobiletto di sinistra: le arancie, infatti, a quell'epoca erano molto costose.

Il lampadario a sei bracci presenta una sola candela accesa come simbolo matrimoniale: elemento che deriva dalla candela nuziale che a volte compare nell’annunciazione.

I due coniugi sono scalzi e, secondo la critica, questo è da collegarsi al fatto che il suolo del luogo del matrimonio sia sacro. Infatti, gli zoccoli dell’uomo sono in primo piano, a sinistra, mentre quelli della donna sono ai piedi della panca.In ogni caso è molto probabile che le scarpe in casa non si portassero per non spargere lo sporco e il fango delle strade.

Altri elementi sono presenti come simboli legati al matrimonio:- il cagnolino che rappresenta la fedeltà; -gli alberi di ciliegio che si intravedono fuori dalla finestra e i frutti sulla cassapanca che richiamano l’Hortus conclusus, ossia il giardino sacro alla Madonna.

L’uomo indossa per l’occasione un ampio cappello di spesso feltro nero. Generalmente, però, utilizzava un copricapo più semplice in tessuto, una specie di turbante molto diffuso all’epoca, come testimoniano altri ritratti fiamminghi. Anche la donna ha un’acconciatura tipica. Portava due cornetti di seta per trattenere i capelli sui quali è poggiato morbidamente un velo guarnito di più strati di volant. La stessa acconciatura è portata dalla moglie di Van Eyck rappresentata in un ritratto.

Contesto storico

IIl ritratto dei Coniugi Arnolfini si inserisce nella tradizione pittorica fiamminga. Questa è un tipo di pittura nata nel '400 nelle Fiandre grazie a Jan van Eyck. La fioritura della scuola fiamminga fu favorita dalla ricchezza dell'area nel XV secolo. Nella prima metà del XV secolo molti mercanti e banchieri toscani risiedevano abitualmente nelle Fiandre, la regione più settentrionale dell’attuale Belgio. Questo avvenne con la conquista di Pisa nel 1406 da parte di Firenze, che si garantì uno sbocco commerciale marittimo ed entrò presto in contatto con il Ducato di Borgogna. Il ricco mercante di stoffe e cavaliere di Filippo il Buono Giovanni di Arrigo Arnolfini, infatti, era originario di Lucca e risiedeva a Bruges dal 1420. Questa città era, all’epoca, uno dei centri commerciali più importanti d’Europa e le Fiandre, come la Firenze medicea, vivevano una stagione di grande vitalità artistica ed economica. E non è neanche un caso che nella pittura fiamminga si ritrovino così tanti dipinti che rappresentano banchieri, cambiavalute, orafi e usurai al lavoro.

San Gerolamo nello studio

Il dipinto londinese di San Gerolamo nello studio è stato realizzato da Antonello da Messina nel 1475. La piccola tavola mostra, al di là di un arco ribassato, un ombroso interno gotico, con volte ogivali e bifore, un po’ ambiguo, in quanto non è chiaro se si tratti di una chiesa o di un edificio civile. Al centro di un grande vano, troviamo San Gerolamo, illuminato dalla luce che penetra dall'arco di accesso.

A destra la prospettiva del pavimento a piastrelle policrome è sostituita da quella delle esili colonne sormontate da archi e volte a crociera che convergono verso le due aperture in fondo, da cui penetra la luce e che lasciano intravedere un sereno paesaggio.

A sinistra, invece, lo sguardo corre verso un'ampia finestra, oltre la quale si intravede un paesaggio estremamente dettagliato con un corso d'acqua, una barca, fanciulle, cavalieri e una città circondata dalle mura.

Il santo è seduto al tavolo da lavoro e indossa la veste rossa cardinalizia che ricala in pieghe attorno a lui. Prima di salire i tre gradini che consentono l'accesso allo studio, si è tolto i calzari, che ha lasciato ai piedi della scaletta. Un asciugamano e una fiaschetta sono appesi a due chiodi. Sui ripiani della libreria molti oggetti si mescolano ai libri, alcuni dei quali sono aperti: un cofanetto di legno intarsiato, dei recipienti d'ottone, due vasi in ceramica a decori bianchi e azzurri, un piccolo crocifisso in alto, in forte scorcio, proprio di fronte al santo. Il punto di fuga è poco al di sopra del libro che San Gerolamo tiene aperto davanti a sé e la linea d'orizzonte coincide con il ripiano più basso della libreria.

A destra, nell'ombra, possiamo notare un leone, simbolo del Santo, che cammina con passo felpato sotto le volte, dirigendosi verso lo studio.All'estremità sinistra un gatto riposa beato, sul ripiano in prosecuzione della scaletta. Davanti al portale d'ingresso un pavone si dirige verso una bacinella a destra, mentre una pernice è volta dalla parte opposta. Il primo simboleggia l'eternità, la seconda, invece, la verità.

Confronto tra le due opere- SIMILITUDINI

-Entrambe le opere sono realizzate con la tecnica olio su tavola.-In entrambe le opere i personaggi sono raffigurati scalzi ed è possibile vedere dove si trovano le calzature: nel ritratto dei Coniugi Arnolfini, le calzature si trovano in primo piano e al di sotto della panca, mentre nel dipinto di San Gerolamo le calzature si trovano ai piedi della scaletta.

Confronto tra le due opere- SIMILITUDINI

-In entrambe le opere si ha una cura minuziosa dei particolari: nel dipinto dei Coniugi Arnolfini questo si evince, per esempio, dagli alberi di ciliegio che si intravedono dalla finestra; nel San Gerolamo nel diverso assorbimento della luce proprio dei differenti materiali simulati dalla pittura.-In entrambe le opere sono presenti degli animali simbolici: nei Coniugi Arnolfini troviamo raffigurato un cane, nel San Gerolamo un pavone, una pernice, un leone e un gatto.

Confronto tra le due opere- DIFFERENZE

-Le due opere sono state realizzate da pittori diversi: Jan Van Eyck e Antonello Da Messina.-L'ambiente delle due opere è diverso: i Coniugi Arnolfini si trovano nella loro camera da letto, San Gerolamo, invece, si trova in un ambiente che ricorda una Chiesa gotica.

Confronto tra le due opere- DIFFERENZE

-Il numero dei personaggi è diverso: nel primo i personaggi raffigurati sono due; mentre el secondo, viene rappresentato solo un personaggio.-Cambia il numero dei punti di fuga: nel ritratto dei Coniugi abbiamo quattro punti di fuga, mentre, nel San Gerolamo si ha un unico punto di fuga.

GRAZIEPER L'ATTENZIONE