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Viaggio tra otium e negotium

Dafne Maddaloni

Created on March 7, 2023

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VIAGGIO NELL'ANTICA ROMA

TRA OTIUM E NEGOTIUMDAFNE MADDALONI 2B

initium

INDEX

Prima di cominciare... OTIUM ET NEGOTIUM PREFATIO ROMANI QUOQUE IN VACATIONEM VADEBANT GRAECIA AEGYPTUS OPLONTIS, HERCULANEUM, STABIAE CURIOSITAS:ADRIANUS IMPERATOR,EGREGIUS VIATOR MODI UT MOVEATUR ROMAE ITER IN SENECAE OPERAS

Otium et Negotium

L'otium e il negotium erano due concetti chiave per la cultura latina, ma con un valore totalmente contrapposto. Infatti, mentre i negotia erano le attività puramente a servizio dello stato, l'otium indicava il riposo dall'attività pubblica, ovvero il tempo libero destinato alla vita privata o agli studi (otium litteraratum). Per molto tempo la società romana predilesse i negotia. Questa idea innata era influenzata in particolar modo dai tipici valori rurali del mos maiorum presenti sin dalle origini all'interno del cives romanus.

Nel I secolo d.C. in particolare, con Seneca, l'otium assumerà un valore fondamentale poiché sarà legato alla speculazione filosofica, altra cosa per cui non c'era spazio nel pragmatismo della civiltà romana fino a quel momento. È interessante notare come in italiano la parola ozio (derivato di otium) abbia assunto un'accezione completamente negativa.

"Otium cum dignitate"

Con questa espressione Cicerone cerca di autoconvincersi che questo trascorrere il tempo in attività amene sia l'ideale del civis romanus ritiratosi dalla vita pubblica. Anche in questa occasione il famoso oratore parla di sé stesso.

A differenza di altre culture, l'otium per le classi sociali più elevate era uno spazio di libertà strettamente necessario rispetto agli impegni lavorativi, utile al raggiungimento dell'equilibrio psico-fisiologico. Era, quindi, un'arte in sé, che poteva essere fatta solo da chi sapeva conciliare in modo ottimale i due concetti chiave della vita.

L'otium, quindi, rimaneva soltanto un piccolo svago che si concedevano di tanto in tanto tra un impegno e l'altro. Tra le varie forme intellettive di riposo, vi erano, pure, i momenti di svago, i quali potevano concederseli tutti; per esempio passeggiare per la città, andare al mare o al sacro fiume, abbandonarsi al relax delle terme, recarsi al circo o all'anfiteatro, contendersi in giochi di abilità o d'azzardo, oppure VIAGGIARE.

PREFATIO

Ovviamente numerossissimi erano i Romani che viaggiavano per motivi legati al NEGOTIUM (commerciali, professionali, familiari, religiosi, intellettuali o militari), ma c’era anche chi viaggiava per puro piacere (OTIUM), soprattutto tra le classi agiate. A Roma si possono addirittura forse rintracciare le origini di un’usanza praticata oggigiorno da milioni di persone: il turismo. Lo stesso termine turismo viene dal francese tour, che a sua volta rimanda al latino tornare (“girare”) e contiene implicitamente l’idea di un viaggio con un rientro, non diversamente dalle ferie estive dei nostri giorni.

Preferite per spostarsi, come sempre, erano le vie di mare che offrivano maggiori comodità. A rendere disagevole il viaggio per terra contribuiva l'assenza di alberghi decenti e ben messi. Gli antichi ignoravano l'industria dei grandi alberghi, che è veramente una conquista moderna. Chi non aveva ospiti presso i quali passar la notte, doveva rassegnarsi a prender posto in una delle tante cauponae che sorgevano lungo le vie di comunicazione o nelle grandi città; locali, come ci è rivelato da Pompei, angusti, disadorni, frequentati da carrettieri, da briachi, da facili donne, con letti che dobbiamo pensare pieni di ogni ben di Dio.

Tra le mete più visitate

ROMANI QUOQUE IN VACATIONEM VADEBANT

Tra le tappe più visitate:

Graecia

Aegyptus

Oplontis,Herculaneum, Stabiae

Graecia

Alcune regioni esercitavano un’attrazione particolare sui viaggiatori grazie al loro patrimonio culturale.

Rodi

Sparta

Troia

Aegyptus

Ma la terra che più meraviglia suscitava nel turista romano era l’Egitto. La stranezza dei riti religiosi e della scrittura geroglifica disorientavano e al contempo affascinavano i visitatori. Anche i monumenti provocavano stupore e sconcerto, che si trattasse delle piramidi di Giza o delle tombe sotterranee della Valle dei Re, sulle cui pareti sono ancora visibili i segni del passaggio di centinaia di viaggiatori che vi hanno inciso nomi, date, brevi biografie, poesie e opinioni.

Un altro monumento egizio di particolare richiamo era la coppia di sculture sedute di Amenofi III conservate nel suo tempio funerario, nei pressi di Luxor. Greci e romani le ribattezzarono subito “colossi di Memnone”, ritenendo che una delle statue raffigurasse il re etiope alleato dei troiani. Al mattino, quando la brezza soffiava attraverso le crepe provocate dal terremoto, le statue emettevano un suono curioso, in cui molti credevano di riconoscere la musica di una lira, oppure un fischio o un pianto.

Oplontis, Herculaneum,Stabiae

Le tre perle del golfo di Napoli attirarono per lungo tempo stuoli di facoltosi Romani pronti a costruirvi lussuosi resort. La località più ambita e di gran moda soprattutto tra i vip del tempo, era Stabia, situata in corrispondenza di quella che oggi è Castellammare di Stabia, presso la collina di Varano. Era la Miami dell'antichità, le cui spettacolari ville finemente decorate e affrescate erano dotate di una palestra e di una piscina, ma spesso anche dell'accesso diretto al mare e di impianti termali privati. Si ritiene che le ville d'otium (ville d'ozio) di Stabia fossero una cinquantina mentre le ville rustiche, dedicate alla servitù o ai contadini, una trentina.

CURIOSITAS:ADRIANUS IMPERATOR,EGREGIUS VIATOR

Adrianus imperator, sapientiae et philosophiae amans …

L’Imperatore Adriano, amante della conoscenza e della filosofia, poiché desiderava conoscere luoghi e popoli, viaggiò per tutte le province dell’impero Romano e per l‘intera Asia; visitò quasi tutte le isole del mar Mediterraneo, navigando volentieri con la propria rapida nave. Arrivò ad Atene per donare molte cose agli Ateniesi, dimorando piuttosto a lungo in quel luogo in qualità di giudice di gara, poiché gli piacevano molto le competizioni degli atleti. Successivamente navigò alla volta della Sicilia, per vedere, come tramandano, il monte Etna e il variopinto sorgere del sole a guisa di arcobaleno. Di lì tornò a Roma, e da essa andò in Africa, per offrire molte concessioni alle provincie africane. Mai nessun imperatore attraversò così tante regioni e tanto celermente. Morì nell’anno centotrentotto d. C.

MODI UT MOVEATUR ROMAE

Gli antichi romani possedevano moltissimi mezzi di trasporto, ognuno con caratteristiche utili al compito che la persona che li utilizzava doveva svolgere. Per il trasporto di persone, infatti, esistevamo moltissimi mezzi: per esempio in città, dove era vietato l'uso di mezzi a trazione animale, venivano utilizzate le lettighe e le selle gladiatorie.

padlet

Iter, in Senecae scriptis
Epistula ex Seneca Lucilio

Epistula

E’ un pensiero comune che la lontananza dal luogo in cui si vive possa arrecare benefici all’animo. Questo perché siamo convinti che i motivi delle nostre insoddisfazioni provengano dall’esterno e dunque riteniamo che cambiando luoghi e persone senz’altro muterà anche la nostra condizione interiore. Niente di più sbagliato. Lucilio, un romano del primo secolo, scrive all’amico Seneca e si dice stupito del fatto che i suoi viaggi non gli siano serviti per eliminare la tristezza che lo affligge. Seneca gli risponde: ‘Lucilio, devi cambiare d’animo, non di cielo’ e poi citando Socrate: ‘Perché ti stupisci se i lunghi viaggi non ti servono, dal momento che porti in giro te stesso? Ti incalza il medesimo motivo che ti ha spinto fuori di casa, lontano’.

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