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ANTONINO IL P

Chiara Teresa Benedetto

Created on March 6, 2023

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Transcript

ANTONINO IL PIO

Il principe della pace

PRINCIPATO ADOTTIVO

161-180

117-138

96-98

Marco Aurelio

Nerva

Adriano

138-161

98-117

180-192

Traiano

Antonino il Pio

Commodo

ANTONINO IL PIO-le origini

Tito Aurelio Fulvo Boionio Arrio Antonino nacque nell'86d.C. da un'illustre famiglia originaria di una colonia latina. Prima di diventare imperatore fu questore nel 111, pretore nel 116, console nel 120, pronconsole in Asia nel 133-136 e membro del consiglio imperiale. Spostato con Faustina Maggiore, figlia di Marco Lucio Vero, fu uno ei senatori più facoltosi.

Visse in un particolare periodo della storia romana, il secolo d'oro e da lui prende il nome della dinastia Antonina.

DOPO ADRIANO

Con il passare del tempo, Adriano capì di dover provvedere a un successore e cominciò a stilare una lista con il nome di dieci possibili candidati. Tra questi, solo uno, Serviano, era un suo parente, che però aveva novant'anni. Allora, si pensò al nipote di costui, Fusco, finché non fu ucciso. Nel 136, l’imperatore scelse come successore Lucio Elio Vero, ma anche questi morì. A questp punto le attenzioni passarono ad Antonino. Nonostante egli si dimostrò sempre un perfetto uomo di governo, Adriano non si fidava abbastanza di lui e perciò gli intimò di adottare due ragazzi, Marco Aurelio e Lucio Vero. Alla sua morte, il 10 luglio del 138, Antonino divenne a tutti gli effetti principe dell’impero.

IL REGNO-l'inizio

Il regno di Antonino fu un regno caratterizzato da una relativa stabilità interna: prima di tutto si dimostrò favorevole al senato, tanto da restituirgli il potere sottratto dal suo predecessore, e cercò sempre di andare d’accordo con i senatori, che lo accolsero facilmente come imperatore.

Per l’immagine di uomo rispettoso non solo verso questa assemblea, ma anche verso le tradizioni antiche, ottenne il titolo di “Pius”. Secondo molti studiosi, però, l’appellativo di “Pio” deriverebbe dalla sua scelta di divinizzare Adriano, dando prova di grande pietà verso il padre adottivo.

POLITICA ECONOMICA

A differenza del predecessore, non viaggiò mai, per il timore di gravare le spese dello stato: Antonino, infatti, era particolarmente abile nel gestire l’economia dello stato, tanto da risultare l’unico imperatore a lasciare, alla sua morte, un regno ricco più di due miliardi e mezzo di sesterzi. Eppure, Antonino non si sottrasse dall’essere dispendioso: costruì strade, ponti e acquedotti, ripristinò alcuni monumenti e completò il restauro di altri e aumentò le elargizioni alla plebe di Roma.

POLITICA ESTERA

Per quanto riguarda la politica estera, non intraprese nessuna campagna militare, eccetto qualche piccola spedizione avviata dai suoi generali a scopo difensivo, per sopprimere delle rivolte, come in Dacia e in Egitto, o come quella in Germania, con cui si espansero i confini di circa 30km con la costruzione di nuovi fortilizi. L’unica campagna militare delle truppe di Antonino fu in Britannia, tra il 139 e il 143. Ancora oggi non è chiara la causa che ha spinto l’imperatore a tale spedizione, ma in tutti i casi, grazie a essa il confine dell’impero si espanse poco più a nord del vallo di Adriano, con la costruzione, iniziata nel 142, del vallo Antonino, tra l’estuario del Clyde e quello del Forth. Questa fortificazione, però, non era protetta come la prima, perciò, dopo numerose svolte, fu lentamente abbandonato a partire dal 159.

POLITICA INTERNA

Attuò numerose riforme e portò a compimento quelle già iniziate da Adriano, soprattutto in materia di giustizia, tanto che alcuni principi giuridici introdotti da lui entrarono a far parte del diritto romano, per poi arrivare a quelli europei. Istituì anche una serie di leggi che iniziavano a creare due diversi livelli di cittadini, tra le classi sociali superiori(honestiores) e le altre(humiliores), che differivano nel tipo di pene a cui erano soggette. Promosse anche delle riforme di carattere umanitario, come il miglioramento della condizione degli schiavi.

Fece di tutto per ottenere il consenso del popolo: grazie alla ricchezza di cui godeva lo stato, aumentò le distribuzioni alla plebe ed estese il numero di persone che ne usufruivano. Inoltre esentò momentaneamente dal tributo dovuto le regioni colpite da calamità e distribuì sussidi alle orfane italiche, dette “Puellae Faustinianae” in onore della moglie, morta nel 140 e che fece divinizzare. Non era però apprezzato dal senato, con il tempo si era accorto che il potere restituitogli era solo parzialmente reale e che le decisioni erano stabilite esclusivamente dall’imperatore.

FINE DEL SUO IMPERO

Dal 156 le sue condizioni di salute iniziarono ad aggravarsi e, sentendo la morte avvicinarsi, cominciò a trasferire sempre più potere ai due figli adottivi Marco Aurelio e Lucio Vero, che nel 160 furono eletti consoli. Nel marzo del 161, morì nella sua villa a Lorium, in Etruria. Lasciava uno regn durato più di due decenni, il secondo più lungo dopo quello di Augusto(che si farà superare solo da Costantino). Come da sua volontà, il comando dell’impero venne spartito tra Marco Aurelio, che si occupò più del governo, e Lucio Vero, il quale invece si concentrò sulla parte militare. Questa diarchia, simile a quella che esisteva tra i due consoli durante la repubblica, non durò molto, a causa della morte di Lucio Vero nel 169, che lascerà quindi al fratello adottivo definitivamente il trono.

FONTI

  • https://it.wikipedia.org/wiki/Antonino_Pio
  • Metropolis 2, di F. Amerini, E. Zanette, C. Tincati
  • Dizionario della lingua e della civiltà latina Campanini-Carboni
  • https://www.youtube.com/watch?v=zSktM9cyzKw
  • https://www.treccani.it/enciclopedia/antonino-pio

GRAZIE PER L'ATTENZIONE!