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PRESENTAZIONE INFERNO
Andrea Sdei
Created on January 16, 2023
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Transcript
L'inferno
Andrea Sdei presenta
01
L'iNFERNO DI DANTE
l'INFERNO DI DANTE, E' IL PRIMO DEI TRE REGNI DELL'OLTRETOMBA DOVE LUCIFERO REGNA SULLE ANIME PECCATRICI. PRIMO LUOGO VISITATO DA DANTE NEL SUO VIAGGIO. QUI REGNA LA MISERIA MORALE DEI DANNATI.
indice
Map
CANTO I
LUOGO
LE TRE FIERE
DaNTE E VIRGILIO
Data
VIRGILIO
IL TEMPO
team
thanks
il veltro
L'INFERNO E' UNA CAVITA' A FORMA DI IMBUTO COMPOSTO DA NOVE GIRONI PIU' UNO: QUELLO DOVE DIMORA LUCIFERO.I CERCHI SONO DISPOSTI SECONDO I PECCATI: DA QUELLO PIU' PERDONABILE A QUELLO PIU' GRAVE.
I GIRONI
I° CERCHIO: ANTINFERNO E LIMBOII°/V° CERCHIO: ANIME CHE HANNO CEDUTO AGLI ISTINTI PRIMORDIALI E ALLE PULSIONI: I VIZI CAPITALI COME LUSSURIA, INGORDIGIA, AVARIZIA, IRA, ACCIDIA...VI° CERCHIO: GLI ERETICI VII° CERCHIO: I VIOLENTI, GLI OMICIDI VIII° CERCHIO: I FRAUDOLENTI, COLORO CHE COMPIONO VOLONTARIAMENTE UN ATTO MALVAGIO IX° CERCHIO: I TRADITORI X° ...LUCIFERO
VIRGILIO
"OR SE' TU QUEL VIRGILIO, E QUELLA FONTE CHE SPANDI DI PARLAR SI' LARGO FIUME?..." VIRGIGLIO APPARE A DANTE COME SALVATORE IN QUESTO SUO SMARRIMENTO. DANTE VEDE IN VIRGILIO UN MAESTRO COLUI CHE MOSTRERA' LA VIA IN QUANTO POETA SOMMO CHE HA MOSTRATO IL PREGIO E HA ONORATO LA POESIA E I POETI. VIRGILIO SARA' LA GUIDA NEL VIAGGIO.
DANTE
- DANTE NEL PRIMO CANTO DESCRIVE IL SUO SMARRIMENTO IN UNA SELVA OSCURA VEDE UN COLLE, DAVANTI A LUI, E DECIDE DI SALIRCI PER USCIRE DAL BOSCO.
- TRE FIERE GLI BLOCCANO IL PASSAGGIO: UNA LONZA UN LEONE E UNA LUPA E LO COSTRINGONO A RINUNCIARE AL SUO INTENTO.
- E' QUI CHE VEDE SPUNTARE UN'OMBRA: VIRGILIO ARRIVA IN SUO AIUTO.
- DANTE PREGHERA' IL MAESTRO DI AIUTARLO ED EGLI LO ACCOMPAGNERA' IN QUESTO SUO LUNGO VIAGGIO
IL TEMPO
LA DISCESA DI DANTE NELL'INFERNO DURA CIRCA VENTIQUATTRO ORE E SI PERCEPISCE LO SCORRERE DEL TEMPO DALLE DESCRIZIONI ASTRONOMICHE RILASCIATE, DURANTE IL VIAGGIO, DA VIRGILIO.
le tre fiere: LA LONZA, il leONE, LA LUPA
LA LONZA: UNA PANTERA O UN LEOPARDO, CERTAMENTE UN FELINO CHE DANTE DICE DI ESSER CRUDELE CON IL SUO CORPO MACULATO RAPPRESENTA LA FRODE, DALLA QUALE PROVENGONO LE COLPE PEGGIORI.
ED ECCO AL COMINCIAR DELL'ERTA, UNA LONZA LEGGIERA E PRESTA MOLTO, CHE DI PEL MACULATO ERA COVERTA...
IL LEONE. VIENE IN CONTRO A DANTE RABBIOSO E AFFAMATO. QUESTA SECONDA FIERA RAPPRESENTA LA VIOLENZA CHE CORRISPONDE ALLA SECONDA PARTE DELL'INFERNO: I TRE CERCHI DEI VIOLENTI.LA LUPA. LA PIU' TEMIBILE DELLE TRE FIERE POICHE' RAPPRESENTA I PECCATI A CUI L'UOMO NON RIESCE A SOTTRARSI FACILMENTE. A ESSA CORRISPONDONO I PRIMI E PIU' VASTI CERCHI DELL'INFERNO.
LA FIGURA DI VIRGILIO PER DANTE
VIRGILIO HA INSEGNATO A DANTE PIU' DI OGNI ALTRO L'ARTE DELLA POESIA. A LUI SI RIVOLGE NEI MOMENTI DI DUBBIO.E' LUI CHE GLI HA MOSTRATO QUELLO STILE NOBILE ED ELEVATO DETTO "TRAGICO" CHE SOLO I GRANDI POETI CONOSCONO. DANTE NE PARLERA' NEL DE VULGARIS ELOQUENTIA.
E PIU' SARANNO ANCORA, INFIN CHE IL VELTROVERRA', CHE LA FARA' MORIR CON DOGLIA.
VERSO 101-102
IL VELTRO
"E ALTRI MAGGIORI PECCATI MALI PRODURRA' NELL'AVVENIRE; IL VELTRO: FINCHE' VERRA UN CANE, IL QUALE LA FARA' MORIRE CON MOLTO DOLORE."E' QUESTA LA TRADUZIONE LETTERALE DELLA FRASE, MA NESSUNO SA' CON SICUREZZA COSA DANTE VOGLIA DESCRIVERE. ALCUNI PENSANO CHE IL VELTRO SIA UN PAPA GIUSTO CHE AVREBBE RICONDOTTO LA CHIESA ALLA PURITA'; ALTRI, ED E' FORSE L'IPOTESI PIU' ATTENDIBILE, UN IMPERATORE CHE RESTAURRASSE L'AUTORITA' DELL'IMPERO E FRENASSE LA CUPIDIGIA DELLA CHIESA.
CANTO III
Giunto alla porta dell'Inferno, Dante si ferma leggendo la scritta riportata sopra e ha paura, si ferma...Virgilio lo persuade a continuare. Entrando, un orribile frastuono li accoglie nel vestibolo dell'Inferno; qui vi trovano le anime degli ignavi. Arrivano poi sulla riva dell'Acheronte, dalla quale Caronte cerca di allontanare Dante che sviene poi in seguito a un forte terremoto.
La porta dell'Inferno riporta una scritta terrificante che ribadisce il concetto della dannazione eterna cancellando ogni speranza. Inoltre vi sono grida delle anime, lamenti, pianti che spaventano e angosciano Dante. Sulle rive del grande, triste, primo dei fiumi dell'Inferno, Dante incontra tante anime ammassate in procinto di essere traghettate, continuamente infastiditi e attaccati da insetti che li mordono
LA FIGURA DI CARONTE
- Caronte è il traghettatore delle anime dannate attraverso l'Acheronte. Il traghettatore non si limita a trasportare e inveire contro le anime, ma egli le picchia con il remo per punirle e si erge a giustiziere.
- Questa presenza demoniaca si presenta come un vecchio canuto (barba e capelli bianchi), occhi infuocati per la rabbia e l'odio che prova, magro, dall'aria trasandata ma fiera. Caronte indossa un mantello liso e sudicio e guida la barca spingendola con un remo.
- La rabbia lo acceca, è un essere demoniaco ma a tratti umano. Detesta Dio, ma nello stesso tempo deve ubbidirgli, é oscuro come il paesaggio che lo circonda.
Caronte si rivolge a Dante dicendogli che lui non può salire su una barca che trasporta solo anime morte e lui invece è persona viva. Gli serve piuttosto un "lieve legno" che lo porti sulla spiaggia del Purgatorio.Virgilio allora interviene e gli dice che non si deve preoccupare ma acquietarsi perchè ciò che è deciso è deciso. Caronte, allora gli dice che per lui Dante è anima buona e quindi non adito a salire sulla barca che traghetta anime dannate.
+ info
PURGATORIOCanto I
Nella seconda Cantica si apre il viaggio di Dante nel Purgatorio, luogo dove le anime affrontano il loro percorso di redenzione: la Risurrezione. Dante e Virgilio si trovano sulla spiaggia antistante avvolti dalla luminosità dell'alba, simbolo della luce Divina che abbraccia le anime salve dalla dannazione eterna dell'Inferno. Qui si respira la Speranza...
La Spiaggia, parte più bassa dell'isola dove sorge il monte del Purgatorio, è rappresentata da una pianura solitaria. Qui cresconno dei giunchi nel fango. Essa fa parte dell'Antipurgatorio. Qui si presenta Catone Uticense, custode del secondo regno.
IIL TEMPO. E' l'alba della domenica di Pasqua giorno in cui, i cristiani, festeggiano la risurrezione di Cristo.
Dante decide di iniziare questa cantica della Commedia invocando Calliope, musa protettrice della poesia epica che era stata invocata anche da Virgilio dell’ Eneide. Attraverso questa figura, Dante può rievocare il mito delle figlie di Pierio, il re di Tessaglia (o di Macedonia) che secondo la mitologia sfidarono le Muse in una gara di canto e furono vinte proprio dalla voce melodiosa di Calliope che, per punirle, le trasformò in piche, cioè in gazze dal gracchiare stridulo. In questo modo, il poeta pone l’ammonimento nei confronti della superbia. Solo con l’umiltà si può compiere la salvezza delle anime.
"Per correr miglior acque alza le vele omai la navicella del mio ingegno, che lascia dietro a sé mar sì crudele; e canterò di quel secondo regno dove l’umano spirito si purga e di salire al ciel diventa degno. Ma qui la morta poesì resurga, o sante Muse, poi che vostro sono; e qui Calïopè alquanto surga, seguitando il mio canto con quel suono di cui le Piche misere sentiro lo colpo tal, che disperar perdono."
Catone. Posto all'entrata del Purgatorio da Dio, poichè egli si uccise per sottrarsi alla tirannide di Cesare, egli rinunciò alla vita per la libertà. Dante eleva questo suo gesto.
Virgilio. Egli ricopre ancora una volta la figura di "padre" per Dante, quando chiede a Catone il permesso di entrare nel Purgatorio per continuare il viaggio.
Dante. Pellegrino in via di purificazione, egli riesce a capire e sentire ciò che provano le anime che incontra. Egli va cercando la libertà morale per sè e tutti gli uomini.
Catone, dopo aver accettato la richiesta di Virgilio per accedere al regno, fa compiere ai due viaggiatori i riti prescritti: il volto di Dante deve essere lavato dai fumi dell'Inferno e la sua persona deve essere cinta da un giunco. Il lavacro è simbolo di purificazione e il giunco di umiltà.
L’inferno è spesso raffigurato come un luogo di dolore e tormenti, un mondo sotterraneo dominato da demoni e fiamme. Le anime sono qui punite per i tormenti inflitti ad altri e per i peccati commessi in vita. Il Purgatorio è un elemento che si ritrova solo nella dottrina della Chiesa cattolica. E' il luogo di redenzione delle anime che sperano nel perdono divino. Qui, le anime vengono traghettate per poter prender coscienza del peccato commesso e cercare la via della redenzione.
PURGATORIOCanto VI
iIl sole è già alto nel pomeriggio e Dante chiede a Virgilio spiegazioni intorno al valore delle preghiere dei vivi per i morti. Il Maestro dice lui che il giudizio di Dio non è intaccato dalle preghiere ma essi devono da soli riscattare le loro colpe. Mentre si incamminano incontrano Sordello di Goito, che venuto a sapere che Virgilio è mantovano, va loro incontro per festeggiarlo...Dante qui parla dell'Italia che è lacerata da corruzione, decadenza, non rispetto delle leggi.
Il luogo del VI canto è il secondo balzo:indica il "luogo alto" che indica una visione migliore di quella che Dante potrebbe avere scendendo nel seno della valle. Il balzo e quindi uno spiazzo sopra un'altura...
"Tal era io in quella turba spessa, volgendo a loro, e qua e là, la faccia, e promettendo mi sciogliea da essa."
Verso 10 - 12
I personaggi che incontreranno Dante e Virgilio sono quelli che si sono macchiati dei sette vizi capitali: lussuria, gola, avarizia, accidia, ira, invidia e superbia.
Qui i "negligenti" apettano di poter espiare le loro colpe.
- Dante e Virgilio incontrano diverse anime che hanno peccato di "ruberie": Benincasa da Laterina, Ghin di Tacco, Guccio dei Tarlati, "Farinata", ecc., tutti uccisi e appartenenti a fazioni che hanno sottratto soldi, cariche, per il gusto del potere.
- Dante affronta i temi più angosciosi e inquieti della sua esperienza politica
Sordello di Goito, gentiluomo e fine trovatore in lingua provenzale al servizio di Carlo D'Angiò, sentendo parlare di Mantova da Virgilio, va incontro ai due per porgere il suo saluto e gli onori al mantovano. Assistendo all'abbraccio dei due, Dante sfoga il suo livore contro l'Italia presente, lacerata da lotte, ruberie, corruzione e decadenza, ove regna l'indisciplina, la non legalità. Il tema politico accompagna questo canto e pone il confronto tra il mondo della verità e della giustizia e quello terreno della furia senza freno delle passioni e immerso nell'anarchia.
Parlando della sua Firenze, Dante si accosta alla ragione più intima e segreta della sua pena e cerca di allontanarsi da ogni impulso di compassione e di giustificazione. , ma poi cede alla pietà e all'elogio...
"Firenze mia, ben puoi esser contenta, di questa disgression che non ti tocca, mercé del popol tuo che si argomenta."
Verso 127 - 129
Dante si troverà a parlare con Ciacco, suo concittadino, della sua amata Firenze. Egli non è un politico, ma Dante gli dà l'opportunità di dare una sua opinione sulla situazione della città, Ciacco è pessimista e non vede alcuna possibilità di riscatto nei suoi abitanti che peccano di superbia, avarizia e invidia. Condanna la corruzione e il malgoverno che non fanno del bene alla città e ai suoi abitanti.
"La Profezia" Ciacco prevede che ci sarà uno scontro tra Guelfi Bianchi e Guelfi Neri e il fatto si avvererà ...
Nel VI canto dell'Inferno, Dante affronta la situazione politica di Firenze: i cattivi papi, i cattivi re, la corruzione dei costumi contemporanei, il decadimento dell'antica nobiltà in decadimento, la corruzione delle autorità politiche ed ecclesiastiche. Nel VI canto del Purgatorio l'attenzione si sposta sull'Italia intera. Rimane l'accusa di fondo secondo cui le lotte tra le fazioni di Guelfi bianchi e neri sono una rovina per la società intera.
PARADISO
CANTO I
TEMA DEL CANTO
Dante afferma di essere stato nell'Empireo, che è il cielo dove la luce di Dio risplende; perciò invoca Apollo perchè gli infonda tanto valore poetico per poter ricevere l'alloro perchè il solo aiuto delle Muse non basta.Dante poi, ascende al cielo con Beatrice e si chiede il perchè di tanta luce... Beatrice gli spiega che tutte le cose sono ordinate tra loro e sono più o meno vicine a Dio in base alla loro importanza. Si parla quindi, in questo canto, della trasfigurazione spirituale.
IL LUOGO.
E' la zona intermedia tra l'atmosfera terrestre e la prima sfera celeste, quindi il cielo della luna. E' una zona luminosissima dove la luce sembra fuoco.
IL TEMPO
IL TEMPO.La vicenda si svolge poco dopo il mezzogiorno del 13 aprile del 1300 (mercoledì di Pasqua)
DANTE E BEATRICE
Dante sceglie come compagna di viaggio la sua amata Beatrice che lui vede come creatura discesa dal cielo. Lei guarda la luce accecante del cielo, lui distoglie lo sguardo dalla luce e volge gli occhi verso Beatrice e così i due ascendono al cielo.
Dante si stupisce del fatto di trascendere l'aria e il fuoco, ma Beatrice gli spiega come questo corrisponda al fatto che l'anima umana è creata per volare, quando questa si libera dal peccato, verso la sua vera patria: il cielo. Beatrice parla a Dante con fare materno.
"O buono Apollo, a l'ultimo lavorofammi del tuo valorsì fatto vaso, come dimandi a dar l'amato alloro."
L'INVOCAZIONE DI APOLLO
Dante non crede di potersi ricordare tutto ciò che ha visto lassù, quindi annuncia nel canto che narrerà solamente quel che ricorda. Pertanto, viste tali difficoltà, chiede l'ispirazione di Apollo per ottenere la corona d'alloro destinata ai poeti più grandi.
02
01
Dante inizia l'ascesa al cielo con Beatrice. lui la guarda e nel frattempo sale al cielo. Non riesce a capire se salendo lui sia solo anima o anima e corpo. La luce si fa troppo intensa per lo sguardo umano. Beatrice invece osserva la luce senza distogliere gli occhi.
Dante cerca l'ispirazione per portare a compimento il suo lavoro letterario . Chiede caiuto per l'ispirazione ad Apollo e gli chiede di parlare attraverso la sua bocca.
04
03
Beatrice gli spiega che tutte le cose vanno verso Dio per istinto e che potrebbero deviare il loro cammino solo se sono imperfette. Quindi le anime salgono verso Dio poichè è lui che le ha create.
Beatrice dice a Dante che stanno salendo al cielo velocemente attraversando l'atmosfera e la sfera di fuoco. Dante si stupisce di attraversare quei corpi leggeri.
PARADISO
CANTO VI
Il VI Canto è un canto politico in cui Dante esalta l'idea dell'Impero, voluto da Dio per creare in terra, come in cielo, il regno della giustizia e della pace.Il Canto è interamente occupato dal discorso di Giustiniano che si scaglia contro Guelfi e Ghibellini che sono nemici dell'Impero.
VI
IL LUOGO
LA VICENDA SI SVOLGE NEL CIELO DI MERCURIO
DALLE ORE 3 ALLE ORE 5 DEL POMERIGGIO DEL 13 APRILE 1300.(MERCOLEDI' DI PASQUA) QUI SI TROVANO LE ANIME DI COLORO CHE IN VITA SI SONO PRODIGATI PER RAGGIUNGERE FAMA E ONORI.
01
02
DANTE. Nel V Canto, Dante conclude rivolgendo una domanda a un'anima che si trova nel cielo di Mercurio. Qui trova la sua risposta. Dante esalta la sua idea politica che appoggia l'Impero e lo sdegno per le fazioni politiche che, con le loro lotte, hanno offeso Dio, causando il male del mondo
BEATRICE. E' presente ma non nel suo solito ruolo di guida poichè resta in silenzio.
03
04
ROMEO DI VILLANOVA. Ministro nelle grazie del conte Raimondo, fece sposare le sue quattro figlie con dei re e la corte ne fu invidiosa, tanto che lo fecero apparire sospetto agli occhi del conte. Pregato di rimanere a corte egli preferì girovagare mendicando la sua vita.Giustiniano fa notare quest'anima a Dante e prova per essa una dolorosa simpatia.
GIUSTINIANO. Egli incarna l'ideale di saggezza politica di Dante. Giustiniano afferma anche la propria fede di cattolico e conclude la sua presentazione, facendo risalire a Dio, tutti i suoi meriti terreni, non solo riguardanti le leggi che aveva riordinato, ma anche le armi. Giustiniano non parla come Imperatore, ma come uomo di virtù e giustizia.
"Indi partissi povero e vetusto;e se 'l mondo sapesse il cor ch'elli ebbe mendicando sua vita a frusto a frusto, assai lo loda, e più lko loderebbe". ...Esule proprio come Dante...
Giustiniano presenta se stesso come colui che, illuminato dal papa Agapito, ha riportato l'Impero in Italia, ha arricchito l'istituzione di valori spirituali, raggiungendo giustizia e felicità per gli uomini. Mentre in un primo momente la presa di contatto con la chiesa era negativa, ora nel Poema c'è un cambiamento: "la gloria di Roma spetta alla Chiesa più che all'Impero. Quindi l'Impero fu voluto da Dio per raggiungere uno scopo e non per se stesso.
CANTO VI - INFERNO In questo canto, Dante affronta la situazione politica della città di Firenze: i cattivi papi, i cattivi re, la corruzione dei costumi contemporanei, il decadimento dell'antica nobiltà, la corruzione delle autorità politiche ed ecclesiastiche.
CANTO VI - PURGATORIOQui l'attenzione si sposta su un territorio più vasto, l'Italia intera. Rimane l'accusa di fondo secondo cui, le lotte tra Guelfi Bianchi e quelli Neri, sono una rovina per la società intera.
CANTO VI - PARADISOQui si parla della crisi dell'Impero universale, della giustizia terrena e dell'offesa alla volontà divina. L'Impero, voluto dalla volontà divina per la felicità terrena fatto scempio dalle lotte partigiane tra i ghibellini e i guelfi che sono la causa della corruzione e dei mali del mondo. Si fa accenno anche al dolore dell'esule Romeo, esule come Dante.
Gratias maximas