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Le beatitudini: Gandhi

Imma Liparulo

Created on February 27, 2023

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Transcript

«Beati i miti,

perché

erediteranno la terra»

Questa beatitudine sembra ripetere la prima, dei «poveri nel loro cuore», eppure, c'è una sfumatura: essere poveri col cuore è un atteggiamento di fronte a Dio; essere miti è un comportamento verso il prossimo. Se la povertà è una sofferenza, la mitezza è una sopportazione attiva, un patire con forza l'avversione altrui.

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QUAL E' IL RAPPORTO FRA MITEZZA E POSSESSO DELLA TERRA? Queste due cose, sembrano incompatibili, infatti il possesso della terra è l’ambito tipico del conflitto: si combatte spesso per un territorio, per ottenere l’egemonia su una certa zona. Ma guardiamo bene il verbo usato per indicare il possesso dei miti: essi non conquistano la terra; la “ereditano”.

CHI SONO I MITI? Gente umile e inoffensiva, i mansueti, che non opprimono e non sfruttano, fiduciosi nella volontà di Dio.

“La forza non deriva dalla capacità fisica. Deriva da una volontà indomita.”

Ci sono Uomini che hanno stravolto nazioni intere con le loro azioni. Gandhi fu uno di questi uomini rivoluzionari: un giovane avvocato indiano, così timido e impacciato da svenire la prima volta che dovette parlare in pubblico, diventato poi la guida politica e morale di un intero popolo.

“Mi oppongo alla violenza perché, quando sembra produrre il bene, è un bene temporaneo; mentre il male che fa è permanente.”

15/08/1947

30/01/1948

1944

Liberato per l'ultima volta nel 1944, dopo due anni di carcere e un lungo sciopero della fame, partecipò ai negoziati che si conclusero con la proclamazione dell'indipendenza dell'India: il 15 agosto 1947.

Il suo atteggiamento moderato sul problema della divisione del paese non piace ad un fanatico indù di nome Nathuram Godse, che, non avendogli perdonato nè l'apertura verso i musulmani, nè le sue azioni per la riconciliazione religiosa, lo uccide il 30 gennaio 1948, durante un incontro di preghiera.

“La non violenza fa bene a chi la fa e a chi la riceve”.