il feudalesimo
presentazione di antonio foria
start
l inizio del feudalesimo
Carlo Magno aveva iniziato il feudalesimo, suddividendo il regno in varie porzioni, le contee, assegnate a uomini di sua fiducia. Questo sistema si diffonde grandemente nel secoli IX, X e XI. Il feudatario, o vassallo, riceve il feudo, che è un territorio con i suoi abitanti; riceve anche il beneficio, ovvero i poteri per sfruttare il feudo. In cambio, il feudatario giura fedeltà al sovrano, nel corso della cerimonia dell'investitura.
Un feudo è concesso, dal re, solo temporaneamente: quando il feudatario muore, il feudo, in teoria, deve ritornare al sovrano. Tuttavia i feudatari cercano di trasformare quella concessione in un bene permanente, da trasmettere agli eredi. Ci riescono, perché il feudalesimo è lo specchio di un'Europa politicamente debole, in cui i poteri sono dispersi sul territorio. Alcune leggi riconoscono ai feudatari il diritto di trasmettere il feudo ai figli, come fosse un loro bene personale.
Dal sovrano, il feudatario riceve i poteri per sfruttare le terre del feudo con tutto ciò che esse contengono, inclusi i contadini. Tutto, nel feudo, appartiene al feudatario: case, animali, terre, boschi. Il feudatario è il signes di quel feudo, tanto che può radunare un esercito e aistra la giustizia, due poteri tipici del re.
il sistema feudale
Quasi tutta la popolazione train anno Mille, è composta da contadini, in genere muto pari. Vivono nella curtis ("corte"), una fattoria agricola nella quale le terre migliori sono coltivate dai servi del signore; le altre terre vengono date da coltivare al massari. Questi sono contadini in teoria liberi, ma devono svolgere lavori periodici sulle terre del signore. Vi sono poi i servi della gleba, cioè contadini legati per sempre, con le loro famiglie, a una terra, che non possono abbandonare mai.
grazie per la visione antonio foria
il feudalesimo
naomiforia06
Created on March 1, 2023
Antonio Foria storia
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il feudalesimo
presentazione di antonio foria
start
l inizio del feudalesimo
Carlo Magno aveva iniziato il feudalesimo, suddividendo il regno in varie porzioni, le contee, assegnate a uomini di sua fiducia. Questo sistema si diffonde grandemente nel secoli IX, X e XI. Il feudatario, o vassallo, riceve il feudo, che è un territorio con i suoi abitanti; riceve anche il beneficio, ovvero i poteri per sfruttare il feudo. In cambio, il feudatario giura fedeltà al sovrano, nel corso della cerimonia dell'investitura.
Un feudo è concesso, dal re, solo temporaneamente: quando il feudatario muore, il feudo, in teoria, deve ritornare al sovrano. Tuttavia i feudatari cercano di trasformare quella concessione in un bene permanente, da trasmettere agli eredi. Ci riescono, perché il feudalesimo è lo specchio di un'Europa politicamente debole, in cui i poteri sono dispersi sul territorio. Alcune leggi riconoscono ai feudatari il diritto di trasmettere il feudo ai figli, come fosse un loro bene personale.
Dal sovrano, il feudatario riceve i poteri per sfruttare le terre del feudo con tutto ciò che esse contengono, inclusi i contadini. Tutto, nel feudo, appartiene al feudatario: case, animali, terre, boschi. Il feudatario è il signes di quel feudo, tanto che può radunare un esercito e aistra la giustizia, due poteri tipici del re.
il sistema feudale
Quasi tutta la popolazione train anno Mille, è composta da contadini, in genere muto pari. Vivono nella curtis ("corte"), una fattoria agricola nella quale le terre migliori sono coltivate dai servi del signore; le altre terre vengono date da coltivare al massari. Questi sono contadini in teoria liberi, ma devono svolgere lavori periodici sulle terre del signore. Vi sono poi i servi della gleba, cioè contadini legati per sempre, con le loro famiglie, a una terra, che non possono abbandonare mai.
grazie per la visione antonio foria