Promessi sposi cap. 15
Giorgio Iguera, Federica Scozzafava, Maraschi Tommaso
Personaggi
- Renzo
- L'oste di Luna Piena
- Il notaio criminale
- I birri
- La folla
Trama
1. l’oste conduce Renzo , barcollante, alla sua camera. Qui, distrutto, il giovane cade a bocconi sul letto. L'oste lo rimprovera per la totale ingenuità. Scende dunque per recarsi nel palazzo di giustizia. 2. Lungo la strada riflette su quanto è accaduto e maledice Renzo che, con la sua ingenuità, ha rischiato di mettere nei guai lo stesso oste. “per aver visto un po’ di gente in giro a far baccano”, si è “cacciato in testa che il mondo abbia a mutarsi.” 3. Arrivato infine al palazzo di giustizia, l’oste porta la sua testimonianza ad un notaio criminale. il notaio accusa l’oste di non riferirgli tutta la verità. L’oste si difende. Infine, il notaio intima all’oste di non lasciarlo scappare, quindi lo congeda.
“Pezzo d’asino!”, “sei andato proprio a cercartela. Domani poi, mi saprai dire che bel gusto ci avrai. Tangheri, che volete girare il mondo, senza saper da che parte si levi il sole; per imbrogliar voi e il prossimo”.
“per aver visto un po’ di gente in giro a far baccano”, si è “cacciato in testa che il mondo abbia a mutarsi.”
"Come vuole vossignoria ch’io badi agli spropositi che posson dire tanti urloni che parlan tutti insieme? Io devo attendere a’ miei interessi, che sono un pover’uomo”
Trama
1. Renzo viene svegliato di soprassalto dagli sbirri e dal notaio. Il notaio ha fretta di condurre via Renzo. Peraltro, Renzo nota che dal suo farsetto sono spariti sia i soldi sia la lettera di padre Cistoforo e insiste per riaverli: per evitare guai il notaio ingiunge agli sbirri di ridare al ragazzo quanto gli è stato sottratto. Poi i poliziotti ammanettano Renzo. Il giovane protesta ma il notaio gli dice che si tratta di una pura formalità e anzi gli consiglia di camminare ben ritto una volta che usciranno per la strada. “Andate in maniera che nessuno s’avveda di nulla” 2. Usciti dalla locanda, Renzo fa di tutto per farsi notare dai passanti finché non riesce ad attrarre una piccola folla. Il notaio fa sapere alla gente che si tratta di un ladro, ma Renzo nega. “perchè ieri ho gridato: pane e giustizia. Non ho fatto nulla; son galantuomo: aiutatemi, non m’abbandonate, figliuoli!” 3. La gente prende le parti dell’arrestato: di fronte alla folla inferocita che blocca loro il passaggio, poliziotti e notaio lasciano andare le manette di Renzo.
Analisi del testo
struttura: La sequenza iniziale costituisce il proseguimento di quella che chiude il capitolo precedente. L'attenzione del narratore si concentra adesso sulla figura dell'oste, protagonista della prima parte del racconto, mentre in quella centrale e finale è di nuovo Renzo in primo piano
Il soliloquio: Il soliloquio è la forma espressiva che caratterizza la figura dell'oste. In questo capitolo, il soliloquio costituisce lo spazio privato in cui egli può manifestare ciò che pensa veramente. Le parole del soliloquio, fornendo al lettore una chiave d'interpretazione del personaggio e del suo carattere.
Il dialogo fra l'oste e il notaio criminale: Questo sistema di vita viene ribadito nel dialogo con il notaio criminale, in cui predomina la regola del negare sempre e comunque. Il dialogo tra i due è giocato su questo doppio tono: insinuante e provocatorio quello del rappresentante della giustizia; tranquillo, ma estremamente fermo quello dell'oste.
Il dialogo tra il notaio criminale e Renzo: Il dialogo tra il notaio e Renzo rivela una gamma molto varia di sentimenti, e comportamenti: 1. incredulità, sorpresa e rabbia di Renzo; 2. autorità e abitudine al comando del notaio; 3. cortesia e buone maniere del notaio, preso dal timore; 4. astuzia di Renzo; 5. ipocrisia del notaio. In questo caso, il dialogo serve a caratterizzare le due figure
La guerra per la successione del ducato di Mantova
- inizio nel 1628 con la morte di Vincenzo II di Gonzaga;
- Fece parte della guerra dei trent'anni;
- Fine nel 1631 con la vittoria della Francia.
La carestia del 1628-29
- Causata dagli scarsi raccolti delle estati del 1627 e 1628 e peggiorata della guerra in atto in quel periodo;
- Citata da manzoni per la prima volta nel capitolo 3.
Il tumulto di S.Martino
- Sommossa popolare che si scatena a Milano nei giorni 11 e 12 Novembre;
- Il motivo è il rincaro del pane da parte della commissione provvisoria dopo il calmiere imposto dal cancelliere Ferrer;
- Manzoni si sofferma sull'assalto al forno delle grucce e sull'assedio alla casa del vicario.
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https://www.letture.org/riassunto-capitolo-15-i-promessi-sposi https://promessisposi.weebly.com/tumulto-di-s-martino.html
Promessi sposi capitolo 15
Giorgio Iguera
Created on March 6, 2023
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Promessi sposi cap. 15
Giorgio Iguera, Federica Scozzafava, Maraschi Tommaso
Personaggi
Trama
1. l’oste conduce Renzo , barcollante, alla sua camera. Qui, distrutto, il giovane cade a bocconi sul letto. L'oste lo rimprovera per la totale ingenuità. Scende dunque per recarsi nel palazzo di giustizia. 2. Lungo la strada riflette su quanto è accaduto e maledice Renzo che, con la sua ingenuità, ha rischiato di mettere nei guai lo stesso oste. “per aver visto un po’ di gente in giro a far baccano”, si è “cacciato in testa che il mondo abbia a mutarsi.” 3. Arrivato infine al palazzo di giustizia, l’oste porta la sua testimonianza ad un notaio criminale. il notaio accusa l’oste di non riferirgli tutta la verità. L’oste si difende. Infine, il notaio intima all’oste di non lasciarlo scappare, quindi lo congeda.
“Pezzo d’asino!”, “sei andato proprio a cercartela. Domani poi, mi saprai dire che bel gusto ci avrai. Tangheri, che volete girare il mondo, senza saper da che parte si levi il sole; per imbrogliar voi e il prossimo”.
“per aver visto un po’ di gente in giro a far baccano”, si è “cacciato in testa che il mondo abbia a mutarsi.”
"Come vuole vossignoria ch’io badi agli spropositi che posson dire tanti urloni che parlan tutti insieme? Io devo attendere a’ miei interessi, che sono un pover’uomo”
Trama
1. Renzo viene svegliato di soprassalto dagli sbirri e dal notaio. Il notaio ha fretta di condurre via Renzo. Peraltro, Renzo nota che dal suo farsetto sono spariti sia i soldi sia la lettera di padre Cistoforo e insiste per riaverli: per evitare guai il notaio ingiunge agli sbirri di ridare al ragazzo quanto gli è stato sottratto. Poi i poliziotti ammanettano Renzo. Il giovane protesta ma il notaio gli dice che si tratta di una pura formalità e anzi gli consiglia di camminare ben ritto una volta che usciranno per la strada. “Andate in maniera che nessuno s’avveda di nulla” 2. Usciti dalla locanda, Renzo fa di tutto per farsi notare dai passanti finché non riesce ad attrarre una piccola folla. Il notaio fa sapere alla gente che si tratta di un ladro, ma Renzo nega. “perchè ieri ho gridato: pane e giustizia. Non ho fatto nulla; son galantuomo: aiutatemi, non m’abbandonate, figliuoli!” 3. La gente prende le parti dell’arrestato: di fronte alla folla inferocita che blocca loro il passaggio, poliziotti e notaio lasciano andare le manette di Renzo.
Analisi del testo
struttura: La sequenza iniziale costituisce il proseguimento di quella che chiude il capitolo precedente. L'attenzione del narratore si concentra adesso sulla figura dell'oste, protagonista della prima parte del racconto, mentre in quella centrale e finale è di nuovo Renzo in primo piano
Il soliloquio: Il soliloquio è la forma espressiva che caratterizza la figura dell'oste. In questo capitolo, il soliloquio costituisce lo spazio privato in cui egli può manifestare ciò che pensa veramente. Le parole del soliloquio, fornendo al lettore una chiave d'interpretazione del personaggio e del suo carattere.
Il dialogo fra l'oste e il notaio criminale: Questo sistema di vita viene ribadito nel dialogo con il notaio criminale, in cui predomina la regola del negare sempre e comunque. Il dialogo tra i due è giocato su questo doppio tono: insinuante e provocatorio quello del rappresentante della giustizia; tranquillo, ma estremamente fermo quello dell'oste.
Il dialogo tra il notaio criminale e Renzo: Il dialogo tra il notaio e Renzo rivela una gamma molto varia di sentimenti, e comportamenti: 1. incredulità, sorpresa e rabbia di Renzo; 2. autorità e abitudine al comando del notaio; 3. cortesia e buone maniere del notaio, preso dal timore; 4. astuzia di Renzo; 5. ipocrisia del notaio. In questo caso, il dialogo serve a caratterizzare le due figure
La guerra per la successione del ducato di Mantova
La carestia del 1628-29
Il tumulto di S.Martino
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