Il deserto dei tartari
Dino Buzzati
“Gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangano sempre lontani; se uno soffre, il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l’amore è grande, e questo provoca la solitudine della vita.”
Il tenente di prima nomina Giovanni Drogo giunge alla sua destinazione, la Fortezza Bastiani, ultimo avamposto ai confini settentrionali del Regno, che domina la desolata pianura chiamata “deserto dei Tartari”. Drogo rinuncia ad un possibile trasferimento, catturato dalla malia del posto, che intrappola i militari nella speranza di vedere apparire all’orizzonte il Nemico. Nell’attesa della grande occasione, Drogo consuma la sua vita di guarnigione, costellata di piccoli episodi che aprono a una speranza che rimane inesaudita. Dopo trent’anni di servizio, prima come maggiore e poi come vicecomandante della Fortezza, quando una malattia lo consuma fino a costringerlo a letto, ecco l’avvenimento atteso per tanto tempo: la guerra contro il Regno del Nord. Ma all’arrivo dei rinforzi alla Fortezza Bastiani, il comandante fa trasferire Drogo malato per dare spazio ai nuovi ufficiali. La morte coglie Drogo immerso nella solitudine di una stanza di una locanda di città. Qui, trova la sua personale occasione di provare il suo valore, che aveva atteso per tutta la vita
collegamenti
Una canzone di Claudio Lolli riassume e racconta il percorrere della vita, stanco e disilluso, ma comunque propositivo in una nuova visione della proposta teatrale di aspettando Godot
la condizione umana è quella dell’attesa dell’arrivo di qualcuno, Godot appunto, che, continuamente atteso per risolvere il senso della vita, non arriva mai
Sveva Linguiti
Gamba Samuele 5CT
Il deserto dei tartari
Samuele Gamba
Created on March 5, 2023
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Il deserto dei tartari
Dino Buzzati
“Gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangano sempre lontani; se uno soffre, il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l’amore è grande, e questo provoca la solitudine della vita.”
Il tenente di prima nomina Giovanni Drogo giunge alla sua destinazione, la Fortezza Bastiani, ultimo avamposto ai confini settentrionali del Regno, che domina la desolata pianura chiamata “deserto dei Tartari”. Drogo rinuncia ad un possibile trasferimento, catturato dalla malia del posto, che intrappola i militari nella speranza di vedere apparire all’orizzonte il Nemico. Nell’attesa della grande occasione, Drogo consuma la sua vita di guarnigione, costellata di piccoli episodi che aprono a una speranza che rimane inesaudita. Dopo trent’anni di servizio, prima come maggiore e poi come vicecomandante della Fortezza, quando una malattia lo consuma fino a costringerlo a letto, ecco l’avvenimento atteso per tanto tempo: la guerra contro il Regno del Nord. Ma all’arrivo dei rinforzi alla Fortezza Bastiani, il comandante fa trasferire Drogo malato per dare spazio ai nuovi ufficiali. La morte coglie Drogo immerso nella solitudine di una stanza di una locanda di città. Qui, trova la sua personale occasione di provare il suo valore, che aveva atteso per tutta la vita
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Una canzone di Claudio Lolli riassume e racconta il percorrere della vita, stanco e disilluso, ma comunque propositivo in una nuova visione della proposta teatrale di aspettando Godot
la condizione umana è quella dell’attesa dell’arrivo di qualcuno, Godot appunto, che, continuamente atteso per risolvere il senso della vita, non arriva mai
Sveva Linguiti
Gamba Samuele 5CT