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Il naufragio di Crotone

Dorothea Betti

Created on March 1, 2023

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Transcript

Il naufragio

di Crotone

26 febbraio 2023

Smirne-Crotone

Smirne-Crotone

Il fatto

Domenica 26 febbraio una tragedia è accaduta sulle coste di Crotone, in Calabria. Il relitto di una barca, dei corpi sulla spiaggia, il mare che si gonfiava impetuoso. Qualche persona, ansimante sulla spiaggia. Gente che piangeva, si diperava, chiedeva aiuto. Volontari che portavano via i morti e soccorrevano i feriti. Viavai di gente che correva avanti e indietro, portando coperte, cibo e acqua. Sirene e allarmi si sentono suonare la mattina di quella fatidica domenica.

Il naufragio

I migranti sono partiti alle 3 del mattino del 22 febbraio. Ma erano su un'imbarcazione descritta come "nuova, in ferro, di colore bianco". Ciò nonostante, dopo circa tre ore di navigazione si era dovuta fermare a causa di un'avaria al motore. "Ha avuto problemi al motore, usciva fumo dalla sala macchine" afferma un testimone. Poco dopo, è arrivato lo scafo sostituito con il caicco in legno, più grande della nave precedente, ma in condizioni ancora peggiori.

Il naufragio

"Circa quattro ore prima dell'urto della barca è sceso nella stiva un pakistano e ci ha detto che dopo tre ore saremmo arrivati a destinazione. All'improvviso il motore ha iniziato a fare fumo, c'era tanto fumo e puzza di olio bruciato", racconta uno dei testimoni. "E a un tratto la barca ha iniziato a imbarcare acqua e si è inclinata".A quel punto era stato il panico. “La gente iniziava a soffocare e salire su, tutti gridavano aiuto”, mentre gli scafisti cercano di fuggire: "Ho visto che un siriano e due turchi hanno gonfiato un gommone e sono scappati. Io ero impeganto a mettere in salvo mio nipote”, si legge nel verbale.

Le testimonianze

“Ho lasciato la Siria nel 2015 per raggiungere la Turchia dove ho vissuto per otto anni -racconta uno dei testimoni-. Dopo tanti tentativi andati a vuoto per arrivare in Italia, ho contattato un palestinese il quale ha organizzato questo viaggio". Per arrivare a Izmir (Smirne, ndr) mi trovavo in una casa a Istanbul dove io e altri siamo stati nascosti per una notte. Arrivato di notte a Izmir su un camion con altre 130 persone, ho incontrato un pakistano che poi si è imbarcato sino all'arrivo in Italia. Questa persona mi è rimasta impressa perché ha sorpreso mio nipote filmare con il cellulare e lo ha rimproverato, al punto che io ho litigato con lui.

Le testimonianze

Da qui ci siamo incamminati per circa tre ore in un bosco sino ad arrivare presso una spiaggia. Ci hanno raccolto tutti in un punto ed abbiamo aspettato un po' fino a quando qualcuno ha fatto arrivare la barca con un segnale luminoso. E' arrivata una prima imbarcazione e siamo stati fatto salire. Iniziato il viaggio, dopo alcune ore la barca ha avuto una avaria ed il personale e l'equipaggio ha fatto arrivare una seconda imbarcazione sulla quale siamo stati fatti salire".

Le testimonianze

"La seconda imbarcazione era guidata da un turco e da un siriano. Ricordo che il siriano era di corporatura robusta ed era anche un meccanico. Poi c'era anche un altro turco che aveva un tatuaggio sullo zigomo destro che non guidava ma dava ordini a tutta l'imbarcazione. Mi è sembrato una sorta di capo perché dava gli ordini agli altri. Poi c'erano due pakistani".

Gli scafisti

Grazie alle parole dei testimoni si è potuto risalire alla presenza di sei scafisti. I testimoni sottolineano come questi, nonostante le condizioni del mare andassero peggiorando, non solo non hanno attraccato sulla costa, ma hanno cambiato rotta, causando l'incidente che ha contribuito al disastro. La barca si trovava già vicino alle coste italiane intorno alle ore 21, ma gli scafisti decidono di attendere ancora per l'attracco. Intorno alle 4, intimoriti da alcune luci che pensavano appartenere a natanti della polizia, decidono di cambiare rotta: questa virata repentina causa una collissione. Tre scafisti scappano a bordo di un tender, gli altri tre vengono individuati dagli stessi migranti durante le testimonianze. Per il cittadino turco è stato necessario anche l'intervento della polizia per bloccare i sopravvissuti che, sulla spiaggia, hanno tentato di aggredirlo.

I soccorsi

I primi ad accorrere sulla spiagga sono due carabinieri di Crotone intorno alle 4.30. I due hanno inizialmente salvato due persone, recuperando 17 corpi senza vita. "Giunti sul posto in un tratto di spiaggia buio e senza illuminazione, notavamo le sagome di alcuni individui che, sbracciandosi, ci richiedevano assistenza. Le persone si presentavano bagnate e ferite e alla nostra richiesta in inglese, richiedevano sommariamente un aiuto in quanto vi era un'imbarcazione in acqua con altre persone in pericolo.

I soccorsi

Sempre nell'oscurità, notavamo resti di un'imbarcazione in legno in balia delle onde ed il mare fortemente agitato. Ci siamo avvicinati, immergendoci in acqua, notando la presenza di due corpi privi di conoscenza, sotto l'imbarcazione ed in pericolo di essere schiacciati. Abbiamo estratto i corpi riscontrando che una donna era già deceduta, mentre un uomo era in evidente sofferenza respiratoria, ma dopo averlo prelevato e portato sulla spiaggia ha ripreso via via coscienza". Nel corso della relazione i carabinieri scrivono anche di aver recuperato il corpo di un bambino, al quale hanno fatto il messaggio cardiaco senza riuscire tuttavia a salvarlo.

I politici

I politici hanno ampiamente discusso la questione. Alcuni hanno solo parlato "a vanvera", senza fare nulla in pratica. Alcuni, invece hanno preso dei provvedimenti.

I politici - Giorgia Meloni

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso "profondo dolore per le tante vite umane stroncate dai trafficanti di uomini". Ha sottolineato che "si commenta da sé l'azione di chi oggi specula su questi morti, dopo aver esaltato l'illusione di un'immigrazione senza regole". Il governo, ha aggiunto, "è impegnato a impedire le partenze e con esse il consumarsi di queste tragedie, e continuerà a farlo, anzitutto esigendo il massimo della collaborazione agli Stati di partenza e di provenienza". "È criminale - ha detto ancora il presidente del Consiglio - mettere in mare una imbarcazione lunga appena 20 metri con ben 200 persone a bordo e con previsioni meteo avverse". Ed è "disumano scambiare la vita di uomini, donne e bambini col prezzo del 'biglietto' da loro pagato nella falsa prospettiva di un viaggio sicuro".

I politici - Giorgia Meloni

«L’unico modo per affrontare seriamente con umanità questa materia è fermare le partenze e su questo serve un’Europa che, oltre a dichiarare la sua disponibilità, agisca e in fretta ed è la ragione per la quale oggi stesso ho inviato una lettera al Consiglio europeo e alla commissione europea per chiedere che venga immediatamente reso concreto quello che abbiamo discusso all’ultimo consiglio europeo» afferma ancora Giorgia Meloni.

I politici - Sergio Mattarella

In una nota diffusa dal Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso "dolore" per il naufragio e ha sollecitato "un forte impegno della comunità internazionale per rimuovere le cause alla base dei flussi di migranti; guerre, persecuzioni, terrorismo, povertà, territori resi inospitali dal cambiamento climatico". È altrettanto indispensabile – ha aggiunto – “che l'Ue assuma finalmente in concreto la responsabilità di governare il fenomeno migratorio per sottrarlo ai trafficanti di esseri umani, impegnandosi direttamente nelle politiche migratorie”.

I politici - Sergio Mattarella

Mattarella, nell'esprimere il cordoglio per le vittime, la vicinanza ai naufraghi - cui va assicurata un'adeguata accoglienza - e il ringraziamento ai soccorritori, sollecita un forte impegno della comunità internazionale per rimuovere le cause alla base dei flussi di migranti; guerre, persecuzioni, terrorismo, povertà, territori resi inospitali dal cambiamento climatico. È altrettanto indispensabile che l'Unione Europea assuma finalmente in concreto la responsabilità di governare il fenomeno migratorio per sottrarlo ai trafficanti di esseri umani, impegnandosi direttamente nelle politiche migratorie, nel sostegno alla cooperazione per lo sviluppo dei paesi da cui i giovani sono costretti ad allontanarsi per mancanza di prospettive.

Il papa

Anche il Pontefice, papa Francesco, ha rivolto un pensiero ai migranti dopo la tragedia di Crotone. "Prego per ognuno di loro, per i dispersi, per gli altri migranti sopravvissuti", ha detto Papa Francesco all'Angelus. "Ringrazio quanti hanno portato soccorso e coloro che stanno dando accoglienza - ha aggiunto -. La Madonna sostenga questi nostri fratelli e sorelle". La Chiesa è contro le affermazioni di Matteo Piantedosi.

I politici - Matteo Piantedosi

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi torna sulla polemica innescata dalla sua frase “la disperazione non giustifica i viaggi che mettono in pericolo i figli”: “Io penso che il messaggio debba essere chiaro: chi scappa da una guerra non deve affidarsi a scafisti senza scrupoli, devono essere politiche responsabili e solidali degli Stati ad offrire la via di uscita al loro dramma”. Inoltre aggiunge: "Io non partirei se fossi disperato perché sono stato educato alla responsabilità" Per questo è stato, giustamente, criticato e ancora lo è, da politici e non.

“Beh, comunque credo che la disperazione non può mai giustificare viaggi che mettono in pericolo i propri figli”

-Matteo Piantedosi

“Io non partirei se fossi disperato perché sono stato educato alla responsabilità di non chiedermi cosa devo chiedere io al luogo in cui vivo, ma cosa posso fare io per il Paese in cui vivo per il riscatto dello stesso”

-Matteo Piantedosi

I politici - Guido Crosetto

"È un'enorme tragedia quella avvenuta oggi sulle coste calabresi. Un bilancio drammatico che sale di ora in ora. Le immagini delle persone scomparse, tra cui anche bambini e neonati, stringono il cuore. Si tratta di un'ennesima ferita all'umanità di tutti noi", ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che attacca gli "scafisti senza scrupoli" e osserva: "L'Europa deve far sentire la sua voce e deve essere una voce unica, corale, condivisa tra Stati e Istituzioni, battendosi per la pace ovunque, investendo nella crescita dei Paesi più poveri, offrendo asilo e possibilità di ingresso strutturati, controllati, legali e gratuiti, facendo accordi con i Paesi di partenza dell'immigrazione illegale".

I politici - Guido Crosetto

"Il dramma delle troppe vite umane sacrificate, per mero profitto, dai trafficanti di uomini e donne, meritano rispetto e dolore ma anche rabbia e reazione", spiega Crosetto, sottolineando che "gli scafisti senza scrupoli vanno contrastati in ogni modo, con una risposta corale, seria, strutturata, che tolga loro la possibilità di sfruttare la povertà, le guerre, i cambiamenti climatici, per i loro biechi interessi". "Non dobbiamo più permettere - conclude - il ripetersi di simili tragedie e nessuno può girarsi dall'altra parte. L'Italia è la porta del Mediterraneo ma le sue frontiere sono le porte di tutta l'Unione europea".

I politici - Ursula Von der Leyen

Sulla vicenda è intervenuta anche Ursula Von der Leyen: "Sono profondamente addolorata per il terribile naufragio al largo della Calabria. La conseguente perdita di vite umane di migranti innocenti è una tragedia. Tutti insieme, dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi sul Patto per le migrazioni e l'asilo e sul Piano d'azione per il Mediterraneo centrale", ha scritto in un tweet la presidente della Commissione europea.

I politici - Roberta Metsola

"Gli Stati membri devono farsi avanti e trovare una soluzione. Ora. L'Ue ha bisogno di regole comuni e aggiornate che ci permettano di affrontare le sfide della migrazione", ha scritto sui social la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola affermando che "la tragedia avvenuta al largo delle coste di Crotone mi lascia rabbia e cuore spezzato". "Esistono piani per aggiornare e riformare le norme europee in materia di asilo e migrazione - aggiunge Metsola - Gli Stati membri non dovrebbero lasciarli lì".

I politici - Roberto Occhiuto

"Cosa ha fatto l'Unione europea in tutti questi anni? Dov'è l'Europa che dovrebbe garantire sicurezza e legalità? Che fine hanno fatto le operazioni di dialogo con i Paesi d'origine dei migranti?". Sono le domande che pone in una nota, invece, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. E continua: “La Calabria è in lutto per questa immane tragedia. La Giunta regionale esprime sincero cordoglio per le vittime di questo naufragio. Ringrazio coloro che si stanno adoperando per tentare di trovare dei superstiti e per assistere i sopravvissuti".

Enrico Galiano

Non solo i politici hanno commentato questa orribile strage. “Io glielo dirò, domani, cosa avete fatto”. Così inizia il post del prof. Enrico Galiano, pubblicato sul proprio profilo Facebook, a commento della terribile tragedia avvenuta nei giorni scorsi sulle coste davanti a Crotone. Rivolge parole dure nei confronti del Ministro dell’Interno Piantedosi:“Entrerò in classe e leggerò ai miei studenti le dichiarazioni del ministro che ha detto: «Io non partirei se fossi disperato perché sono stato educato alla responsabilità»”.

Enrico Galiano

Il riferimento è alle parole pronunciate dal Ministro subito dopo il naufragio dei migranti, parole che hanno ricevuto forti critiche e acceso molte polemiche, che Piantedosi ha definito solo strumentalizzazioni: “Contrastare i flussi incontrollati e la rete dei trafficanti. Questa la linea politica, il resto sono vuote strumentalizzazioni”. Nel suo post Galiano continua: “Le leggerò e mi siederò lì ad ascoltare cos’hanno da dire. Hanno dodici anni, i miei studenti. Ed è giusto che sappiano.[…] Glielo dirò che avete costretto in porto le navi che avrebbero potuto salvarli. Glielo dirò che sono anni che usate la vita delle persone per raccattare quattro voti in più. Glielo dirò che cosa avete fatto. Cosa abbiamo fatto, in realtà. Perché siamo tutti responsabili. Glielo dirò che quelli che c’erano prima non erano così diversi, solo che sapevano nasconderlo meglio”.

Enrico Galiano

“E mandatemi la Digos, mandate chi volete, toglietemi la cattedra, la classe. – conclude Galiano – Alla fine è tutto quello che sapete fare: usare la forza con i più deboli. Con quelli davvero forti non ci provate neanche. Sospendetemi pure: voglio poter dire a mia figlia, quando sarà grande e vedrà cosa stava succedendo in questi giorni, in questi anni, quando mi chiederà dov’ero, voglio l’orgoglio di poterle rispondere, a testa alta: dall’altra parte”.

LA7

"C'è un unico responsabile che si chiama Europa. Perchè è inaccettabile che un problema del genere, che non si può lasciare in mano solo al nostro Paese, venga continuamnete spostato in là dai Paesi europei. E questo dobbiamo avere il coraggio di dirlo con forza." sostiene Massimo Giletti, conduttore del programma "Non è l'arena".

Il naufragio di Crotone, purtroppo, non è stato l'unico naufragio che ha ucciso decine e decine di immigranti...

Naufragio

a Lampedusa

3 ottobre 2013

Il fatto

Lampedusa, 3 ottobre 2013: in un naufragio al largo dell’isola perdono la vita 368 persone. Bambini, donne e uomini che cercavano di raggiungere l’Europa nel disperato tentativo di trovare sicurezza. I migranti volevano segnalare la propria posizione incendiando una coperta ma le fiamme si sono propagate subito sul ponte dove giacevano 300 forse 500 persone. Ed e' stato subito l'inferno che ha scatenato la piu' grande tragedia dell'immigrazione: almeno 368 i migranti morti. Le persone salvate sono 155, tra cui sei donne e due bambini.

Il fatto

Sul fondo del mare hanno lavorato i sommozzatori per cercare di recuperare altre vittime: sarebbero decine i corpi rimasti imprigionati nello scafo affondato a cinquanta metri di profondita. Gli investigatori hanno fermato il presunto responsabile di questa tragedia, un tunisino allora di 35 anni indicato come lo scafista del 'barcone della morte', che ha dovuto rispondere di omicidio plurimo e favoreggiamento.

Il fatto

L''inferno sull'acqua" si e' scatenato verso le 5 del mattino dopo che gia' due barconi con oltre 460 persone erano stati soccorsi e portati a riva dalla guardia costiera. Quando le fiamme si sono propagate sul barcone i migranti presi dal panico si sono gettati in acqua. I somali e gli eritrei sopravvissuti al naufragio sono stati portati nel centro di accoglienza. Dice Giuseppe Noto, direttore sanitario dell'Asp: "Il viaggio era andato bene. I migranti stavano bene abbiamo trovato qualcuno disidratato e qualche altro infreddolito, ma stavano bene. E' stata una tragedia nella tragedia, questa carneficina quando ormai il viaggio era concluso".

I politici - Giorgio Napolitano

Per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ''Bisogna reagire e agire. Non ci sono termini abbastanza forti per indicare anche il nostro sentimento di fronte a questa tragedia''. Ha sottolineato come il mare siciliano continui a sputare vittime: "Siamo ormai dinanzi al succedersi di vere e proprie stragi di innocenti, sino alla più sconvolgente questa mattina a Lampedusa, che non si può girare attorno alla necessità assoluta di decisioni e azioni da parte della comunità internazionale e in primo luogo dell'Unione europea", ha detto e ha sottolineato: "Credo che una delle verifiche che vadano rapidamente fatte è quali norme di legge ci sono che fanno ostacolo ad una politica dell'accoglienza, degna del nostro Paese e rispondente a principi fondamentali di umanità e solidarietà''.

Il papa

"Viene la parola vergogna: e' una vergogna! Uniamo i nostri sforzi perche' non si ripetano simili tragedie. " ha detto papa Francesco. Ha espresso il suo dolore su Twitter: "Preghiamo Dio per le vittime del tragico naufragio a largo di Lampedusa"

I politici - Angelino Alfano

Dall'hangar dove si trovavano i corpi, per rendere omaggio alle vittime, ha cominciato la sua visita a Lampedusa il vicepremier Angelino Alfano, accompagnato dal capo della polizia Alessandro Pansa, e poi raggiunto anche dal presidente della Regione Rosario Crocetta. Poi il ministro dell'Interno e' andato a trovare i sanitari che prestano soccorso ai migranti e a constatare le condizioni dei tre somali ricoverati. "Ho visto i corpi - ha detto Alfano - una scena raccapricciante, che offende l'Occidente e l'Europa. Spero che la divina provvidenza abbia voluto questa tragedia per far aprire gli occhi all'Europa".

Fine!

Dorothea