Want to create interactive content? It’s easy in Genially!
ELABORATO TIC SAMUELE ZAMINGA (807872)
Zaminga
Created on March 7, 2023
Percorso di alfabetizzazione emotiva per classe prima di scuola secondaria di secondo grado
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Practical Interactive Image
View
Akihabara Square Interactive Image
View
Akihabara Interactive Image
View
Essential Interactive Image
View
Interactive Team Image
View
Image with Audio
View
Image with interactive hotspots
Transcript
Sitografia e bibliografia
Cosa sono le emozioni?
Le emozioni sono risposte del nostro organismo ad una sollecitazione (stimolo) scatenante. Si caratterizzano per:
- intensità: consistono in reazioni molto intense
- transitorietà: sono di breve durata
- immediatezza: hanno natura reattiva
A cosa servono le emozioni?
Le emozioni sono importanti strumenti di adattamento alla realtà e hanno un valore adattivo nella vita di ogni persona (es. l'importanza della tristezza nell'elaborazione di un lutto, la paura suggerisce prudenza). Esse influenzano l'apprendimento e la motivazione ad apprendere e bilanciano l'attività razionale del nostro cervello, una capacità definita da Daniel Goleman Intelligenza emotiva che è innata ma può essere appresa e incrementata mediante azioni educative appropriate.
Fisiologia delle emozioni
- Secondo la teoria di James-Lange, le emozioni sono il risultato della percezione delle reazioni corporee provocate da uno stimolo.
- Per la teoria di Cannon-Bard, uno stimolo attiva il talamo e l’ipotalamo producendo risposte da parte del sistema nervoso autonomo e dunque le emozioni.
- Negli anni '30 del Novecento James Papez ipotizzò l'esistenza di strutture cerebrali organizzate in un sistema alla base del comportamento emozionale. Tale sistema prende il nome di circuito di Papez e risulta costituito dal giro cingolato, dall'ipotalamo, dai neuroni anteriori talamici e dall'ippocampo. Esistono poi alcune regioni del sistema limbico associate a specifiche emozioni: la corteccia orbitofrontale è associata alla rabbia, il giro cingolato anteriore alla tristezza, l'insula al disgusto e l'amigdala alla paura.
Paul Ekman: Emozioni Primarie
Replicando alcuni studi condotti da Charles Darwin, lo psicologo americano Paul Ekman teorizzò che le emozioni dette fondamentali sono espresse con modalità simili in ogni cultura. Il suo lavoro, messo a punto nel 2008, consistette nell'osservazione del popolo indigeno dei Fore sulle alture della Papa Nuova Guinea. Ekman restò impressionato dallo stupore di questo popolo alla vista del cibo che era solito mangiare finendo per fotografare l'espressione di disgusto di uno degli abitanti del villaggio. A partire da dati osservsativi come questo, lo psicologo concluse che le espressioni di base fossero universali perchè riscontrabili in popolazioni diverse. Decise così di stilare una lista di emozioni distinte in:
- Emozioni primarie: emozioni fondamentali di origine biologica (innate) comuni a tutti gli esseri umani (universali). Sono sette: gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto, disprezzo, sorpresa
- Emozioni secondarie: emozioni complesse costituite dalla combinazione di quelle primarie. Vi sono delle differenze culturali
Fasi delle emozioni
1. Presenza di un evento stimolo: l'emozione viene elicitata da una sollecitazione proveniente dall'interno o dall'ambiente esterno.2. Valutazione dello stimolo: ciascuno valuta in modi differenti un particolare evento e gli attribuisce un significato. Ciò dipende da fattori quali età, sesso, esperienze passate, personalità individuale. 3. Attivazione fisiologica: all' evento segue una specifica risposta dell'organismo provocata dall'attivazione del sistema nervoso e talvolta del sistema endocrino con il relativo rilascio di specifici ormoni. 4. Esperienza interiore e soggettiva: tale processo conduce ad un'esperienza "sentita" dentro di noi come una particolare emozione (ad esempio paura, gioia, tristezza ...) 5. Manifestazione osservabile del comportamento: la nostra reazione interiore e soggettiva si accompagna ad una modificazione del nostro comportamento visibile anche all'esterno.
GIOIA
E' uno stato percepito come positivo e piacevole, perché genera una sensazione di piacere. Si tratta di una risposta affettiva positiva a un evento (situazione, persone, luoghi, cose o pensieri), a cui l’individuo assegna un carattere o un valore affettivo, cioè come lo fa sentire, come lo percepisce e come interpreta la situazione. Anche l’individuo può notare cambiamenti fisiologici, sottili come la variazione dell’attività respiratoria e altri meno evidenti come la secrezione di ormoni ed endorfine. Altri segnali non verbali sono la postura aperta, gli occhi vispi con rughette ai lati, guance che si alzano e sorriso. Può anche notare manifestazioni comportamentali, sentirsi libero e leggero, essere involontariamente sorridente e che a livello cognitivo la sua attenzione è piena e più creativa.
SORPRESA
La sorpresa è un’emozione che insorge quando interviene un evento inaspettato o contrario all’aspettativa. Dura soltanto un attimo, quello in cui l’individuo si accorge di un fatto imprevisto ed è subito seguita dal manifestarsi di altre emozioni. L’espressione della sorpresa è caratterizzata dal sollevamento ad arco delle sopracciglia, da occhi esageratamente spalancati, da pelle distesa, da palpebre che restano aperte e generalmente dall’abbassamento della mandibola, da cui il modo di dire “restare a bocca aperta”. Inoltre si reagisce in genere facendo un balzo all’indietro e se si hanno oggetti in mano può succedere che sfuggano alla presa e cadano.
RABBIA
Questa emozione deriva dall’istinto di difendersi per sopravvivere nell’ambiente in cui ci si trova. Possiamo dunque affermare che ha una funzione adattiva. La funzione adattiva della rabbia risiede nell’istinto di difendersi per sopravvivere nell’ambiente in cui ci si trova e nel rispondere a un’ingiustizia, un torto subito o percepito, alla percezione della violazione dei propri diritti. Se diventa troppo frequente oppure sfocia in comportamenti aggressivi, però, questo sentimento può provocare un’intensa sofferenza interiore e compromettere le relazioni interpersonali, diventando un ostacolo al raggiungimento dei propri obiettivi. La manifestazione della rabbia è coadiuvata da una mimica facciale particolare: aggrottiamo la fronte, le sopracciglia e serriamo i denti. L’organismo assume una postura che gli permette di entrare in azione da un momento all’altro e si manifestano delle variazioni fisiologiche come aumento del battito cardiaco, aumento dell’afflusso del sangue nella periferia del corpo, maggiore tensione muscolare e iper sudorazione. La rabbia si manifesta con una serie di reazioni fisiche che variano a seconda dei casi: respiro veloce, agitazione, rigidità delle mascelle, tachicardia, tremore degli arti, una sensazione di sudore, nodo allo stomaco, tendenza a stringere le mani. Tutto questo ci da come informazione che il corpo è pronto per difendersi dall’ostilità.
PAURA
Si tratta di quell'emozione che ci mette in guardia dai pericoli e ci spinge alla sopravvivenza. Di fronte a un pericolo, infatti, il nostro corpo produce un ormone, l'adrenalina, che induce cambiamenti fisici e mentali e che ci prepara all’azione. Le due principali reazioni dinnanzi a uno stimolo pauroso sono attacco o fuga: la prima ci consente di affrontare l’ostacolo, combatterlo; la seconda ci porta ad abbandonare la situazione prima che divenga eccessivamente minacciosa per la nostra sopravvivenza. Reazioni corporee della paura includono: bocca secca, viso pallido, aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, motilità intestinale, tensione muscolare, aumento della sudorazione, palpitazioni e tremore degli arti. Il nostro corpo si sta preparando a una reazione immediata. Senza tali cambiamenti, infatti, saremmo del tutto inadeguati di fronte al pericolo. La mimica tipica della paura prevede sopracciglia sollevate e ravvicinate, rughe della fronte contratte verso il centro, palpebre superiori sollevate, palpebre inferiori contratte e sollevate, bocca aperta e labbra leggermente tese all’indietro. In caso di paura eccessiva le sensazioni corporee iniziano a diventare più fastidiose. La tensione muscolare, fondamentale per la risposta di attacco o fuga, si trasforma in malessere che pervade tutto il corpo: mal di testa, dolori alle spalle e al petto, sintomi gastrointestinali, debolezza delle gambe. Ecco così che il respiro affannoso ci può portare a sensazioni di nausea o di mancanza del respiro; l’attenzione focalizzata al battito cardiaco non fa altro che aumentare la pressione sanguigna e farci avvertire un senso di svenimento, una visione offuscata e fischi alle orecchie.
TRISTEZZA
La tristezza è un’emozione che manifestiamo in seguito a una serie di eventi sfortunati, dall’esito nefasto, rispetto ai quali non riusciamo a individuare nessuna possibile alternativa. La tristezza è un’ emozione negativa che si sperimenta nel momento in cui perdiamo qualcosa di caro irrimediabilmente e per cui conseguentemente continuiamo a ruminare in maniera autosvalutativa. Di conseguenza la postura diventa ricurva, come se fosse di chiusura verso qualsiasi tipo di alternativa possibile, e la mimica facciale assume tratti caratteristici, come fronte corrugata, labbra piegate e sguardo perso nel vuoto. Esistono agiti comportamentali che spesso accompagnano la tristezza: si tratta di crisi di pianto, catatonia, mancanza di voglia di mangiare e scarsa forza di volontà. Tutto questo è accompagnato da continue lamentele e recriminazioni sempre rivolte verso se stesso, nella percezione di non aver fatto abbastanza e per questo di non avere alternativa
DISPREZZO
Il disprezzo si manifesta con un atteggiamento negativo verso qualcuno o qualcosa che si ritiene inferiore, inutile o non meritevole di rispetto. Il disprezzo sembra avere un ruolo sociale, ovvero quello di cercare di unire in gruppo tutti coloro che provano avversione verso un determinato stimolo. il disprezzo ha un insieme di componenti: La componente fenomenologica, ovvero l’insieme di pensieri che hanno come contenuto l’inutilità della persona (o oggetto) e quanto essa sia rivoltante; la componente fisiologica ed espressiva, che consiste nel restringimento delle labbra, con un lieve sollevamento dell’angolo in alto solamente da una parte del viso, spesso accompagnandosi a uno sguardo altezzoso; la componente comportamentale, che si manifesta tramite frasi che hanno lo scopo di umiliare l’individuo.
DISGUSTO
Emozione che insorge quando percepiamo qualcosa di potenzialmente “nocivo”, ovvero pericoloso per la nostra salute fisica e/o psichica. Abbiamo ereditato, dall’evoluzione della specie, il disgusto in senso “alimentare”, tuttavia la nostra cultura ci ha fatto sviluppare anche un disgusto più ampio legato all’ambiente, a valori, ad azioni e comportamenti, i quali possono essere ritenuti più o meno “ripugnanti”. Il disgusto prevede una specifica reazione fisiologica, caratterizzata da rallentamento cardiaco, aumento della salivazione e risposte del sistema parasimpatico (quello che regola, tra altre cose, tutto l’apparato digerente). Solitamente causa disgusto ciò che al palato viene percepito come amaro o acido . Mentre al tatto, causa disgusto ciò che è viscido, molliccio poiché facilmente associato a qualcosa di putrido, di stantio o ciò che ha un cattivo odore. I segnali più importanti di disgusto si manifestano nella bocca e nel naso, meno nelle palpebre inferiori e nelle sopracciglia: il naso è arricciato, il labbro superiore è sollevato, mentre quello inferiore può essere sia sollevato sia abbassato. In un’espressione di disgusto particolarmente intensa, le palpebre inferiori sono sollevate, mentre le sopracciglia abbassate. ll disgusto svolge una sua precisa funzione: quella di protezione personale e sociale tramite l’impulso comportamentale di allontanamento o di dichiarazione di netto rifiuto, al fine di evitare che la sostanza/persona entri in contatto con noi e ci contamini.
Queen - Don't stop me now
Il testo del brano esprime la sensazione di benessere e leggerezza provata dal suo autore alla quale non vorrebbe fosse posto alcun freno. La gioia del momento si evince dal tappeto melodico di piano suonato da Freddie Mercury, da una ritmica di basso massiccia e prorompente, da un travolgente assolo di chitarra e dall'utilizzo delle armonie di voce multitraccia (overdub)
(GIOIA)
Keywords
Ascolta il brano
Salmo - 90 min
Il testo del brano esprime il disappunto dell'autore verso il Paese e la rabbia per la costatazione che nessuno si sta impegnando abbastanza per cambiare le cose. La rabbia si avverte inoltre nella scelta di cantare su un registro alto, con voce roca, nell'uso di una metrica incalzante e dalla scelta di un sound acido e distorto per i synth.
(RABBIA)
Keywords
Ascolta il brano
Marilyn Manson - This is Halloween
il testo della canzone presenta la cittadina immaginaria di Halloween (dal film "Nightmare before Christmas"). La paura viene evocata attraverso la descrizione minuziosa delle caratteristiche fisiche dei suoi mostruosi abitanti (scheletri, lupi, pagliacci ...). L'immaginario terrificante del testo si sposa con la scelta degli arrangiamenti tendenti all'heavy metal (chitarre con distorsore, batteria martellante) e con una linea vocale cantata con voce sporca e graffiante (fry)
(PAURA)
Keywords
Ascolta il brano
Billie Eilish - When the party's over
Il testo del brano racconta di un dolore non meglio specificato e del malessere generale della sua autrice con parole ed espressioni negative e a volte autosvalutanti con cui dimostra di sentirsi fragile e "sbagliata". Coerentemente con l'emozione espressa gli arrangiamenti sono scarni e scuri (piano, voce e percussioni) arricchiti da una voce tenue e sottile che scandisce un ritmo lento in 6/8.