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L'ira di Achille

alfio moretti

Created on March 4, 2023

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Transcript

l'ILIADE

Il poema epico più grande

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COS'E' L'ILIADE

E' un poema epico, attribuito ad Omero è composto da 24 libri. Il titolo deriva da Ilio, altro nome della città di Troia. Il poema infatti è ambientato durante la guerra di Troia, che durò dieci anni. La vera causa della guerra fu la rivalità fra Troia e le città greche per i commerci sul mare.
IL POETA OMERO

I LUOGHI DELL'ILIADE

La città di Troia è realmente esistita. Fu fondata nel III millennio a.C. circa, nella zona nord- occidentale dell'attuale Turchia. Occupava una regione strategica nel passato tra il Mar Nero e il Mar Egeo, quello che oggi è chiamato lo "Stretto dei Dardanelli".
LA LEGGENDA IL POMO DELLA DISCORDIA
Paride sceglie l'amore. Ormai il suo destino è scritto. Arriva a Sparta per una missione diplomatica ed incontra Elena, la donna più bella di tutte. I due si innamorano e Elena fugge con Paride a Troia.. è l'inizio della guerra.

Tutti gli dèi sono riuniti a banchetto per le nozze di Peleo e Teti, i genitori di Achille. Tutti tranne una... la dea Discordia che, adirata per non aver ricevuto l'invito scaglia tra gli invitati una mela d'oro con scritto "alla più bella". Le tre dee presenti Atena, Era e Afrodite, iniziano immediatamente a litigare per contendersi la mela. Zeus, che non vuole prendersi nessuna responsbilità, chiede a Paride di farlo al suo posto.

CHE COSA RACCONTA L'ILIADE

I Greci, accampatisulla spoaggia, assediano Troia da ormai nove anni e improvvisamente una terribile pestilenza li colpisce. E' un castigo inviato dal Dio Apollo, perchè Agamennone ha preso prigioniera la troiana Criseide, figlia di un sacerdote. Per placare l'ira di Apollo, Agamennone restituisce Criseide al padre. In cambio però vuole Briseide, schiava di Achille. Quest'ultimo offeso, smette di combattere e si ritira nella sua tenda e a questo punto i Troiani, prendono coraggio e li attaccano incendiando le loro navi.

Patroclo,allora, scende sul campo di battaglia vestito con le armi di Achille, nella speranza che i Troiani lo scambino per Achille e si ritirino, ma Ettore lo uccide. Sconvolto dal dolore per la morte dell'amico, Achille torna a combattere. Sfida Ettore, lo uccide e trascina il suo cadavere nell'accampamento greco. Il vecchio re Priamo va da Achille e lo prega di restituirgli i corpo del figlio. Achille prova pietà e gli restituisce il corpo di Ettore. Il poema si conclude con i funerali dell'eroe troiano.

I PROTAGONOSTI MORTALI GRECI

ACHILLE Figlio del re Peleo e della dività marina Teti. Guerriero invincibile, eroico, coraggioso, destinato ad una vita breve, ma gloriosa.
ULISSE Re dell'isola di Itaca, oltre ad essere un valoroso guerriero si dimostra anche intelligente e astuto.
AGAMENNONE Re di Micene e dei Greci, è il capo dell'intera spedizione. Spesso si domostra superbo e prepotente.
PATROCLO Guerriero, legato da una forte amicizia con Achille.

PROTAGONISTI MORTALITROIANI

ETTORE E' la più nobile figura del poema. Uomo mite e generoso, sa essere in battaglia un terribile. guerriero. Non ama la guerra, a spingerlo ogni giorno sul campo di battaglia è la necessità di difendere la propria famiglia e la propria patria, anche a costo della vita.
ANDROMACA Moglie di Ettore, è un personaggio dolce e infelice.
PARIDE E' uno dei tanti figli di Priamo. E' il principale responsabile della guerra perchè è colui che ha rapito Elena.
PRIAMO E' il vecchio re di Troia.

GLI DEI

AL DI SOPRA DELLE PARTI...

DALLA PARTE DEI GRECI ERA: moglie di Zeus ATENA: dea della saggezza, offesa come Era dal giudizio di Paride POSEIDONE: dio del mare TETI: madre di Achille
ZEUS Signore degli dèi, si pone al di sopra degli eventi
Dalla parte dei Troiani APOLLO: Che scatena una pestilenza nell'accampamento dei Greci. AFRODITE: responsabile, insieme a Paride del rapimento di Elena. ARES: il feroce dio della guerra.
Al di sopra di tutti, uomini e dèi, vi è il FATO. E' il Fato che orienta e decide le sorti degli uomini, e nessun dio, neppure Zeus, può cambiarlo.

IL PROEMIO

Il poeta Omero chiede alla Musa Calliope di ispirarlo: vuole raccontare che cos'è successo ai Greci a causa dell'ira di Achille, il figlio di Peleo. La terribile rabbia dell'eroe aveva portato distruzione e morte tra i Greci. In questo modo si era compiuta la volontà di Zeus, re degli dèi. Tutto aveva avuto inizio a causa di una violenta lite tra Achille, figlio di una dea, e Agamennone, re di Argo e capo dell'intero esercito Greco.

L'IRA DI ACHILLE

Cosa scatena l'ira di Achille, il più valoro eroe del suo esercito.

L'IRA DI ACHILLE

Crise, il sacerdote del dio Apollo, si presentò un giorno dal re Agamennone. Chiese di restituirgli sua figlia Criseide, che era divenata schiava del re come BOTTINO DI GUERRA. Agamennone si infuriò e insultò il vecchio sacerdote con parola minacciose: "Ma vattene, non m'irritatare, perchè sano e salvo tu parta". Crise, allora, si rivolse al dio Apollo e lo pregò di far piangere gli Achei, così come lui stesso ora stava facendo per sua figlia. Il dio Apollo ascoltò Crise e scese dall'Olimpo con il suo arco. Scese senza farsi notare da nessuno, SCURO COME LA NOTTE.

Si fermò lontano dalle navi e iniziò a scagliare le FRECCE INFETTATE DI PESTE. Il ronzio delle frecce nell'aria era spaventoso. Apollo prima colpì i muli e i cani, poi gli uomini. Per nove giorni fece strage di Achei. La dea Era braccio bianco, moglie di Zeus, si rattristò per la sorte degli Achei e MISE IN CUORE ad Achille di riunire l'esercito. Al decimo giorno, allora, Achille piè veloce radunò l'esercito e suggerì di chiedere all'indovino Calcante perchè Apollo era così infuriato.

L'IRA DI ACHILLE

Calcante raccontò che Agamennone aveva maltrattato il sacerdote di Apollo, Crise, e Apollo non si sarebbe placato finché la bella figlia di Crise, Criseide, non fosse stata liberata dal re. Agamennone alla fine accettò di restituire Criseide occhi lucenti. In cambio, però, ordinò ad Achille di consegnargli la sua schiava Briseide BELLE GUANCE. Allora l'ira di Achille esplose. Egli accusò Agamennone di essere avido. Gli disse che lui e i suoi uomini, i Mirmidoni, non erano venuti a combattere contro i Troiani, ma ad aiutare Agamennone e il fratello Menelao a vendicare il disonore
del rapimento di Elena, la moglie di Menelao. Achille concluse dicendo che se ne sarebbe andato via piuttosto che rimanerea combattere. Agamennone gli rispose di andarsene pure: non lo avrebbe pregato di restare.

L'IRA DI ACHILLE

Ulisse la fece salire su una nave e roganizzò sacrifici e un banchetto in onore di Apollo, arco d'argento. Intanto Agamennone mandò a prendere la schiava di Achille, Briseide. Patroclo, grande amcio di Achille, la consegnò agli araldi del re. Briseide si invcamminò piangendo verso la tenda di Agamennone, il suo nuovo pardrone. Achille era molto addolorato per l'offesa ricevuta. Andò in riva al mare e scoppiò a piangere. Chiamò la madre Teti, la ninfa del mare, che arrivò dagli abissi sotto forma di nuvola. Achille le raccontò cos'era successo e la supplicò di andare da Zeus

Achille voleva estrarre la spada e colpirlo, ma la dea Atena lo trattenne. Achille allora insultò Agamennone chiamandolo "Ubriacone, occhi di cane, cuore di cervo" e lo accusò di strappare i doni agli eroi valorosi. Aggiunse che un giorno molti Achei sarebbero morti per mano di Ettore, il capo dei Troiani, e quel giorno Agamennone si sarebbe pentito di aver tolto il GIUSTO PREMIO a lui, che era il più forte tra gli Achei. Achille decise così di ritirarsi dalla guerra, gettò lo scettro per terra e si mise a sedere. Agamennone restituì Criseide al padre, il sacerdote Crise.

L'IRA DI ACHILLE - il racconto

Achille le raccontò cos'era successo e la supplicò di andare da Zeus a chiedere giustizia. Teti gli rispose piangendo che lui avrebbe avuto una vita breve, ma sarebbe andata da Zeus per convincerlo alla vendetta. Dopo alcuni giorni, quindi, Teti salì sull'Olimpo e chiese a Zeus che i Troiani potessero vincere tutte le battaglie finchè gli Achei non avessero RESO ONORE ad Achille. Zeus accettò, ma sua moglie, la dea Era, proteggeva gli Achei e non fù d'accordo.

Mentre Teti si rituffava nel mare profondo, Zeus ed Era litigarono. Poi gli dèi fecero un grande banchetto con musica e vino. Così Zeus ed Era fecero pace.

LE PAROLE DIFFICILI

Sacrifici: nella religione greca era l'atto di uccidere un animale per ottenereil favore degli dèi. Araldi: messaggeri, chi portava i messaggi. Ninfa: dività greca che abitava nella natura. Abissi: la zona più profonda del mare.

Poema: opera poetica molto lunga scritta in versi. Sciagure: cose brutte, disgrazie, guai. Indovino: persona che è considerata capace di prevedere il futuro. Placato: calmato. Disonore: offesa. Scettro: qui nel senso di "bastone" utilizzato nelle assemblee per prendere parola.

GLI EPITETI (aggettivi che accompagnano sempre determinati personaggi)

I MODI DI DIRE

Braccio bianco: dalla pelle bianca. Piè veloce: veloce nella corsa. Occhi lucenti: dagli occhi luminosi. Belle guance: dal bel viso. Arco d'argento: conosciuto per il suo arco d'argento.

BOTTINO DI GUERRA: "beni" che i guerrieri ottenevano dopo aver conquistato una città. SCURO COME LA NOTTE: nero come il buoio della notte. FRECCE INFETTATE DI PESTE: le frecce di Apollo provocavano la peste, una terribile malattia. MISE IN CUORE: convinse. IL GIUSTO PREMIO: qui si fa riferimento a Briseide. RESO ONORE: onorare, riconoscere il valore.

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CHE COSA SUCCEDE DOPO...

Troia così fu conquista e incendiata. Gli Achei vinsero la guerra. Poi Ulisse iniziò il suo lungo viaggio per ritornare nella sua isola di Itaca. Ma questa storia è raccontata in maniera formidabile nell'altro celebre poema di Omero: l'ODISSEA.
La guerra tra Achei e Troiani alla fine terminò grazie all'astuzia del guerriero greco più intelligente: Ulisse. Ulisse infatti progettò un piano veramente geniale. Fece costruire un grande cavallo di legno che era vuoto all'interno. Dentro il cavallo si nascosero molti soldati greci. Quando i Troiani videro il cavallo di legno, lo portarono all'interno delle mura della città. Di notte i soldati greci uscirono dal cavallo e aprirono le porte agli altri guerrieri che aspettavano all'esterno delle mura.