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repubblica romana ed italiana

alessandra suriano

Created on December 15, 2022

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Transcript

LA POLITICA

IERI E OGGI

INIZIA

Suo principio cardine fu che chi detiene il potere, nella forma di repubblica o di principato, deve ricorrere a tutti i mezzi per garantire il benessere e l’integrità dello Stato. Machiavelli è stato sia esaltato in quanto teorico di una concezione laica e razionale della politica, sia detestato perché considerato negatore dei fondamenti etici e religiosi propri di una retta politica. Machiavelli pose al centro del suo pensiero l’idea che la politica non deve inseguire utopici disegni o precetti morali e religiosi che non hanno alcuna possibilità di essere attuati. La politica ha invece un compito molto alto ma tutto terreno:

CHE COS'è LA POLITICA?

Il termine politica viene utilizzato in riferimento all'attività e alle modalità di governo, o anche nel lessico politico alla cosiddetta attività di opposizione; può riferirsi a Stati, confederazioni e organizzazioni intergovernative, oppure a entità locali e territoriali più circoscritte, come regioni e comuni.

NICCOLò MACCHIAVELLI

Nell’antichità uno degli esponenti di pensiero politico più rilevanti è stato Niccolò Machiavelli. Vissuto a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento, Machiavelli è stato uno dei maggiori pensatori politici di tutti i tempi ed è considerato colui che per primo teorizzò in maniera geniale la necessità di separare l’ambito della politica dalla morale e dalla religione.

dare agli uomini istituzioni atte a garantire loro un buon ordine civile. Per raggiungere questo scopo chi conquista il potere e lo esercita, sia in una repubblica sia in un principato, al fine di mantenerlo deve anzitutto tener conto di quella che è sempre stata ed è destinata a essere la natura umana. Infatti lui dice che la politica deve poggiare sul senso della realtà e perseguire scopi che rientrino nella sfera della possibilità.

La politica romana

La Repubblica romana (in latino: Res publica Romana) fu il sistema di governo della città di Roma nel periodo compreso tra il 509 a.C. e il 27 a.C., quando l'Urbe fu governata da un'oligarchia repubblicana. Essa nacque a seguito di contrasti interni che portarono alla fine della supremazia della componente etrusca sulla città e al parallelo decadere delle istituzioni monarchiche. La sua fine viene invece convenzionalmente fatta coincidere, circa mezzo millennio dopo, con la fine di un lungo periodo di guerre civili che segnò de facto la fine della forma di governo repubblicana , a favore di quella del Principato.

Quella della Repubblica rappresentò una fase lunga, complessa e decisiva della storia romana: costituì un periodo di enormi trasformazioni per Roma, che da piccola città stato quale era alla fine del VI secolo a.C. divenne, alla vigilia della fondazione dell'Impero, la capitale di un vasto e complesso Stato, formato da una miriade di popoli e civiltà differenti, avviato a segnare in modo decisivo la storia dell'Occidente e del Mediterraneo. Riguardo alla forma di governo, lo storico greco Polibio affermerà che quello della repubblica romana è il migliore esempio di Costituzione mista, poiché rappresenta la perfetta unione tra la monarchia, incarnata dai Consoli, l'oligarchia, incarnata dal Senato, e la democrazia, incarnata dalle Assemblee romane, i famosi comizi.

istituzioni di governo nell'antica roma

Le principali istituzioni di governo nell' antica Roma erano tre: il re, il senato e i comizi curiati. La carica dei re non era ereditaria. Il sovrano aveva anche il potere religioso, militare e giudiziario, essendo il sommo sacerdote, il comandante dell'esercito e giudice supremo del popolo.

Il senato era composto da membri dell' aristocrazia scelti dal re che venivano consultati per decisioni di politica estera e interna e poteva approvare o respingere le proposte di legge e le deliberazioni. Alla morte del re, dieci senatori sceglievano un nuovo candidato e lo proponevano ai comizi curiati. I comizi curiati erano formati da cittadini che facevano parte delle 30 curie e ogni curia era formata da 10 gentes che dovevano fornire all' esercito 100 fanti, 10 cavalieri e un senatore ad ogni gens, per un totale di 300 senatori. Le curie si riunivano in assemblea nel Foro e potevano dichiarare guerra, nominare il re, approvarne le leggi e ratificare le condanne a morte.

Tuttavia, se il re condannava a morte, il cittadino poteva fare appello all' assemblea del popolo, il provocatio ad populum, e rimettersi al suo giudizio. Le funzioni di governo, compresi i poteri legislativo e giudiziario, erano svolte con l'assistenza di due assemblee: il senato e i comizi curiati.

L'ELEZIONE NELL'ANTICA ROMA

Al momento dell'ingresso,ad ogni elettore veniva consegnata una tavoletta su cui veniva scritta la preferenza. Ovviamente, risultavano eletti coloro che avevano riportato il maggior numero di voti.

Quando si avvicinava il periodo delle elezioni, che di solito si tenevano nel mese di luglio, il Senato nominava un magistrato con la funzione di presidente della commissione elettorale. Chi desiderava candidarsi alle varie magistrature dichiarava la propria intenzione a tale magistrato che provvedeva ad iscriverlo in apposite liste dopo aver controllato che esso fosse in possesso di tutti i requisiti richiesti dalla legge.

A conclusione della giornata elettorale, il presidente dell'assemblea elettorale provvedeva a proclamare solennemente gli eletti con la cerimonia della "renuntiatio". Tuttavia i magistrati designati entravano in carica col primo gennaio successivo In questi giri di propaganda, il candidato era accompagnato da un "nomenclator",cioè da uno schiavo molto intelligente efisionomista che aveva il compito di ricordargli il nome delle persone che aveva incontrato. Nelle tornate elettorali, era anche aiutato da schiavi, amici e clienti. Esisteva la corruzione, la compravendita dei voti mediante banchetti sontuosi, regali, posti a teatro, giochi gladiatori allestiti per l'occasione. Esistevano le spese elettorali, solitamente alte, a carico del candidato, che in caso di elezione venivano rimborsate tramite l'ornatio. Confessa Cicerone che occorreva essere molto ricchi per aspirare a cariche politiche; chi non aveva mezzi, "facultates non erant", doveva starsene in disparte.

Quindi il Senato, almeno un mese prima, rendeva nota la data dei comizi elettorali e si apriva la campagna elettorale.Il nome del competitore veniva riportato sulle tabulae dealbatae, specie di lavagne bianche che erano esposte al populus nel Foro. Il competitore organizzava dei comizi nelle saepta lulia, che erano dei recinti di legno dove si riunivano gli elettori per votare capaci di contenere fino a 70.000 persone, comizi dove elencava le proprie virtù e capacità e faceva le ultime esortazioni e promesse e potevano essere di tre tipi a Roma: i comizi centuriati, i comizi curiati e i comizi tributi.

le leggi nell'antica roma

Il nome della legge di solito proviene dalla gens del magistrato proponente: - console per la lex comitialis, - tribuno della plebe per gli scita plebis), declinato alla forma femminile, perché in latino legge (lex, legis, nominativo plurale leges) è una parola di genere femminile. Quando una legge è redatta da due consoli, vengono segnati entrambi i nomi, con il nome del più anziano segnato per primo. Le denominazioni generali erano: - Lex agraria - Legge che regolava la distribuzione delle pubbliche terre - Lex annalis - Stabilisce requisiti di età e intervalli di tempo per il Cursus honorum - Lex curiata de imperio - Legge con cui i Comitia Curiata ratificavano la scelta di un nuovo re, confermando anche l'adozione di Ottaviano come figlio di Gaio Giulio Cesare - Lex frumentaria - Legge che regolava il prezzo del grano - Lex sumptuaria - Legge che regolava l'uso di oggetti lussuosi e le pubbliche manifestazioni di ricchezza.

Secondo i Romani la legge era propriamente la decisione del popolo nelle assemblee 'lex est quam populus comitiis sciverit'. I quattro grandi magistrati: il console, il pretore, il dittatore e l'interrè avevano diritto di proporre una legge perchè erano gli unici che potevano trattare col popolo. Si proponevano le leggi nel campo di Flaminio detto il Circo, nel bosco di Petilino, ma più spesso nel Foro o campo Marzio. Il magistrato che doveva proporre la legge la componeva prima coll'aiuto d'un consiglio poi la presentava al Senato per averne i suffragi.

Dopo egli l'esponeva in pubblico scritta sopra una tavola onde il popolo potesse esaminarla. Allora era permesso ad ognuno di parlare pro o contra.

La politica Italiana

Organizzazione dello STATO ITALIANO >evoluzione •Stato Liberale (1861) •Stato Autoritario (1925) •Repubblica Democratica (2/06/42) >attuazione della SEPARAZIONE DEI POTERI •Italia=repubblica parlamentare

differenze fra le due

La principale differenza tra la Repubblica Romana e la Repubblica Italiana è il periodo storico in cui si sono verificate. La Repubblica Romana è stata fondata nel 509 a.C. dopo la cacciata dei re etruschi, mentre la Repubblica Italiana è stata istituita nel 1946 dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e la caduta del regime fascista. Inoltre, la Repubblica Romana era una repubblica oligarchica in cui il potere politico era detenuto da un gruppo ristretto di nobili chiamati patrizi, mentre la Repubblica Italiana è una repubblica parlamentare in cui il potere è distribuito tra il presidente, il governo e il Parlamento. Un'altra differenza significativa è che la Repubblica Romana era limitata territorialmente alla città di Roma e alle sue colonie, mentre la Repubblica Italiana è uno stato sovrano che comprende l'intero territorio italiano.

i pro e i contro

Repubblica Romana: - Pro: La Repubblica Romana ha rappresentato un importante passo verso la democrazia, in quanto ha sostituito il governo monarchico dei re etruschi con un sistema in cui il potere era condiviso tra più persone. - Pro: Durante la Repubblica Romana, Roma ha conosciuto un periodo di grande espansione territoriale, diventando un impero che ha influenzato profondamente la storia e la cultura. - Contro: Nonostante i progressi democratici, la Repubblica Romana era ancora caratterizzata da profonde disuguaglianze sociali, con i patrizi che detenevano gran parte del potere e i plebei che erano spesso emarginati. - Contro: Nel corso del tempo, la Repubblica Romana ha subito numerose crisi interne, come le guerre civili e la corruzione politica, che hanno portato al suo declino e alla successiva instaurazione dell'Impero Romano.

Repubblica Italiana: - Pro: La Repubblica Italiana è stata istituita dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e ha rappresentato un momento di rottura con il regime fascista, promuovendo i valori democratici, i diritti umani e la pace. - Pro: La Repubblica Italiana ha avuto una stabilità politica relativamente lunga e ha contribuito allo sviluppo economico e sociale del paese, diventando una delle maggiori economie mondiali. - Contro: Come ogni sistema politico, la Repubblica Italiana ha affrontato sfide e critiche, come la corruzione, l'inefficienza del governo e le disuguaglianze sociali ed economiche. - Contro: Inoltre, la Repubblica Italiana ha dovuto affrontare problemi come il terrorismo, l'immigrazione e la gestione delle crisi economiche.

Cosa accomuna quindi le due politiche?

Nella Roma repubblicana non esisteva la figura del giudice di professione. La giustizia era amministrata da consoli, pretori e dittatori, cioè quei magistrati dotati di imperium, quel potere che obbligava chiunque a rispettare gli ordini importanti. Ma la maggior parte delle cause penali era affidata ai pretori: i pretori erano due: il praetor urbanus si occupava di cause riguardanti i cittadini romani, mentre il praetor peregrinus di quelle riguardanti le controversie tra Romani e stranieri Le cause si discutevano nel Foro, in strutture lignee all’aperto ; in caso di maltempo potevano essere usate le basiliche. Roma ,politicamente era una Repubblica oligarchica retta da due Sufeti e da due assemblee che avevano potere legislativo.

Possiamo notare che tra la repubblica romana è italiana ci sono tante differenze ma nonostante ciò i sistemi funzionano su basi abbastanza simili. Il popolo è rappresentato in entrambe le repubbliche attraverso assemblee o parlamenti, mentre sia la Repubblica romana che quella italiana hanno anche un Senato. Inoltre, i magistrati possono in qualche modo essere paragonati al Primo Ministro e al Presidente come funzionari eletti o nominati in cima all'albero politico. Indipendentemente dal fatto che i loro doveri o decisioni differissero da quelli presi oggi, la Repubblica Romana lo era in nessun modo un'entità irriconoscibile al sistema italiano del dopoguerra.

GRAZIE DELL'ATTENZIONE!