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STILI COMUNICATIVI

Marika Dm

Created on December 28, 2022

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Transcript

STILI COMUNICATIVI

MarikaDellaMarina

Abbiamo visto che ogni comunicazione è uno scambio di - informazioni - emozioni - ruoli percepiti

In ogni messaggio abbiamo un livello - dialogico o numerico - analogico o percepito

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Tra i comunicanti si instaura un rapporto che influenza l'esito della comunicazione

A seconda del rapporto e della punteggiatura possiamo avere diversi stili comunicativi

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Ogni messaggio utilizza più linguaggi e più livelli

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Infine, ricordiamo che la comunicazione è un processo: • Sistemico, in quanto le persone coinvolte fanno parte di un sistema di influenzamento reciproco • Pragmatico in quanto ciò che conta sono gli effetti del comunicare, non le intenzioni • Strategico in quanto la persona che ha chiari obiettivi da raggiungere si dota di una strategia ben precisa

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Dobbiamo però tenere presente che non sempre alle intenzioni comunicative corrisponde l'effetto desiderato

Ogni comunicazione è soggetta ad un certo grado di distorsione del MESSAGGIO, detto ARCO DI DISTORSIONE

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I 3 meccanismi principali di distorsione sono:

La CANCELLAZIONE: dipende dalla nostra capacità attentiva, per cui percepiamo solo una quantità ridotta di stimoli La GENERALIZZAZIONE: ossia la tendenza a categorizzare le informazioni, per evitare di impiegare emergia a ragionare, ma cadendo in questo modo spesso in pregiudizi, preconcetti o attivando bias cognitivi La DEFORMAZIONE: anche questo meccanismo si atua per risparmiare emergia: ascoltiamo solo una parte del messaggio, completando il resto con informazioni a noi già note

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Vediamo i principali errori di distorsione in cui possiamo cadere e, anzi, cadiamo quotidianamente. Il video è tagliato, il allegato il link per la visione integrale. ( https://www.youtube.com/watch?v=s7FhnHP_cdI )

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Lasciamo da parte scorciatoie, bias e elementi che possono influenzare una comunicazione efficace e torniamo agli STILI COMUNICATIVI

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Possiamo individuare 5 stili comunicativi: Stile Passivo: Sempre accondiscendente con ciò che vogliono gli altri. Non prende iniziative. Non esprime i suoi pensieri ed emozioni. Ha paura di dire no. Non riconosce i propri desideri e bisogni.

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Questo stile comunicativo generalmente viene messo in atto da persone con un basso livello di autostima e un’alta considerazione delle capacità altrui. Tuttavia determinate situazioni possono mettere quasi chiunque in una situazione di soggezione psicologica.

Questa modalità di comunicazione, definita da Lynch e Kordis lo “stile carpa”, caratterizza individui che raramente escono allo scoperto, dichiarando apertamente i propri bisogni: preferiscono fingere e dissimulare le proprie esigenze.

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Stile Aggressivo: È esigente, ostile e scortese. Per affermare le sue opinioni viola i diritti altrui. Intimidisce gli altri per evitare che facciano ciò che vogliono. È irrispettoso. Gli altri potrebbero sentirsi umiliati o accusati.

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Lynch e Kordis definiscono i comunicatori aggressivi: “gli squali”. Si tratta di persone che: - dimostrano un’alta stima di sé e una bassa considerazione degli altri - adottano spesso comunicazioni ostili - prendono raramente in considerazione il parere altrui

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Chi comunica in modo aggressivo esprime pareri gratuiti sugli altri e li critica in modo ingiustificato ed esagerato, interferisce nelle scelte, accentra tutte le decisioni.

Gli aggressivi sono persuasi della loro efficienza personale e sono convinti che gli altri siano molto meno efficienti ed abbiano bisogno di forti sollecitazioni

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Stile Passivo-Aggressivo: Al fine di evitare i conflitti, dice alle persone ciò che esse vogliono sentirsi dire. Tuttavia, nel suo animo prova rabbia e pertanto non soddisfa aspettative e richieste, provocando negli altri sentimenti di frustrazione, rabbia, confusione o risentimento.

La personalità passivo aggressiva si delinea con comportamenti che includono indifferenza o aggressività e che nascono da un’incapacità di esprimere e comunicare i sentimenti negativi in forma razionale.

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Il comportamento passivo aggressivo può essere riconosciuto attraverso diversi atteggiamenti, per esempio:

- non esegue ciò che gli è stato assegnato o lo fa male- si lamenta di non essere apprezzato dagli altri, sostenendo che viene sempre criticato ingiustamente - nonostante faccia quello che gli altri li richiedono di fare, perché non riesce a opporsi, sarà polemico e astioso mentre lo fa

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- dà la colpa all’autorità o alle persone intorno a lui del suo fallimento- si sente sempre in difetto rispetto a ciò che gli è dovuto e prova invidia e risentimento verso gli altri che ritiene più fortunati - non riesce a mantenere una linea decisionale

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Stile Manipolativo: Cerca di ottenere dagli altri quello che vuole facendoli sentire in colpa. Tende ad assumere il ruolo di vittima o di martire, al fine di indurre gli altri ad assumersi la responsabilità nei confronti dei suoi bisogni. E' simile allo stile passivo-aggressivo, con la differenza che non vi è rabbia repressa, ma lucida voglia di primeggiare, senza però avere piena fiducia nelle proprie capacità.

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Questo stile comunicativo deriva da una bassa considerazione sia di se stessi che degli interlocutori. È una modalità indiretta di gestire l’aggressività, utilizzando gli altri per i propri fini.

Chi è manipolatorio non mostra un’aggressività palese, anche se riporta tutto ai propri interessi, diventando così autoritario in modo mascherato

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“Mi dispiace dirti questo, sai. Se dipendesse da me ne farei a meno, ma...” è la tipica comunicazione manipolatoria, perché il fine egoistico viene dissimulato dalla falsa compassione.

Lo stile manipolativo ha lo stesso obiettivo dello stile aggressivo, ovvero quello di far prevalere le proprie ragioni su quelle altrui, ma il manipolatore lo fa in una maniera più subdola, fingendo empatia per assicurarsi il compiacimento.

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Stile Assertivo: Afferma in maniera diretta, sincera e adeguata i suoi pensieri, emozioni, bisogni o desideri. È capace di assumersi le proprie responsabilità e mostra rispetto per gli altri. Sa affermare le sue opinioni senza violare i diritti degli altri.

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Questo tipo di atteggiamento deriva da un’alta considerazione di se stessi e degli altri. È caratterizzato dal saper ascoltare gli altri e da un buon livello di franchezza.

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Lo stile assertivo consiste nel rendere partecipe pacatamente il proprio interlocutore, chiunque sia, delle proprie difficoltà, bisogni, aspirazioni, sentimenti, desideri.

Lo stile assertivo è stato paragonato da Lynch e Kordis al comportamento dei delfini, perché il più flessibile, meglio calibrato rispetto all’obiettivo.

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Mettiamoci alla prova e riconosciamo gli stili comunicativi, per poi trasformarli in COMUNICAZIONE POSITIVA o ASSERTIVA

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Grazie dell'attenzione

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