Socrate
di Bertolio Mariacarlotta
La vita
-Socrate nacque ad Atene nel 470 a.C. circa -Il padre era uno scultore, la madre era una levatrice -Studiò ad Atene probabilmente geometria e astronomia -Si allontanò dalla sua città solo tre volte della sua vita per svolgere il suo dovere di soldato e partecipó con coraggio ad alcune battaglie -Si tenne sempre lontano dalla vita politica -Ha dedicato la sua vita alla filosofia vivendo in modo molto semplice con la moglie e i figli -Nel 399 a.C. verrà accusato di non riconoscere gli dei tradizionali, di voler introdurre divinità nuove e di aver corrotto alcuni giovani ateniesi. Per questi motivi fu processato, considerato colpevole e condannato a morte bevendo la cicuta -Socrate ha segnato un momento fondamentale della storia della filosofia greca e della storia del pensiero intellettuale occidentale -Nonostante l'importanza di questa figura di lui sappiamo pochissimo e la ricostruzione del suo pensiero filosofico si realizza attraverso delle testimonianze indirette
La questione socratica e il problema delle fonti
Socrate decise spontaneamente di non scrivere nulla, pertanto non ci sono pervenute delle opere che possono essere utili per conoscere e per studiare il suo pensiero filosofico. Pertanto per ricostruire tale pensiero dobbiamo affidarci a delle fonti indirette, a volte però non coerenti tra di loro. Le fonti principali sono: 1) Aristofane: fu un autore di commedie di teatro contemporaneo di Socrate; il commediografo ci parla di Socrate in una commedia intitolata "Le nuvole" dove descrive il filosofo in moto satirico come un chiacchierone perditempo. 2) Platone: é l'allievo più famoso di Socrate che nei suoi dialoghi ci fornisce una descrizione amorosa del suo amato maestro e rappresenta la fonte più importante del pensiero di Socrate. 3) Aristotele: allievo di Platone; considera Socrate come colui che ha teorizzato la virtù come scienza. 4) Senofonte: scrive le sue opere molti anni dopo la morte di Socrate, ci parla del filosofo e del suo pensiero in forma di cronaca giornaliera. In generale oggi gli studiosi considerano tutte le fonti utili, anche se la testimonianza di Platone è sicuramente la più importante. Nessuna fonte, però, ha permesso di avere una conoscenza completa del pensiero di Socrate, ma hanno comunque permesso di studiare le sue tesi generali (es. "conosci te stesso", l'ironia, la maieutica).
Il dialogo socratico: l'ironia e la maieutica
Per Socrate diventa importante rendere consapevoli le persone della loro ignoranza e per questo sottopone le persone a un dialogo. Di solito Socrate sceglieva come interlocutore qualcuno che era considerato esperto, maestro di qualche arte o tecnica.Socrate iniziava a porgergli una serie di domande partendo dal presupposto che non sapeva nulla del argomento e chiedeva spiegazioni a una persona esperta. Le domande erano continue e insistenti mettendo in difficoltà l'altra persona che si trovava nella condizione di iniziare a dubitare di quelle che erano le sue certezze. Questo dialogo si basava su due argomenti: l'ironia è la maieutica. L'ironia serviva per rendere l'uomo consapevole della propia ignoranza. La maieutica, invece, serviva per stimolare la presenza a cercare il sapere e la verità dentro se stesso. Socrate, per come ci dice Platone, parlava di arte di far partorire. Come la madre di Socrate faceva partorire le donne, così lui faceva partorire le anime liberandole da verità presunte e abituandole a cercare in modo autonomo la verità dentro se stessi (autoeducazione).
La religione di Socrate
Abbiamo detto che la filosofia per Socrate è una missione. Dai dialoghi di Platone emerge che questo compito gli è stato affidato da un demone. Questo demone non deve essere interpretato come un Dio, una divinità ma come una guida spirituale, una specie di personificazione della propria coscienza. Secondo Socrate bisogna ascoltare la propria coscienza per poter raggiungere il bene.
La filosofia come ricerca
Socrate intendeva la filosofia come una missione che aveva come oggetto non la ricerca del origine (arché) delle cose e della realtà come per i filosofi cosmologici (es. i filosofi della scuola jonica di Mileto) ma l'oggetto della sua filosofia é l'uomo.Proprio per questo si dice che con Socrate inizia il periodo filosofico antropologico cioè la filosofia che cerca di capire il significato dell'essere umano. In un'opera di Platone, intitolata "Gorgia" leggiamo proprio queste parole che Platone ha pronunciato a Socrate: "di tutte le ricerche la più bella é propio questa: indagare quale debba essere l'uomo". Per questo motivo Socrate fece suo il motto dell'oracolo di Delfi: "conosci te stesso". Ma per conoscere se stessi é importante accettare e avere la consapevolezza della propria ignoranza. Un amico di Socrate aveva chiesto all'oracolo di Delfi chi fosse la persona più sapiente di Atene; l'oracolo rispose che il più sapiente è Socrate. Socrate interpretó questa risposta in questo modo: lui era il più sapiente non perché sapesse tutto, ma perché sapeva di non sapere. Per Socrate accettare la propia ignoranza é fondamentale perché ti spinge a cercare di conoscere e a colmare in qualche modo la propria mancanza di sapere.
La morale di Socrate
La morale di Socrate é concentrata sul tema della virtù. Tradizionalmente la virtù era considerata come qualcosa che veniva donato dagli dei agli uomini nel momento della nascita. Socrate, invece, afferma che la virtù deve essere conquistata. La virtù deve essere interpretata come ricerca e scienza. La virtù come scienza é una forma di sapere ed é lo strumento indispensabile per riflettere, ragionare, cercare una vita buona. La virtù ci consente non di capire che cosa sia il bene o il male in termini assoluti perché il bene e il male non esistono come valori precostituiti. Del bene e del male nessuno sa nulla, ciò che è bene oggi, può essere male domani. In altre parole la virtù mi fa capire quando è bene compiere un’azione, quando è buona, perché è buona ora e non buona in modo assoluto. La virtù di cui parla Socrate si applica anche nella politicità, cioè l’arte del saper vivere con gli altri.
Socrate e i sofisti
Socrate é considerato l'avversario per eccellenza dei sofisti, in realtà gli studiosi hanno nel tempo individuato diverse affinità tra di loro. In primo luogo come punto in comune hanno l'interesse per l'uomo che diventa l'oggetto principale di indagine della loro filosofia infatti sia Socrate che i sofisti rientrano nella "categoria" dei filosofi chiamati antropologici.In secondo luogo sia Socrate che i sofisti fanno uso dello strumento della dialettica e impostano la loro filosofia su una mentalità razionalista. Naturalmente esistono anche delle differenze, tra cui ricordiamo: -il rifiuto da parte di Socrate dell'idea di rendere il sapere una professione; -Socrate sostiene l'esistenza di una verità universale che deve essere ricercata dentro se stessi, mentre i sofisti respingono questa idea e sono sostenitori di una forma di relativismo conoscitivo e morale per cui ogni verità é relativa e soggetta a molte interpretazioni (i sofisti insistevano sulla diversità dei valori e delle verità rifiutando il concetto di un unico sistema di verità e valori validi sempre e per tutti).
La morte di Socrate: l'accusa e il processo
Socrate viene processato a seguito di una accusa scritta e presentata da Meleto in cui si sostiene che Socrate fosse colpevole di corruzione di giovani e rifiuto delle divinità tradizionali.Il processo si conclude con la condanna a morte di Socrate. Gli studiosi moderni considerano il processo di Socrate come un pretesto dietro a cui si nascondeva una ostilità di alcuni esponenti della democrazia ateniese nei confronti del filosofo. Sembra infatti che Socrate considerasse il governo come un arte da affidare a poche persone competenti in materia. Per cui pare che Socrate criticasse duramente il sistema secondo il quale si potesse ricoprire un incarico pubblico per sorteggio o per elezione popolare. A questo si aggiungeva che il filosofo aveva stretto amicizia con alcuni giovani della classe aristocratica che aveva organizzato il colpo di stato contro il governo di 30 tiranni nel 403 a.C. Questo insieme di fattori aveva reso Socrate un uomo politicamente scomodo che con la sua filosofia potesse introdurre idee nuove e rivoluzionarie in contrasto con un governo conservatore
Tesina filosofia
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Socrate
di Bertolio Mariacarlotta
La vita
-Socrate nacque ad Atene nel 470 a.C. circa -Il padre era uno scultore, la madre era una levatrice -Studiò ad Atene probabilmente geometria e astronomia -Si allontanò dalla sua città solo tre volte della sua vita per svolgere il suo dovere di soldato e partecipó con coraggio ad alcune battaglie -Si tenne sempre lontano dalla vita politica -Ha dedicato la sua vita alla filosofia vivendo in modo molto semplice con la moglie e i figli -Nel 399 a.C. verrà accusato di non riconoscere gli dei tradizionali, di voler introdurre divinità nuove e di aver corrotto alcuni giovani ateniesi. Per questi motivi fu processato, considerato colpevole e condannato a morte bevendo la cicuta -Socrate ha segnato un momento fondamentale della storia della filosofia greca e della storia del pensiero intellettuale occidentale -Nonostante l'importanza di questa figura di lui sappiamo pochissimo e la ricostruzione del suo pensiero filosofico si realizza attraverso delle testimonianze indirette
La questione socratica e il problema delle fonti
Socrate decise spontaneamente di non scrivere nulla, pertanto non ci sono pervenute delle opere che possono essere utili per conoscere e per studiare il suo pensiero filosofico. Pertanto per ricostruire tale pensiero dobbiamo affidarci a delle fonti indirette, a volte però non coerenti tra di loro. Le fonti principali sono: 1) Aristofane: fu un autore di commedie di teatro contemporaneo di Socrate; il commediografo ci parla di Socrate in una commedia intitolata "Le nuvole" dove descrive il filosofo in moto satirico come un chiacchierone perditempo. 2) Platone: é l'allievo più famoso di Socrate che nei suoi dialoghi ci fornisce una descrizione amorosa del suo amato maestro e rappresenta la fonte più importante del pensiero di Socrate. 3) Aristotele: allievo di Platone; considera Socrate come colui che ha teorizzato la virtù come scienza. 4) Senofonte: scrive le sue opere molti anni dopo la morte di Socrate, ci parla del filosofo e del suo pensiero in forma di cronaca giornaliera. In generale oggi gli studiosi considerano tutte le fonti utili, anche se la testimonianza di Platone è sicuramente la più importante. Nessuna fonte, però, ha permesso di avere una conoscenza completa del pensiero di Socrate, ma hanno comunque permesso di studiare le sue tesi generali (es. "conosci te stesso", l'ironia, la maieutica).
Il dialogo socratico: l'ironia e la maieutica
Per Socrate diventa importante rendere consapevoli le persone della loro ignoranza e per questo sottopone le persone a un dialogo. Di solito Socrate sceglieva come interlocutore qualcuno che era considerato esperto, maestro di qualche arte o tecnica.Socrate iniziava a porgergli una serie di domande partendo dal presupposto che non sapeva nulla del argomento e chiedeva spiegazioni a una persona esperta. Le domande erano continue e insistenti mettendo in difficoltà l'altra persona che si trovava nella condizione di iniziare a dubitare di quelle che erano le sue certezze. Questo dialogo si basava su due argomenti: l'ironia è la maieutica. L'ironia serviva per rendere l'uomo consapevole della propia ignoranza. La maieutica, invece, serviva per stimolare la presenza a cercare il sapere e la verità dentro se stesso. Socrate, per come ci dice Platone, parlava di arte di far partorire. Come la madre di Socrate faceva partorire le donne, così lui faceva partorire le anime liberandole da verità presunte e abituandole a cercare in modo autonomo la verità dentro se stessi (autoeducazione).
La religione di Socrate
Abbiamo detto che la filosofia per Socrate è una missione. Dai dialoghi di Platone emerge che questo compito gli è stato affidato da un demone. Questo demone non deve essere interpretato come un Dio, una divinità ma come una guida spirituale, una specie di personificazione della propria coscienza. Secondo Socrate bisogna ascoltare la propria coscienza per poter raggiungere il bene.
La filosofia come ricerca
Socrate intendeva la filosofia come una missione che aveva come oggetto non la ricerca del origine (arché) delle cose e della realtà come per i filosofi cosmologici (es. i filosofi della scuola jonica di Mileto) ma l'oggetto della sua filosofia é l'uomo.Proprio per questo si dice che con Socrate inizia il periodo filosofico antropologico cioè la filosofia che cerca di capire il significato dell'essere umano. In un'opera di Platone, intitolata "Gorgia" leggiamo proprio queste parole che Platone ha pronunciato a Socrate: "di tutte le ricerche la più bella é propio questa: indagare quale debba essere l'uomo". Per questo motivo Socrate fece suo il motto dell'oracolo di Delfi: "conosci te stesso". Ma per conoscere se stessi é importante accettare e avere la consapevolezza della propria ignoranza. Un amico di Socrate aveva chiesto all'oracolo di Delfi chi fosse la persona più sapiente di Atene; l'oracolo rispose che il più sapiente è Socrate. Socrate interpretó questa risposta in questo modo: lui era il più sapiente non perché sapesse tutto, ma perché sapeva di non sapere. Per Socrate accettare la propia ignoranza é fondamentale perché ti spinge a cercare di conoscere e a colmare in qualche modo la propria mancanza di sapere.
La morale di Socrate
La morale di Socrate é concentrata sul tema della virtù. Tradizionalmente la virtù era considerata come qualcosa che veniva donato dagli dei agli uomini nel momento della nascita. Socrate, invece, afferma che la virtù deve essere conquistata. La virtù deve essere interpretata come ricerca e scienza. La virtù come scienza é una forma di sapere ed é lo strumento indispensabile per riflettere, ragionare, cercare una vita buona. La virtù ci consente non di capire che cosa sia il bene o il male in termini assoluti perché il bene e il male non esistono come valori precostituiti. Del bene e del male nessuno sa nulla, ciò che è bene oggi, può essere male domani. In altre parole la virtù mi fa capire quando è bene compiere un’azione, quando è buona, perché è buona ora e non buona in modo assoluto. La virtù di cui parla Socrate si applica anche nella politicità, cioè l’arte del saper vivere con gli altri.
Socrate e i sofisti
Socrate é considerato l'avversario per eccellenza dei sofisti, in realtà gli studiosi hanno nel tempo individuato diverse affinità tra di loro. In primo luogo come punto in comune hanno l'interesse per l'uomo che diventa l'oggetto principale di indagine della loro filosofia infatti sia Socrate che i sofisti rientrano nella "categoria" dei filosofi chiamati antropologici.In secondo luogo sia Socrate che i sofisti fanno uso dello strumento della dialettica e impostano la loro filosofia su una mentalità razionalista. Naturalmente esistono anche delle differenze, tra cui ricordiamo: -il rifiuto da parte di Socrate dell'idea di rendere il sapere una professione; -Socrate sostiene l'esistenza di una verità universale che deve essere ricercata dentro se stessi, mentre i sofisti respingono questa idea e sono sostenitori di una forma di relativismo conoscitivo e morale per cui ogni verità é relativa e soggetta a molte interpretazioni (i sofisti insistevano sulla diversità dei valori e delle verità rifiutando il concetto di un unico sistema di verità e valori validi sempre e per tutti).
La morte di Socrate: l'accusa e il processo
Socrate viene processato a seguito di una accusa scritta e presentata da Meleto in cui si sostiene che Socrate fosse colpevole di corruzione di giovani e rifiuto delle divinità tradizionali.Il processo si conclude con la condanna a morte di Socrate. Gli studiosi moderni considerano il processo di Socrate come un pretesto dietro a cui si nascondeva una ostilità di alcuni esponenti della democrazia ateniese nei confronti del filosofo. Sembra infatti che Socrate considerasse il governo come un arte da affidare a poche persone competenti in materia. Per cui pare che Socrate criticasse duramente il sistema secondo il quale si potesse ricoprire un incarico pubblico per sorteggio o per elezione popolare. A questo si aggiungeva che il filosofo aveva stretto amicizia con alcuni giovani della classe aristocratica che aveva organizzato il colpo di stato contro il governo di 30 tiranni nel 403 a.C. Questo insieme di fattori aveva reso Socrate un uomo politicamente scomodo che con la sua filosofia potesse introdurre idee nuove e rivoluzionarie in contrasto con un governo conservatore