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malattie a trasmissione oro-fecale

GABRIELLA DELLA GUARDIA

Created on February 20, 2023

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Transcript

malattie a trasmissione oro-fecale

Presentazione interattiva a cura di:DELLA GUARDIA GABRIELLA MAIELLARO DARIO PESCE VINCENZO RUSSO GIAMPIERO SENATORE GIORGIA

MTA: COSA SONO?

BOTULISMO

STRAFILOCOCCIA

LISTERIOSI
ESCHERICHIA COLI

Cos'è una malattia trasmissione oro-fecale? Come si previene?

EPATITE VIRALE DI TIPO A

COLERA

ROTAVIRUS

MALATTIE A TRASMISSIONE FECALE-ORALE

CHE COSA SONO?

Le malattie a trasmissione fecale-orale, anche dette infezioni enteriche, sono infezoni la cui principale via di penetrazione è attraverso il canale orale e la principale via di eliminazione sono le feci.

COME SI PREVIENE?

Le più importanti misure di profilassi sono quelle rivolte alla qualificazione dell'ambiente e al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie della popolazione.

Misure di prevenzione:

  • La notifica obbligatoria
  • Educazione sanitaria
  • I vaccini
  • L'isolamento

L'EPATITE VIRALE DI TIPO A

Le epatiti sono forme infettive di origine virale che colpiscono il fegato. L'epatite virale di tipo A è un'infezione acuta determinata dal virus di tipo A o HAV.

Storia naturale dell'infezione da HAV
  • BOCCA
  • INTESTINO
  • FEGATO
  • INTESTINO
  • FECI

HAV penetra nell'organismo per via orale

HAV supera la barriera mucosale intestinale

HAV raggiunge il fegato attraverso la via ematica

HAV si diffonde dal fegato a tutto l'organismo attraverso la vioa ematica

HAV viene escreto con la bile nell'intestino

HAV viene eliminato con le feci nell'ambiente esterno

EPATITE VIRALE DI TIPO A

EPIDEMIOLOGIA

PREVENZIONE

DIAGNOSI

La diagnosi di epatite A si basa su criteri anamnestici, sul quadro clinico obiettivo e sui dati di laboratorio

La trasmissione del virus dell'epatite A è favorita dalla notevole presenza di virus nelle feci durante il periodo di incubazione della malattia. La sorgente di infezione è l'uomo

Si adottano:

  • Misure di prevenzione ambientali
  • Misure di prevenzione individuale
  • Misure di prevenzione alimentari

IL COLERA

Il colera è una malattia batterica acuta del tratto intestinale. La prevalenza e la mortalità si sono progressivamente ridotte grazie al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie e degli interventi terapeutici.

EPIDEMIOLOGIA

Il colera può esssere contratto in seguito all' ingestione di acqua o alimenti contaminati da materiale fecale di individui infetti.I cibi più a rischio per la trasmizzione sono quelli crudi o poco cotti e i frutti di mare.

PREVENZIONE, DIAGNOSI E TERAPIA

La prevenzione riguarda sicuramente la depurazione dell'acqua e il funzionamento del sistema fognario. Per il colera sono obbligatori la notifica della malattia e l'isolamento ospedaliero. Sono disponibili vaccini orali, la vaccinazione è raccomandata ai viaggiatori che si recano in zone a rischio

GASTROENTERITI DA ROTAVIRUS

Prevenzione

Epidemiologia

Diagnosi e trattamento

La trasmissione avviene per via oro-fecale ma è possibile anche per via respiratoria o per contatto.Spesso questo tipo di infezioni vengono acquisite durante i ricoveri ospedalieri, o inferioni diarroiche nososcomiali, soprattutto nei reparti di pediatria.

La manifestazione clinica è aspecifica. Non esiste una terapia specifica e per raggiungere la guarigione bisogna reintegrare i liquidi escreti e deve essere ristabilito un adeguato equilibrio nutrizionale.

Per prevenire la diffusione è fondamentale mantenere buone condizioni igieniche. Oggigiorno ci sono anche i vaccini antirotavirus da somministrare per via orale nei neonati a partire dal terzo mese di vita.

Malattie a trasmissione alimentare (MTA)

La contaminazione microbica degli alimenti può avvenire in diversi modi:

  • possono essere già presenti nell'alimento di origine (contaminazione endiogena)
  • possono contaminare l'alimento nelle varie fasi della preparazione (contaminazione esogena)

L'ingestione di un alimento contaminato non sempre causa una patologia. Le MTA sono numerosissime, presentano una sintomatologia che interessa soprattutto l'apparato gastrointestinale (in particolare la diarrea) e un tempo di incubazione variabile.Le MTA vengono classificate in tre gruppi.

  • INTOSSICAZIONI ALIMENTARI
  • INFEZIONI ALIMENTARI
  • TOSSINFEZIONI ALIMENTARI

IL BOTULISMO

  • Il botulismo è una malattia paralizzante causata da una potentissima neurotossina prodotta dal batterio Gram-positivo CLOSTRIDIUM BOTOLINIUM.
  • Il Botulismo è causato dall'intossicazione dovuta all'accumulo di tossine prodotte dai clostridi nell'intestino.
  • La tossina botulinica è termolabile e viene distrutta con la cottura degli alimenti o da trattamenti a 60° per 60 minuti, a 85° per 5 minuti o a 100° er pochi minuti
  • Non è direttamente un batterio a causarlo, ma le tossine rilasciate da esso ma anche microrganismi anaerobi che si possono trovare nel suolo o nella polvere sotto forma di spora.

COME AVVIENE L'INTOSSICAZIONE?

  • Le spore di C. botulinum sono ampiamente distribuite nell’ ambiente naturale,soprattutto in terreni, sedimenti acquatici e nei pesci.
  • Le spore possono essere ritrovate in materie prime crude, ma possono anche contaminare cibo durante la trasformazione degli alimenti.
  • La capacità di C. botulinum di causare intossicazione alimentare nell'uomo è direttamente correlata alla sopravvivenza delle spore
I sintomi iniziali del botulismo (aspecifici) sono molto simili a quelli di una gastroenterite, ma in realtà progrediscono molto rapidamente provocando:
  • Secchezza della bocca
  • Palpebre cadenti
  • Problemi di respirazione
  • Difficoltà a muovere i muscoli masticatori e laringei, disfagia e afonia
  • Paralisi
  • Parlare
  • Alterazione della vista
  • Visione annebbiata o sdoppiata (diplopia)
  • Difficoltà a deglutire o a parlare
  • Sono da considerare sempre potenzialmente contaminati gli alimenti sott'olio, spezie o vegetali, le verdure non acide in olio o in acqua, zuppe, minestroni non refrigerati in modo idoneo, le conserve etniche, i sotto vuoto fatti in casa.
Linee Guida per la corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico
  • Fare attenzione alle norme igieniche nelle varie fasi di preparazione e conservazione. La sterilizzazione dei cibi in vasetto e in scatola, tramite bollitura per almeno 10 minuti, garantisce la distruzione della tossina.
  • L'acidità e il contenuto in sale contribuiscono a controllare lo sviluppo del batterio
  • Fondamentale non consumare conserve che, all'apertura, siano maleodoranti o che presentino contenitori rigonfi in modo anomalo.

PREVENIRE E' MEGLIO CHE CURARE...

I SINTOMI DEL BOTULISMO

  • I sintomi dell'intossicazione da botulino si manifestano generalmente dopo 12-36 ore dal momento in cui la tossina viene a contatto con l'organismo
  • La tossina raggiunge il SNC, dove inibisce il rilascio presinaptico dell'acetilcolina provocando il BLOCCO DELLA TRASMISSIONE NERVOSA
  • In alcuni casi possono passare anche molti giorni, fino a otto, prima di lamentare i segni della tossinfezione che includono nella fase iniziale:
  • Diarrea
  • Dolori addominali
  • Nausea e vomito

Un'infezione difficile da gestire

nei casi letali la morte sopraggiunge dopo 3-6 giorni per insufficienza cardiaca o respiratoria

DATA L'ELEVATA PERICOLOSITA'

letale nel 70-80%dei casi

occorre che un caso o un focolaio vengano gestiti correttamente e tempestivamente e che il sospetto diagnostioc venga formulato e notificato il più precocemente possibile

non trattati tempestivamente con siero antitossico e acetilcolina

l'ingestione anche in piccole quantità della tossina può risultare fatale

L'INTOSSICAZIONE STAFILOCOCCICA

L'intossicazione stafilococcica è caratterizzata da una sintomatologia gastroenterica acuta che insorge in seguito al consumo di alimenti contaminati dalle enterotossine prodotte da Staphylococcus aureus.

I cibi maggiormenti implicati nell'intossicazione sono quelli:

  • sottoposti a successive manipolazioni
  • ad alto contenuto proteico
  • bassa acidità
  • sottoposti a refrigerazione impropria dopo la cattura, quali carne poco cotte e consumate fredde
  • prodotti a base di carne
  • latte, panna e fromaggi non pastorizzati
  • derivati di uova manipolati a lungo

SINTOMI

I sintomi si manifestano rapidamente dopo l'ingestione del cibo contaminato dalla tossina, generalmente entro 2 - 6 ore e sono rappresentati da:

  • NAUSEA
  • CEFALEA
  • DOLORI ADDOMINALI
  • DIARREA
  • FEBBRE (raramente)

LE SALMONELLOSI

salmonella enteritidis

Le salmonellosi sono un'importante causa di gastroenterite batterica e rapresentano le prinicipali infezioni alimentari Causate da batteri gram-negativi del genere Salmonella, della famiglia enterobacteriaceae

  • anaerobi facoltativi
  • generalmente mobili
  • forma bastoncellare
la salmonella è l'agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti è presente in natura con più di 2000. varianti->sierotipi tra le forme più diffuse in natura : salmonella enteritidis e salmonella tiphymurium

salmonella typhy

LE SALMONELLOSI

salmonella enteritidis

Le salmonelle penetrano nell'organismo per via orale e, superata la barriera acido-gastrica, possono raggiungere e colonizzare l'intestino. L'acidità gastrica rappresenta un ostacolo all'invasione intestinale di questo batterio riducendone la carica infettante, ossia il numero minimo di microrganismi necessari per dare il via a un'infezione (pari a 1000-1 000 000 di microrganismi). Giunte nell'intestino tenue, le salmonelle invadono le cellule epiteliali. I sintomi della malattia possono comparire da 6 a 72 ore dopo l'ingestione di alimenti contaminati e si protraggono per 4-7 giorni

salmonella typhy

La malattia ha un decorso grave ?

Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno e non richiede l'ospedalizzazione, talvolta l'infezione può aggravarsi al punto da rendere necessario il ricovero. Le salmonellosi nell'uomo possono anche causare lo stato di portatore asintomatico (nel 5% circa dei casi). Complessivamente, possiamo affermare che la gravità della malattia è in relazione al sierotipo infettante, al numero di microrganismi ingeriti e ai fattori di resistenza del paziente. In particolare, a livelli di acidità gastrica ridotti corrispondono maggiori probabilità di manifestare diarrea. Ai germi che non vengono neutralizzati dalla secrezione acida dello stomaco, l'intestino umano risponde con una reazione infiammatoria che provoca il fenomeno diarroico.
l'uomo è l'unico serbatoio del microrganismo

Forme tifoidee: S.typhi e S.paratyphi

la storia naturale della malattia

sintomi

l'infezione

S.thyphi è in grado di superare la parete intestinale inducendo , dopo circa 7-10 giorni dall'infezione , una fase di batteriemia

la concentrazione pari a 1 batterio/ml di sangue da luogo ad infezioni sistemiche , che coinvolgono cioè numerosi organi

febbre tifoide febbri enteriche in genere (tifo addominale )

fase di batteriemia

1 batterio / ml di sangue

Forme non tifoidee: S.typhimurium e S.enteritidis

i microrganismi non superano la parte intestinale,evitando la disseminazione batterica.Per tale ragione,la maggior parte di tali infezioni causa gastroenteriti a rapida risoluzione

possono esserne serbatoi un'ampia varietà di animali domestici e l'uomo malato/convalescente

sintomi

variano da disturbi semplici (febbre, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea) fino a forme cliniche più gravi che si verificano soprattutto in soggetti fragili (anziani, bambini e soggetti con deficit del sistema immunitario).

COME AVVIENE LA TRASMISSIONE?

LA PREVENZIONE

  • L'utilizzo di norme igieniche di base che possono risultare molo efficaci e si basano su semplici precauzioni di ordine igienico-sanitario e comportamentale
  • Per quanto riguarda la prevenzione primaria mediante vaccinazione, esistono dei vaccini (a ceppo attenuato) per S. typhi e, quindi, per la prevenzione della febbre tifoidea. La vaccinazione è indicata ai viaggiatori diretti in aree tropicali.
  • Non è stato ancora possibile mettere a punto un vaccino per le salmonellosi non tifoidee, a causa della grande varietà di salmonelle non tifoidee esistenti.
  • Tra le misure preventive è importante notare che la notifica di tutti i nuovi casi d'infezione permette, oltre all'identificazione del paziente come possibile fonte di conta-gio, anche l'isolamento dei portatori cronici, che rappresentano la principale fonte di trasmissione di queste infezioni.

COME DIMINUIRE IL RISCHIO DI SALMONELLOSI?

In linea generale, per diminuire il rischio di salmonellosi si consiglia di:• Lavare frutta e verdura prima della manipolazione e del consumo; • Sanificare tutti gli utensili e i macchinari usati per la produzione di alimenti: • Lavare le mani prima, durante e dopo la preparazione degli alimenti; • Refrigerare gli alimenti preparati in piccoli contenitori, per garantire un rapido abbattimento della temperatura; • Cuocere tutti gli alimenti derivati da animali, soprattutto pollame, maiale e uova; • Proteggere i cibi preparati dalla contaminazione di insetti e roditori;

COME DIMINUIRE IL RISCHIO DI SALMONELLOSI?

  • Evitare (o perlomeno ridurre) il consumo di uova crude o poco cotte (per esempio, all'occhio di bue), di gelati e zabaioni fatti in casa, o altri alimenti preparati con uova sporche o rotte oppure, nel caso di consumo di uova crude, avere cura di lavare accuratamente il guscio con una soluzione di ipoclorito di sodio (la comune varechina), dal momento che il batterio si trova sul guscio e non all'interno dell'uovo;
  • Consumare solo latte pastorizzato;
  • Evitare le contaminazioni tra cibi, avendo cura di tenere separati i prodotti crudi da quelli cotti;
  • Evitare che persone con diarrea preparino alimenti destinati alla ristorazione collettiva e assistano soggetti a rischio (bambini, anziani, ammalati).

LA LISTERIOSI

L'agente eziologico è Listeria monocytogenes considerato patogeno emergente. Si moltiplica, seppur lentamente, fino a temperature di refrigerazione e quindi la carica microbica può essere elevata anche negli alimenti che vengono sottoposti alla "catena del freddo".

LISTERIOSI IN GRAVIDANZA

con una sintomatologia che può variare

LISTERIOSICONGENITA

con possibili sepsi e meningiti a elevata letalià

SEPSI, MENINGITI ED ENDOCARDITI

generalmente in pazienti immunocompromessi

GASTROENTERICHE

con febbre

LA LISTERIOSI

PREVENZIONE

EPIDEMIOLOGIA

Si basa sull'adozione di adeguate norme igieniche e sulla raccomandazione a non mangiare formaggi molli se non si ha la certezza che siano prodotti con latte pastorizzato.

Listeria monocytogenes si diffonde contemporaneamente in più zone e si nutre di materia organica morta o in decomposizione (intestinale) di molti mammiferi domestici, può essere preente nella carne cruda, verdure crude, latte e formaggi molli, pesce e pollame

DIAGNOSI E TRATTAMENTO

La diagnosi si basa sull'identificazione del batterio nel sangue, il trattamento si basa sulla terapia antibiotica sia per adulti che per bambini.

LE TOSSINFEZIONI DA CLOSTRIDIUM PERFRINGENS E DA BACILLUS CEREUS

  • Clostridium perfringens è un bacillo Gram-positivo capace di produrre una tossina termolabile, di cui si conoscono diversi tipi: A,B, C e D.
  • Le spore sono ubiquitarie nell'ambiente e si possono ritrovare anche nell'intestino dell'uomo e di animali.
  • La contaminazione è piuttosto frequente e può verificarsi durante la macellazione, la vendita, la manipolazione e nelle fasi successive alla cottura a causa di pratiche di conservazione scorrette.
  • Questa tossinfezione viene tipicamente contratta nelle mense a causa dell'ingestione di alimenti che vengono conservati a temperatura inferiori a 50°C per più di un'ora.

LE TOSSINFEZIONI DA CLOSTRIDIUM PERFRINGENS E DA BACILLUS CEREUS

  • Bacillus cereus è un microrganismo Gram-positivo frequentemente presente sotto forma di spore nei vegetali e nella polvere.
  • Queste infezioni possono produrre enterotossine negli alimenti conservati.
  • I sintomi sono simili, compaiono dopo 8-24 ore dal consumo dell'alimento contaminato e sono la diarrea acquosa e il vomito.
  • Inoltre è possibile isolare i batteri delle feci del paziente o dall'alimento contaminato.

ESCHERICHIA COLI

Escherichia coli enterotossigeni (ETEC)

Aderiscono alla mucosa dell'intestino tenue, dove producono due enterotossine che provocano diarrea acquosa. Sono diffusi ovunque e la trasmissione si veifica attraverso l'ingestione di acqua e cibo contaminati.

Escherichia coli enteroinvasivi (EIEC)

Dissenteria dopo 1-3 giorni, per invasione e distruzione delle cellule della mucosa del colon con formazione di ulcere, vomito, febbre e diarrea

Escherichia coli enteropatogeni (EPEC)

La sintomatologia compare dopo 1- 4 giorni ed è caratterizzata da diarrea cronica con feci acquose e a volte febbre e vomito

Escherichia coli enteroaderenti (EAEC)

Rappresentano la principale causa di diarrea persistente, questi ceppi aderiscono alla mucosa intestinale, dove producono tossine responsabili di diarrea e infiammazione intestinale.

Escherichia coli enteroemorragici (VTEC)

Produttori di verocitossina. Questi ceppi si sono diffusi dalla fine del XX secolo e provocano diarrea emorragica e sindrome emolitica - uremica

LE INFEZIONI ALIMENTARI DI NATURA VIRALE

I VIRUS

I virus sono parassiti endocellulari, molti tra essi presentano la caratteristica di sopravvivere a lungo nell'ambiente e molti sono resistenti nei confronti di diversi trattamenti come la clorazione dell'acqua, la depurazione, il congelamento, i trattamenti termici domestici.

I virus enterici, causa di patologie nell'uomo, si dividono in tre categorie:

  • virus causa di gastoenteriti
  • virus causa di epatiti virali a trasmissione oro-fecale
  • virus causa di altre patologie

I NOROVIRUS

  • I Norovirus, virus a singolo filamento di RNA, e rappresentano uno tra gli agenti più diffusi di gastroenteriti acute di origine non batterica: per questo costituiscono un serio problema nel campo della sicurezza alimentare.
  • Sono noti anche come virus di Norwalk.
  • Le infezioni causate da norovirus, si manifestano soprattutto in contesti comunitari, negli ospedali, nelle case di riposo, nelle scuole o in ambienti confinati.
  • Il periodo di incubazione del virus è di 12-48 ore e l'infezione dura da 12 a 60 ore. I sintomi sono quelli comuni alle gastroenteriti, cioè nausea, vomito e diarrea acquosa, crampi addominali, in qualche caso anche una leggera febbre.