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"Il ritratto di Dorian Gray"

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Transcript

Il ritratto di Dorian Gray

Indice

approfondimenti
Spazio e tempo della narrazione

Informazioni generali

Tecniche narrative
Stile e poetica
Trama
Tempo del racconto
Osservazioni finali
Tematiche fondamentali
Narratore e personaggi

Informazioni generali

Titolo: The picture of Dorian Gray. Autore: Oscar Fingal O'Flahertie Wilde, noto come Oscar Wilde. Città e anno di pubblicazione: Londra, 1891 Genere letterario di appartenenza: Romanzo decadentista

Oscar Wilde: il simbolo del decadentismo inglese

Oscar Wilde nacque a Dublino nel 1854 e crebbe in un ambiente colto e spregiudicato. La sua permanenza in Irlanda durò poco e ben presto decise di trasferirsi a Oxford per motivi di studio. Le sue capacità e talento, nonché le pose eccentriche, lo imposero come una delle personalità dominanti nei circoli artistici e nei salotti mondani inglesi e francesi. Visse fra Parigi e Londra, con frequenti viaggi in Italia, Grecia e Nordafrica. Nel 1882, Oscar Wilde si recò negli Stati Uniti per un fortunato ciclo di conferenze sull’estetismo. Due anni dopo sposò Constance Lloyd, da cui ebbe due figli. Il matrimonio fallì molto presto. Occorre attendere fino al 1890 per assistere al suo genio letterario, che diede origine ad una copiosa e magnifica serie di fortunate pubblicazioni. Nel 1891 uscì il romanzo "Il ritratto di Dorian Gray"che diventò una specie di vangelo del decadentismo e dell’estetismo in cui sono assolutamente evidenti i tratti autobiografici, e le ossessioni di Oscar Wilde emergono dalla storia di Lord Dorian. Dopo la fine del suo matrimonio, lo scrittore irlandese intraprese una relazione con Lord Alfred Douglas detto "Bosie". Tutta l’aristocrazia e la classe dirigente londinese, di cui era stato fino a poco prima l’idolo, prese le distanze e lo rifiutò. Fu denunciato e condannato per omosessualità, costretto a scontare una pena (due anni di lavori forzati) che lo lasciò in miseria e solitudine. Tornato alla libertà nel 1897, Oscar Wilde si rifugiò a Parigi dove morì tre anni dopo. Oscar Wilde fu dunque amato, seguito e adulato dalla folla; infine lasciato morire martire per aver applicato alla propria vita le regole dell’eccentricità che aveva predicato.

Estetismo e decadentismo inglesi

L'estetismo

Il decadentismo

L'estetismo è un movimento artistico nato in Inghilterra negli ultimi decenni dell'Ottocento. Il principio base dell'Estetismo è quello dell'"arte per l'arte", che esalta la bellezza come valore supremo non assoggettabile ai dettami della morale comune. Ciò si traduce nell'esaltazione dell'artista, visto come figura eccezionale che deve vivere la propria vita "come un'opera d'arte", rifiutando la mediocrità della vita borghese. Da questa concezione deriva la figura dell'esteta o dandy, cioè la persona aristocratica e raffinata che ricerca il bello anche nella quotidianità e che è moralmente corrotto perchè ama circondarsi di oggetti inutili, preziosi e raffinati, ricercando esclusivamente ciò che può procurargli piacere; allo stesso tempo disprezza la società guidata dalla logica del profitto e dall'interesse materiale, considerando la massa volgare . La sua vita è segnata anche dallo scandalo, perchè esso suscita interesse e scalpore. Egli sostituisce alla morale il "culto del bello".

Il movimento del Decadentesmo ha origine in Francia, alla fine dell'Ottocento, ma presto si diffonde all'interno di movimenti culturali delle altre nazioni europee. Questo movimento nasce in opposizione e come polemica al Naturalismo, principalmente a causa della crisi esistenziale che ha colpito la società europea in quegli anni e che porta a un'intensificazione della sfiducia negli ideali romantici e nella ragione. I decadenti non si riconoscono nelle tendenze positivistiche e materialistiche della società del tempo; i letterati decadentisti infatti si ritrovano in una condizione di insoddisfazione generale verso il Positivismo e verso il metodo scientifico tanto sponsorizzato all'interno di quel movimento culturale. Essi, attraverso il pensiero e la letteratura, attuano alcuni atteggiamenti ritenuti anticorfomisti e, pur consapevoli di essere rifiutati dalla borghesia, ne fanno motivo di orgoglio e distinzione. Il poeta diventa così un veggente, capace di scavare nell'interiorità umana e nel mistero dell'ignoto.

Il processo a Oscar Wilde: la storia della condanna di uno scrittore

Il 25 maggio 1895 fu una data spartiacque nella vita di Oscar Wilde, che segnò l’inizio del suo inarrestabile declino: la fine del processo che portò alla sua condanna in via definitiva a due anni di carcere e lavori forzati. L’accusa era quella di “gross public indecency”, ovvero di sodomia e volgare indecenza, una perifrasi borghese per indicare in modo velato il reato per cui effettivamente Wilde era punito: quello di omosessualità. Il processo contro Oscar Wilde destò parecchio scalpore nell’epoca vittoriana, perché coinvolse alcuni dei più illustri esponenti della società londinese di fine Ottocento. Wilde era già un romanziere conosciuto, noto soprattutto per "Il ritratto di Dorian Gray" (che aveva già suscitato parecchie accuse di immoralità). Le accuse di immoralità avevano iniziato a piovere addosso a Oscar Wilde sin dal principio della sua carriera letteraria. Il carattere velatamente erotico di alcune sue poesie non era gradito ai critici, né ad alcuni lettori. Tutto si sarebbe fermato alle chiacchiere se non ci fossero stati di mezzo i sentimenti. Nel 1891 lo scrittore si innamorò perdutamente di un giovane nobile, Lord Alfred Douglas. La relazione tra i due proseguì per quattro anni finché il marchese di Queensberry decise di intervenire di persona per allontanare il figlio dall’influenza negativa di Wilde. Alla prima londinese de "L’importanza di chiamarsi Ernesto" il marchese lasciò un biglietto infamante che recitava così: "A Oscar Wilde che posa a sodomita." Ferito nel profondo del suo orgoglio Oscar Wilde decise di intentare l’accusa di diffamazione;

fu la decisione peggiore della sua vita. Il processo si rivelò, sin dal principio, una causa persa poichè molti testimoni affermarono che l'omossesualità di Wilde non era affatto presunta. Messo all'angolo la situazione si ribaltò, e lo scrittore passò dal banco dell'accusa a quello della difesa. Venne ritenuto colpevole anche a causa di alcuni passi de "Il ritratto di Dorian Gray.

Trama del romanzo

Conservare bellezza e giovinezza a ogni costo, vivere in un infinito presente anche se il prezzo è un'infinita dannazione: la storia di Dorian Gray è probabilmente una delle più note che la letteratura abbia mai raccontato. Narra di un giovane di bell'aspetto, Dorian Gray, che arriverà a fare della sua bellezza un rito insano. Egli comincia a rendersi conto del privilegio del suo fascino quando Basil Hallward, un pittore (nonché suo amico), gli regala un ritratto da lui dipinto che lo riproduce nel pieno della gioventù. Lord Henry Wotton avrà il ruolo decisivo nella vita dell'ingenuo Dorian, che lo incontra per la prima volta proprio presso lo studio di Hallward. Ed è proprio lì, infatti, che Wotton, con i suoi panegirici sulla bellezza, influenza negativamente Dorian, che comincia a guardare la giovinezza come qualcosa di veramente importante, tanto da provare invidia verso il suo stesso ritratto, che sarà eternamente bello e giovane mentre lui invecchierà. Colto dal panico, Dorian arriva a stipulare una sorta di "patto col demonio", grazie al quale rimarrà eternamente giovane e bello mentre il quadro mostrerà i segni della decadenza fisica e della corruzione morale del personaggio. Dopo una tormentata storia d'amore con un'attrice di teatro di nome Sybil Vane, terminata col suicidio della ragazza dopo uno spettacolo in cui ha recitato male, Dorian, vedendo che la sua figura nel quadro invecchia e assume spaventose smorfie tutte le volte che egli commette un atto feroce e ingiusto, come se fosse la rappresentazione della sua coscienza, nasconde il quadro in soffitta e si dà a una vita all'insegna del piacere, sicuro che il quadro patirà le miserie della sorte al posto suo.

Trama del romanzo

Non rivelerà a nessuno l'esistenza del quadro se non a Hallward, che poi ucciderà in preda alla follia fomentata dalle critiche del pittore ritenuto causa dei suoi mali in quanto creatore dell'opera. Ogni tanto però si reca segretamente nella soffitta per controllare e schernire il suo ritratto che invecchia e si imbruttisce giorno dopo giorno, ma che gli crea anche tanti rimorsi e timori finché, stanco della sua malvagia vita, lacera il quadro con lo stesso coltello con cui aveva ucciso Hallward. Alla fine i servi trovano Dorian morto con un pugnale conficcato nel cuore, irriconoscibile e precocemente avvizzito, ai piedi del ritratto ritornato meravigliosamente giovane e bello.

Personaggi principali

In una lettera a Ralph Paine del 12 febbraio 1984, Oscar Wilde scrisse: “Basil Hallward è quello che io sono; Lord Henry che cosa il mondo pensa di me; Dorian quello che mi piacerebbe essere – in altri tempi forse”. Ciò significa che vi è un solo personaggio nel romanzo: lo stesso scrittore.

Mónica

Lord Henry Wotton: il cui spirito decadente e cinico richiama quello dello stesso Wilde. Nobile intelettuale , molto riflessivo su tutti gli aspetti della vita. Rappresenta l’opinione che il mondo aveva di Oscar Wilde in quel periodo: un conversatore brillante, con una voce affascinante, capace di giocare con le parole. Lord Henry usa la sua critica ironica per attaccare ogni aspetto della società vittoriana e si fa portavoce dell’edonismo e delle convinzioni estetiche di Oscar Wilde. Scompare fisicamente per dare luogo alla degradazione di Dorian, ma la sua personalità è sempre presente. E’ uno spettatore, non un uomo d’azione, non mette mai in pratica le sue teorie.

Dorian Gray: è un giovane ventenne molto affascinate, il dandy che espia il proprio edonismo con la vecchiaia e cade sotto l’influenza del geniale e perverso Lord Henry. Egli esprime il desiderio di poter restare per sempre giovane mentre il quadro invecchierà al posto suo. Da questo momento in poi Dorian conduce una doppia vita, iniziando la sua discesa agli inferi: affascinante, istruito, attratto dal piacere, porta la sua corruzione all’estremo con una fatale seduzione per il male.

Personaggi principali

Basil Hallward: ha un’espressione da intellettuale e si comporta in maniera misteriosa. Ha un carattere orgoglioso e non sopporta le persone simili a lui. Quando dipinge un quadro vi mette tutto sé stesso e teme quasi nel farlo vedere per non essere “smascherato”. Completamente coinvolto nella sua arte, è lo stereotipo tipico dell’artista attratto dalla bellezza. E’ l’unico che prova vero affetto per Dorian e che cerca di riscattarlo quando percepisce il suo distacco e la sua graduale discesa verso il male.

James Vane: James incarna le difficoltà di una classe che deve lottare per la sopravvivenza. Lui ama sua sorella e vorrebbe proteggerla. James capisce quello che le potrebbe accadere: non si fida di Dorian, un uomo di classe superiore. Dopo la morte di Sybil tenta di vendicarsi ma non ha successo e l’ordine sociale rimane inalterato.

Sybil Vane: Viene presentata attraverso le parole di Dorian Gray,che la descrive a Lord Henry come una attrice molto capace. Per il giovane rappresenta l’arte stessa. La giovane donna chiama Dorian con l’appellativo di "principe azzurro". La sua innocenza è in contrasto con l’ambiente dei bassifondi a cui appartiene, completamente diverso da quello di Dorian. Muore suicida dopo esser stata lasciata da Dorian, incapace di provare sentimenti per gli altri.

Mónica

Tempi e spazio dell'opera

Tempo storico: l'epoca in cui si svolge il racconto non è indicata specificatamente dall'autore, ma è deducible da alcuni particolari, come il dono di Lord Henry a Dorian di un libro pubblicato nel 1884. Viene descritta, inoltre, una nobiltà londinese che appartiene all'epoca in cui viveva Wilde. Tempo della narrazione: l'intera vicenda si svolge nell'arco di tempo compreso tra l'adolescenza e l'età matura di Dorian Gray (una ventina d'anni circa). Nel racconto viene rispettato l'ordine cronologico dello svolgimento dei fatti, anche nell'innaturale mancato invecchiamento del protagonista. Alcuni eventi cruciali, come il suicidio di Sybil Vane, vengono raccontati a fatti accaduti. Spazio della storia: i personaggi si muovono prevalentemente in ambienti interni descritti nella loro realtà. Essi, secondo me, costituiscono un giusto sfondo per le vicende e i caratteri dei personaggi, proprio perchè esageratamente raffinati e con sfumature di finzione come i personaggi stessi.

Tecniche narrative e rappresentative

Il racconto è condotto secondo un punto di vista esterno alla vicenda e non subisce cambiamenti nel corso della narrazione. L'elemento che mi ha permesso di individuare tale punto di vista è il costante utilizzo della terza persona. La tecnica di rappresentazione principale è quella dei dialoghi e delle riflessioni interne dei personaggi, che però non trascura le descrizioni degli ambienti, dell'aspetto dei personaggi e delle loro azioni.

I temi fondamentali

All'interno dell'opera di Oscar Wilde ho individuato principalmente sei temi:
  • L'arte come specchio: il dipinto di Basil rispecchia lo spirito depravato di Dorian.
  • La vanità come peccato originale: una volta che il senso di preziosità della sua bellezza gli è stato instillato da Lord Henry, tutte le azioni di Dorian, dal suo desiderio di un'eterna bellezza sino al suo disperato gesto finale di distruggere il ritratto, sono motivate dalla vanità.
  • Il valore della bellezza e della gioventù: quando Dorian si rende conto che manterrà il suo giovane aspetto per sempre, si ritiene libero dai vincoli morali che imprigionano l'uomo comune. Tiene più in considerazione l'aspetto fisico rispetto allo stato della sua anima, che viene apertamente messa in evidenza dal continuo degrado del ritratto. (la bellezza è intesa tale da un senso puramente artistico, in conflitto con quello umanitario).
  • L'arte di vivere: questo argomento viene trattato esaustivamente grazie al personaggio di Lord Henry, che affronta la vita come se fosse una forma d'arte trattando addirittura i suoi discorsi più casuali come se fossero opere teatrali. Dorian stesso consapevolmente basa la sua vita e le sue azioni su un'opera d'arte, un libro che gli ha donato Henry.
  • La duplicità della personalità: quando i crimini vengono commessi, nessuno si preoccupa se vi sarà l’assoluzione personale, ma solo se la parte colpevole verrà ritenuta tale dal pubblico. In questo modo, ogni personaggio possiede la consapevolezza di una duplice personalità: una elogiata dal pubblico e una definita dallo stesso pubblico. La figura di Dorian è una rappresentazione allegorica di questa affermazione.
  • Il narcisismo: anche se non viene espressamente citato all'interno del romanzo, è la colonna portante dell'intera opera, Dorian vive in un continuo stato di irrealtà in un mondo costruito nella sua mente; come Narciso è innamorato della sua immagine, ripudia le parti più profonde di sé a favore di quelle esteriori, non c’è equilibrio tra corpo e mente.

La giovinezza è l'unica cosa che valga la pena possedere

Il ritratto di Dorian Gray

Il ritratto di Dorian Gray: un romanzo allegorico

L'opera di Wilde è un romanzo ricco di allegorie e figure retoriche in generale; nel capolavoro del poeta e drammaturgo irlandese ogni personaggio o oggetto ha un valore nascosto che conferisce all'opera quell'aria enigmatica che mi ha affascinato e che ancora oggi ammalia tutti i lettori del mondo. Persino il nome del protagonista stesso cela un significato non esplicito poichè la traduzione letterale di "Dorian Gray" è dono grigio e simbolicamente é l’aforisma che contiene il suo modo d’essere paradossale, ovvero raffinato e decadente. Il Dorian di Wilde è l’incarnazione dell’esteta, dell’arte e della vita che si avvicinano così tanto che il confine è impercettibile, il simbolo della purezza iniziale dell'animo umano che viene inevitabilmente corrotto dallo scorrere della vita stessa; secondo Wilde è infatti impossibile vivere senza commettere peccati poichè l'azione stessa fa parte dell'uomo. Il protagonista del libro è inoltre l'idealizzazione dell'esteta e la personificazione della filosofia di vita dello stesso autore; l'eccessivo e malsano amore per il proprio aspetto fisico da parte di Dorian è l'affronto dello scrittore alla nobiltà dell'epoca Vittoriana che era, seguendo il pensiero di Wilde, una società fredda, rigida, divisa, degrata, materialista, una società schiava del profitto e quindi attacata solamente ai soldi. Dorian muore perchè ha diviso "ciò che nell'uomo non può essere scisso": i sensi, i quali portano a condurre una vita sregolata e lo spirito, la morale. La sua morte lascia intendere che l’eterna giovinezza è solo un’illusione, e che lo scorrere del tempo è una costante nella vita umana che non può essere eliminata. Lord Henry Wotton è l'incarnazione del peccato, degli ideali considerati "errati" dalla società a cui inevitabilmente si abbandona Dorian; è un uomo che, come la maggior parte degli uomini, fa fatica a mettere in pratica ciò che predica. Attraverso questo personaggio Wilde vuole evidenziare una tendenza molto diffusa al suo tempo: il dandismo; l’apparenza, la bellezza (quindi la giovinezza) sono gli unici valori riconosciuti.

Il ritratto di Dorian Gray: un romanzo allegorico

Basil Harvard è in completa opposizione con Lord Henry, vuole bene a Dorian, tiene molto a lui ma si allontana progressivamente dal suo migliore amico in seguito al suo decadimento morale. All'inizio del romanzo tenta di salvare la "purezza" di Dorian dalla depravazione dell'animo di Wotton, che spaventa e affascina contemporaneamente Dorian. La figura di Sybil Vane, l'attrice troppo ingenua per l'ambiente in cui vive, è la prova innegabile del decadimento morale di Dorian poichè il protagonista, essendosi abbandonato alle sregolatezze della vita senza più pensare ad altro che a se stesso, non è più capace di provare sentimenti per gli altri. Come ogni uomo che abbraccia gli ideali edonistici (compreso lo stesso Wilde), il protagonista ama sopra ogni cosa l'arte e la bellezza, in questo caso rappresentate dalla povera Sybil che, lasciata freddamente da Dorian dopo avere perso interesse nei suoi confronti, si suicida. James, il fratello di Sybil, rappresenta invece l'eterna lotta di classe tra ricchi e poveri, i personaggi orripilanti incontrati da Dorian durante i suoi vagabondaggi in periferia sono l'emblema della volgarità umana. Ultimo ma non per questo meno importante, il quadro di Basil è un’allegoria lampante del conflitto vita come arte – arte come vita.

I libri che gli uomini chiamano immorali sono semplicemente libri che mostrano al mondo la sua vergogna.

Il ritratto di Dorian Gray

Osservazioni sullo stile di scrittura utilizzato

Lo stile di scrittura utilizzato nel romanzo è semplice e spontaneo ma è sicuramente frutto di un'accurata ricerca di parole raffinate che si traduce in uno stile sferzante e irriverente che mi ha indotta a riflettere e a trarre determinate conclusioni. Una peculiarità di questo famosissimo classico che mi ha colpita è la forte presenza della voce narrante che a tratti dà l'impressione di essere un ulteriore personaggio; esprime la sua opinione, giudica le vicende ed ha un proprio punto di vista. Attraverso questo particolare tipo di narratore Oscar Wilde ha l'opportunità di inserire direttamente all'interno della trama le sue idee. Lo scrittore descrive gli ambienti sia esterni che interni in modo talmente prolisso ed enfatico da farli risultare di sua pura invenzione, l'intero romanzo è pregno di sarcasmo e umorismo satirico. Infine la realtà al di fuori dell'immaginario di Dorian è descritta utilizzando uno stile cinico, acido, il narratore si prende gioco dei personaggi della società dell'epoca .
"Ognuno di noi è al mondo per realizzare perfettamente se stesso. Ma al giorno d'oggi la gente ha paura di sè. Hanno dimenticato che il più alto dovere è quello che si deve a se stessi. Certo sono caritatevoli, danno da mangiare agli affamati, e vestono gli ignudi. Ma le loro anime sono a digiuno, e restano nude."

Osservazioni finali

Sono un'appassionata di classici, quelli che ho letto mi sono piaciuti tantissimo ma "Il ritratto di Dorian Gray" mi ha rapita in un modo diverso rispetto a tutti gli altri romanzi. Ho impiegato pochissimo a finirlo (circa cinque giorni) e sono rimasta incollata alle pagine dalla prefazione all'ultima parola affascinata dallo stile di scrittura irriverente di Wilde, accompagnata passo dopo passo dai pensieri di Dorian alla scoperta di ogni sfaccettatura dei personaggi. Ogni figura presentata all'interno dell'opera è analizzata accuratamente sotto tutti i punti di vista e ad ogni pagina che giravo conoscevo un particolare in più della psiche dei diversi personaggi. I numerosi dialoghi sono incalzanti e denotano la brillante ed eclettica personalità dello scrittore che li ha ideati, le descrizioni degli ambienti sono molto accurate e mi hanno da subito catapultata nei salotti dell'Inghilterra vittoriana, tra le strade, i teatri e la periferia della Londra di fine Ottocento. Anche se Wilde, come ha espressamente detto al'interno della sua prefazione, non ha scritto la storia di Dorian con l'intento di fare la morale ai suoi lettori, ho imparato molto da questo libro ed ho riflettuto su aspetti della vita di cui non ero a conoscenza. Quest'opera è un classico senza tempo che ha reso immortale Oscar Wilde e che ha affascinato e affascina generazioni di lettori, ad oggi è il libro classico che ho apprezzato di più . Consiglio assolutamente la lettura a chi si vuole immergere in un libro che immancabilmente sconvolgerà il loro modo di guardare il mondo perchè Dorian ci costringe a guardare nel punto più oscuro dell’anima di ognuno di noi, nei desideri più nascosti, nel voler essere al di sopra delle conseguenze delle nostre azioni, con cui, invece, prima o poi, l’essere umano deve fare i conti.

Fine