Want to create interactive content? It’s easy in Genially!
PETRARCA: pace non trovo e non ho da far guerra
Gabriele Tacca
Created on February 6, 2023
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Modern Presentation
View
Terrazzo Presentation
View
Colorful Presentation
View
Modular Structure Presentation
View
Chromatic Presentation
View
City Presentation
View
News Presentation
Transcript
Pace non trovo e non ho da far guerra
Francesco Petrarca
Introduzione tematica
- Il sonetto, scritto da Petrarca tra il 1336 e il 1374, è uno dei più noti componimenti del Canzoniere.
- Si tratta di un'analisi del dissidio interiore del poeta, basata sulla figura retorica dell'antitesi.
- Il tema principale è il tormento provocato dall'amore per Laura, che rende l'innamorato prigioniero.
- Travolto dall'indecisione e dall'incertezza, a Petrarca non resta che nutrirsi del proprio dolore.
La parafrasi
Il sonetto
Non trovo la pace e non ho mezzi per fare guerra, e temo [di non essere amato] e spero [di esserlo]; e brucio [di passione] e sono ghiacciato [dalla delusione]; e volo su in cielo [quando sono felice] e giaccio in terra [quando sono sconfortato]; e non possiedo niente, e abbraccio tutto il mondo. Una persona [Laura] mi tiene in una prigione che non mi lascia libero né mi trattiene, e non mi tiene come suo prigioniero né scioglie i vincoli; e Amore non mi uccide e non mi libera, né mi vuole vivo né mi libera dalla sofferenza [con la morte]. Vedo senza avere gli occhi, e grido anche se non ho lingua; e desidero morire, e chiedo aiuto; e odio me stesso, e amo un’altra [Laura]. Mi nutro di dolore, rido mentre piango; la morte e la vita mi dispiacciono nello stesso modo: o donna, io sono in questo stato per causa vostra.
Pace non trovo, e non ho da far guerra; e temo e spero; e ardo, e son un ghiaccio; e volo sopra ’l cielo, e giaccio in terra; e nulla stringo, e tutto ’l mondo abbraccio. Tal m’à in pregion, che non m’apre né serra, né per suo mi riten né scioglie il laccio; e non m’ancide Amore, e non mi sferra; né mi vuol vivo, né mi trae d’impaccio. Veggio senza occhi, e non ho lingua e grido; e bramo di perir, e cheggio aita; ed ho in odio me stesso, e amo altrui. Pascomi di dolor, piangendo rido; egualmente mi spiace morte e vita: in questo stato son, Donna, per voi.
4 8 11 14
Analisi
- Lo schema metrico è quello di un sonetto tradizionale, composto da 14 endecasillabi suddivisi in due quartine e due terzine a rima ripetuta (con schema ABAB ABAB CDE CDE).
- Piuttosto insistito è l’uso di antitesi, che riportano il dissidio interiore del poeta anche sul piano formale. L’intero sonetto si regge su un continuo gioco di immagini contrapposte. Questo continuo conflitto tra immagini opposte è inoltre arricchito da chiasmi e parallelismi, che si sommano alle antitesi.
- Petrarca presenta Amore, personificandolo, come una passione crudele che rende l’uomo prigioniero del dubbio e della sofferenza.
- A livello sintattico prevale la coordinazione: questo indica la presenza contemporanea di più sentimenti nell’animo dell’io poetico.