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L’Italia degli Stati regionali

cefis emma

Created on February 17, 2023

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Transcript

L'Italia

degli Stati regionali

Presentazione di Simone Barbera, Aya Brouzi ed Emma Cefis

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Indice

Le Signorie cittadine italiane

Il regno di Napoli

La politica dell'equilibrio

Gli Stati regionali

La prima fase delle guerre d'Italia

Lo Stato della Chiesa

QUIZ Introduttivo

Start

Quiz

Introduzione

Domanda 1/3

Quali erano i principali Stati regionali tra Trecento e Quattrocento in Italia?

Milano, Venezia e Firenze

Napoli, Firenze e Genova

Roma, Piemonte e Rimini

Quiz

Introduzione

Domanda 2/3

Chi fu Savonarola?

Un letterato

Un frate

Un politico di professione

Quiz

Introduzione

Domanda 3/3

Quale famiglia governò a Mantova nel periodo signorile?

I Gonzaga

I d'Este

Gli Sforza

Le Signorie

L'inizio

Gli Stati

regionali in Italia

nella loro stuttura

delle guerre d'Italia

Gli Stati regionali

La politica dell'equilibrio

Le Signorie cittadine italiane

Lo Stato della Chiesa

La prima fase delle guerre d'Italia

Il regno di Napoli

Le Signorie

cittadine italiane

Un governo alternativo

Start

Un sistema

di governo alternativo

A causa dei problemi portati dalla crisi economica e dalle rivalità interne e territoriali, nacque l’esigenza di un sistema di governo diverso da quello comunale. In alcuni casi la soluzione fu quella di prolungare la durata delle cariche comunali, talvolta perfino a vita. In altri, invece, la città venne data in affidamento ad un signore. Iniziò, perciò, una “personalizzazione” della politica, sempre più governata in modo autoritario.

Palazzo Bonacolsi a Mantova è un simbolo dell'epoca signorile

Originariamente dei Bonacolsi, divenne proprietà dei Gonzaga

E poi?

Dalla Signoria urbana

al principato

La crisi dei poteri universali e l’accentuazione dello scontro tra guelfi e ghibellini permisero al signore grandi possibilità di manovre politiche. Il processo di personalizzazione della politica divenne perciò irreversibile (perlomeno in alcuni aspetti). Il signore trasformò il sistema di governo comunale iniziando a decidere autonomamente rispetto alle cariche pubbliche. Ad esempio, ora l’esercito dipendeva in modo esclusivo dal signore.

Nella miniatura è raffigurata l'incoronazione a duca di Milano di Gian Galeazzo Visconti

I condottieri

Verso la fine del XIII secolo si diffusero le “compagnie di ventura”, eserciti mercenari costituiti da “professionisti della guerra”. A capo delle compagnie vi erano i condottieri, così chiamati perché stipulavano contratti chiamati “condotte”. Le battaglie condotte dagli eserciti delle compagnie erano volte all’imprigionamento dei nemici, per poi chiederne riscatto.

È da notare che i condottieri cercavano di mantenere il più a lungo possibile lo stato di guerra per aumentare i loro guadagni. I primi mercenari furono stranieri, ma vennero eventualmente sostituiti da quelli italiani. Tra loro, si ricordano, ad esempio, Bartolomeo Colleoni ed Erasmo da Narni (il “Gattamelata”).

+Info

Come nascono

le Signorie?

Le Signorie nascono da una serie di fattori che portano ad una necessità di sperimentare una forma di governo alternativo, più autoritario e personale, rispetto al Comune.

Crisi economica del tardo Medioevo

Assenza dei poteri universali quali papato e impero

Conflitti interni tra fazioni e tra Comuni vicini

Le Signorie

Gli Stati

L'inizio

regionali in Italia

nella loro stuttura

delle guerre d'Italia

Gli Stati regionali

La politica dell'equilibrio

Le Signorie cittadine italiane

Lo Stato della Chiesa

La prima fase delle guerre d'Italia

Il regno di Napoli

Gli

Stati regionali

Start

L'Italia dei "piccoli stati"

Dalla frammentazione

alla ricomposizione

La situazione politica italiana del Trecento era molto frammentata. L’Italia centro-settentrionale era costituita da numerosi Comuni e Signorie. Il centro era sotto la giurisdizione dello Stato della Chiesa (anche se riemergeranno poi i potentati locali). L’Italia meridionale era divisa tra gli Angiò, che governavano il regno di Napoli e gli Aragonesi, che governavano il regno di Sicilia.

Ducato di Milano, Repubblica di Venezia e Repubblica di Firenze

Il regno di Napoli e (sotto, non visibile) il regno di Sicilia

E poi?

Il ducato

di Milano

Nel XIII secolo Milano era un centro economicamente vivace e prospero, fondato sulla produzione tessile e metallurgica. Le vicende politiche erano caratterizzate dalle continue lotte tra le famiglie Della Torre, Guelfi, dei Visconti e Ghibellini, fino al 1311, quando i Visconti furono riconosciuti vicari imperiali da Enrico VII. La massima estensione territoriale di Milano si ebbe con Gian Galeazzo Visconti, che governò dal 1385 al 1402, ottenendo il titolo di duca dell’imperatore Venceslao IV di Lussemburgo nel 1395. Il figlio, Filippo Maria, riprese la politica espansionistica del padre, ma nel 1427 fu sconfitto a Maclodio. Dopo la sua morte, la dinastia dei Visconti si estinse. Il potere fu conquistato nel 1450 da Francesco Sforza, condottiero che nel 1441 aveva sposato Bianca Maria Visconti, figlia di Filippo Maria.

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La Repubblica

di Venezia

Durante il ‘300, la Repubblica di Venezia seguì una politica di espansione marittima, iniziata secoli prima, verso oriente. La rivale di sempre era Genova, con la quale la tensione permanente sfociava in veri e propri conflitti. Nel 1378, a causa del durissimo scontro per il controllo dell’isola di Cipro e della rotta di accesso ai Dardanelli, Genova partì all’attacco suscitando una grande Lega antiveneta. Mentre Venezia era circondata, Genova ne approfittò per occupare l’isola di Chioggia. Nel 1381 Venezia fu costretta a firmare la pace di Torino.

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Lo Stato territoriale

fiorentino

Dalla seconda metà del ‘300 anche Firenze impose la sua supremazia militare nel territorio toscano con una serie di annessioni. In questa città il controllo politico era nelle mani delle famiglie più ricche. Nel 1434, Cosimo dei Medici, con l’appoggio di alcune potenti famiglie, salì al potere sino al 1464. Egli non introdusse modifiche istituzionali, nè assunse cariche eccezionali, ma esercitò un rigido controllo sulla vita politica della città, collocando i suoi uomini di fiducia nei posti chiave e agendo in modo spregiudicato ai meccanismi elettorali.

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I "piccoli Stati"

in Italia

Piccoli Stati
Ducati
Altri domini
Repubblica di Genova
Governata da un doge e un'oligarchia
Marchesato di Mantova
Poca espansione territoriale
Urbino
Ferrara
Rimini e Piemonte
governato da Federico da Montefeltro
acquisì solo la Corsica
governato dalla dinastia d'Este
governato dalla famiglia Gonzaga
rispettivamente dei Malatesta e dei Savoia
come Venezia

Parti 1 & 2

Quiz riassuntivo

Start

Parti 1 & 2

Signorie e Stati regionali

Riordina gli elementi in base a rapporti causa-effetto.

C. Aumenta l'autorità del Signore

E. Il Signore si fa legittimare dalle autorità

A. Nascono i principati

B. Nascono le Signorie urbane

F. Si affermano tre grandi Stati regionali

D. è necessaria di una nuova forma di governo

check

Parti 1 & 2

Quiz

Domanda 1/5

Quale di queste trasformazioni non venne attuata dai Signori?

Trasformare la propria corte in un centro culturale

Far dipendere l'esercito esclusivamente da loro

Aumentare le tasse ai soli contadini

Creare nuove cariche pubbliche

Parti 1 & 2

Quiz

Domanda 2/5

Come era ripartita l'Italia meridionale?

Regno di Sicilia agli Angiò e di Napoli agli Aragonesi

Regno di Napoli agli Angiò e di Sicilia agli Aragonesi

Regno di Napoli agli Sforza e di Sicilia agli Aragonesi

Regno di Napoli agli Angiò e di Sicilia ai d'Este

Parti 1 & 2

Quiz

Domanda 3/5

Quale di questi personaggi fu il primo a governare il ducato di Milano?

Filippo Maria Visconti

Francesco Sforza

Filippo Maria Sforza

Gian Galeazzo Visconti

Parti 1 & 2

Quiz

Domanda 4/5

Quale di questi Stati non è mai esistito?

Ducato di Urbino

Repubblica di Genova

Contea di Rimini

Marchesato di Mantova

Parti 1 & 2

Quiz

Domanda 5/5

Quali fazioni guelfe rivaleggiavano nella Repubblica di Firenze?

I bianchi, capitanati dai Cerchi e i rossi, dai Donati

I bianchi, capitanati dai Donati e i neri, dai Cerchi

I bianchi, capitanati dai Gianni e i neri, dai Donati

I bianchi, capitanati dai Cerchi e i neri, dai Donati

Le Signorie

Gli Stati

L'inizio

regionali in Italia

nella loro stuttura

delle guerre d'Italia

Gli Stati regionali

La politica dell'equilibrio

Le Signorie cittadine italiane

Lo Stato della Chiesa

La prima fase delle guerre d'Italia

Il regno di Napoli

Lo

Stato della chiesa

Start

Costituito dai domini del papa

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Roma durante il

periodo avignonese

Durante la permanenza dei papi ad Avignone, si manifestò la natura composita dello stato della chiesa, infatti i signori ricominciarono a prendere il poter sui propri domini.La stessa Roma comincio ad estendere i propri domini per il Lazio, conquistando castelli e piazze. Durante l’assenza del papa, Roma fu scossa da una serie di conflitti tra baroni e gli Orsoni e ì Colonna.

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Questo è un paragrafo pronto a contenere creatività, esperienze e stor

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Cola di Rienzo

contro i baroni

In questo periodo ci fu la parabola politica di Cola di Rienzo, era un notaio di origini umili dotato di una notevole abilità oratoria e una vasta cultura storica. Si presentò come il capo di un movimento popolare della città e preso il potere cominciò a fermare i baroni stabilendo nel Comune un governo di stampo popolare. Man mano che la sua importanza cresceva, tuttavia, emergeva la sua incapacità a gestirla. I baroni approfittarono della sua poca esperienza e lo cacciarono dalla città. Nel 1354, papa Innocenzo VI, pensò di servirsene per preparare il ritorno del papato a Roma, lo rimandò in città dopo averlo nominato senatore. L’importanza di Cola durò solo qualche mese, infatti nello stesso anno fu ucciso dalla folla.

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Il papa recupera il controllo

sullo Stato della Chiesa

Con il rientro della sede papale da Avignone e la fine del Grande scisma, i pontefici si dedicarono alla costruzione di un solido stato regionale. Innanzitutto venne ideato un nuovo sistema di prelievo che consentì un aumento delle entrate statali, mentre riprendeva l'antica consuetudine di vendere i benefici ecclesiastici. La disponibilità di abbondanti risorse finanziarie permise ai papi di reclutare truppe mercenarie, indispensabili per i loro progetti di politica e di potere, e di intraprendere una grandiosa opera di riqualificazione edilizia e urbanistica della città di Roma. Diffuso era il fenomeno del nepotismo, cioè l'abitudine da parte di singoli pontefici di affidare signorie locali e le più alte cariche ecclesiastiche a membri delle proprie famiglie.

Le Signorie

Gli Stati

L'inizio

regionali in Italia

nella loro stuttura

delle guerre d'Italia

Gli Stati regionali

La politica dell'equilibrio

Le Signorie cittadine italiane

Lo Stato della Chiesa

La prima fase delle guerre d'Italia

Il regno di Napoli

Il regno

di napoli

Sotto il potere dei baroni

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Dagli Angioini

agli Aragonesi

Nel sud dell’italia, la pace di Caltabellotta del 1302 aveva stabilito la separazione fra il regno di Napoli, retto dagli Angiò, e il regno di Sicilia, in mano agli Aragona. Sotto Roberto d’Angiò, il regno di Napoli visse un particolare momento di splendore architettonico e culturale grazie anche alle ingenti somme messe a disposizione dai banchieri fiorentini alla corona. A partire dal 1343, alla morte di Roberto d’Angiò, il Regno di Napoli entrò in crisi di potere in cui i vari e sponde di del casato degli Angiò si disputarono il trono in una specie di guerra civile, da cui trassero maggior vantaggio di baroni. Il culmine del caos fu raggiunto con la regina Giovanna II, ascesa al trono in età ancora non fertile, commise la fatale imprudenza di designare come successore Alfonso V, re di Aragona, Sicilia e Sardegna. A nulla valse il suo tentativo di ritornare indietro, infatti, quando morì, Alfonso V, vinse le resistenze angioine e nel 1442 entrò a Napoli.

Tips

EVALUATION CRITERIA

Il Meridione dei baroni

Proseguita dai suoi successori, la politica di Alfonso V suscitò l'ostilità dei grandi feudatari che nel 1485 ordinarono la congiura “dei baroni”, contro Ferdinando I d’Aragona. Nel XIV, il potere feudale dei baroni si consolidò attraverso nuove concessioni che condizionarono a lungo e irreversibilmente la vita del Meridione, specialmente nelle campagne, dove i contadini vivevano già in condizioni di estrema povertà. Le debolezze e le contraddizioni che hanno segnato la storia del sud dell’italia affondano le loro radici proprio in questo periodo storico.

+Info

Parti 3 & 4

Quiz riassuntivo

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Parti 3 & 4

Quiz

Domanda 1/5

Cosa successe a Roma durante il periodo avignonese?

I baroni presero il potere

Cola di Rienzo venne nominato antipapa

I tumulti popolari misero allo sbando lo Stato della Chiesa

Parti 3 & 4

Quiz

Domanda 2/5

Cosa fu la "congiura dei baroni"?

Una rivolta popolare ordita contro i grandi feudatari

Una rivolta dei baroni contro gli Aragonesi

Una rivolta dei baroni contro il popolo in tumulto

Parti 3 & 4

Quiz

Domanda 3/5

A cosa serve la pace di Caltabelotta?

Separare il regno di Napoli e il regno di Sicilia

Per stabilire le tasse dovute dai baroni verso la Curia

Per riorganizzare le vecchie provincie della Chiesa

Parti 3 & 4

Quiz

Domanda 4/5

Da chi e in che anno vennero unificati il Regno di Napoli e quello di Sicilia?

Da Roberto d'Angiò nel 1382

Da Alfonso V il Magnanimo nel 1442

Da Roberto d'Angiò nel 1342

Parti 3 & 4

Quiz

Domanda 5/5

Cosa non fece Cola di Rienzo?

Si pose a capo di una rivolta popolare

Riuscì a cacciare i baroni da Roma nel 1354

Venne nominato senatore da papa Innocenzo VI

La pace di Lodi

e la stabilizzazione politica

Lega italica

Nel XV secolo, l'Italia era divisa tra cinque potenze principali. Alla morte di Filippo Maria Visconti, alcune famiglie aristocratiche milanesi tentarono di abbattere il regime signorile proclamando la Repubblica ambrosiana, ma furono costretti a chiedere l'intervento del condottiero Francesco Sforza per difendersi dall'aggressività di Venezia. La guerra tra Milano e Venezia preoccupava la Firenze medicea, che si alleò con Milano. Si giunse alla pace di Lodi nel 1454 e un anno dopo fu costituita la Lega italica, sottoscritta da Venezia, Firenze, Roma, Napoli e numerosi piccoli Stati alleati. La Lega aveva l'obiettivo di mantenere l'equilibrio politico italiano e combattere qualsiasi tentativo di cambiarlo, preservando la penisola dalla minaccia di interventi stranieri e dalle lotte interne tra gli Stati. La Lega rappresenta anche un primo esempio di diplomazia moderna.

La politica dell'equilibrio

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Il garante dell'equilibrio

Lorenzo il Magnifico

il collasso

Lorenzo dei Medici fu un personaggio di spicco nella Firenze del Rinascimento italiano. Nel 1478, la congiura dei pazzi tentò di abbattere i Medici tramite un attentato, ma il popolo fiorentino rimase fedele ad essi e i congiurati furono uccisi dalla folla. Nel 1485, nel Regno di Napoli, i membri della congiura dei baroni si ribellarono al tentativo di Ferrante d'Aragona di ridimensionare il loro potere, ma Lorenzo appoggiò il re e la rivolta fu repressa. Questi eventi, e altri vari momenti di conflitto tra le potenze regionali e lo Stato della Chiesa, fecero collassare il quadro politico italiano.

La prima fase delle guerre d'italia

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La fine

dell'equilibrio

L'intervento di Carlo VIII diede il via alle guerre d'Italia.

Nel 1492, Lorenzo il Magnifico morì.

Il detentore del potere del ducato era lo zio di Gian Galeazzo II, Ludovico il Moro, che teneva il nipote isolato ed emarginato.

Due anni dopo il Ducato di Milano, governato dagli Sforza, si trovò in una crisi interna.

Gian Galeazzo aveva sposato una nipote del re di Napoli, Ferrante d'Aragona, e da lei aveva avuto un figlio.

Di fronte alle ambizioni di Ferrante sul Ducato, Ludovico il Moro chiamò in aiuto il re di Francia Carlo VII.

La discesa

di Carlo VIII

Nel settembre del 1494, Carlo VIII scese in Italia, ricevuto con onori trionfali da Ludovico il Moro a Milano. Successivamente, giunse a Firenze dove il figlio del Magnifico lo accolse con sottomissione, scatenando l'ostilità dei fiorentini e la caduta della signoria. L'armata francese poi si diresse verso Napoli, raggiungendola nel febbraio del 1495. La presenza di un re così potente in Italia portò a un capovolgimento delle alleanze: Ludovico il Moro, diventato duca di Milano, costituì una Lega antifrancese a cui aderirono Venezia, il papa, l'imperatore Massimiliano d'Asburgo e i re di Spagna, Ferdinando II d'Aragona e Isabella di Castiglia. Ciò costrinse Carlo VIII a ritirarsi in Francia.

Savonarola

e la Repubblica fiorentina

i piagnoni e gli arrabbiati

Dopo la caduta di Piero dei Medici a Firenze, la repubblica fu restaurata da un movimento popolare guidato da Girolamo Savonarola. Questo uomo aveva ottenuto un ampio seguito predicando contro la signoria dei Medici e la corruzione che infestava la corte papale. I suoi seguaci, noti come "piagnoni" per la loro severa moralità, formarono un governo popolare e proposero riforme che suscitarono l'opposizione delle famiglie patrizie (gli "arrabbiati") e dei sostenitori dei Medici. In particolare, l'imposta fondiaria e l'imposta progressiva sul reddito furono viste come provvedimenti rivoluzionari. Savonarola, isolato e criticato, fu condannato e bruciato vivo come eretico nel 1498.

La discesa

di Luigi XII

e il disegno di Cesare Borgia

La spedizione di Carlo VIII in Italia portò alla guerra tra molte potenze europee. In un ventennio, dal 1494 al 1516, la geografia politica italiana cambiò notevolmente a causa del conflitto tra Luigi XII di Francia e Ferdinando d'Aragona per il controllo del Ducato di Milano e del Regno di Napoli. Dopo l'armistizio di Lione del 1504, la Francia ottenne il controllo del Ducato di Milano mentre la Spagna conquistò il Regno di Napoli. Questo conflitto fu influenzato da due papi energici, Alessandro VI Borgia e Giulio II della Rovere, che erano nemici giurati dei Borgia. Alessandro VI assicurò la protezione francese al figlio Cesare Borgia, che acquisì rapidamente un vasto dominio in Romagna e nelle Marche. Il Valentino, noto per la sua spregiudicatezza e sete di potere, fu il principale protagonista della riflessione di Niccolò Machiavelli nel suo trattato "Il Principe".

Giulio II

il papa guerriero

L'avventura di Cesare Borgia fu interrotta dall'ascesa al papato di Giulio II, che si alleò con Francia, Spagna e Impero contro Venezia, che aveva cercato di acquisire la Romagna. La battaglia di Agnadello pose fine alle mire espansionistiche di Venezia, ma le perdite territoriali subite furono recuperate in pochi anni. Giulio II era un "papa guerriero" preoccupato dalla posizione dominante della Francia e promosse una coalizione (Lega Santa) contro Luigi XII con Inghilterra, Spagna, Impero e Svizzera. Francesco I riconquistò la Lombardia sconfiggendo gli svizzeri a Marignano, mentre la Repubblica di Firenze fu abbattuta dagli spagnoli, che ripristinarono la signoria dei Medici. La morte di Giulio II e l'elezione del nuovo papa Leone X portarono alla pace di Noyon del 1516, che confermò l'attribuzione del Regno di Napoli alla Spagna e del Ducato di Milano alla Francia.

La Francia possedeva il Ducato di Milano

La Spagna possedeva il Regno di Napoli

Linea del tempo

La discesa di Carlo VIII

1494

1495

1496

In settembre Carlo VIII scese in Italia

L'armata francese a Napoli

Carlo VII si ritira in Francia

1494

1496

Carlo VIII giunse a Firenze dove fu accoltò con sottomisione causando la caduta della signoria

Le principali potenze dell'epoca si allearono per scacciare Carlo VIII

Gira

Linea del tempo

Luigi XII e Giulio II

1499

1501

Luigi XII decide di invadere l'Italia per rivendicare il Ducato di Milano, che riteneva essere suo per diritto di sangue.

1511

L'esercito francese è costretto a lasciare Milano e a ritirarsi in Francia.

Giulio II scomunica il re di Francia Luigi XII.

1499

1508-1516

il 10 Settembre L'esercito francese entra a Milano e Luigi XII si proclama Duca di Milano.

Giulio II guida la Lega Santa contro il re di Francia Luigi XII.

Gira

Parti 5 & 6

Quiz riassuntivo

Domanda 1/3

Girolamo Savonarola fu un frate dalle aspiranti visioni politiche. Quali furono i punti principali del suo programma?

Gira

Parti 5 & 6

Quiz riassuntivo

Domanda 1/3

Il programma di Girolamo Savonarola si basava sulla creazione del "Consiglio Grande", formato da tremila cittadini, sulla limitazione del benestare di certe categorie sociali e sull'opposizione al regime oligarchico dei Medici.

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Parti 5 & 6

Quiz riassuntivo

Domanda 2/3

Lorenzo de' Medici, detto Lorenzo il Magnifico, venne definito l'"ago della bilancia" dell'equilibrio italiano perché riuscì a controllare le ambizioni territoriali dei vari Stati presenti in territorio italiano. Perseguì, inoltre, l'alleanza con Milano, Venezia e Napoli. L'appellativo "Magnifico" gli fu dato per il suo grande sostegno alla cultura. Morì nel 1492.

Gira

Parti 5 & 6

Quiz riassuntivo

Domande 2/3

Lorenzo de' Medici, detto Lorenzo il Magnifico, venne definito l'"ago della bilancia" dell'equilibrio italiano perché riuscì a controllare le ambizioni territoriali dei vari Stati presenti in territorio italiano. Perseguì, inoltre, l'alleanza con Milano, Venezia e Napoli. L'appellativo "Magnifico" gli fu dato per il suo grande sostegno alla cultura. Morì nel 1492.

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Parti 5 & 6

Quiz riassuntivo

Domanda 3/3

La pace di Lodi è stato un patto promosso da papa Niccolò V e sottoscritto nel 1454. A quali conseguenze ha portato?

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Parti 5 & 6

Quiz riassuntivo

Domanda 3/3

La pace di Lodi ha portato a varie conseguenze:

  • La definizione ufficiale dei confini degli Stati
  • La legittimazione di Francesco Sforza
  • La legittimazione della conquista veneta di Bergamo e Brescia
  • La costituzione della Lega italica.
  • L'inizio di un equilibrio politico

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Grazie per l'attenzione!

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