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Il teatro

MARGHARITA POLISHCHUK

Created on March 1, 2023

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Transcript

La storia del teatro

Dall'antichità ai giorni nostri

Definizione

Il termine teatro dal greco significa luogo di pubblico spettacolo, e nella sua radice theatron, deriva dal verbo vedere, perché il teatro è una disciplina che include oltre alla scrittura di un testo anche la visione di uno spettacolo.

Le discipline necessarie per uno spettacolo sono: la letteratura, la musica, la danza, la recitazione, un elemento indispensabile per il teatro è il pubblico

Il teatro primitivo

Il teatro primitivo è legato a cerimonie religiose presente in tutti i continenti e a riti di passaggio che avvenivano sempre attraverso riti religiosi rappresentati da recitazione.

Il teatro greco

Il teatro greco nasce da una leggenda del IV secolo a.C. Ma la realtà coincide come spiega Aristotele nell’opera «Poetica», nella quale afferma che il teatro nasce dalle cerimonia fatte in onore di Dioniso. Quindi per Aristotele il teatro nasce dalla cerimonia religiosa e dal coro. Le sottocategorie del teatro greco erano due: -La commedia; -La tragedia.

I greci costruirono numerosi anfiteatri e il teatro greco non era molto costoso, tutti potevano goderne però la società si divideva nelle classi più istruite che andavano a vedere la tragedia e le altre classi che andavano a vedere la commedia. Gli attori erano solo uomini invece le donne non poteva interpretare i ruoli solo accompagnata dal marito o dal padre.

Il teatro a Roma

Il teatro romano era costituito da rappresentazione improvvisate. I romani iniziano a prendere i contenuti dalla cultura greca e si affermò cosi il teatro fondato sul dramma. Le opere erano denominate da Latini fabulae. I drammi erano scritti in versi, erano ambientati in Grecia e prevedevano l'uso delle maschera per gli attori.

Nel 55 a.C. fu costruito il primo teatro in muratura a imitazione di quelli greci. Le spese per le rappresentazioni teatrali erano a carico dello Stato.

Il Teatro Mediavale

Dopo la caduta dell'Impero Romano, cessò ogni forma di attività teatrale tra la finanziata dallo Stato. La rinascita del teatro si ebbe nel Medioevo con il sorgere, del dramma liturgico in latino, buona parte veniva cantata ed era incentrato su episodi dei Vangeli. Tale genere di rappresentazione si svolse inizialmente nelle chiese e poi sul sagrato. A finanziare gli spettacoli erano la Chiesa locale.

A fine Cinquecento, dopo la Riforma protestante e la Controriforma cattolica, i drammi religiosi conobbero una progressivo declino perché sospettati dalle autorità ecclesiastiche di non essere del tutto conformi alla dottrina cattolica. Dalla chiesa si passa alla piazza. Il protagonista delle piazze è il giullare che si sposta dalle corti medievali alle piazze.

Il teatro Rinascimentale

Nella seconda metà del Cinquecento, le caratteristiche che Aristotele aveva delineato nella Poetica furono trasformate in regole cui attenersi. Sono le regole delle «tre unità»: L’unità di tempo; L’unità di luogo; L’unità di azione. Si affermò, infine, il dramma pastorale. Dal dramma pastorale ebbe origine il melodramma.

Il teatro Barocco

Gli artisti del Seicento furono accomunati dal desiderio di sperimentare forme differenti e di dire cose nuove con un linguaggio nuovo. In questo periodo, In Italia, si creano due nuovi generi, la commedia dell'arte e il melodramma.

Il Melodramma

E’ un genere drammatico in cui al testo sono strettamente collegati il canto e la musica.

La commedia dell'arte

Nasce in Italia nel XIV secolo, quando il teatro è considerato un'arte, è un genere che permetteva alle donne di recitare, e che rimane popolare fino alle XVIII secolo fino alla Riforma goldoniana; conosciuta all'estero, soprattutto in Francia come commedie italienne. Questa commedia era chiamata dell'arte perché gli attori che recitano sono professionisti di mestiere.

Le maschere della commedia dell'arte

Arlecchino

Colombina

Pantalone

Pulcinella

La commedia di carattere

Carlo Goldoni credeva che il mondo e il teatro dovevano essere in sintonia e rappresentanti sui temi verosimili e personaggi veri. Egli eliminò il canovaccio per sostituirlo con un vero copione che attori dovevano imparare a memoria. La ricerca di realismo di Goldoni lo avvicinò ai gusti della classe borghese che popolava i teatri di Venezia.

Invece negli altri Paesi...

In Inghilterra

In Francia

In Francia la produzione teatrale settecentesca ricevette incluso dall’esistenza di teatri permanenti aperti al pubblico gestiti da compagnie stabilite da attori professionisti.

Nasce il teatro elisabettiano significa il periodo di massimo rigoglio delle attività teatrali in Inghilterra, che coincide grossomodo con il regno di Elisabetta I Tudor e con la produzione drammatica di William Shakespeare.

La nascita dell'edificio teatrale moderno

Nel corso del Seicento si diffuse però anche il teatro pubblico: il primo in Italia fu quello di San Cassian a Venezia.

In Italia il primo teatro permanente fu l'Olimpico di Vicenza.

Il teatro borghese

Teatro primitivo

Con il nuovo pubblico fu evidente soprattutto nell'800, quando il teatro assunse a tutti gli affetti la fisionomia di un'industria dello spettacolo i cui prodotti erano venduti sul mercato.

Teatro del Novecento

Nel corso del Novecento il teatro si è aperto a sperimentazioni. la nascita della figura del regista ha reso molto più curata e armonica la messinscena. Il suo arrivo comportò una vera e propria rivoluzione del mondo di fare teatro.

Il teatro della prima metà del Novecento

Brecht elaborò un tipo di teatro da lui stesso definito “epico”, in cui era dato ampio spazio alla narrazione dei fatti. Esso è diviso in episodi e utilizza strumenti come la proiezione di filmati, cartelli riportanti i titoli delle scene, canzoni che dividono gli episodi o commentano liricamente un’azione precedente.

Pirandello rivoluzionò con i suoi drammi il modo di fare teatro nel Novecento. I suoi drammi sono spesso paradossali, assurdi, e non riflettono quasi mai ciò che il pubblico considera vero o verosimile. Pirandelllo dimostra che alla base di tutto il vivere borghese c'è un gioco di ruoli in cui ognuno "recita una parte" e si comporta come vogliono gli altri.

Il teatro della seconda metà del Novecento

Il teatro di Dario Fo è conosciuto per il suo indiscusso capolavoro, Mistero buffo, un'opera teatrale di egli e al contempo autore, unico attore e regista. Mistero buffo è un'opera impegnata politicamente e aperta a progressive modifiche mirate a legarlo all’attualità.

Il Teatro dell'assurdità: Eugene Ionesco e Samuel Beckett, che nei primi anni 50 avevano scritto e portato in scena a Parigi opere prive di sviluppo narrativo e di consequenzialità logica e temporale. Il suo scopo era quello di rappresentare l'assurdità del vivere.