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ISRAELE DA 1948 ALLA PRIMA INTIFADA
giulii
Created on January 30, 2023
GIULIA PASSINO VA 2023/2024
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Transcript
Giulia Passino VA a.s. 2023/2024
ISRAELE DAL 1948 ALLA PRIMA INTIFADA
ISRAELE DAL 1948 ALLA PRIMA INTIFADA
Il 14 maggio1948 nasce Israele e la lega araba attacca. Le forze ebraiche stavano vincendo, ma la presenza della popolazione araba sulla strada che univa a Gerusalemme era un pericolo. 50.000 persone, furono costrette «con la forza» a raggiungere la Cisgiordania. A facilitare l’operazione fu l’emigrazione nei mesi precedenti e gli eserciti arabi che non si coordinarono tra loro, ma miravano a occupare terrtori. dopo il riconoscimento il nuovo Paese era concentrato ad accogliere 70.000 sopravvissuti ai campi di sterminio. Emerse una realtà terribile: la quasi totalità dei cittadini potenziali era morta nell’Olocausto. Fu allora che si decise di favorire l’immigrazione degli ebrei dai Paesi arabi. Nacquero i due miti fondativi dello Stato ebraico e della resistenza palestinese: lo sterminio; e la Nakba, la catastrofe dell’espulsione dalla propria terra. La filosofa Hannah Arendt denunciò il pericolo di una strumentalizzazione della tragedia ebraica per motivi politici. «Non c’è stato leader arabo nemico che non sia stato paragonato a Hitler» - Segev. Da qui il concetto israeliano della guerra senza alternativa, da combattere e vincere a tutti i costi, per evitare il ripetersi dell’Olocausto.
1956-1967
Nel 1956: Israele si alleò con Francia e Inghilterra contro l'Egitto di Nasser, per il controllo del Canale di Suez, che vide Washington intervenire per costringere Israele ad abbandonare il Sinai e la striscia di Gaza conquistati. Nasser aveva fatto dell’Egitto le testa di ponte della lotta contro Israele, chiuse Suez agli israeliani e bloccò l’accesso dal Mar Rosso. Il 5 giugno 1967 gli israeliani attaccarono l’aviazione egiziana annientandola, poi colpirono la Siria. Sei giorni dopo la vittoria israeliana aveva rivoluzionato il Medio Oriente. Il suo territorio era più che triplicato, i confini da difendere dimezzati: a sud era stato preso il Sinai, compresa la Striscia di Gaza; soprattutto, era stata presa la Cisgiordania, Gerusalemme orientale con il Muro del Pianto e gli altri luoghi Santi. Nel passato Ben Gurion aveva detto di non volere la Cisgiordania proprio per non stravolgere gli assetti demografici. Le convenzioni internazionali e l’Onu vietavano l’annessione delle terre conquistate con la guerra. La posizione israeliana fu quella di propagandare che i no alla pace, no al riconoscimento e no al negoziato arabi, lasciarono come unica via l’occupazione. Le conseguenze politiche e sociali della Guerra dei Sei Giorni furono due: il conflitto arabo-israeliano si «palestinizzava», adesso erano l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp) di Arafat e le formazioni della guerriglia legate ai movimenti rivoluzionari socialisti a condurre la lotta.
1968-1974
Il 1968 vede crescere violenze e attentati. L’Olp opera dall’estero, ma anche da Cisgiordania e Gaza. Attaccano gli israeliani, uccidono i collaborazionisti nei territori occupati. Israele reagisce col pugno di ferro. Arafat cerca allora defenestrare re Hussein per trasformare la Giordania in Stato palestinese. Fu il «settembre nero» del 1970, migliaia di morti e la cacciata dell’Olp in Libano. Cresce il terrorismo caratterizzato da dirottamenti aerei, catture di ostaggi, violenze gravissime come la strage degli atleti israeliani alle Olimpiadi di Monaco nel 1972. La Guerra del Kippur del 1973. I tank egiziani irrompono nel Sinai. Meir pensa di ricorrere all’atomica e fa preparare i missili a Dimona. Gli americani fanno un ponte aereo ed evitano il peggio. Questo shock preparò le condizioni per la Pace di Camp David sei anni dopo, quando Begin e Sadat si stringono la mano: Israele si ritira dal Sinai (tiene Gaza), l’Egitto normalizza le relazioni.
la prima Intifada
Un incidente fu usato come pretesto per accendere la scintilla della rivolta. L’8 dicembre 1987, passa alla storia come la nascita dell’Intifada, che in arabo sta per scrollarsi di dosso. L’Intifada paralizza Gaza e arriva a Gerusalemme Est. Nasce il mito dei «ragazzi delle pietre», giovani disarmati contro l’esercito più potente del Medio Oriente. Lo scrittore israeliano Grossman scrisse che nei territori occupati era cresciuta una generazione di palestinesi pronti a ribellarsi. Da allora i palestinesi hanno avuto un ruolo sempre più importante e con essi i radicali islamici di Hamas, che tendevano a monopolizzare le piazze della rivolta. Il piano di pace del 1993 tra Arafat e Rabin prevedeva la nascita dello Stato palestinese, della definizione dei confini e della divisione di Gerusalemme. Hamas intensificò gli attentati per boicottare gli accordi e delegittimare l’Olp. Tra i nemici del piano anche la destra ebraica. Come Hamas rifiutava il compromesso territoriale in nome dell’Islam, così sostenevano il diritto ebraico di governare la Giudea e Samaria bibliche. Il colpo mortale al traballante processo di pace fu inferto da Amir, che la sera del 4 novembre 1995, che assassinò il premier laburista Rabin, unico che poteva fare accettare agli israeliani la resa della terra in cambio della pace. Tra il 2000 e il 2005 bruciò la seconda intifada. La colonizzazione e la crescita del peso di Hamas, vanificarono qualsiasi prospettiva di accordo.