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Uda storia dell'arte
Calogero Armami
Created on December 22, 2022
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Transcript
UDA ST.ARTE - IL PATRIMONIO ARTISTICO IDENTITA’ E RISORSA: Percorso nel territorio calabrese
Capo colonna (kr)
di Giovanni Aloisio e Giovanni Spadafora Jr.
indice
1. Mappa interattiva
2. Mappa urbana
3. Analisi opera architettonica
4. Analisi opera pittorica
5. Analisi opera scultorea
Le attrazioni di capo colonna
mappa interattiva
Google Earth
Santuario della madonna di capo colonna
Faro di Capo Colonna
Giardini di Hera
museo archeologico di Capo Colonna
tempio di hera lacinia
Mappa urbana
Analisi opera architettonica
Tempio di Hera Lacinia
Il grande santuario dedicato a Hera Lacinia è una delle maggiori aree sacre del mondo ellenico di epoca arcaica, la più importante della Magna Grecia. Il maestoso tempio dorico si trova a circa 10 chilometri più a sud della polis di Kroton, sul leggendario promontorio Lacinio, oggi chiamato di Capo Colonna . Qui il mito vuole che si svolsero le vicende epiche di Herakles che predisse la fondazione della grande Kroton, ospite di Lacinio, abitante del promontorio. Da lui il nome del promontorio che diede anche l’epiteto alla dea venerata: Hera Lacinia.
Il Santuario di Hera Lacinia del V secolo a.C. è stato costruito sopra un precedente tempio arcaico del VII secolo, ma a causa della presenza di alcuni reperti ceramici più antichi dell’VIII sec. si ritiene che l’area del promontorio Lacinio fosse adibita a luogo di culto già prima dell’arrivo dei coloni greci. Il fatto che questi reperti siano di importazione non sembra però essere significativo di attestazioni di frequentazioni greche dell’area sacra alla fase pre-coloniale. Il santuario rappresentava un riferimento essenziale per la navigazione e un rifugio sicuro, di cui la dea si faceva garante. Hera proteggeva anche la natura e in particolare i bovini, che pascolavano liberamente all’interno del bosco a lei sacro.
Ricostruzione in 3D Tempio di Hera Lacinia
Analisi opera pittorica
Vergine di Capo Colonna
Il Promontorio di Capo Colonna è stato per secoli un luogo sacro durante varie epoche, nel quale dimoravano grandi templi, tra cui quello dedicato ad Hera Lacinia. Con il subentrare del Cristianesimo in Italia, il culto di Hera Lacinia fu sostituito con quello della Vergine Madre. Ma il primo giugno del 1519 i contadini del borgo si impossessarono del quadro della Vergine tentando di darlo alle fiamme.
Ma il rogo, nonostante fosse acceso per diverse ore, non riuscì a consumare e a scalfire l’immagine, dalla quale, secondo la leggenda, sprizzarono raggi luminosi. La tela doveva essere distrutta in qualche modo. I turchi decisero così di portarla a bordo di una galetta facendo rotta verso la foce del fiume Neto. L’imbarcazione rimase bloccata, ripartendo soltanto quando la tela fu gettata in mare, galleggiando sulle onde e adagiandosi sulla riva di un piccolo promontorio di argilla, in località detta Irto. Don Bernardino Mongelluzzi racconta ancora, dalle fonti pervenute, che fu un vecchio pescatore di nome Agazio Lo Morello a recuperare l’immagine, nascondendola dentro una vecchia cassapanca della sua dimora. La nascose per anni, fino a raccontare sul letto di morte al suo confessore del segreto che conservava. Oggi è conservata nel Santuario della Madonna di Capo Colonna.
Analisi opera scultorea
Diadema di Hera Licinia
Il diadema aureo di Hera è il pezzo più noto e prezioso tra quelli che si trovano all’interno del Museo archeologico nazionale di Capocolonna.
E’ possibile ammirarlo nell’intera sezione del museo dedicata ai reperti ritrovati nell’edificio B, che potrebbe essere il più antico luogo di culto dedicato ad Hera Lacinia sul promontorio di Capo Colonna. Un tesoro nel quale spicca il pezzo più prezioso e conosciuto al mondo di questo museo. È il diadema aureo di Hera, un autentico capolavoro miracolosamente scampato a secoli di saccheggi e scavi clandestini.
Il diadema è stato trovato praticamente intatto, integro. La qualità del metallo non è stata minimamente intaccata dal tempo, quindi questo ritrovamento ha un carattere quasi magico. Viene considerato un oggetto bellissimo, caratterizzato dalla grande raffinatezza dell’esecuzione e delle decorazioni.