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ARTE GRECA-TIC
Letizia Orsatti
Created on March 1, 2023
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Transcript
PERCORSI ARTISTICI TRA DIACRONIA E SINCRONIA: ITINERARI D'ARTE
LA CIVILTA' GRECA
LA CIVILTA' MICENEA
LA CIVILTA' MINOICA OCRETESE
PENSA CON ME!
CIVILTA' A CONFRONTO
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LA CIVILTÀ MINOICA
A partire dal III millennio a.C. nelle isole del Mar Egeo si sviluppa la civiltà cretese o minoica, dal nome di Minosse, il leggendario sovrano dell’isola di Creta.
Lo sviluppo della civiltà cretese è dovuto principalmente alla posizione strategica di Creta, nel cuore del bacino orientale del Mediterraneo.
LO SVILUPPO DELLA CIVILTÀ MINOICA (CRETESE)
La civiltà sviluppatasi a Creta tra il III e il II millennio a.C. è detta anche "minoica" da Minosse, re dell’isola nella mitologia greca. L’origine della popolazione si suppone sia giunta dall’Asia Minore o dal nord Africa.All’inizio del II millennio a.C. Creta domina gli scambi culturali e commerciali del Mediterraneo, tanto che si parla di «talassocrazia» (da thálassa, mare, e kratos, potere). Le fonti dicono dei cretesi come grandi viaggiatori, aperti ai contatti con le altre civiltà.
La civiltà cretese è principalmente urbana e si sviluppa intorno ai palazzi reali (società palaziale), che non sono solo la dimora del sovrano, ma vere e proprie città, centri del potere politico, economico e religioso. Il re svolge allo stesso tempo funzioni politiche e religiose. I palazzi reali hanno una struttura complessa ma mancano di mura difensive, segno che quella cretese è una civiltà pacifica che non teme minacce esterne. La costruzione dei palazzi è stata usata come criterio alternativo per scandire le fasi della storia dei minoici, tanto che si parla di:
Periodo pre-palaziale (2600 a.C.-1900 a.C.), in cui gli abitanti vivono in villaggi sparsi.
Periodo dei primi palazzi (1900 a.C.-1700 a.C.).
Periodo neo-palaziale (1700 a.C.-1400 a.C.), la fase di massima fioritura e ricchezza.
Posizione strategica nel Mediterraneo, consolidamento del sistema politico ed economico
CITTÀ - PALAZZO
Il palazzo è il centro del potere politico e amministrativo, attorno ad esso si aggregano, fortemente coese, le abitazioni, le botteghe, i laboratori artigiani e i magazzini.
prive di mura, simbolo di apertura e di una visione ottimistica dell’esistenza
LE EPOCHE ARTISTICHE:
Età Prepalaziale (2500-1900 a.C.)
Età Neopalaziale (1700-1450 a.C.)
Età Protopalaziale (1900-1700 a.C.)
Età Postpalaziale (1450-1100 a.C.)
IL PALAZZO DI CNOSSO
VEDUTA AEREA DEL SITO ARCHEOLOGICO DI CNOSSO. IL VASTO COMPLESSO SI ERGE ADAGIATO SU UNA COLLINA NON LONTANA DAL MARE, VERSO CUI ERA IDEALMENTE RIVOLTO PROPRIO COME LA CIVILTÀ CHE LO AVEVA COSTRUITO. L‘ASPETTO È PREVALENTEMENTE QUELLO DELL’ETÀ NEOPALAZIALE (POST 1700 A.C.), SEGUITA AD UNA DISTRUZIONE DOVUTA PROBABILMENTE AD UN TERREMOTO O ALL’ERUZIONE DI UN VULCANO.
GLI EDIFICI DEL PALAZZO DI CNOSSO ERANO ORGANIZZATI ATTORNO AD UN AMPIO CORTILE CENTRALE, IN CUI SI SVOLGEVANO I RITI RELIGIOSI E GLI EVENTI DI RILEVANZA POLITICA E SOCIALE. SULLA CORTE CENTRALE SI AFFACCIAVANO GLI AMBIENTI PIÙ IMPORTANTI, TRA CUI LA SALA DEL TRONO; UN LUNGO CORRIDOIO COLLEGAVA L’INGRESSO PRINCIPALE, A OVEST, CON IL CORTILE CENTRALE E CON UNA SCALINATA CHE CONDUCEVA AGLI APPARTAMENTI REALI.
LE CERAMICHE E LA SCULTURA
L’invenzione del tornio girevole fa sì che a Creta si realizzino ceramiche finissime, dette "a guscio d’uovo" perché particolarmente sottili, apprezzate in tutto il Mediterraneo. La scultura, prevalentemente di piccole dimensioni, raggiunge elevati livelli di naturalismo.
Poiché i cretesi sono abili artigiani, il criterio più usato per individuare le diverse fasi della civiltà cretese si basa sull’evoluzione stilistica della ceramica.
Stile di Kamares(Età Protopalaziale, dal 1800 a.C. ca.)
Età Neopalaziale (1700-1450 a.C. ca.)
BROCCHETA DI GURNIÀ, 1500-1450 A.C., DA PALEOKASTRO (CRETA NORD-ORIENTALE). HERAKLION, MUSEO ARCHEOLOGICO.
PITHOS CON RAFFIGURAZIONE DI UN POLPO, 1450-1400 A.C. CA., DA CNOSSO. OXFORD, THE ASHMOLEAN MUSEUM OF ART AND ARCHEOLOGY.
DEA DEI SERPENTI IN CERAMICA SMALTATA DAL PALAZZO DI CNOSSO, 1700-1600 A.C. HERAKLION, MUSEO ARCHEOLOGICO.
IL MINOTAURO:
La lotta tra Teseo e il Minotauro rappresenta l’eterno conflitto tra il bene e il male. Lo scontro tra l’eroe e il terribile mostro, un essere metà uomo e metà toro, ha avuto un tale successo da giungere fino ai nostri giorni!
Il mito racconta che tutto ebbe origine da un’offesa arrecata al dio del mare Poseidone da Minosse, sovrano dell’isola di Creta – crocevia di culture e popoli nonché ricca potenza marittima che dominò il Mediterraneo sino all’arrivo dei micenei. Il re cretese aveva origini divine in quanto figlio di Zeus e della principessa fenicia Europa. Una volta giunta sull’isola sul dorso di Zeus tramutatosi in toro, Europa sposò Asterio (o Asterione), il re locale che adottò Minosse e gli altri figli avuti dal dio. Alla morte del padre, Minosse rivendicò il trono e come prova della legittimità della richiesta domandò a Poseidone d’inviargli dalle acque un toro che avrebbe immolato in suo onore.
Il dio mandò allora uno splendido toro candido, ma quando giunse il momento del sacrificio, ammaliato dalla bellezza dell’animale, Minosse lo risparmiò. Secondo alcune versioni del mito, decise di utilizzarlo come toro da monta per le sue mandrie. Tuttavia, non appena scoprì l’inganno Poseidone decise di vendicarsi e fece innamorare del toro la sposa di Minosse, Pasifae che, desiderosa di assecondare le sue passioni, implorò l’aiuto dell’architetto ateniese Dedalo.
Questi le costruì una vacca di legno dentro la quale la regina attese la monta dell’animale. «Così ella diede alla luce Asterio, che fu chiamato Minotauro: aveva il muso di toro, mentre per il resto era umano», narra Apollodoro, uno scrittore del II secolo d.C. Orripilato, Minosse rinchiuse il figliastro nell’invenzione che Dedalo aveva costruito per l’occasione, il labirinto. Ma sebbene non sopportasse la vista del mostro, il re non esitò a ricorrere a lui per sottomettere il villaggio di Atene, governato da Egeo. Gli ateniesi si erano infatti macchiati di una terribile colpa: aver ucciso uno dei figli di Minosse, Androgeo.
Il sovrano cretese impose a Egeo il pagamento di un tributo: ogni nove anni 7 fanciulle e 7 giovani sarebbero stati sacrificati al sanguinario mostro. I giovani ateniesi vivevano nel terrore. Ma quando ricorse di nuovo lo scadere dei 9 anni Teseo, figlio di Egeo si offrì volontario per partire. Dopo aver consegnato per anni i figli e le figlie degli ateniesi a Minosse, Egeo non poteva certo rifiutarsi di assecondare la volontà del suo erede, che si diresse a Creta insieme alle altre vittime. Appena sbarcato, Teseo s’invaghì di Arianna, che ricambiava il suo sentimento e che, assieme a Dedalo, escogitò un modo per salvarlo. Lei sarebbe rimasta fuori dal labirinto reggendo un’estremità del filo di un gomitolo, mentre l’eroe sarebbe entrato svolgendo la matassa man mano che avanzava.
Dopo aver ucciso il Minotauro, Teseo salvò gli altri ateniesi e, grazie allo stratagemma della principessa riuscì a tornare fuori dal dedalo. In compagnia di Arianna l’eroe poté finalmente issare le vele alla volta di Atene. Eppure, durante il viaggio, abbandonò la principessa sull’isola di Nasso: forse era soprappensiero, oppure fu costretto dai venti avversi o magari era innamorato della sorella di lei, Fedra, che ad Atene lo avrebbe tradito con il figliastro Ippolito.
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LA CIVILTÀ MICENEA
I micenei si stabiliscono nel Peloponneso tra il 1650 a.C. e il 1580 a.C., dando vita a numerose città-Stato indipendenti e strutturate come rocche fortificate. Inizialmente questa civiltà è meno avanzata di quella cretese, ma dal 1500 a.C. inizia a espandersi nel Mediterraneo, instaurando una fitta rete di traffici commerciali.
In poco tempo i micenei impongono il proprio controllo sull’intera area egea, sottomettendo Creta.
In questo contesto avviene la spedizione militare per conquistare le coste dell’Asia Minore, che porta forse alla guerra contro la città di Troia. Questo evento è raccontato nell’Iliade, il poema epico attribuito ad Omero.
Quella micenea è una società gerarchica, in cui:
a capo di ogni città-Stato c’è un re, detto wànax, che svolge funzioni politiche, amministrative e religiose;
seguono sacerdoti, scribi e amministratori;
subito dopo c’è il lawòs, l’aristocrazia guerriera;
infine troviamo il dàmos, il popolo, seguito da un ceto servile.
La civiltà micenea, come quella cretese, è una società palaziale. Tuttavia, i palazzi micenei sono diversi da quelli cretesi, perché sorgono sull’acropoli, la parte alta della città, e sono circondati da mura megalitiche come rocche.
Le città-fortezze
Posizione strategica di Micene nel Peloponneso occidentale (regione dell’Argolide)
Epoca:
Epica omerica (forse IX-VIII sec. a.C.) ambientata nel mondo miceneo
All’apice nel XIV sec. a.C., dà nome a un’intera cultura
Micene patria di Agamennone, comandante dell’esercito greco contro Troia, e di suo fratello Menelao, re di Sparta abbandonato da Elena
Gli insediamenti micenei sono cittadelle fortificate collocate sull’acropoli. Resti più impressionanti: mura di Micene e Tirinto in opera poligonale.
La struttura si compone anche di un sistema di torri vedetta, passaggi sotterranei e ingressi segreti. Il palazzo è il fulcro topografico e politico della cittadella, e al re fanno riferimento i capi militari, religiosi e funzionari dell’amministrazione. Dal mégaron si irradia la vita del palazzo.
“Tesoro di Atreo”.
A sud della rocca di Micene si estende la necropoli coeva alla cittadella stessa, in uso tra il XV e il XIII secolo a.C. Caratteristiche sono le grandi tombe cosiddette “a thólos”. Tra queste tombe spicca quella denominata da Schliemann il “Tesoro di Atreo”.
COSTRUZIONE Drómos Si tratta di tombe a camera circolare, cui si accede tramite un lungo corridoio scoperto in discesa, che gli archeologi chiamano convenzionalmente drómos. La thólos è chiusa da una pseudo-cupola. La camera ha una copertura a sezione ogivale, in cui alcuni anelli di conci (pietre squadrate) si sovrappongono restringendosi sempre di più, sino alla chiusura della sommità.
IL TESORO DI ATREO Una pseudo-cupola come quella del “Tesoro di Atreo” si sostiene per gravità, grazie al peso di ciascun filare imposto su quello sottostante. All’interno, la pseudo-cupola che ricopriva la camera circolare nel “Tesoro di Atreo” Questa sala circolare conteneva il ricco corredo funerario, mentre la camera sepolcrale vera e propria era un ulteriore ambiente quadrangolare attiguo alla thólos.
LA MASCHERA DI AGAMENNONE
LA RELIGIONE:
MINOICO:
MICENEI:
La religione dei cretesi si basa sul culto degli animali e in particolare del toro, simbolo della potenza generatrice maschile, mentre tra le divinità femminili c’è la dea madre, dea della fertilità e della terra. I cretesi non hanno una casta sacerdotale: i riti si svolgono nei palazzi reali e sono presieduti dai sovrani.
I micenei sono politeisti e venerano divinità che corrispondono agli elementi naturali, molte delle quali rientreranno a far parte del pantheon della civiltà greca. I riti si svolgono all’interno dei palazzi oppure in spazi aperti, poiché non esistono dei templi veri e propri, e sono presieduti da sacerdoti e sacerdotesse.
civiltà micenea
civiltà minoica
Intorno al 1450 a.C. la civiltà minoica entra in una fase di decadenza le cui cause non sono ancora state accertate. Due sono le ipotesi più accreditate: -un’eruzione vulcanica avvenuta a Thera all’inizio del XVI secolo a.C. provoca uno tsunami che devasta l’isola; -la conquista dell’isola da parte dei micenei (1450 a.C.), che distruggono Creta e i suoi palazzi e occupano Cnosso.
Intorno al 1200 a.C. la civiltà micenea entra in una fase di declino le cui cause non sono ancora chiare. Le ipotesi più accreditate attribuiscono la crisi a tre fattori: catastrofi naturali; l’invasione da parte dei dori o dei popoli del mare; una crisi interna tra le città-Stato o tra i ceti sociali. La terza ipotesi sembra essere la più valida attualmente.
VI PRESENTO ...
L'ARTE GRECA
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INDICE
LE FORME DEL TEMPIO
LA POLIS GRECA
I PERIODI DELL'ARTE GRECA
GLI ORDINI ARCHITETTONICI
LA SCULTURA
IL TEATRO
MAPPA CONCETTUALE
I PERIODI DELL'ARTE GRECA:
Periodi dell’arte greca L’arte greca si può suddividere in 4 periodi fondamentali: 1. Periodo di formazione – Geometrico: dal XII all’ VIII secolo a.C. Questo periodo viene anche definito il Medioevo ellenico ed è caratterizzato dall’arrivo dei Dori e dalla fondazione delle prime città. La figura umana è poco rappresentata o lo è in forma molto elementare. 2. Periodo Arcaico: VII e fine del VI secolo a.C. Si cominciano a costruire i primi templi e la figura umana inizia ad essere rappresentata. 3. Periodo Classico: V° secolo, dal 480 al 323 a.C. Questo periodo viene definito anche l’età dell’oro dell’arte greca. 4. Periodo Ellenistico: sono gli anni della morte di Alessandro Magno e dell’occupazione della Grecia da parte dei romani. Si assiste ad una fusione di stili e culture.
LA POLIS GRECA
L'ACROPOLI
L’ Acropoli di Atene, essendo la par30te più elevata e più facilmente difendibile della città, risulta abitata fin da epoca prei-storica e fu anche sede di un palazzo fortificato miceneo. Successivamente, con la costruzione di grandi templi e altari, venne trasformata in un’area sacra.
IL PARTENONE
FIDIA
LA STATUA DI ATENA PROMACHOS
L'ERETTEO
L’Eretteo è un tempio particolarissimo, la cui irregolarità, asimmetria e differenze di quote sono dovute alla necessità di riunirein un unico edifi cio più luoghi, sedi di antichi culti relativi alle origini leggendarie della città. Infatti al suo interno vi sono le celle di due divinità: Athena Poliàs e Poseidon- Erettèo
I PROPILEI
Solenne ingresso all'Acropoli, i Propilei sono composti da tre corpi, due laterali aggentanti e un corpo centrale composto da due vestiboli. L'ala sinistra era detta Pinacoteca piochè in essa erano conservati i quadri dei maggiori pittori greci. Le due ali e il frontone del corpo centrale presentano l'ordine dorico, possente anche quando è visto da lontano, mentre all'interno dei due vestiboli è usato l'ordine ionico, più elegante e raffinato adatto a misure più umane. Mnésicle, l'autore dei Propilei, iresce a bilanciare l'asimmetria delle due ali grazie al costrientdo tempietto di Atena Nike
IL TEMPIO DI ATHENA NIKE
Costruito da Callicrate in marmo pentèlico sul Py` rgos, uno sperone di roccia sostenuto da blocchi di pietra calcarea, il tempietto dedicato ad Athena Nike (Athena vittoriosa, da nike, vittoria), incombe sul visitatore che, procedendo lungo la Via Sacra, volge gli occhi verso l’alto, prima di oltrepassare l’ingresso dei Propilei. Si tratta di un tempio anfi prostilo tetrastilo, di ordine ionico con capitello angolare dotato di una voluta obliqua.
Periodi storici e luoghi diversi
LE FORME DEL TEMPIO
Diverse tipologie di templi
Unici elementi costanti:
FORME DEL TEMPIO GRECO E ORDINI ACHITETTONICI / LE FORME DEL TEMPIO
TIPOLOGIE DI TEMPLI SECONDO VITRUVIO, STORICO E TRATTATISTA ROMANO, (I-II SEC. A.C. CA)
ORDINI ARCHITETTONICI
GLI ORDINI ARCHITETTONICI
SCHEMA DEL MODULO E DELL’INTERCOLUMNIO. IL MODULO COSTITUISCE L’UNITÀ DI MISURA DELL’INTERCOLUMNIO (DISTANZA TRA ASSI VERTICALI DI DUE COLONNE).
Vitruvio: i greci seguono il modulo
Obiettivo: armonia perfetta
Tre stili diversi: dorico, ionico,corinzio
Modulo unità di misura di base. Coincide al diametro di base della colonna. Tutto il resto deve avere una misura pari a un suo multiplo.
L'ORDINE DORICO
Ordine dorico Altezza colonna: sei o sette moduli, (sei o sette volte la misura del diametro di base).
Quando?inizi VII secolo a.C.
Dove?Peloponneso, poi Sicilia e Magna Grecia
L'ORDINE DORICO
SCHEMA DEL MODULO E DELL’INTERCOLUMNIO. IL MODULO COSTITUISCE L’UNITÀ DI MISURA DELL’INTERCOLUMNIO (DISTANZA TRA ASSI VERTICALI DI DUE COLONNE).
Vitruvio: i greci seguono il modulo
Obiettivo: armonia perfetta
Tre stili diversi: dorico, ionico, corinzio
PIANTA DEL TEMPIO ARTEMÍSION DI EFESO
CON BEN 116 COLONNE. LE BASI SONO MOLTO ELABORATE: A SEPARARLE DAL FUSTO C’È UN TAMBURO DI MARMO ORNATO DI FIGURE A RILIEVO (PROBABILE INFLUENZA ARCHITETTONICA DAI PALAZZI PERSIANI).
PIANTA DEL TEMPIO DI HERA A SAMO
ESSO COSTITUISCELA PIÙ PRECOCE TESTIMONIANZA DELLO STILE IONICO. IN MANIERA INUSUALE, IL TEMPIO NON È SIMMETRICO: DA UN LATO HA NOVE COLONNE, DALL’ALTRO OTTO.
L'ORDINE IONICO
Ordine ionico Altezza colonna: otto o nove volte il diametro della base. Colonna più slanciata grazie anche all’aggiunta della base.
Quando?isuccessivamnete al dorico
Dove?Ionia (coste Asia Minore), poi area egea e in Attica
IL CAPITELLO IONICO
L'ORDINE CORINZIO
Ordine corinzio Altezza colonna: dieci volte il modulo. Colonna ancora più esile e slanciata: la base è montata su un plinto (parallelepipedo a pianta quadrata).
Quando?Molto più tardi rispetto ai primi due: V sec. a.C. con apice nel Periodo ellenistico
Dove?Città di Corinto
CAPITELLO E TRABEAZIONE DALLA THOLOS DI EPIDAURO, SECONDA METÀ IV SEC. A.C.
LA SCULTURA:
Furono diversi gli scultori greci che, tra la fine del V e l’inizio del IV secolo a.C., produssero prototipi di figure d’atleta destinate a grande fortuna.
MAPPA CONCETTUALE:
LA SCULTURA:
Il Discobolo: Opera dello scultore MIRONE giunge a noi in una delle copie marmoree di età romane, così come tutti gli altri bronzi del famoso artista greco. Il lanciatore di disco è colto nel momento che precede il lancio, in un attimo immobile e cristallizzato. Non c' è in realtà, dinasmismo ma la rappresentazione del moto in senso astratto. La scultura è pensata per una visione frontale dalla quale si può collegare l'ampio gesto del braccio con il disco in mano che. insieme all'altro accostato al ginocchio, crea un ampia curva che si completa con la gamba sinistra. Il tema non è nuovo nell'arte greca: lo sportivo incarna la bellezza ideale; il corpo giovane e atletico con i muscoli ben rilevati è l'ideale classico per eccellenza.
LA SCULTURA:
Opera del celebre scultore POLICLETO, il Doriforo ci è giunto attraverso copie romane in marmo. Questa scultura è l'esempio per antonomasia del cànone (cioè regola) di Policleto: un sistema di proporzioni tra le variee parti del corpo che garantisce la perfezione dell'insieme. Uno dei fondametni del canone era la regola per la quale la testa corrisponde ad un ottavo dell'altezza totale. Le varie parti, inoltre seguono proporzioni auree nei loro rapporti.
LA SCULTURA:
Attribuiti a Policleto, a Mirone, a Fidia e ad altri grnadi scultori greci, i due bronzi sono stati rinvenuti nel 1972 sui fondali di Riace, vicino a Reggio Calabria. Probabilmente raffiguarano due guerrieri nudi, stanti e ponderati. A differenza del Doriforo che sembra accennare un passo in avanti avendo la gamba sinistra posta dietro, queste figure sono saldamente posare su entrambi i piedi.
MAPPA MENTALE
IL TEATRO
Da un semplice spazio pubblico di volta in volta allestito per l’occasione si passa, in un primo momento, all’uso di strutture mobili, di solito impalcature lignee, e successivamente, durante il V secolo a.C., a uno spazio con strutture fisse, realizzate in pietra.<Il teatro greco si articola a partire da un recinto centrale in cui è rappresentato lo spettacolo: l’orchestra (da orchéomai, “danzare”). Qui si esibisce il coro, il gruppo di artisti che accompagna con la danza i canti dedicati alle divinità.Dal momento che la danza avviene in circolo, l’orchestra ha una forma circolare. Intorno a questo recinto è disposta la cavea (kóilon) per gli spettatori. Si tratta di un’assise di forma semicircolare a gradoni che sfrutta la pendenza naturale del terreno, permettendo una perfetta visibilità e un’ottima acustica da tutte le posizioni. Dalla parte opposta dell’orchestra è collocata la skené o edificio scenico. All’orchestra si accede tramite due accessi scoperti, le páradoi (singolare párados), che separano l’edificio scenico dalla cavea.
IL TEATRO
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