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Umanesimo e Rinascimento
daniele lanza
Created on March 5, 2023
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Umanesimo e Rinascimento
interpretazioni e significati filosofici dell'epoca.
Paul Oskar Kristeller (1905-1999) riduce notevolmente il significato filosofico e teoretico dell'Umanesimo. Secondo lui, il termine dovrebbe limitarsi al suo significato tecnico originale, riferendosi alle discipline retorico-letterarie come grammatica, retorica, storia, poesia e filosofia morale. Kristeller sostiene che gli umanisti non furono riformatori del pensiero filosofico, poiché non si occuparono direttamente di filosofia e scienza. Egli afferma che gli interessi principali dell'Umanesimo erano di natura letteraria anziché filosofica.
L'interpretazione di Kristeller
L'interpretazione di Garin
Eugenio Garin (1909-2004) si oppone diametralmente all'interpretazione di Kristeller e attribuisce un valore filosofico ben definito all'Umanesimo. Garin sottolinea che la negazione del significato filosofico agli studi umanistici dipende da una concezione limitata della filosofia come costruzione sistematica di grandi proporzioni. Egli sostiene invece che l'Umanesimo rappresenta un nuovo metodo di prospettare i problemi, un nuovo modo di filosofare. Garin evidenzia l'attenzione filologica e l'approccio aperto, problematico e pragmatico dell'Umanesimo come elementi caratteristici di questa nuova filosofia.
L'essenza dell'Umanesimo secondo Garin
Secondo Garin, l'essenza dell'Umanesimo non risiede solo nella conoscenza del passato, ma nel modo in cui questa conoscenza è stata acquisita e nell'atteggiamento peculiare assunto nei confronti del passato. Garin collega strettamente l'Umanesimo alla realtà storica italiana, spiegando la svolta del pensiero umanistico nella seconda metà del Quattrocento con motivazioni socio-politiche. Egli sostiene che il primo Umanesimo era un'esaltazione della vita civile e delle problematiche connesse, legato alla libertà politica dell'epoca. Tuttavia, con l'avvento delle Signorie e la scomparsa delle libertà politiche repubblicane, i letterati divennero cortigiani e la filosofia si indirizzò verso questioni di carattere contemplativo-metafisico.
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Mediazione delle due interpretazioni
Teatini + ifo
Le tesi contrapposte di Kristeller e Garin possono essere integrate se si superano alcuni presupposti dei due autori. L'Umanesimo può essere considerato sia come un movimento con interessi letterari che come una nuova forma di filosofare. In sintesi, il testo parla dell'Umanesimo rinascimentale e delle due principali interpretazioni che se ne possono dare. La prima, di Kristeller, tende a minimizzare l'aspetto filosofico dell'Umanesimo, considerandolo essenzialmente come un movimento culturale legato alla diffusione delle conoscenze tecniche. La seconda, di Garin, invece, sostiene che l'Umanesimo va visto come una nuova filosofia, basata sull'attenzione al particolare e alla storia, e che rappresentò una svolta nel pensiero occidentale. Le due interpretazioni possono essere integrate tra loro, se si considera l'Umanesimo come un movimento culturale complesso, che coinvolgeva diverse discipline e atteggiamenti mentali, ma che si caratterizzava soprattutto per la valorizzazione del particolare e della storia come fonti di conoscenza.
Il Rinascimento
nella definizione ottocentesca
le arti nel rinascimento
Nella definizione ottocentesca del Rinascimento, si sottolinea il ruolo di alcune figure di spicco come Leonardo da Vinci, Michelangelo e Raffaello, a livello artistico, mentre a livello letterale due grandi esponenti come Cola di Rienzo e Petrarca. Questo periodo infatti viene considerato come l'apice dell'arte, della letteratura e della filosofia occidentale, con l'affermazione dell'individualismo e della prospettiva umana.
interpretazione ottocentesca
Il Rinascimento si riferisce al periodo storico che va approssimativamente dal XIV al XVI secolo, caratterizzato da un grande fervore culturale, artistico e scientifico in Europa. Nella definizione ottocentesca, il Rinascimento viene spesso considerato come una rinascita dell'antichità classica e una rottura con il medioevo. Gli studiosi dell'epoca, come Jacob Burckhardt, consideravano il Rinascimento come una fase di transizione tra l'oscurantismo medievale e l'illuminismo moderno.Questa concezione del Rinascimento si focalizzava sull'umanesimo, l'interesse per l'uomo e le sue capacità, nonché sul recupero degli ideali e degli stili artistici dell'antica Grecia e Roma.
rapporto rinascimento- medioevo
rinascimento- medioevo
Inoltre, la definizione ottocentesca del Rinascimento comprendeva anche l'idea di una rottura con il medioevo. Il Medioevo era spesso descritto come un periodo di oscurantismo, dogmatismo religioso e mancanza di progresso. In contrasto, il Rinascimento era considerato un'epoca di rinnovamento, in cui l'individuo poteva esprimere la propria creatività e ricerca di conoscenza.Si considerava il Rinascimento come una transizione verso un'epoca moderna di ragione, scienza e illuminismo. È importante però sottolineare che la definizione ottocentesca del Rinascimento può essere stata influenzata dal contesto storico, culturale e intellettuale del XIX secolo. Perchè negli studi successivi gli storici hanno ampliato e ridefinito la visione del Rinascimento: non come la rinascita della civiltà nei confronti dell'inciviltà, della cultura nei confronti dell'incultura e della barbarie, del sapere nei confronti dell'ignoranza. Essa è piuttosto la nascita di un'altra civiltà, un'altra cultura ed un altro sapere.
Humanæ Litteræ nella filosofia del Rinascimento
Humanæ Litteræ nella filosofia del Rinascimento
Le Humanæ Litteræ (o lettere umane) giocarono un ruolo significativo nella filosofia dell'epoca. Questo termine si riferisce alla riscoperta e allo studio dei classici greci e romani, in particolare delle opere letterarie, filosofiche e storiche, che avevano influito profondamente sul pensiero antico.
Grazie alla diffusione della stampa e alla crescente disponibilità di testi, le Humanæ Litteræ permisero agli studiosi rinascimentali di accedere a una vasta gamma di conoscenze precedentemente limitate ad un ristretto numero di persone. Questo contribuì alla diffusione delle idee, all'arricchimento delle menti e alla creazione di un terreno fertile per l'innovazione filosofica. Gli studiosi del Rinascimento si dedicarono alla traduzione, all'interpretazione e alla diffusione dei testi classici, facendo emergere una nuova consapevolezza dell'umanità e del suo ruolo nel mondo. Attraverso l'esplorazione dei testi antichi, gli intellettuali rinascimentali cercarono di comprendere la natura umana, la moralità e il significato della vita.
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Confronto filosofico tra Rinascimento, Umanesimo e Medioevo
Medioevo
Il Medioevo fu un'era dominata dalla teologia e dalla filosofia scolastica, in cui la Chiesa cattolica e la fede religiosa svolgevano un ruolo centrale nella società. La filosofia medievale si concentrava sulla conciliazione tra la fede e la ragione, cercando di dimostrare l'esistenza di Dio attraverso argomentazioni logiche.
Umanesimo
L'Umanesimo emerse come una risposta a questa dominanza religiosa nel Medioevo. Si concentra sull'uomo come individuo e sul suo potenziale di conoscenza e realizzazione. L'umanesimo si distingue per la sua fiducia nella ragione umana, nell'autonomia individuale e nella ricerca della conoscenza per il bene dell'umanità.
CRONOLOGIA RINASCIMENTO
TRECENTO: preludio (Cola di Rienzo, Francesco Petrarca); QUATTROCENTO: prevale la riflessione sull’uomo (Umanesimo); CINQUECENTO: prevale la riflessione sulla natura (Rinascimento); SEICENTO: epigoni (Campanella);
I profeti e i maghi pagani:
Ermete Trismegisto, Zoroastro E Orfeo
La diversa conoscenza storico-critica della tradizione latina rispetto a quella greca
Il lavoro di ricerca concernente i testi latini (cominciato con Francesco Petrarca) si è consolidato prima dell’impatto coi testi greci, pertanto le capacità tecniche e critiche degli umanisti nei confronti dei testi latini si sono affinate molto prima. Gli studiosi dei testi latini si interessarono della letteratura e la storia, quelli dei testi greci sulla teologia e la filosofia. Anche le fonti e le tradizioni a cui si rifecero gli umanisti che si occuparono dei testi latini sono più limpide dei testi greci. Ciò spiega la contraddittoria situazione: da un lato gli umanisti come Valla denunciavano come falsificazioni documenti latini pluriconsacrati, dall’altro umanisti come Ficino ribadivano l’autenticità di clamorose falsificazioni greche tardo-antiche.
Il fenomeno dell’Ermetismo
Ermete chi era
Ermete non è mai esistito, è una figura mitica che può essere fatta coincidere con il Dio Thoth degli Egizi, considerato inventore delle lettere dell’alfabeto e della scrittura e quindi rivelatore e profeta e interprete della divina sapienza e del divino Logos. I Greci ci videro molte analogie e lo qualificarono con l’aggettivo “Trismegisto” (tre volte grandissimo). -scritti
Nella tarda antichità alcuni teologi-filosofi pagani produssero una serie di scritti sotto il nome di questo Dio, con il fine di contrapporre alle scritture cristiane delle scritture spacciate come divine rivelazioni. Tra questi scritti attribuiti a Ermete vi è un gruppo di 17 trattati+uno scritto (Asclepio), che prendono il nome di Corpus Hermeticum.
Ermete venne effigiato sul pavimento della cattedrale di Siena “Hermes Mercurio Trismegistus Contemporaneus Moysi”
Il Corpus Hermeticum nell’interpretazione del Rinascimento
-interpretazione antichi La tarda antichità ha accettato questi scritti come autentici.-Ficino e il Corpus Hermeticum Ficino tradusse il Corpus Hermeticum che divenne un testo basilare del pensiero umanistico-rinascimentale tanto che nel 1488 Ermete venne effigiato sul pavimento della cattedrale di Siena (“Hermes Mercurio Trismegistus Contemporaneus Moysi”) -Corpus Hermeticum e gli uomini del Rinascimento Gli accenni al “figlio di Dio” e al Logos divino che richiama il Vangelo di Giovanni, colpì gli uomini del Rinascimento.
Ficino lo trova addirittura più ricco dei testi di Mosè, in quanto in esso si prevede l’incarnazione del Logos, del Verbo e che la Parola del Creatore è il figlio di Dio. Questo stupore portò ad accettare l’impianto astrologico e gnostico della dottrina. Siccome nell’Asclepio si parla di pratiche magiche, Ficino e altri trovarono in Ermete la giustificazione e la legittimazione della magia medesima. La complessa visione sincretistica di Platonismo, Cristanesimo e magia trova in Ermete una sorta di modello e stimoli estremamente allettanti. -perciò… Pertanto senza il Corpus Hermeticum non è possibile intendere il pensiero rinascimentale.
Lo “ Zoroastro” del Rinascimento genesi e natura degli Oracoli Caldaici
Oracoli caldaici
opera in esametri ANALOGIE SCRITTI ERMETICI E ORACOLI CALDAICI: Uguale mescolanza di filosofemi con accentuazione dello schema triadico e trinitario, con rappresentazioni mitiche e fantastiche Scomposta religiosità d’ispirazione orientale Pretesa di comunicare un messaggio “rivelato” ORACOLI: Elemento magico predomina Componente speculativa perde qualsiasi autonomia Sapienza babilonese Ruolo fondamentale dell’”eliolatria caldaica” PADRE o primo intelletto (o Noas patrikòs) Non è l’intelletto primo l’artefice del Mondo, ma un secondo intelletto ANIMA GIULIANO, soprannominato “il Teurgo”, filosofo ed evocatore di divinità del II-III secolo d.C.
La Teurgia
“sapienza” e l’”arte” della magia utilizzata per finalità mistico-religiose Teurgia ≠ Comune magia Fini religiosi: -liberazione dell’anima dal corporeo -congiungimento al divino Il teurgo non solo parla degli Dei, ma “evoca e agisce sugli Dei” Fra le varie pratiche magiche vi era l’uso dei simboli sulle pratiche teurgiche
Zoroastro per i rinascimentali
Giorgia Gemisto, autorevole dotto bizantino Zoroastro Ritenuto un Profeta (priscus theologus) realtá: Riformatore iranico del secolo VII/VI a.C. Nulla a che vedere con gli oracoli Questo equivoco contribuì alla diffusione della mentalità magica del Rinascimento
L’orfeo rinascimentale
Orfeo
GLI INNI ORFICI: Sono la più singolare raccolta di preghiere pagane 87 inni (ciascuno dedicato a una divinità) + un proemio Dedicati a varie divinità Preciso ordine concettuale Contengono dottrine stoiche e dottrine provenienti dall’ambiente filosofico-teologico alessandrino (tarda composizione) I rinascimentali li ritennero autentici ORFEO PLATONE E PITAGORA: Successore di Ermete Trismegisto e molto vicino a questi Ispiratori del pensiero di Platone e di Pitagora Costruzione del Platonismo rinascimentale
ORFEO: Mitico poeta tracio Movimento religioso misterico detto “orfico” “Orfeo dal nome famoso” ORFISMO: Tradizione assai più antica Pitagora e Platone Dottrina della metempsicosi Falsificazioni posteriori specialmente di età ellenistico-imperiale
Grazie per la visione!