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La Guerra Civile Tra Cesare e Pompeo
La Bananina 007
Created on March 3, 2023
Descrizione, non dettagliata, della guerra civile tra Gaio Giulio Cesare e Gneo Pompeo Magno
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Transcript
SOMMARIO
Le operazioni in Macedonia
01
02
03
Testata
"Alea iacta Est"
05
06
07
Pompeo in Egitto
Il "De Bello Civili"
Eutropio
08
"Veni, Vidi, Vici"
#0120
03/03/2023
"Acta Diurna"
Giuseppe Buccella
"Alea Iacta Est"
Pompeo, alleato del Senato, fece promulgare una legge contro Cesare: per presentare la propria candidatura, egli avrebbe dovuto presentarsi personalmente a Roma. La trappola era evidente, sarebbe stato arrestato e fatto fuori dalla vita politica di Roma. Cesare accettò a patto che Pompeo sciogliesse il suo esercito. Ma il Senato rifiutò il diktat.
Gaio Giulio Cesare dichiara guerra a Roma e a Pompeo...
Dopo la morte di Crasso il triumvirato si sciolse definitivamente. Il Senato era preoccupato dai successi di Cesare, il cui obbiettivo era quello di tornare a Roma, sperando di essere eletto console.
-Pagina 03-
Il "De Bello Civili"
"Veni, Vidi, Vici"
La seconda opera di Gaio Giulio Cesare, il quale descrisse gli avvenimenti riguardanti la guerra civile contro Pompeo.
Le parole usate da Giulio Cesare per annunciare la sua fulminea vittoria contro Farnace, re del Ponto.
-Pagina 07-
-Pagina 08-
"Alea Iacta Est"
<<L' avanzata di Giulio Cesare oltre il Rubicone>>
Cesare, il 10 gennaio del 49 a. C., decise di varcare con le sue legioni il confine politico della penisola italica, ovvero il fiume Rubicone, pronunciando la frase <<Alea iacta est>> (<<Il dado è tratto>>). Questo significava dichiarare guerra a Roma e a Pompeo; Cesare era quindi divenuto nemico della res publica. L' esercito avanzò senza troppi problemi lunga la costa adriatica, sconfiggendo le città che gli si pararono contro. Pompeo, sorpreso dalla decisione di Cesare decise di fuggire da Roma insieme a buona parte del Senato nella città di Brindisi.
<<L'assedio alla città di Brindisi e la fuga di Pompeo>>
Fu così che Cesare giunse a Brindisi, dopo riaver conquistato Roma, con sei legioni, venne a sapere che, mentre molti consoli era scappati, Pompeo si trovava ancora in città. Temendo che non volesse lasciare l'Italia, Cesare, decise di bloccare le uscite dal porto e iniziare ad assediare la città. Ma Pompeo riuscì a fuggire grazie all'aiuto delle navi che avevano portato gli altri consoli a Durazzo.
Lo scontro tra Cesare e Pompeo
<<Le operazioni in Macedonia>>
Cesare scelse di non proseguire l’inseguimento, quindi tornò indietro a Roma. Nell’Urbe riorganizzò il suo esercito e dopo otto giorni partì per la Spagna con l'obbiettivo di sconfiggere tutte le legioni pompeiane rimaste. Rapidamente riuscì a sconfiggere gli alleati di Pompeo e ad impadronirsi del territorio iberico. Nell’inverno del 48 sbarcò a Durazzo, Pompeo era però pronto alla battaglia. Le truppe di Cesare erano numericamente inferiori. La battaglia di Durazzo vide sconfitto proprio Cesare, ma la guerra non era comunque persa. A Farsalo, il 9 agosto del 48 a. C., andò in scena la battaglia decisiva tra i due, che finì con la grandissima vittoria di Cesare.
Pompeo in Egitto
<<L'assassinio di Pompeo e la fine della Guerra Civile>>
Pompeo decise di fuggire, trovò finalmente rifugio dal re Tolomeo XIII, in Egitto. I consiglieri del giovane sovrano gli suggerirono però di ucciderlo, per ottenere la benevolenza di Cesare. Così, il 28 settembre del 48 a. C., mentre si stava riposando a bordo di una piccola imbarcazione, Pompeo venne ucciso a tradimento. Cesare era contrario all’assassinio poiché sarebbe diventato, agli occhi dei Romani, un martire. Infatti la morte di Pompeo non fece terminare la guerra civile. I sostenitori pompeiani, insieme ad alcuni senatori, si riorganizzarono per opporsi a Cesare in Africa e in Spagna. Cesare, fece punire il faraone per l’assassinio di Pompeo favorendo la salita al trono di Cleopatra. E infine sconfisse rapidamente Farnace II, figlio di Mitridate; e in poco tempo, Cesare sconfisse i pompeiani a Tapso nell’aprile del 46 a. C. I pompeiani, però, si erano riorganizzati in Spagna, sotto il comando di Tito Labieno, la battaglia decisiva fu quella di Munda nel marzo del 45 a. C., dove Cesare riuscì a trionfare definitivamente. Quell'episodio sancì la fine della Guerra Civile.
The civil war between Caesar and Pompey -Eutropius-
La guerra civile tra Cesare e Pompeo -Eutropio-
Caesar favored popular parties, but allied himself with Pompey, supporter of the nobility, and Crassus, a rich and powerful man: thus the first triumvirate arose. Caesar, after having been made consul with the help of Pompey Crassus, led his legions into Gaul, where he reduced many tribes to the power of the Romans, and engaged in bitter battles with the Germans, who dwelt on the other side of the river Rhine. Subsequently Caesar, returning from Gaul, asked again for the consulship, but the senate, at Pompey's urging, opposed his plans and ordered him to dismiss the legions and return to Rome. Then a terrible and bitter civil war broke out. Indeed Caesar, thinking he had been wronged, returned with his army from Gaul to Italy, crossed the Rubicon River and marched towards Rome. The consuls with Pompeius and all the senate left the city and took refuge in Brundisium, and Brundisius in Greece. Caesar of Rome celebrated a splendid triumph and became dictator. He later pursued Pompey to Greece and engaged his army at Pharsalus, a city in Greece. Pompey took refuge in Alexandria with Ptolemy, king of Egypt, but there he was deceived by the king's assassins and his head was sent to Caesar. Cesare is said to have shed tears, seeing the head of such a large man and his former son.
Caesar popularium partibus favebat, tamen societatem fecit cum Pompeio, nobilitatis fautore, et Crasso, viro divite ac potenti: sic primus triumviratus ortus est. Caesar, postquam Pompei Crassique auxilio consul creatus est, in Galliam suas legiones duxit, ubi multas tribus in potestatem Romanorum redegit atque Germanos, qui trans Rhenum flumen incolebant, acribus proeliis profligavit. Postea Caesar, rediens ex Gallia, consulatum itĕrum petivit, sed senatus, Pompei hortatu, eius consiliis obstitit et eum iussit legiones dimittĕre Romamque redire. Tum horrendum acerbumque bellum civile exarsit. Nam Caesar, putans sibi iniuriam factam esse, cum exercitu suo ex Gallia in Italiam rediit, Rubiconem flumen transiit Romamque contendit. Consules cum Pompeio et universo senatu urbem relinquērunt et Brundisium confugērunt, atque Brundisio in Graeciam. Romae Caesar splendidum triumphum celebravit atque dictatorem se fecit. Postea Pompeium in Graeciam consecutus est et apud Pharsalum, Graeciae urbem, eius exercitum profligavit. Pompeius Alexandrīam apud Ptoloemaeum, Aegypti regem, confugit sed ibi per dolum a regis sicariis interfectus est eiusque caput Caesari misit. Ferunt Caesarem lacrimas fudisse, tanti viri videntem caput et generi1 quondam sui.
"Farnace II"
"Tito Labieno"
"Cleopatra"
"Tolomeo XIII"
Tolomeo Teo Filopàtore chiamato anche Tolomeo XIII, è stato un faraone egizio appartenente al periodo tolemaico e uno degli ultimi membri della sua dinastia.
Cleopatra Tèa Filopàtore chiamata anche Cleopatra VII o semplicemente Cleopatra, è stata una regina egizia appartenente al periodo tolemaico, regnante dal 52 a.C. alla sua morte.
Farnace chiamato nella storiografia moderna Farnace II del Ponto, è stato un sovrano pontico, nono re del Ponto dal 63 a.C. alla sua morte.
Tito Labieno è stato un comandante militare della Repubblica romana, tribuno della plebe e comandante di cavalleria, luogotenente di Gaio Giulio Cesare in Gallia.
Acta Diurna
Il "De Bello Civili"
<<Cesare racconta i suo punto di vista della guerra civile>>
Il De bello civili narra i due anni di guerra civile tra Cesare e Pompeo: dal passaggio del Rubicone da parte di Cesare sino all’inseguimento di Pompeo a Brindisi; dalla guerra contro le roccheforti pompeiane di Marsiglia e della Spagna fino allo sbarco nell’Epiro; e dalla sconfitta di Durazzo alla vittoria nella battaglia di Farsalo del 9 agosto del 48 a.C; per poi finire con la fuga di Pompeo e il suo assassinio da parte di Tolomeo XIII. La finalità e il carattere giustificatorio del De bello civili servono a Cesare per rassicurare la cittadinanza del suo operato, i nobili e il ceto dei ricchi possidenti terrieri sulla sua fedeltà ai valori repubblicani. La clemenza è centrale nel De bello civili: sempre presente ma mai troppo presente. Lo scopo principale è quindi la giustificazione di una guerra civile, a cui lo stesso Cesare aveva dato inizio, oltrepassando il Rubicone.
"Veni,Vidi,Vici"
<<La straordinaria frase con cui Cesare descrisse la battaglia di Zela>>
"Veni, vidi, vici", ovvero "Venni, vidi, vinsi", è la frase con la quale, secondo la tradizione, Gaio Giulio Cesare annunciò la straordinaria vittoria riportata il 2 agosto del 47a.C. contro l'esercito di Farnace II del Ponto a Zela, nel Ponto. «Subito marciò contro di lui con tre legioni e dopo una gran battaglia presso Zela lo fece fuggire dal Ponto e distrusse totalmente il suo esercito. Nell'annunziare a Roma la straordinaria rapidità di questa spedizione, scrisse al suo amico Marzio tre sole parole: «Venni, vidi, vinsi».»(Plutarco, Vite Parallele: Alessandro e Cesare)
"Acta Diurna"
by Giuseppe Buccella