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Created on March 6, 2023

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Transcript

Lavoro realizzato da:Bruno EmilioGabriele Antonio Orlando Francesca Pagliaro Piera Francesca Sottile Alessandra

Indice

La flagellazione

Cristo morto

Pietà

Compianto su Cristo morto

Orazione nell'orto

La resurrezione di Cristo

La passione di Cristo

01

Cristo Morto

Ritenuta una delle opere più suggestive dell’intero Rinascimento, il Cristo morto venne dipinto dal grande pittore Andrea Mantegna (1431-1506) intorno al 1480, probabilmente per la sua cappella funeraria. Venne infatti trovato dai figli dell’artista nella sua bottega, dopo la morte del maestro, e venduto al cardinale Sigismondo Gonzaga per pagare alcuni debiti. Dopo essere passato (secondo una ricostruzione) per le collezioni del re d’Inghilterra Carlo I, poi del cardinale Mazzarino in Francia e infine per il mercato antiquario, il quadro fu donato nel 1824 alla Pinacoteca di Brera, dove si trova ancora oggi.

Cristo Morto

La tela rappresenta il cadavere di Cristo, coperto in parte dal sudario, steso su una lastra di pietra rossastra venata di bianco e con la testa appoggiata su un cuscino. Il punto di vista scelto dall’artista, leggermente rialzato rispetto al piano su cui giace il corpo esamine, ci mostra i piedi di Gesù in primissimo piano, caso unico nella storia della pittura quattrocentesca. La scena si svolge in un ambiente chiuso e buio, probabilmente il sepolcro. A destra si nota un vaso, destinato a contenere l’unguento usato, secondo i Vangeli, per ungere il corpo di Gesù prima della sepoltura.

02

Compianto sul Cristo morto

Il Compianto sul Cristo morto è un affresco di Giotto, databile al 1303-1305 circa e facente parte del ciclo della Cappella degli Scrovegni a Padova. Nel quadro Gesù è adagiato in basso a sinistra, stretto dalla Vergine che, in maniera toccante, avvicina il proprio viso a quello del figlio. Le pie donne reggono le mani di Cristo e la Maddalena gemente ne raccoglie i piedi. Dietro a destra stanno le figure di Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea, a sinistra accorrono altre donne in lacrime.

Compianto sul Cristo morto

In alto gli angeli accorrono con diverse pose di disperazione, partecipando a una sorta di drammaticità cosmica che investe anche la natura: l'alberello in alto a destra è infatti secco. Ma proprio come la natura sembra morire d'inverno ed in primavera risorgere, Cristo sembra morto e dopo tre giorni risorgerà.

03

La resurrezione di Cristo

La Resurrezione è una pittura murale di Piero della Francesca, La scena è incorniciata da due colonne scanalate, un basamento e un architrave. Mentre quattro soldati romani dormono, Cristo si leva dal sepolcro ridestandosi alla vita. La sua figura è al vertice di un triangolo immaginario, che va dalla base del sarcofago alla sua aureola, suggerito anche dalle linee di forza delle pose dei soldati.

La resurrezione di Cristo

Cristo si erge solenne e ieratico, e la sua figura divide in due parti il paesaggio: quello a sinistra, invernale e morente; quello a destra, estivo e rigoglioso. Si tratta di un richiamo ai cicli vitali, presenti già nella cultura pagana e citati da vari artisti precedenti

La resurrezione di Cristo

Cristo si erge solenne e ieratico, e la sua figura divide in due parti il paesaggio: quello a sinistra, invernale e morente; quello a destra, estivo e rigoglioso. Si tratta di un richiamo ai cicli vitali, presenti già nella cultura pagana e citati da vari artisti precedenti

04

La passione di Cristo

La tavola mostra un caleidoscopico microcosmo cittadino in cui, grazie al punto di vista rialzato, si colgono, concatenati da un ritmo serrato, tutti gli episodi della Passione di Cristo: dalla sua entrata a "Gerusalemme", in alto a sinistra, fino alla crocifissione, in alto a destra e, all'estremità, dalla deposizione fino all'apparizione sul lago di Tiberiade.In alto a sinistra, come già accennato, ha inizio la narrazione, con l'entrata in Gerusalemme, seguita, poco più a destra, dalla cacciata dei mercanti dal tempio, ambientata in un portichetto su una piazzetta. Poco sotto si vede il tradimento di Giuda e, tramite la parete aperta di un edificio, l'Ultima Cena e più in basso, in primo piano, si svolgono l'orazione nel Getsemani e la cattura di Cristo, con la scena in cui Pietro mutila un soldato tagliandogli un orecchio.

La passione di Cristo

Si prosegue poco più in alto, nella piazza centrale, con Gesù portato davanti a Pilato, la costruzione della Croce e il rinnegamento di Pietro, ambientato davanti a un edificio in cui sono affacciati due spettatori, con un gallo che solitario sta appollaiato su una finestra. Al centro esatto, sotto l'arco di un maestoso edificio, ha poi luogo la flagellazione, con Gesù legato alla colonna e denudato della veste che si trova abbandonata in terra. Seguono a destra il Cristo deriso, sempre in un edificio, la seconda interrogazione di Pilato (in un edificio stretto poco più a destra) e la presentazione di Gesù alla folla che decide di far liberare Barabba (forse l'uomo in penombra): particolarmente vivaci sono i gesti degli astanti che manifestano, sollevando e incrociando le braccia, la negazione della grazia a Gesù.

05

Flagellazione di Piero della Francesca

L'opera si trova a Urbino esposta presso la Galleria nazionale delle Marche, inizialmente si trovava all’interno della cattedrale di Urbino e nel 1915 è stata spostata. L'opera è stata fatta con la tecnica tempera su tavola. Nel dipinto possiamo trovare un soldato che flagella Cristo al cospetto di Ponzio Pilato e tre personaggi (i duchi Federico da Montefeltro con il fratellastro, vestito con l'abito rosso e morto prima che Piero realizzasse il dipinto, e il figlio) che conversano sulla destra essi sono vestiti con abiti eleganti. Dietro la figura di Pilato si vede una scala molto chiara, sulla base si legge una scritta in latino “Opus Petri de Burgo S[an]c[t]i Sepulcri”, (“Opera di Pietro da Borgo San Sepolcro”). Nel tempo l'opera stimolò diverse interpretazioni, a prima vista il dipinto pare un’opera religiosa ma i tre personaggi che compaiono a destra suggeriscono un’ulteriore interpretazione esso racchiudeva un mistero che ad oggi non è ancora stato svelato.

Il personaggio di spalle che indossa un turbante potrebbe rappresenta i musulmani che minacciavano la Chiesa al tempo. Nel dipinto inoltre teoviamo:colonne, capitelli corinzi e la statua dell’Imperatore in alto. I colori sono chiari, la luce illumina la scena dall’alto. Il dipinto è diviso in due parti separate da una colonna. A sinistra si svolge la Flagellazione e a destra la conversazione dei tre uomini i quali sono confinati all’interno di uno spazio limitato.
Il personaggio di spalle che indossa un turbante potrebbe rappresenta i musulmani che minacciavano la Chiesa al tempo. Nel dipinto inoltre teoviamo:colonne, capitelli corinzi e la statua dell’Imperatore in alto. I colori sono chiari, la luce illumina la scena dall’alto. Il dipinto è diviso in due parti separate da una colonna. A sinistra si svolge la Flagellazione e a destra la conversazione dei tre uomini i quali sono confinati all’interno di uno spazio limitato.

06

"La Pietà" di Giovanni Bellini"

"La Pietà" di Giovanni Bellini o "il Cristo morto sorretto da Maria e Giovanni" si trova a Brera. Le tre figure, a grandezza naturale, hanno di fronte a loro la tomba destinata a Gesù. La mano sinistra di Gesù è ancora contratta sul suo petto per il dolore inferto dai chiodi. Il rapporto tra spettatore ed opera è molto complesso:Maria, Gesù e Giovanni sarebbero realmente di fronte allo spettatore e l’immagine dovrebbe produrre l’effetto di far vivere allo spettatore le stesse emozioni che avrebbero provato se fossero stati lì.

E’ impossibile staccare lo sguardo dal viso della Madre che sfiora quello del Figlio divenendo rappresentazione dello strazio di una madre che pianga suo figlio;è come se la madre cercasse un ultimo sguardo dagli occhi chiusi del figlio. Per quanto riguarda i dettagli le mani bianchissime quelle del Cristo e rosee quelle della Madonna; le barbe ed i capelli. La scelta di avere come sfondo solo un cielo grigio leva ogni distrazione allo spettatore e porta ancor più verso le figure dei personaggi.

07

Orazione nell'orto

Il dipinto raffigura Gesù inginocchiato in preghiera su uno sperone rialzato del monte degli Ulivi, che assomiglia a un altare, mentre sotto di lui stanno tre discepoli addormentati (Pietro, Giacomo e Giovanni). Gesù si rivolge in cielo a un angelo che gli appare reggendo il calice eucaristico, prefigurazione della Passione. Rispetto al modello di Mantegna, l'opera di Bellini è tutta giocata sullo sviluppo coloristico e su toni più tenui e morbidi.

Orazione nell'orto

Le rocce sono più levigate, il paesaggio si perde in dolci colline digradanti all'orizzonte, perdendo ogni artificiosità e attenendosi maggiormente al vero. La luce dell'aurora, che illuminando le nubi si fa strada nel lontano orizzonte, non è la sola fonte luminosa del dipinto: è presente un'altra calda luce dorata che investe dal dorso il Cristo. Sapiente è l'uso dei colori caldi per i primi piani e dei colori freddi per i piani successivi, che sfondano in lontananza lo spazio dipinto.