Il viaggio degli antichi romani tra otium et negotium
Index
prefatio
Mezzi di trasporto
Curiositas
le vacanze
Mete turistiche
Glossario
Prefatio
Molto spesso quando ci si riferisce al mondo classico,specie quello romano, sentiamo parlare di otium e negotium.Prima di addentrarci nell'origine e nel significato di entrambi le parole, dobbiamo precisare che la vita del cives(cittadino) aveva contorni decisamente diversi dai nostri.Per il cives romano, la vita era politica.La sua identità era imprescindibilmete legata alla vita pubbica della città.Nell’antichità l’otium veniva considerato sempre in contrapposizione al negotium. Quest’ultimo indicava letteralmente gli affari commerciali e le varie occupazioni che ogni cittadino svolgeva per il bene della sua città. Per otium si intendeva tutto ciò che era lontano dall’attività pubblica. L’otium era la cura di sé e della propria saggezza, che passava per la contemplazione e lo studio. In questo senso fu considerato da molti il padre della filosofia.
Prefatio
Nel "De Oratore" Cicerone ritiene che l’otium e il negotium siano ugualmente importanti e dovrebbero essere praticati allo stesso modo a fasi alterne, diversa è la posizione di Orazio. Per il poeta latino l’otium rende liberi dalle ambizioni che rincorre chi si affanna a svolgere l’uno o l’altro compito. Dunque l’otium è la sola via che conduce alla felicità.Per Ovidio invece l’otium è addirittura imprescindibile affinché egli possa adempiere allo svolgimento della sua attività letteraria. Può inoltre essere di aiuto quando si vuole porre fine ad un amore. Vi è dunque già la concezione dell’otium come del tempo che non si dedica agli affari pubblici, ma che si può riservare al conseguimento di una maggiore sapienza e all’affinamento delle virtù. Siamo ancora ben lontani però dall’idea che l’ozio possa combaciare con l’inattività.Nel corso dei secoli la connotazione dell’otium è radicalmente cambiata e ciò è accaduto di pari passo con un altro mutamento, quello che riguarda il modo in cui si concepisce la filosofia. Tale parallelismo dimostra da un lato l’affinità che sussiste tra le due sfere e dall’altro il fatto che oggi tutto ciò che riguarda l’attività teoretica è considerato obsoleto.Nel secolo breve in cui la velocità è diventata un’esigenza insieme alla pragmaticità, l’otium si è trasformato in ozio. Il ritiro in sé non corrisponde più alla ricerca di sé ma, anzi, forse potremmo dire alla perdita di sé. Siamo sempre di più presi dai mille affanni quotidiani che ci impediscono di fermarci a riflettere su ciò che siamo o facciamo e sul modo in cui questo si verifica. Quell’antico otium è concepito piuttosto come il momento in cui possiamo lasciarci andare alla totale passività.
Le vacanze
Mete turistiche
Ma il paese che già allora suscitava più meraviglia nel turista romano era l’Egitto, un luogo esotico e particolare per tutte le stranezze che racchiudeva. I monumenti giganteschi provocavano stupore: le piramidi di Giza, il tempio di Luxor, la Valle dei Re. Molti di questi graffiti sono gli antichi commenti lasciati dai turisti, alcuni di questi ironici e simpatici (molti infatti non capivano i geroglifici e lo rimarcavano nei loro commenti). Un’influenza, quella dell’Egitto su Roma, che fece moda e portò molti ricchi romani a ricostruire monumenti egiziani in miniatura a Roma (si vedano gli obelischi, veri o finti, e le piramidi edificati nella Città Eterna).
L’Ellade e le province asiatiche evocavano reminiscenze delle tragedie classiche e dei poemi omerici. In Grecia già allora le destinazioni preferite erano Corinto, Epidauro, Delfi, Sparta o Olimpia. In queste località si svolgevano importanti feste e giochi sportivi, che rappresentavano anche il momento migliore per una visita. Altre città erano famose per i loro monumenti locali, come ad esempio Rodi, dove si potevano ammirare i resti del Colosso.
Prima del disastro legato all’eruzione del Vesuvio, i centri vacanzieri più visitati dagli abitanti dell’Urbe si trovavano lungo il magnifico golfo di Napoli. I più frequentati erano Ercolano, Stabia e Oplontis, che in quel periodo erano paradisi terrestri, poi spazzati via, assieme a Pompei, dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.Territori che esercitavano un’attrazione particolare sui viaggiatori grazie ai magnifici (e antichi) monumenti e al loro patrimonio culturale.
Mezzi di trasporto
Gli antichi romani possedevano moltissimi mezzi di trasporto, ognuno con caratteristiche utili al compito che la persona che li utilizzava doveva svolgere.Per il trasporto di persone, infatti, esistevano moltissimi mezzi: per esempio in città, dove era vietato l'uso di mezzi a trazione animale, venivano utilizzate le lettighe e le selle gladiatorie.Le lettighe, di cui usufruivano soprattutto le persone più ricche e facoltose, erano una sorta di letto a baldacchino chiuso con tendine che, portato da sei o otto schiavi, permetteva alla persona trasportata di viaggiare comodamente, distesa e riparata da occhi indiscreti. Sulla sella gladiatoria, trasportata sempre da schiavi, si viaggiava seduti.I mezzi a trazione animale, nell'Antica Roma, erano consentiti solo fuori dall'Urbe: contando oltre un milione di abitanti, la Roma di un tempo era decisamente caotica e trafficata per permettere al suo interno anche la circolazione di animali.Ecco perché era solo al di fuori delle mura cittadine che il trasporto di oggetti o persone avveniva attraverso carri o calessi. Esistevano differenti tipi di carro, ognuno dei quali veniva utilizzato per le esigenze più diverse.Per esempio esisteva l'essedum, un carro a due ruote con cocchiere, utilizzato per brevi passeggiate o veloci spostamenti. Per lo stesso scopo si utilizzavano il cisium, il coninnus e il birotus.
Curiositas
Consideriamo innanzitutto che il viaggio, in epoche remote, non era sempre piacevole e divertente come può esserlo oggi.I mezzi a disposizione erano quelli che erano, e spesso occorrevano intere giornate, magari da trascorrere sotto la pioggia battente o il sole cocente, per raggiungere mete relativamente vicine.I romani, pragmatici in ogni aspetto della vita, utilizzavano appositi capi di vestiario, studiati per consentire la massima comodità durante il percorso e la più ampia libertà di movimento possibile.Per affrontare i viaggi più lunghi e stressanti l’indumento tipico era la laena, una tunica corta alla quale si aggiungeva, nei mesi più freddi, la paenula o caracalla talaris con cucullus, un ampio e avvolgente mantello in lana pesante dotato di cappuccio, indispensabile per ripararsi da freddo, pioggia e vento. Per i viaggi estivi si indossava un cappello a larghe tese per proteggersi dai raggi del sole e dall’afa .Le scarpe da viaggio erano solitamente basse, chiuse e allacciate con stringhe intorno alle caviglie. Le “valigie” dei romani altro non erano che robuste bisacce di pelle o di stoffa, che si appendevano alla sella del cavallo o del mulo, gli animali con cui ci si spostava. Il marsupium infine, era una borsa di piccole dimensioni che veniva attaccata alla cintura e che serviva a contenere monete o, a volte, i gioielli.Per i lunghi viaggi usavano dei bauli, che erano dei cofani di legno e bronzo, spesso decorati con avorio e metalli preziosi. Essendo oggetti di grandi dimensioni, erano adatti a essere stipati sulle navi mercantili e spesso venivano usati anche come panche o letti durante la navigazione. I bauli privilegiavano la praticità a scapito dell’eleganza. Il coperchio piatto e la forma squadrata servivano proprio a questo: a impilarli come piccoli container.
Glossario
Septemuiri epulones
negotium: negotium, negotii
otium: otium,otii
essedum: essedum,essedi
cives: civis,civis
cisium: cisium,cisii
"De oratore"
conninus
"De otio"
birotus: birotus,birota,birotum
feriae Augusti: riposo di augusto
tabula peuntigeriana
tornare: torno,tornas,tornavi,tornatum,tornare
ad duo fratres: dei due fratelli
segmenta: segmentum, segmenti
rheda: rheda ,rhadae
ad ficum: del fico
carruca: carruca,carrucae
carrucae dormitoriae
ad sandalum herculis: al sandalo di Ercole
Laena: laena, laenae
iter: iter, itineris
caracalla talaris
Urbe:urbs,urbis
cucullus: cucullus,cuculli
Finis
Melania Citraro IIB
Il viaggio negli antichi romani, tra negotium et otium
melania citraro
Created on March 5, 2023
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Il viaggio degli antichi romani tra otium et negotium
Index
prefatio
Mezzi di trasporto
Curiositas
le vacanze
Mete turistiche
Glossario
Prefatio
Molto spesso quando ci si riferisce al mondo classico,specie quello romano, sentiamo parlare di otium e negotium.Prima di addentrarci nell'origine e nel significato di entrambi le parole, dobbiamo precisare che la vita del cives(cittadino) aveva contorni decisamente diversi dai nostri.Per il cives romano, la vita era politica.La sua identità era imprescindibilmete legata alla vita pubbica della città.Nell’antichità l’otium veniva considerato sempre in contrapposizione al negotium. Quest’ultimo indicava letteralmente gli affari commerciali e le varie occupazioni che ogni cittadino svolgeva per il bene della sua città. Per otium si intendeva tutto ciò che era lontano dall’attività pubblica. L’otium era la cura di sé e della propria saggezza, che passava per la contemplazione e lo studio. In questo senso fu considerato da molti il padre della filosofia.
Prefatio
Nel "De Oratore" Cicerone ritiene che l’otium e il negotium siano ugualmente importanti e dovrebbero essere praticati allo stesso modo a fasi alterne, diversa è la posizione di Orazio. Per il poeta latino l’otium rende liberi dalle ambizioni che rincorre chi si affanna a svolgere l’uno o l’altro compito. Dunque l’otium è la sola via che conduce alla felicità.Per Ovidio invece l’otium è addirittura imprescindibile affinché egli possa adempiere allo svolgimento della sua attività letteraria. Può inoltre essere di aiuto quando si vuole porre fine ad un amore. Vi è dunque già la concezione dell’otium come del tempo che non si dedica agli affari pubblici, ma che si può riservare al conseguimento di una maggiore sapienza e all’affinamento delle virtù. Siamo ancora ben lontani però dall’idea che l’ozio possa combaciare con l’inattività.Nel corso dei secoli la connotazione dell’otium è radicalmente cambiata e ciò è accaduto di pari passo con un altro mutamento, quello che riguarda il modo in cui si concepisce la filosofia. Tale parallelismo dimostra da un lato l’affinità che sussiste tra le due sfere e dall’altro il fatto che oggi tutto ciò che riguarda l’attività teoretica è considerato obsoleto.Nel secolo breve in cui la velocità è diventata un’esigenza insieme alla pragmaticità, l’otium si è trasformato in ozio. Il ritiro in sé non corrisponde più alla ricerca di sé ma, anzi, forse potremmo dire alla perdita di sé. Siamo sempre di più presi dai mille affanni quotidiani che ci impediscono di fermarci a riflettere su ciò che siamo o facciamo e sul modo in cui questo si verifica. Quell’antico otium è concepito piuttosto come il momento in cui possiamo lasciarci andare alla totale passività.
Le vacanze
Mete turistiche
Ma il paese che già allora suscitava più meraviglia nel turista romano era l’Egitto, un luogo esotico e particolare per tutte le stranezze che racchiudeva. I monumenti giganteschi provocavano stupore: le piramidi di Giza, il tempio di Luxor, la Valle dei Re. Molti di questi graffiti sono gli antichi commenti lasciati dai turisti, alcuni di questi ironici e simpatici (molti infatti non capivano i geroglifici e lo rimarcavano nei loro commenti). Un’influenza, quella dell’Egitto su Roma, che fece moda e portò molti ricchi romani a ricostruire monumenti egiziani in miniatura a Roma (si vedano gli obelischi, veri o finti, e le piramidi edificati nella Città Eterna).
L’Ellade e le province asiatiche evocavano reminiscenze delle tragedie classiche e dei poemi omerici. In Grecia già allora le destinazioni preferite erano Corinto, Epidauro, Delfi, Sparta o Olimpia. In queste località si svolgevano importanti feste e giochi sportivi, che rappresentavano anche il momento migliore per una visita. Altre città erano famose per i loro monumenti locali, come ad esempio Rodi, dove si potevano ammirare i resti del Colosso.
Prima del disastro legato all’eruzione del Vesuvio, i centri vacanzieri più visitati dagli abitanti dell’Urbe si trovavano lungo il magnifico golfo di Napoli. I più frequentati erano Ercolano, Stabia e Oplontis, che in quel periodo erano paradisi terrestri, poi spazzati via, assieme a Pompei, dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.Territori che esercitavano un’attrazione particolare sui viaggiatori grazie ai magnifici (e antichi) monumenti e al loro patrimonio culturale.
Mezzi di trasporto
Gli antichi romani possedevano moltissimi mezzi di trasporto, ognuno con caratteristiche utili al compito che la persona che li utilizzava doveva svolgere.Per il trasporto di persone, infatti, esistevano moltissimi mezzi: per esempio in città, dove era vietato l'uso di mezzi a trazione animale, venivano utilizzate le lettighe e le selle gladiatorie.Le lettighe, di cui usufruivano soprattutto le persone più ricche e facoltose, erano una sorta di letto a baldacchino chiuso con tendine che, portato da sei o otto schiavi, permetteva alla persona trasportata di viaggiare comodamente, distesa e riparata da occhi indiscreti. Sulla sella gladiatoria, trasportata sempre da schiavi, si viaggiava seduti.I mezzi a trazione animale, nell'Antica Roma, erano consentiti solo fuori dall'Urbe: contando oltre un milione di abitanti, la Roma di un tempo era decisamente caotica e trafficata per permettere al suo interno anche la circolazione di animali.Ecco perché era solo al di fuori delle mura cittadine che il trasporto di oggetti o persone avveniva attraverso carri o calessi. Esistevano differenti tipi di carro, ognuno dei quali veniva utilizzato per le esigenze più diverse.Per esempio esisteva l'essedum, un carro a due ruote con cocchiere, utilizzato per brevi passeggiate o veloci spostamenti. Per lo stesso scopo si utilizzavano il cisium, il coninnus e il birotus.
Curiositas
Consideriamo innanzitutto che il viaggio, in epoche remote, non era sempre piacevole e divertente come può esserlo oggi.I mezzi a disposizione erano quelli che erano, e spesso occorrevano intere giornate, magari da trascorrere sotto la pioggia battente o il sole cocente, per raggiungere mete relativamente vicine.I romani, pragmatici in ogni aspetto della vita, utilizzavano appositi capi di vestiario, studiati per consentire la massima comodità durante il percorso e la più ampia libertà di movimento possibile.Per affrontare i viaggi più lunghi e stressanti l’indumento tipico era la laena, una tunica corta alla quale si aggiungeva, nei mesi più freddi, la paenula o caracalla talaris con cucullus, un ampio e avvolgente mantello in lana pesante dotato di cappuccio, indispensabile per ripararsi da freddo, pioggia e vento. Per i viaggi estivi si indossava un cappello a larghe tese per proteggersi dai raggi del sole e dall’afa .Le scarpe da viaggio erano solitamente basse, chiuse e allacciate con stringhe intorno alle caviglie. Le “valigie” dei romani altro non erano che robuste bisacce di pelle o di stoffa, che si appendevano alla sella del cavallo o del mulo, gli animali con cui ci si spostava. Il marsupium infine, era una borsa di piccole dimensioni che veniva attaccata alla cintura e che serviva a contenere monete o, a volte, i gioielli.Per i lunghi viaggi usavano dei bauli, che erano dei cofani di legno e bronzo, spesso decorati con avorio e metalli preziosi. Essendo oggetti di grandi dimensioni, erano adatti a essere stipati sulle navi mercantili e spesso venivano usati anche come panche o letti durante la navigazione. I bauli privilegiavano la praticità a scapito dell’eleganza. Il coperchio piatto e la forma squadrata servivano proprio a questo: a impilarli come piccoli container.
Glossario
Septemuiri epulones
negotium: negotium, negotii
otium: otium,otii
essedum: essedum,essedi
cives: civis,civis
cisium: cisium,cisii
"De oratore"
conninus
"De otio"
birotus: birotus,birota,birotum
feriae Augusti: riposo di augusto
tabula peuntigeriana
tornare: torno,tornas,tornavi,tornatum,tornare
ad duo fratres: dei due fratelli
segmenta: segmentum, segmenti
rheda: rheda ,rhadae
ad ficum: del fico
carruca: carruca,carrucae
carrucae dormitoriae
ad sandalum herculis: al sandalo di Ercole
Laena: laena, laenae
iter: iter, itineris
caracalla talaris
Urbe:urbs,urbis
cucullus: cucullus,cuculli
Finis
Melania Citraro IIB