PRESENTATION
ENERGIA IDROELETTRICA
BZHETA SARA 3-D
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indice
cos'è l'e. idroelettrica?
corrente CC e CA
la storia
funzionamento centrali
pro e contro
TIPI DI CENTRALI IDROELETTRICHE
IL DISASTRO DEL VAJONT
FINE!
Che cos'è?
Forma di energia rinnovabile e pulita che origina dall'acqua, l'energia idroelettrica (altrimenti detta anche energia idraulica) è l'energia che sfrutta grandi masse d'acqua movimentate dalla gravità o convogliate in dighe, chiuse, canali e ponti. L'acqua in caduta o in movimento produce energia cinetica, la quale a sua volta viene trasformata in energia elettrica grazie ad appositi impianti muniti di turbine e alternatore. Ecco una breve guida per sapere di più su questa energia sostenibile che contribuisce in modo significativo alla produzione di energia elettrica: basti pensare che poco meno del 20% dell'elettricità prodotta in Italia proviene proprio dalle centrali idroelettriche.
La storia dell'e. idroelettrica
L'energia idrica ha origini antichissime. Furono i Greci e i Romani i primi ad utilizzare l'energia dell'acqua per l'azionamento meccanico dei mulini. Nel Medioevo si deve agli Arabi la scoperta della ruota idraulica, un mulino senza pale impiegato per l'irrigazione dei campi e per la bonifica delle zone paludose. In Europa, alla fine del 1800, la realizzazione di una turbina motrice rappresentò un ulteriore passo in avanti nel progresso tecnico finalizzato allo sfruttamento della forza dell'acqua in movimento per generare elettricità. Si deve, invece, agli Stati Uniti la costruzione nel 1879 della prima centrale idroelettrica presso le cascate del Niagara. Agli inizi del '900 l'energia verde prodotta con impianti idroelettrici si impone in modo preponderante in Italia, arrivando a rappresentare fino al primo dopoguerra la maggioranza dell'energia totale prodotta nel Paese.
Corrente continua ed alternata
Nelle applicazioni ingegneristiche ma anche in quelle domestiche, la corrente è descritta come corrente continua, indicata con CC, oppure come corrente alternata, indicata con CA. In entrambi i casi si riferiscono alla possibilità di variazione nel tempo della corrente varia nel tempo. La corrente continua, che può essere prodotta da una batteria, è un flusso unidirezionale dalla parte positiva di un circuito a quella negativa. Invece la corrente alternata è una corrente che cambia continuamente la direzione.
come funziona una centrale idroelettrica?
+ info
Il funzionamento di una centrale idroelettrica è tanto semplice, quanto ingegnoso. A monte esiste un bacino naturale oppure viene costruito un bacino artificiale con una diga che forma uno sbarramento e preclude al flusso d'acqua di scendere a valle. Attraverso condutture forzate l'acqua viene convogliata a grande velocità a valle dove è collocato un impianto contenente le turbine idroelettriche e un alternatore. È qui che l'energia cinetica, generata dalla rotazione delle turbine, viene trasformata in energia elettrica dall'alternatore. Gli impianti idroelettrici possono essere ad acqua fluente (posizionati sul corso d'acqua), a bacino (l'acqua è raccolta in un bacino) oppure ad accumulo (l'acqua viene portata in quota con l'ausilio di pompe).
VANTAGGI E SVANTAGGI
svantaggi
vantaggi
Fonte energetica economica: infatti a fronte di un investimento iniziale considerevole nel lungo periodo il costo di produzione dell’energia idroelettrica è tra i più bassi in assoluto;Elevata versatilità: utilizzabile sia per la generazione di energia elettrica su larga scala attraverso le grandi centrali, sia per la produzione di elettricità in ambito locale tramite impianti di piccole e medie dimensioni; Emissioni di gas serra basse: legate principalmente al metano emesso dall’acqua accumulata nel bacino idrico a causa della decomposizione dei residui organici; Gestione della produzione in base alla domanda: mediante il controllo del flusso d’acqua attraverso le dighe e una gestione efficiente delle riserve a valle e a monte; Comprovata affidabilità: in quanto si tratta di una tecnologia utilizzata con successo da oltre un secolo in grado di stabilizzare il sistema elettrico nazionale; Fonte energetica pulita: poiché il potenziale energetico è racchiuso all’interno dell’acqua stessa e solo accelerato da sistemi di pompaggio o dislivelli, senza bisogno di acquistare le materie prime all’estero o ricavarle dal sottosuolo; Stabilizzazione delle rinnovabili: infatti la costanza dell’energia idroelettrica consente di coprire le riduzioni momentanee e stagionali di altre energie green più volatili come il fotovoltaico e l’eolico.
Impatto ambientale elevato: a causa della modifica dei corsi d’acqua che comporta alterazioni nell’idrosfera, la perdita di habitat naturali e danni ingenti per le specie animali e vegetali che abitano la zona;Disagi alle popolazioni locali: in quanto spesso bisogna spostare dei centri abitati o delle attività locali, oltre al rumore delle centrali idroelettriche e allo spazio necessario per la fuoriuscita dell’acqua utilizzata nelle turbine; Danno estetico al paesaggio: legato alla deturpazione estetica provocata dalla costruzione della centrale e, se necessario, della diga all’interno degli ambienti naturali; Consumo idrico: poiché le centrali idroelettriche causano il sovrasfruttamento di una risorsa sempre più scarsa come l’acqua dolce, usata anche per il consumo umano, le attività agricole e industriali.
tipi di centrali i.
centrali ad accumulazione
centrali a bacino
centrali ad acqua fluente
viene utilizzata la portata naturale di un corso d’acqua, situato su due livelli differenti. L’acqua viene convogliata attraverso un canale di derivazione senza l’ausilio di condotte forzate e raggiunge le turbine. La potenza della centrale dipende principalmente, quindi, dalla velocità dell’acqua nel passaggio da un livello all’altro, il cosiddetto salto, e dalla portata del corso d’acqua.
viene invece utilizzato un serbatoio a monte, il bacino di carico, che può essere naturale - come nel caso di un lago - o realizzato tramite la creazione di una diga. L’acqua viene convogliata da condotte forzate dalla diga verso le turbine idrauliche, che ruotando generano energia meccanica, convertita poi in energia elettrica dal generatore elettrico rotante. A valle è situato un bacino di calma, dove le acque turbolente che hanno appena attraversato le turbine vengono fatte placare, prima di essere reimmesse nel normale flusso del corso d’acqua. L’esistenza del bacino di monte, a differenza dei sistemi ad acqua fluente, permette di avere controllo sui flussi d’acqua e quindi sulla relativa produzione elettrica rinnovabile.
prevedono due serbatoi a quote differenti, uno a monte e uno a valle, il secondo dei quali funge da riserva energetica. Durante le ore o i momenti di minore richiesta energetica, l’acqua viene fatta risalire dal bacino a valle al bacino di monte tramite una stazione di pompaggio, permettendo così di far fronte in sicurezza ai momenti di maggiore richiesta energetica. In alcuni impianti è possibile utilizzare le caratteristiche di reversibilità delle turbine Francis per convertirle in pompe e riportare l’acqua nel serbatoio a monte.
il disastro del vajont
Info
Il disastro del Vajont è un disastro ambientale che si è verificato il 9 ottobre del 1963 nel bacino idroelettrico del torrente Vajont che si trova tra il Veneto e il Friuli. Il disastro è avvenuto a causa di una frana precipitata dal Monte Toc nel bacino alpino in cui era stata costruita la diga del Vajont. L’acqua è straripata ed è arrivata prima ad Erto e Casso e poi ha inondato e distrutto i paesi del fondovalle veneto, tra cui Longarone. La tragedia ha quindi provocato non solo la distruzione dei paesi vicini, ma anche la morte di circa 1910 persone. Si tratta di un disastro ambientale, ma la natura c’entra poco: il disastro avvenne a causa dell’intervento dell’uomo che, per avidità di guadagno, costruì una diga di circa 262 metri in un luogo che non era affatto adatto. In seguito a innumerevoli dibattiti e processi, alla fine la colpa venne attribuita ai progettisti e ai dirigenti della SADE, i quali ignorarono e nascosero la non idoneità del bacino. In seguito alla costruzione della diga infatti si era scoperto che i versanti non erano adatti ad ospitare un serbatoio elettrico a causa delle loro caratteristiche morfologiche. Nonostante la SADE e i suoi dirigenti fossero a conoscenza di tutto ciò, occultarono i dati emersi dall’analisi del territorio, supportati da enti locali e nazionali, come i comuni e il Ministero dei lavori pubblici.
grazie!
BZHETA SARA 3-D
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Created on March 6, 2023
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cos'è l'e. idroelettrica?
corrente CC e CA
la storia
funzionamento centrali
pro e contro
TIPI DI CENTRALI IDROELETTRICHE
IL DISASTRO DEL VAJONT
FINE!
Che cos'è?
Forma di energia rinnovabile e pulita che origina dall'acqua, l'energia idroelettrica (altrimenti detta anche energia idraulica) è l'energia che sfrutta grandi masse d'acqua movimentate dalla gravità o convogliate in dighe, chiuse, canali e ponti. L'acqua in caduta o in movimento produce energia cinetica, la quale a sua volta viene trasformata in energia elettrica grazie ad appositi impianti muniti di turbine e alternatore. Ecco una breve guida per sapere di più su questa energia sostenibile che contribuisce in modo significativo alla produzione di energia elettrica: basti pensare che poco meno del 20% dell'elettricità prodotta in Italia proviene proprio dalle centrali idroelettriche.
La storia dell'e. idroelettrica
L'energia idrica ha origini antichissime. Furono i Greci e i Romani i primi ad utilizzare l'energia dell'acqua per l'azionamento meccanico dei mulini. Nel Medioevo si deve agli Arabi la scoperta della ruota idraulica, un mulino senza pale impiegato per l'irrigazione dei campi e per la bonifica delle zone paludose. In Europa, alla fine del 1800, la realizzazione di una turbina motrice rappresentò un ulteriore passo in avanti nel progresso tecnico finalizzato allo sfruttamento della forza dell'acqua in movimento per generare elettricità. Si deve, invece, agli Stati Uniti la costruzione nel 1879 della prima centrale idroelettrica presso le cascate del Niagara. Agli inizi del '900 l'energia verde prodotta con impianti idroelettrici si impone in modo preponderante in Italia, arrivando a rappresentare fino al primo dopoguerra la maggioranza dell'energia totale prodotta nel Paese.
Corrente continua ed alternata
Nelle applicazioni ingegneristiche ma anche in quelle domestiche, la corrente è descritta come corrente continua, indicata con CC, oppure come corrente alternata, indicata con CA. In entrambi i casi si riferiscono alla possibilità di variazione nel tempo della corrente varia nel tempo. La corrente continua, che può essere prodotta da una batteria, è un flusso unidirezionale dalla parte positiva di un circuito a quella negativa. Invece la corrente alternata è una corrente che cambia continuamente la direzione.
come funziona una centrale idroelettrica?
+ info
Il funzionamento di una centrale idroelettrica è tanto semplice, quanto ingegnoso. A monte esiste un bacino naturale oppure viene costruito un bacino artificiale con una diga che forma uno sbarramento e preclude al flusso d'acqua di scendere a valle. Attraverso condutture forzate l'acqua viene convogliata a grande velocità a valle dove è collocato un impianto contenente le turbine idroelettriche e un alternatore. È qui che l'energia cinetica, generata dalla rotazione delle turbine, viene trasformata in energia elettrica dall'alternatore. Gli impianti idroelettrici possono essere ad acqua fluente (posizionati sul corso d'acqua), a bacino (l'acqua è raccolta in un bacino) oppure ad accumulo (l'acqua viene portata in quota con l'ausilio di pompe).
VANTAGGI E SVANTAGGI
svantaggi
vantaggi
Fonte energetica economica: infatti a fronte di un investimento iniziale considerevole nel lungo periodo il costo di produzione dell’energia idroelettrica è tra i più bassi in assoluto;Elevata versatilità: utilizzabile sia per la generazione di energia elettrica su larga scala attraverso le grandi centrali, sia per la produzione di elettricità in ambito locale tramite impianti di piccole e medie dimensioni; Emissioni di gas serra basse: legate principalmente al metano emesso dall’acqua accumulata nel bacino idrico a causa della decomposizione dei residui organici; Gestione della produzione in base alla domanda: mediante il controllo del flusso d’acqua attraverso le dighe e una gestione efficiente delle riserve a valle e a monte; Comprovata affidabilità: in quanto si tratta di una tecnologia utilizzata con successo da oltre un secolo in grado di stabilizzare il sistema elettrico nazionale; Fonte energetica pulita: poiché il potenziale energetico è racchiuso all’interno dell’acqua stessa e solo accelerato da sistemi di pompaggio o dislivelli, senza bisogno di acquistare le materie prime all’estero o ricavarle dal sottosuolo; Stabilizzazione delle rinnovabili: infatti la costanza dell’energia idroelettrica consente di coprire le riduzioni momentanee e stagionali di altre energie green più volatili come il fotovoltaico e l’eolico.
Impatto ambientale elevato: a causa della modifica dei corsi d’acqua che comporta alterazioni nell’idrosfera, la perdita di habitat naturali e danni ingenti per le specie animali e vegetali che abitano la zona;Disagi alle popolazioni locali: in quanto spesso bisogna spostare dei centri abitati o delle attività locali, oltre al rumore delle centrali idroelettriche e allo spazio necessario per la fuoriuscita dell’acqua utilizzata nelle turbine; Danno estetico al paesaggio: legato alla deturpazione estetica provocata dalla costruzione della centrale e, se necessario, della diga all’interno degli ambienti naturali; Consumo idrico: poiché le centrali idroelettriche causano il sovrasfruttamento di una risorsa sempre più scarsa come l’acqua dolce, usata anche per il consumo umano, le attività agricole e industriali.
tipi di centrali i.
centrali ad accumulazione
centrali a bacino
centrali ad acqua fluente
viene utilizzata la portata naturale di un corso d’acqua, situato su due livelli differenti. L’acqua viene convogliata attraverso un canale di derivazione senza l’ausilio di condotte forzate e raggiunge le turbine. La potenza della centrale dipende principalmente, quindi, dalla velocità dell’acqua nel passaggio da un livello all’altro, il cosiddetto salto, e dalla portata del corso d’acqua.
viene invece utilizzato un serbatoio a monte, il bacino di carico, che può essere naturale - come nel caso di un lago - o realizzato tramite la creazione di una diga. L’acqua viene convogliata da condotte forzate dalla diga verso le turbine idrauliche, che ruotando generano energia meccanica, convertita poi in energia elettrica dal generatore elettrico rotante. A valle è situato un bacino di calma, dove le acque turbolente che hanno appena attraversato le turbine vengono fatte placare, prima di essere reimmesse nel normale flusso del corso d’acqua. L’esistenza del bacino di monte, a differenza dei sistemi ad acqua fluente, permette di avere controllo sui flussi d’acqua e quindi sulla relativa produzione elettrica rinnovabile.
prevedono due serbatoi a quote differenti, uno a monte e uno a valle, il secondo dei quali funge da riserva energetica. Durante le ore o i momenti di minore richiesta energetica, l’acqua viene fatta risalire dal bacino a valle al bacino di monte tramite una stazione di pompaggio, permettendo così di far fronte in sicurezza ai momenti di maggiore richiesta energetica. In alcuni impianti è possibile utilizzare le caratteristiche di reversibilità delle turbine Francis per convertirle in pompe e riportare l’acqua nel serbatoio a monte.
il disastro del vajont
Info
Il disastro del Vajont è un disastro ambientale che si è verificato il 9 ottobre del 1963 nel bacino idroelettrico del torrente Vajont che si trova tra il Veneto e il Friuli. Il disastro è avvenuto a causa di una frana precipitata dal Monte Toc nel bacino alpino in cui era stata costruita la diga del Vajont. L’acqua è straripata ed è arrivata prima ad Erto e Casso e poi ha inondato e distrutto i paesi del fondovalle veneto, tra cui Longarone. La tragedia ha quindi provocato non solo la distruzione dei paesi vicini, ma anche la morte di circa 1910 persone. Si tratta di un disastro ambientale, ma la natura c’entra poco: il disastro avvenne a causa dell’intervento dell’uomo che, per avidità di guadagno, costruì una diga di circa 262 metri in un luogo che non era affatto adatto. In seguito a innumerevoli dibattiti e processi, alla fine la colpa venne attribuita ai progettisti e ai dirigenti della SADE, i quali ignorarono e nascosero la non idoneità del bacino. In seguito alla costruzione della diga infatti si era scoperto che i versanti non erano adatti ad ospitare un serbatoio elettrico a causa delle loro caratteristiche morfologiche. Nonostante la SADE e i suoi dirigenti fossero a conoscenza di tutto ciò, occultarono i dati emersi dall’analisi del territorio, supportati da enti locali e nazionali, come i comuni e il Ministero dei lavori pubblici.
grazie!
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