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Storia dell'Arte

Anna Piscetta

Created on February 9, 2023

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L'arte a Firenze, oltre i padri fondatori

Marta Marchisio e Anna Piscetta

Firenze, 1434-1469

1434 Cosimo de' Medici rientra a Firenze dall'esilio 1435 Leon Battista Alberti pubblica il trattato De Pictura 1439 Viene spostato da Ferrara a Firenze il Concilio per riunire le chiese greca e latina divise dallo scisma d'oriente del 1054 (durerà sino al 1453) 1444 Muore Leonardo Bruni, politico e umanista fiorentino autore dei 12 libri Historiae Florentini populi. 1450 Leon Battista Alberti pubblica De re edificatoria (sull'edilizia) 1453 Maometto conquista Costantinopoli: fine dell'Impero d'Oriente 1454 Pace di Lodi: si apre un periodo di pace e stabilità per gli stati italiani 1469 Sale al potere Lorenzo de' Medici, nipote di Cosimo il vecchio

Lorenzo Ghilberti

1378-1455

Fu scuoltore ed orafo, consulente di pittori. Ebbe contatti con Donatello e Michelozzo, infatti, la presenza di Donatello nella sua bottega portò alla sua formazione basandosi inoltre sui caratteri del gotico-internazionale coltivando una spaienza tecnica.Donatello lo aiutò nella sua prima realizzazione della porta del battistero grazie al suo linguaggio

Porta del Paradiso

Lorenzo Ghilberti, 1425-1452

Dedicata ai battezandi e il nome fu affidato da Michelangelo dopo diversi anni. Fu il monumento chiave per intendere l'arte fiorentina del Quattrocento.La lavorazione comprese diverse fasi: la prima in cui vennero fusi i rilievi, la seconda dove ci fu la sottrazione dei delle cornici e la terza per la fusione degli elementi. La porta è circondata da un fregio in bronzo, popolato da animali, fiori e frutti. Gli episodi assumono significato biblico basandosi sull'antico e nuovo testamento

La narrazione biblica

Storie della Creazionepresenta un ritmo ondeggiante, la vicenda parte da in basso a sinistra e arriva a destra rimanendo in una sola formella. La catena di angeli unisce gli episodi.

Storie di Esaù e Giacobbe presenta un racconto complesso che si avvia in alto a destra per terminare in basso. Osserviamo la benedizione di Giacobbe e una narrazione continua e libera.

Annunciazione

Composta da un campo quadrato con all'interno un'immagine unitaria. E' una cornice all'antica con colonne corinzie. Osserviamo la modernità del pittore e una chiarezza narrativa. Viene raffigurata l'incarnazione di Gesù dopo il saluto dell'angelo. Il giardino presenta i caratteri tradizionali. La vergine posta al centro crea un'importante visione della realtà e passa un messaggio religioso e laico

Beato Angelico, 1430-33, tempera su tavola, Cortona museo diocesano

Tabernacolo dei Linaioli

Eseguita tra 1433-35, cambia i suoi caratteri basati sul gotico in rinascimentali. Fu coinvolto Ghiberti per la realizzazione del modello e creò una costruzione tridimensionale complessa e gigante, costituita da un tavolo verticale e due ante apribili di cui oggi rimane le tre scene dipinte. Al centro troviamo la Madonna e il Bambino, davanti a tende dorate in cui si apre un cielo . Gesù è consapevole di essere signore del mondo, e la Vergine crea equilibrio tra eleganza di orli e volumetria. Negli sportelli sono dipinti: san Marco e Giovanni Battista e creano una visione privata della scena religiosa. C'è relazione tra lo spazio e le figure che offrono la tridimensionalità , gesti che assumono effetti e la naturalezza degli uomini e oggetti

Cristo deriso

E' collocato alle spalle della Vergine e di san Domenico, come da riprodurre i loro pensieri. Gesù è raffigurato in modo non naturale tiene in mano iuna spugna e un bastone. La composizione e complessa, la gamma cromatica è ridotta, figure scaglionate

Cristo deriso, 1439, affresco, Firenze, Convento di san Marco

Luca della Robbia

Caratterizzò l'arte scuoltorea del Quattrocento, conseguendo la generazione di Donatello e Ghilberti unificò l'eleganze decorative ele nuove tecniche. Riconosciuto per la lavorazione del marmo e bronzo e per l'invenzione della terracotta che portò a una situazione economica elevata la sua famiglia.

Resurrezione

Si alternano i colori bianchi e azzurri richiamano il senso di purezza e splendore, l'invetriatura si nota grazie alle ombre. Il rilievo risalta nella penombra della chiesa. Possiamo notare uno scambio tra la luminosità e il legame con la natura

1442-1444, terracotta invetriata, 200x260cm , Santa Maria del Fiore, Firenze

Paolo Uccello

1397-1475Aiutò Ghilberti per la lavorazione della Porta settentrionale del battisfero. Durante i suoi studi ebbe un'educazione moderna nel soggiorno a Venezia, e portò a Firenze ciò che ebbe imparato ma convertendosi al nuovo linguaggio date le nuove edificazioni. Guidato da una grande fantasia che lo portò a una visione passionale per la prospettiva

La battaglia di san Romano

-DISARCIONAMENTO DI BERNARDINO DELLA CIARDAE' la parte centrale ed è l'unica ad aver conservato parte della lamina d'argento che ricopriva le armature. La battaglia occupa il primo pianocon i due eserciti schierati. Il tutto è concentrato sul cavallo bianco del comandante Bernardino che sta per cadere. A destra si vede l'altro esercito in ritirata. Bernardino con la lancia crea una visione geometrica triangolare e allo stesso tempo una mobilità statica. I cavalieri non somigliano al vero cavaliere. Si crea una sensazione surreale dove è assente la drammaticità dello scontro.

1435-40, tempera su tavola, Galleria degli uffizi.

Storie di Noe

Coppia di affreschi realizzata tra il 1436-40, sono due episodi sovrapposti: Il diluvio e recssione delle acque e il Scarificio ed ebrezza di Noè. Presentano il linguaggio rivoluzionario di Uccello. La lunetta ha una struttura complessa con costruzione piramidale. I personaggi secondari sono coperti da quelli in primo piano. A destra si vede l'arca da cui esce Noè ed è raffigurato durante l'atto di benedizione. Il tutto è ricco di dettagli

1436-40, Chiostro verde di santa Maria Novella, verdeterra

Filippo Lippi

1406-69Ebbe legame con la generazione precedente e viaggiò molto: 1428 Siena, 1434 Padova. Si ricorda per la ricchezza stilistica e il desiderio di sperimentalizzazione e divenne il pittore più conosciuto a Firenze in quell'epoca. Organizzò una bottega efficiente ricca di collaboratori.

Incoronazione della Vergine

Figure tagliate a bordo inferiore e personaggi in primo piano che incrociano lo sguardo con lo spettatore. Un forte legame tra l'invenzione artificiosa e la presenza di effetti naturalistici. Struttura stravagante, che offre larghezza senza definire lo spazio. Le forme sono modellate da un chiaro scuro con le mezzi luci

Domenico Veneziano

1410-61Ebbe grande importanza nella pittura del Quattrocento. Di lui rimane poco solo sette dipinti e per capire la sua vita dobbiamo cogliere ciò che i suoi dipinti trasmettono

Pala di Santa Lucia Magnoli

Organizzato in uno spazio unitorio, con la loggia ispirata a Brunelleschi., con gusto di Michelozzo. L'opera all'altare crea un'unione tra spazio e luce. Le spinte prospettiche creano un senso geometrico. I santi sono davanti alle arcate gotiche. Ricorda il coro di una chiesa con il suo tramezzo. La madonna è in penombra e ha un profilo puro. La luce definisce la naturalezza mettendo in evidenza la trasparenza, volume e la forma.

1445-47, tempera su tavola, 209x216cm, Firenze, Galleria degli Uffizi, schema prospettico

Ultima cena

Sulla parete di fondo del convento di Sant'Apollonia. Si tratta di un edificio coperto da un tetto a spioventi in cui è stata tolta la parete frontale. Troviamo una grande sale: il triclinio con braccioli a forma di sfinge e rivestito da marmi che crea nell'opera uno spazio compresso dove lo caratterizza una forte illuminazione laterale

1447, affresco, 421x975, convento di sant'apollonia, firenze

La cavalcata dei Magi

Opera di Benozzo Gozzoli. E' raffigurato su un paesaggio roccioso, boschi e città in collina che portano a un cielo azzurro. Il senso di prospettiva è espresso in modo verticale per descirvere maggiori episodi e dettagli che catturano l'attenzione. Sono raffigurati: uomini, cavalieri, soldati e cacciatori per mostrare vivacità e la società dell'epoca. Probabilmente ritroviamo la famiglia de medici, i loro amici e sostenitori. Egli offre una pittura preziosa, che si sofferma su effetti mobili e la luce.

Affresco, Palazzo Medici-Riccardi, Firenze, 1459

Michelozzzo e il Palazzo de Medici-Riccardi

1396-1472Michelozzo di Bartolomeo Michelozzi fu architetto e scultore. Molto interessante è la sua attività di architetto, dove l'eredità del gotico fiorentino si concilia con le sperimentazioni brunelleschiane, dando origine al linguaggio architettonico più diffusa Firenze anche oltre 400.

Palazzo de Medici-Riccardi

Commissionato da Cosimo il Vecchio, il palazzo divenne il prototipo del palazzo rinascimentale. L'edificio è un cubo di pietra forte forato al centro da un cortile porticato che, dal lato di fondo, dà accesso ad un giardino. L'esterno è diviso in tre piani da una cornice a dentelli di aggetto crescente, al piano terra si apre una successione di semplici arconi mentre i piani superiori sono scanditi da due ordini di bifore. Nel cortile, al pian terreno vi è un portico su colonne sormontato da un fregio con festoni , sul secondo ordine si aprono delle bifore e infine al secondo piaano c'è una loggia. In origine, nel giardino, era conservato il David di Donatello.

Michelozzo, Palazzo de Medici-Riccardi, 1444-59, Firenze

Leon Battista Alberti e Palazzo Rucellai

1406-1472 Leon Battista Alberti architetto, pittore e scultore, grazie ai suoi numerosi trattati di scultura e pittura garantì alla pratica artistica fondamenti teorici e lessico specifico, indispensabili per la promozione delle arti. Palazzo Rucellai segue il modello del palazzo nobiliare de Medici-Riccardi di Michelozzo. Palazzo Rucellari sovrappone però al modello una sorta di versione appiattita del Colosseo. è infatti l'anfiteatro romano la fonte per gli ordini sovrapposti dal meno ornato, il dorico in basso, fino al più esile e decorato, corinzio per l'ordine che inquadra gli archi al livello più alto.

Leon Battista Alberti, Palazzo Rucellai, 1450-58, Firenze

Verso il cinquecento

Marta Marchisio e Anna Piscetta

La facciata di Santa Maria Novella

La facciata si spira alla facciata bipartita della chiesa romanica di San Miniato al Monte, l'architetto domina questi elementi inventando per la parte bassa un'ossatura gigantesca composta da colonne, pilastri angolari e attico, con al centro un portale all'antica inquadrato da semicolonne. La facciata prosegue poi con un secondo ordine che regge un frontone triangolare. Sono molteplici i rapporti geometrici a stringere in unità l'insieme. La facciata per esempio è inscritta in un quadrato; la parte inferiore è esattamente la metà della superficie di questo quadrato mentre quella superiore equivale a un quarto; dividendo ulteriormente in quattro quest'ultima si ottengono porzioni che inscrivono con precisione le volute laterali.

Leon Battista Alberti, facciata di santa maria novella, 1457, Firenze

Andrea del Verrocchio e David

1435-1488 A capo della bottega più importante del secondo quattrocento a Firenze, rappresentò il volto sperimentale dell'arte fiorentina. Andrea del Verrocchio inserì il dato naturale in una trama di raffinata ricchezza decorativa, alla quale aggiunse la capacità di registrare le più lievi espressioni. Il David è risolto in un modo che potremmo definire ghibertiano, cioè ancora memore della cultura cortese: l'eroe cristiano è un adolescente, abbigliato con una veste corta i calzari all'antica, raffinato tanto nel tipo fisico quanto nella posa. Il bronzo è lavorato con morbidezza e il chiaroscuro si accentua nei riccioli della chioma, agli angoli della bocca, attorno agli occhi e nella testa di golia.

Andrea del Verrocchio, David, 1470, Firenze

Sandro Botticelli e la Madonna del Magnificat

1445-1510Sandro Filipepi con le sue creazioni più tarde chiude idealmente il secolo mettendo a nudo l'ormai drammatica inadeguatezza dei sistemi figurativi quattrocenteschi. L'opera la Madonna del Magnificat è un'opera sperimentale poiché le figure sono come riflesse in uno specchio convesso, espanse al centro e sfuggenti lungo la circonferenza, e dominano, quasi fossero visti attraverso un cannocchiale un paesaggio lontanissimo. La negazione della prospettiva comunica che la verità non sta nella resa fedele della natura, ma può venire espressa solo nel linguaggio del mito e colta nella contemplazione.

Sandro Botticelli, Madonna del Magnificat, 1480, Firenze

La Primavera

Commissionata a Botticelli nel 1478.La lettura va da destra a sinistra. A destra riconosciamo Zefiro che insegue la ninfa Clori, che si trasforma in primavera e dispensa fiori. Al centro, in posizione leggermente arretrata, Venere posta davanti a un cespuglio di mirto e sovrastata dal piccolo cupido, il quale sta per scagliare una freccia verso una delle tre grazie, davanti a sinistra. Ancora più a sinistra, mercurio che scaccia le nuvole con il caduceo. La profondità spaziale appena allusa e i diversi gruppi non sono collegati dallo svolgersi di un'azione ma dall'impostazione modulare e geometrica dell'insieme e dalle rispondenze ritmiche interne.

Sandro Botticelli, La Primavera, 1478, Firenze

La Nascita di Venere

La nascita di Venere presenta un tema mitologico che cela un'allegoria neoplatonica fondata sulla visione dell'amore come forza motrice della natura. Venere nuda, in piedi su una conchiglia, riscaldata dal soffio di Zefiro, approda a una spiaggia dove una delle tre Ore, simbolo dei bei giorni di primavera, è in alto di gettarle sulle spalle un mantello. I colori sono luminosi, e la figure sono esemplate sui modelli antichi. Rispetto ai dipinti precedenti si accentuano gli elementi di stilizzazione: si allude senza rigore alla profondità spaziale, le onde divengono un merletto decorativo, il chiaroscuro si attenua penalizzando la resa del volume, mentre enfatizzato il continuo fluido a scorrere dei contorni.

Sandro Botticelli, La nascita di Venere, 1483-85, Firenze

Leonardo da Vinci e l'Annunciazione

Leonardo da Vinci, L'annunciazione, 1472, Firenze

1452-1519Nacque a Vinci, in Val d'Elsa e fu allievo di Andrea del Verrocchio da quale imparò a servirsi del disegno come strumento di conoscenza della realtà e come fondamento dell'esecuzione artistica. Egli ci ha lasciato una vasta eredità di disegni e fogli annotati, i cosiddetti manoscritti vinciani. L'annunciazione si distende in orizzontale, sulla sinistra l'arcangelo Gabriele che saluta la vergine a cui porta l'annuncio della maternità.sono molti gli aspetti interessanti come la passione di Leonardo per la resa degli elementi naturalistici e la bellezza del panorama dietro la figura dell'angelo raffigurato con una consistenza evanescente.

L'adorazione dei Magi

1481 Il dipinto è rimasto incompiuto. Leonardo dispone le figure lungo le maglie di un virtuoso reticolo prospettico, tipicamente quattrocentesco, a fianco di un complesso edificio in rovina con una doppia scalinata in scorcio che sorregge una monumentale tettoia. L'esibizione prospettica è posta in secondo piano e, a colpire l'osservatore è l'impressionante potenza espressiva dei gesti e dei volti. La concitazione che si trasmette da un gruppo all'altro sembra, però, placarsi di colpo al centro dove il bambino riceve l'omaggio dei Magi inginocchiati.

Leonardo da Vinci, Adorazione dei magi, 1481, Firenze

Lo sfumato di Leonardo

Luce, ombra e chiaroscuro:Olio consente di graduare i paesaggi sovrapponendo velature di colore trasparenti. Nel Trattato della Pittura, di Leonardo, possiamo leggere una vera illustrazione scientifica dei vari modi di ombreggiare.Sfumato e prospettiva aerea:I contorni degli oggetti sono sempre meno definiti man mano che aumenta la loro distanza dall'occhio di chi osserva. Lo sfumato conferisce un ampio respiro geografico all'opera suggerendo su un piano bidimensionale l'idea di vaste lontananze. È questo in sintesi il principio della cosiddetta prospettiva aerea.

Leonardo da Vinci, San't Anna, la Madonna e il Bambino, 1501, Parigi

Michelangelo Buonarroti e il David

1475-1564Appartenente a una nobile famiglia fiorentina, Michelangelo compì la sua formazione a Firenze a bottega da Domenico Ghirlandaio e si dedicò interamente allo studio delle numerose statue antiche. Il David, situato in Piazza della signoria a Firenze, a fianco alla porta del palazzo vecchio, è uno dei massimi capolavori di Michelangelo. Rappresenta il giovane pastore David che si accinge a combattere contro il gigante Golia.la figura nuda richiama alla scultura greca e romana da cui riprende l'impostazione a chiasmo. Michelangelo si allontana però dalla calma per rivelare l'interna tensione psicologica del personaggio.

Michelngelo Buonarroti, David, 1504, Firenze

Il Tondo Doni

1504-1506I corpi sono muscolosi, squadrati; le pose sono rigide, scultoree, e tutte le figure appaiono concatenate in un dinamico sistema di torsioni. Si crea un nuovo equilibrio fondato sui disaccordi. Compare per la prima volta la figura serpentinata, una sorta di avvitamento a spirale tipico del personaggio Michelangelesco. Il fondo è pressoché nullo, e il gruppo di unomini in secondo piano rende evidente che l'unico interesse di Michelangelo è la figura umana. I colori sono aciduli e accostati per discordia.

Michelngelo Buonarroti, Tondo Doi, 1504, Firenze

La sacrestia nuova e la Tomba del Duca di Urbino

A Firenze venne creata una seconda sacrestia, detta sagrestia nuova, simmetrica la sagrestia vecchia di Brunelleschi di cui Michelangelo avrebbe dovuto ripetere la pianta.questo ambiente avrebbe ospitato le più importanti tombe di famiglia de' Medici. Le pareti sono trattate come se fossero sculture, rivestite in marmo e scandite con fregi, cornici e pilastri. Lungo le pareti laterali della sacrestia furono collocati solo la tomba di Giuliano de' Medici e la tomba di Lorenzo Duca di Urbino. Nelle due tombe sono rappresentati i due uomini in due nicchie incassate nella zona centrale di ciascun monumento e due allegorie adagiate a coppie sulle volute che chiudono i coperchi dei sarcofagi.

Michelngelo Buonarroti, Tomba di Lorenzo de'Madici, 1520, Firenze

L'arte di Michelangelo

I cangiantismi:Un altro tratto tipico della pittura del Buonarroti è quello delle ombre colorate, i cosiddetti "cangiantissimi". Si tratta di un effetto pittorico assolutamente antinaturalistico che dà risalto alle figure.

La figura:La figura umana è il soggetto per eccellenza dell'arte di Michelangelo.i protagonisti sono spesso costruiti secondo la tipologia della figura serpenti nata. I protagonisti sono sempre raffigurati con un'accentuata muscolatura.

Il non finito:Spesso nelle sculture parti levigatissime coesistono con altre in cui il marmo è appena abbozzato. L'incompiutezza si deve a una scelta di stile, è il celebre "non finito" michelangiolesco.

La drammaticità:Le figure dipinte e scolpite dal Buonarroti sembrano agitarsi in preda a un'intima sofferenza interiore. Le loro espressioni a seconda della situazione sono malinconiche, tristi, corrucciate, adirate, ma mai sorridenti o carezzevoli.