Palazzo della Secessione
l'architettura viennese simbolo dell’arte
Belle Epoque
Verso la fine dell'Ottocento, l’Europa è in periodo Belle Epoqué , un periodo di pace, di prosperità e di fioritura delle arti applicate, solo l’insegnamento artistico pone dei freni, vincolato ai canoni classici. La società si è aperta all’Art Noveau, dominatrice in tutto il periodo della Belle Epoqué .
Ribellioni In Francia con la nascita delle società degli artisti indipendenti del 1884, vi è un graduale miglioramento per le forti pressioni degli artisti, desiderosi di maggiore libertà di espressione. In Europa la resistenza delle organizzazioni artistiche ufficiali è ferrea e inevitabilmente gli artisti si ribellano, prima a Monaco nel 1892, poi a Vienna e Berlino nel 1897 e 98 e anche a Roma nel 1913.
Vienna
Vienna a quel periodo era pervasa da un vortice creativo nuovo, giovanile e spigliato con edifici dalle geometrie essenziali, motivi floreali in oro, un’atmosfera di opulenza e sensualità, la cui parola d’ordine è modernità: si comincia a respirare un'atmosfera di rinnovamento trasversale a tutte le arti. Vienna dell'Ottocento è una città fertile sotto il profilo culturale, vantando la presenza di alcuni intellettuali tra i più significativi, tra cui Freud, Mahler, Klimt e Wagner.
Secessioni
Di questi fenomeno di rottura, definiti "secessioni", il più significativo è quello di Vienna, come atto di rottura, di ribellione, di separazione insanabile dall’arte ufficiale e dalle regole ferree delle scuole ufficiali diventati centri di potere per un'arte considerata obsoleta e chiusa alle novità.
Secessioni
L’atto di nascita delle secessioni porta la data del 3 aprile 1897 ed è una rivolta contro la casa degli artisti di Vienna, Kunstlerhaus, scuola d’arte ufficiale.
Questi artisti vogliono che l’artista non debba rendere conto a nessuno e che sia l’unico a valutare le proprie creazioni.
Rivista "Ver Sacrum" La loro rivista di riferimento è Ver Sacrum fondata nel 1898 a Vienna, su cui trovano spazio tutte le arti, dalla pittura all’architettura, dall’illustrazione alla poesia, dalla grafica al design.
L’editore Rudolf von Alt, nominato anche presidente onorario della secessione.
Palazzo della Secessione
Il palazzo della Secessione di Vienna venne costruito tra il 1897 e il 1898, ad opera dell’architetto Joseph Maria Olbrich, esponente della Secessione austriaca.
Uno spazio concepito per ospitare l’arte e dare voce al movimento, un progetto studiato secondo il chiaro intento di separarsi dai concetti dell’arte
accademica, un edificio dove poter allestire mostre periodiche ma anche il punto d’incontro di artisti creativi, una fucina per le nuove idee
Ispirazione a Klimt
Olbrich progettò il palazzo seguendo l’ispirazione di un disegno realizzato da Gustav Klimt: una base cubica dove spicca un frontone simile ad un tempio e una grande sfera dorata sul tetto.
Pianta
NovitàLe opere vennero appese raggruppate per autore, in contrasto con i modi caotici di disposizione fino ad allora utilizzati.Per curare l'allestimento di tutte le mostre venne chiamato Olbrich, lo stesso architetto che aveva progettato il palazzo dove si svolgevano. Interno Il palazzo è diviso in tre navate: Scopo Lo scopo della mostra è unire musica arti visive e poesia,con l'occasione Gustav Mahler dirige la nona sinfonia di Beethoven
- in quella centrale a ricevere gli ospiti la statua di Beethoven, scolpita da Max Klinger,
- in quella a sinistra è sistemato il fregio di Beethoven di Klimt
- nei restanti spazi sono riservati alle opere di altri 21 artisti
Fregio di Beethoven
un elogio al grande compositore con un'interpretazione personale della nona sinfonia, simbolo di umiltà e fratellanza tra i popoli.
StrutturaL’opera si evolve in 3 parti :
- La prima parte vuole rappresentare l'aspirazione alla felicità dei popoli, con un cavaliere in armatura dorata , sollecitato da figure preganti, una in piedi e due in ginocchio rappresentando l’umanità sofferente sostenuto da altre due figure alle sue spalle, una che regge una corona di alloro e l’altra implorante, accompagnato da figure femminili sospese nell’aria, allegorie di desideri, paure, solitudini
Fregio di Beethoven
Struttura
- Una seconda parte descrive le lotte del cavaliere contro le forze del male, rappresentate dal gigante Ziteo dalle sembianze scimmiesche. Alla sua destra le Gorgoni,terribili figlie, portatrici di dolore, ornate di gioielli dall’aspetto vampirescoe alla sua sinistra
la lussuria, la volontà e l’incontinenza alle quali resistere.Poco più in là l'angoscia, sola rannicchiata tra le spire del serpente
Fregio di Beethoven
Struttura
- Superate le forze ostili, il cavaliere può procedere placando l’Anelito della felicità. Ora i geni dell’aria possono calare sull’umanità, il cavaliere, nudo e disarmato,
può lasciarsi cadere nell’abbraccio di una donna e in un bacio appassionato, avvolti in un bozzolo dorato, protetti dal Sole e dalla Luna e al canto del coro degli angeli del Paradiso
Visione completa dell'opera
Conclusioni
Siamo di fronte a un'opera globale che vede un dialogo tra artisti differenti tra loro: Schiller, poeta romantico,Beethoven compositore musicale e Klimt, raffinato pittore Dialogo Un dialogo tra stili diversi anche visionari con applicazioni di materiali vari come chiodi, bottoni, gemme, sabbia e altro, anticipando il Collage e la Pittura Astratta, prendendo spunto dalla scultura delle maschere africane e dalla cultura orientale delle stampe giapponesi, con elementi espressionistici, con l’oro dell’arte medievale, con i rimandi alla pittura vascolare greca e accenni al simbolismo, così come all’iconografia sacra del coro degli angeli e al prato fiorito
Un dialogo trasversale tra epoche diverse
Schiller pubblica “L’inno alla gioia”
Klimt riferendosi ad entrambi conclude "il Fregio di Beethoven"
Beethoven compone "la nona sinfonia" che include l’inno di Schiller
1785
1824
1902
Andrea Tassoni
a cura di
Palazzo della Secessione
Andrea Tassoni
Created on March 5, 2023
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Smart Presentation
View
Practical Presentation
View
Essential Presentation
View
Akihabara Presentation
View
Pastel Color Presentation
View
Visual Presentation
View
Relaxing Presentation
Explore all templates
Transcript
Palazzo della Secessione
l'architettura viennese simbolo dell’arte
Belle Epoque
Verso la fine dell'Ottocento, l’Europa è in periodo Belle Epoqué , un periodo di pace, di prosperità e di fioritura delle arti applicate, solo l’insegnamento artistico pone dei freni, vincolato ai canoni classici. La società si è aperta all’Art Noveau, dominatrice in tutto il periodo della Belle Epoqué .
Ribellioni In Francia con la nascita delle società degli artisti indipendenti del 1884, vi è un graduale miglioramento per le forti pressioni degli artisti, desiderosi di maggiore libertà di espressione. In Europa la resistenza delle organizzazioni artistiche ufficiali è ferrea e inevitabilmente gli artisti si ribellano, prima a Monaco nel 1892, poi a Vienna e Berlino nel 1897 e 98 e anche a Roma nel 1913.
Vienna
Vienna a quel periodo era pervasa da un vortice creativo nuovo, giovanile e spigliato con edifici dalle geometrie essenziali, motivi floreali in oro, un’atmosfera di opulenza e sensualità, la cui parola d’ordine è modernità: si comincia a respirare un'atmosfera di rinnovamento trasversale a tutte le arti. Vienna dell'Ottocento è una città fertile sotto il profilo culturale, vantando la presenza di alcuni intellettuali tra i più significativi, tra cui Freud, Mahler, Klimt e Wagner.
Secessioni
Di questi fenomeno di rottura, definiti "secessioni", il più significativo è quello di Vienna, come atto di rottura, di ribellione, di separazione insanabile dall’arte ufficiale e dalle regole ferree delle scuole ufficiali diventati centri di potere per un'arte considerata obsoleta e chiusa alle novità.
Secessioni
L’atto di nascita delle secessioni porta la data del 3 aprile 1897 ed è una rivolta contro la casa degli artisti di Vienna, Kunstlerhaus, scuola d’arte ufficiale. Questi artisti vogliono che l’artista non debba rendere conto a nessuno e che sia l’unico a valutare le proprie creazioni.
Rivista "Ver Sacrum" La loro rivista di riferimento è Ver Sacrum fondata nel 1898 a Vienna, su cui trovano spazio tutte le arti, dalla pittura all’architettura, dall’illustrazione alla poesia, dalla grafica al design. L’editore Rudolf von Alt, nominato anche presidente onorario della secessione.
Palazzo della Secessione
Il palazzo della Secessione di Vienna venne costruito tra il 1897 e il 1898, ad opera dell’architetto Joseph Maria Olbrich, esponente della Secessione austriaca.
Uno spazio concepito per ospitare l’arte e dare voce al movimento, un progetto studiato secondo il chiaro intento di separarsi dai concetti dell’arte
accademica, un edificio dove poter allestire mostre periodiche ma anche il punto d’incontro di artisti creativi, una fucina per le nuove idee
Ispirazione a Klimt
Olbrich progettò il palazzo seguendo l’ispirazione di un disegno realizzato da Gustav Klimt: una base cubica dove spicca un frontone simile ad un tempio e una grande sfera dorata sul tetto.
Pianta
NovitàLe opere vennero appese raggruppate per autore, in contrasto con i modi caotici di disposizione fino ad allora utilizzati.Per curare l'allestimento di tutte le mostre venne chiamato Olbrich, lo stesso architetto che aveva progettato il palazzo dove si svolgevano. Interno Il palazzo è diviso in tre navate: Scopo Lo scopo della mostra è unire musica arti visive e poesia,con l'occasione Gustav Mahler dirige la nona sinfonia di Beethoven
Fregio di Beethoven
un elogio al grande compositore con un'interpretazione personale della nona sinfonia, simbolo di umiltà e fratellanza tra i popoli.
StrutturaL’opera si evolve in 3 parti :
Fregio di Beethoven
Struttura
la lussuria, la volontà e l’incontinenza alle quali resistere.Poco più in là l'angoscia, sola rannicchiata tra le spire del serpente
Fregio di Beethoven
Struttura
può lasciarsi cadere nell’abbraccio di una donna e in un bacio appassionato, avvolti in un bozzolo dorato, protetti dal Sole e dalla Luna e al canto del coro degli angeli del Paradiso
Visione completa dell'opera
Conclusioni
Siamo di fronte a un'opera globale che vede un dialogo tra artisti differenti tra loro: Schiller, poeta romantico,Beethoven compositore musicale e Klimt, raffinato pittore Dialogo Un dialogo tra stili diversi anche visionari con applicazioni di materiali vari come chiodi, bottoni, gemme, sabbia e altro, anticipando il Collage e la Pittura Astratta, prendendo spunto dalla scultura delle maschere africane e dalla cultura orientale delle stampe giapponesi, con elementi espressionistici, con l’oro dell’arte medievale, con i rimandi alla pittura vascolare greca e accenni al simbolismo, così come all’iconografia sacra del coro degli angeli e al prato fiorito
Un dialogo trasversale tra epoche diverse
Schiller pubblica “L’inno alla gioia”
Klimt riferendosi ad entrambi conclude "il Fregio di Beethoven"
Beethoven compone "la nona sinfonia" che include l’inno di Schiller
1785
1824
1902
Andrea Tassoni
a cura di