Rappresentazione sociale della disabilità
La rappresentazione sociale della disabilità è una struttura complessa attraverso la quale si costituiscono un insieme di pratiche e di credenze condivise da una comunità.Concepire la disabilità in modo critico e secondo parametri differenti significa analizzare ed approfondire i modelli culturali e sociali.
"Non permettere mai a nessuno di dirti che è migliore di te, Forrest. Se Dio avesse deciso che fossimo tutti uguali avrebbe dato a tutti un apparecchio alle gambe"
Tom Hanks' - Forrest Gump
La cultura dell’ inclusione ha rappresentato il punto di inizio per lo sviluppo di un pensiero “differente” della disabilità. Si è passati da un modello tradizionale di rappresentazione della disabilità caratterizzato dal paradigma della medicalizzazione, ad un Modello Biopsicosociale che, attraverso l'indicatore ICF, attribuisce una definizione che comprende il contesto ambientale e le prestazioni del soggetto. A livello internazionale nasce una nuova rappresentazione che si identifica come il Super-Crip (letteralmente: Super-storpio), coniata da Stella Young (popolare attivista per i diritti dei disabili).
In un'ottica neo liberale le persone sono legittimate al riconoscimento nella società solo se i loro "corpi" sono percepiti senza le connotazioni di fragilità e vulnerabilità. Per diventare simbolo di superamento delle difficoltà dovute alla disabilità è necessario aderire a quegli ideali di abilità, di successo e di controllo di sè. Il modello del Super-Crip è quindi un modello di straordinarietà ed eccezionalità al quale "tutti" i disabili dovrebbero aspirare.
Rappresentazione sociale della disabilità nel cinema
08
2011
QUASI AMICI
1970
04
05
06
EL TOPO
1994
FORREST GUMP
1994
PERDIAMOCI SI VISTA
1932
01
FREAKS
07
2001
MI CHIAMO SAM
LA CASA NELLA PRATERIA
01
1974
Rappresentazione sociale della disabilità nelle serie TV
2008
BREAKING BAD
02
2017
THE GOOD DOCTOR
03
TUTTO CHIEDE SALVEZZA
04
2022
Negli anni '40 la "disabilità" entra a far parte del mondo dei fumetti e dei cartoni animati, i personaggi con disabilità vengono rappresentati come dei veri eroi. Non si guarda alle difficoltà che i personaggi incontrano nella loro quotidianità, la loro disabilità viene quasi sempre compensata dal riconoscimento di un super potere.
DOTTOR MID-NITE(1941)
DOTTOR XAVIER(1963)
02
01
Il ruolo delle rappresentazioni sociali della disabilità nel mondo dei fumetti e nei cartoni animati
04
05
06
BARBARA GORDON(1966)
OCCHI DI FALCO (1983)
CASSANDRA CAIN (1999)
03
DAREDEVIL(1964)
Questa visione contribuisce alla creazione del modello del Super-Crip. Negli ultimi anni, cresce la tendenza alla realizzazione di fumetti dove i protagonisti sono disabili che affrontano come sfida ogni giorno le difficoltà legate ai disagi all'interno della società.
08
2015
LEGIONE
07
METAPHASE(2010)
Le rappresentazioni sociali contribuiscono a modellare la realtà. Anche il tema della disabilità, risulta essere soggetto di narrazioni che concorrono a creare all’ interno dell’opinione pubblica una visione condivisa. Le opinioni di ogni individuo, non sono date soltanto da una visione oggettiva della realtà, ma sono il frutto di una "lettura" della realtà che è condizionata da diversi fattori tra i quali i media (tradizionali e digitali), che finiscono per condizionare ed influenzare i processi di costruzione del pensiero.
Nella società contemporanea, il binomio disabilità- sessualità risulta ad oggi ancora uno dei più controversi ed è uno dei tabù culturali più difficili da eradicare perché nell'immaginario collettivo le persone con deficit fisici e intellettivi non sono in grado di vivere pienamente la loro intimità e riconoscere i propri sentimenti. I pregiudizi socio-culturali nel corso degli anni hanno desessualizzato la persona disabile ingabbiandola in una visione di imperfezione e relegandola in eterno nell’età infantile.
Un tabù che s'infrange: sessualità nella rappresentazione sociale della disabilità
"Bello grande sto lettone, eh? Ma a che ti serve?" - Sensuability, Armanda Salvucci, 2018
Guarda il corto di Armanda Salvucci
La rivoluzione "dolce" di Armanda Salvucci
Armanda Salvucci, attivista per i diritti delle persone con disabilità sdogana, nel suo cortometraggio Sensuability, il diritto a una vita sessuale per i disabili, nel tentativo di promuovere, attraverso il linguaggio artistico, una visione più lucida e sincera della sessualità e della disabilità che per la collettività è ancora appannato da una visione che dipinge il disabile come individuo vulnerabile, in grado di suscitare esclusivamente tenerezza o compassione per le sue condizioni.
Con ironia brillante, il cortometraggio della Salvucci compie un grande e importante passo verso l’abbattimento di questo tipo di rappresentazione della disabilità. Se i media, innegabilmente influenzano le rappresentazioni sociali che ciascun soggetto si forma nella realtà quotidiana, contribuendo al processo di formazione del cosiddetto “senso comune”, cioè il sapere dato per scontato perché è”ciò che tutti sanno”, stiamo assistendo finalmente a una decisiva inversione di rotta delle nostre consapevolezze.
Rappresentazioni sociali della disabilità
Francesca
Created on February 16, 2023
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Rappresentazione sociale della disabilità
La rappresentazione sociale della disabilità è una struttura complessa attraverso la quale si costituiscono un insieme di pratiche e di credenze condivise da una comunità.Concepire la disabilità in modo critico e secondo parametri differenti significa analizzare ed approfondire i modelli culturali e sociali.
"Non permettere mai a nessuno di dirti che è migliore di te, Forrest. Se Dio avesse deciso che fossimo tutti uguali avrebbe dato a tutti un apparecchio alle gambe"
Tom Hanks' - Forrest Gump
La cultura dell’ inclusione ha rappresentato il punto di inizio per lo sviluppo di un pensiero “differente” della disabilità. Si è passati da un modello tradizionale di rappresentazione della disabilità caratterizzato dal paradigma della medicalizzazione, ad un Modello Biopsicosociale che, attraverso l'indicatore ICF, attribuisce una definizione che comprende il contesto ambientale e le prestazioni del soggetto. A livello internazionale nasce una nuova rappresentazione che si identifica come il Super-Crip (letteralmente: Super-storpio), coniata da Stella Young (popolare attivista per i diritti dei disabili).
In un'ottica neo liberale le persone sono legittimate al riconoscimento nella società solo se i loro "corpi" sono percepiti senza le connotazioni di fragilità e vulnerabilità. Per diventare simbolo di superamento delle difficoltà dovute alla disabilità è necessario aderire a quegli ideali di abilità, di successo e di controllo di sè. Il modello del Super-Crip è quindi un modello di straordinarietà ed eccezionalità al quale "tutti" i disabili dovrebbero aspirare.
Rappresentazione sociale della disabilità nel cinema
08
2011
QUASI AMICI
1970
04
05
06
EL TOPO
1994
FORREST GUMP
1994
PERDIAMOCI SI VISTA
1932
01
FREAKS
07
2001
MI CHIAMO SAM
LA CASA NELLA PRATERIA
01
1974
Rappresentazione sociale della disabilità nelle serie TV
2008
BREAKING BAD
02
2017
THE GOOD DOCTOR
03
TUTTO CHIEDE SALVEZZA
04
2022
Negli anni '40 la "disabilità" entra a far parte del mondo dei fumetti e dei cartoni animati, i personaggi con disabilità vengono rappresentati come dei veri eroi. Non si guarda alle difficoltà che i personaggi incontrano nella loro quotidianità, la loro disabilità viene quasi sempre compensata dal riconoscimento di un super potere.
DOTTOR MID-NITE(1941)
DOTTOR XAVIER(1963)
02
01
Il ruolo delle rappresentazioni sociali della disabilità nel mondo dei fumetti e nei cartoni animati
04
05
06
BARBARA GORDON(1966)
OCCHI DI FALCO (1983)
CASSANDRA CAIN (1999)
03
DAREDEVIL(1964)
Questa visione contribuisce alla creazione del modello del Super-Crip. Negli ultimi anni, cresce la tendenza alla realizzazione di fumetti dove i protagonisti sono disabili che affrontano come sfida ogni giorno le difficoltà legate ai disagi all'interno della società.
08
2015
LEGIONE
07
METAPHASE(2010)
Le rappresentazioni sociali contribuiscono a modellare la realtà. Anche il tema della disabilità, risulta essere soggetto di narrazioni che concorrono a creare all’ interno dell’opinione pubblica una visione condivisa. Le opinioni di ogni individuo, non sono date soltanto da una visione oggettiva della realtà, ma sono il frutto di una "lettura" della realtà che è condizionata da diversi fattori tra i quali i media (tradizionali e digitali), che finiscono per condizionare ed influenzare i processi di costruzione del pensiero.
Nella società contemporanea, il binomio disabilità- sessualità risulta ad oggi ancora uno dei più controversi ed è uno dei tabù culturali più difficili da eradicare perché nell'immaginario collettivo le persone con deficit fisici e intellettivi non sono in grado di vivere pienamente la loro intimità e riconoscere i propri sentimenti. I pregiudizi socio-culturali nel corso degli anni hanno desessualizzato la persona disabile ingabbiandola in una visione di imperfezione e relegandola in eterno nell’età infantile.
Un tabù che s'infrange: sessualità nella rappresentazione sociale della disabilità
"Bello grande sto lettone, eh? Ma a che ti serve?" - Sensuability, Armanda Salvucci, 2018
Guarda il corto di Armanda Salvucci
La rivoluzione "dolce" di Armanda Salvucci
Armanda Salvucci, attivista per i diritti delle persone con disabilità sdogana, nel suo cortometraggio Sensuability, il diritto a una vita sessuale per i disabili, nel tentativo di promuovere, attraverso il linguaggio artistico, una visione più lucida e sincera della sessualità e della disabilità che per la collettività è ancora appannato da una visione che dipinge il disabile come individuo vulnerabile, in grado di suscitare esclusivamente tenerezza o compassione per le sue condizioni.
Con ironia brillante, il cortometraggio della Salvucci compie un grande e importante passo verso l’abbattimento di questo tipo di rappresentazione della disabilità. Se i media, innegabilmente influenzano le rappresentazioni sociali che ciascun soggetto si forma nella realtà quotidiana, contribuendo al processo di formazione del cosiddetto “senso comune”, cioè il sapere dato per scontato perché è”ciò che tutti sanno”, stiamo assistendo finalmente a una decisiva inversione di rotta delle nostre consapevolezze.