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BREAK
in
ANNO 10 RIVISTA n°2 MARZO-APRILE 2023
CLARK
INDICE
GORDON -MATTA
03
WHO WE ARE?
04
VITA
05
STILE E POETICA
06
SPLITTING
07
WALLS PAPER
08
CONICAL INTERSECT
09
UFFICIO BAROCCO
10
OPEN HOUSE
12
PROSSIMO NUMERO
*per il formato digitale è possiblile navigare facilmente fra le pagine: utilizzando i numeri in arancio si raggiunge la pagina riferita; per tornare all'indice cliccare sui numeri delle pagine in basso a destra
WHO WE ARE?
L'editoria bimensile 'Breaking ART ' è l'innovativo modo di comunicare e diffondere l'arte che "spacca" gli schemi. Interattiva e coinvolgente compie 10 anni !!
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ANARCHITECTURE GROUP
BULDING CUTS
Interventi strutturali, caratteristici di Clark, consistono in tagli, perforazioni e rimozioni localizzate a danno di edifici abbandonati. Preciso come un chirurgo, determinato come uno scavatore, curioso come uno speleologo e lucido come uno scienziato, Gordon utilizza i "cuts" per mettere in discussione l’idea di spazio, di esterno e interno, di luce e ombra.
In una New York degli anni Settanta provata dalla profonda crisi economica, la specu-lazione edilizia appariva un facile rilancio economico. Gli architetti nel tempo, sorprendentemente simili ai contemporanei, erano costante-mente alla ricerca di aree edificabili per elevare costruzioni e profitti, trascurando ogni tipo di giudizio sulla cultura del tempo. Contrari allo sfruttamento edilizio americano e al sovvertimento dei principi basilari dell'architettura, alcuni studenti universitari della Cornell Universit decisero di unirsi in un gruppo con lo scopo di rimettere al centro dell’attenzione l’edificio. L’alternativa proposta è un’anar-chica architettura che tramite performans conferisce dignità artistica all'edificio ma diventa anche riflessione sull’esistente e critica ad una scarsa influenza delle autorità sui nuovi interventi pubblici.
Il VALORE AGGIUNTO nel DISTRUGGERE
Le manomissioni e i tagli ben calcolati su edifici reali hanno definito nuove relazioni spaziali e alterazioni percettive: hanno conferito un valore aggiunto a semplici costruzioni da demolire che l'artista trovava nei sobborghi delle città o acquistava per pochi dollari. L'agire di Gordon non va dunque giudicato come un’azione distruttiva, proprio in quanto l’edificio diventa luogo di inedite vedute vertiginose, telescopiche e periscopiche.
CLARK E FONTANA
I ‘tagli’ di Matta-Clark sono stati più volte ricondotti a quelli che Lucio Fontana praticava sulle tele, alla ricerca di un metaspazio, di una dimensione altra da questa, al di là della superficie bidimensionale della pittura. Ma, se le "ferite" inferte da Fontana sui piani pittorici hanno un che di gestuale , con Gordon Matta-Clark i tagli si fanno sistema e assumono una forte valenza politica. Proprio nel bloro essere accidentalie nel compiersi al di fuori dei tradizionali spazi espositivi, usando 'il mondo là fuori' al posto di tavolozza e pennello, si pongono come luogo di incontro tra opera e passante involontario l'argomento della conversazione è la società di cui entrambi fanno parte.
ARTISTA PERFORMER
Con una formazione da architetto e la vocazione del performer contemporaneo, Gordon è un artista versatile: i disegni, i collage di foto e i video (supporti necessari a un’arte che non può essere fruita nella forma originaria ) entrano a far parte del processo creativo diventando a loro volta opere d’arte indipendenti.
FRAGILITA' IN BILICO
La casa, simbolo della sicurezza e dell’identità, si frantuma e si spezza esattamente come l’uomo riconosce il costante rischio di perdersi nel mondo, di dissolvere la propria iden-tità. La fragilità dichiarata da opere come Splitting, non è quella del mondo ma del pensiero, una fragilità che abita la dimensione del dubbio, che pone continue domande, che si appella alla ragione nel suo procedere analitico. L’architettura è allora un pretesto filo-sofico per raccontare dell’uomo, della sua incer-tezza, dei suoi quesiti, delle sue conquiste.
STILE
Lo spazio COSTRUITO, ABBONATO, DEMOLITO
Gli edifici erano innalzati per la loro utilità; poi venivano abbandonati: demoliti o sostituiti per nuove operazioni immobiliari. A volte sembrava che gli stessi occupanti fossero usciti solo temporaneamente di casa, lasciando dietro le porte arredi e persino vestiti. Gordon Matta Clark bucando i muri denunciava l’apparente solidità di un’architettura fatta di strati, incastro o giustapposizione di diversi materiali (solai in cemento armato, listelli di legno, carta da parati...). Rivelava al pubblico i problemi della società in mutamento, lo squallore dei suburbi delle città e un legame fortissimo fra arti visive, architettura e filosofia. Lo spazio, tagliato e ricucito diventa dunque mentale, come fosse una manifestazione simbolica .
TAGLI PER IL SOCIALE
IL SENSO DEL TEATRO
Gli interrogativi sollevati dalle sue opere sono legati alla crescita esponenziale delle città, il riuso degli oggetti ed il riciclo dei rifiuti: la coincidenza tra etica ed estetica nella professione di architetto. L’azione dell’artista implica quindi un preciso commento di natura sociale che afferisce al rifiuto di uno spazio abitativo modulare, chiuso e isolato, che trasforma i propri abitanti inprigionieri virtuali. In sostanza i tagli diventano l'unico modo per riconnettere le persone, l'esterno e la luce che sono esclusi ed allontanati dai muri fisici.
“Sento che il mio lavoro è intimamente legato al processo, a una forma di teatro dove le mie azioni e i cambiamenti che apporto agli edifici in cui opero sono la performance. A questo mio senso del teatro, si deve aggiungere anche una libera interpretazione del movimento come gesto, sia metaforico sia scultoreo che sociale, a cui assiste solo una platea accidentale. Una pièce continua per coloro che passano nelle vicinanze, che fa da sfondo, come a un cantiere in piena attività, ai pedoni indaffarati immersi nel traffico. In qualche modo il mio lavoro ha un effetto analogo. Le persone subiscono il fascino di qualsiasi attività tesa a creare o mettere a disposizione maggiore spazio. Sono convinto che ciò che cattura maggiormente l’attenzione e colpisce di più l’immaginazione di un’audience involontaria è proprio il sottosuolo. È più forte di loro: la gente non ce la fa a non fermarsi a contemplare le fondazioni di un edificio in costruzione. Lo stesso accade, seppur al contrario, con i miei tagli, che fermano l’osservatore grazie al loro attento rivelare.”Gordon Matta-Clark
LA VITA
"Hair"
Nato a New York nel 1943 da una famiglia di artisti: il pittore surrealista cileno Roberto Matta e l’americana Anne Clark; si apassiona all’arte e studia architettura alla Cornell University. Nell’ambiente universitario, incontra Robert Smithson, le cui teorie relative ai luoghi, non-luoghi e all’entropia si riveleranno particolarmente significative nel suo percorso di manopolazione ambientale. Inizia così ad avere un rapporto fisico con la città, costruendo rifugi per senzatetto e sculture con materiali di scarto, opere fragili condannate alla decomposizione. Nel 1973, assieme ad altri artisti, fonda l’Anarchitecture, un movimento che ribalta l’idea tradizionale di architettura. I buchi nei palazzi, i tagli sui muri, gli squarci nelle case non sono stati subito interpretati come un'espressione artistica, spesso infatti le sue operazioni sono state ostacolate dalla polizia o classificate ironicamente come stravaganze. Dal 1976 però il suo lavoro comincia a essere riconosciuto e si concretizza in mostre di diversi paesi (America, Canada, Italia,
Germania, Belgio). Il 1976 è anche l’anno della morte del fratello, che si suicida buttandosi dall’appartamento di Gordon, un gesto che ebbe enormi conseguenze sulla sua vita. Dopo la morte del fratello Gordon passò del tempo in Europa, creando alcune opere eccezionali. Poco dopo, gli venne diagnosticato il cancro. Ci raccontano che combatté la malattia con grande coraggio, e fu una costante fonte d’ispirazione per chi gli stava attorno.
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SPLITTING
1974
Per questo progetto, protagoninsta anche di uno dei suoi video-opera, Gordon realizza due profondi tagli verticali su una tipica abitazione unifamiliare dei sobborghi in New Jersey programmata per la demolizione. Abbassando il livello dei muri che costituiscono le fondamenta, il volume di una delle due metà si inclina leggermente creando una stretta sezione triangolare dove la luce del sole può passare attraverso e penetrare all' interno dell' abitazione. Questa scissione implicava sia una rottura del tessuto dello spazio domestico sia una liberazione dell'individuo dall'isolamento suburbano
(riferimento a FRAGILITA' IN BILICO della pagina precedente)
L'artista ha fotografato il suo lavoro e creato un collage di stampe, la cui disposizione non convenzionale ricrea l'esperienza disorientante della distruzione senza precedenti.
WALLS PAPER
1972
È un'installazione in più parti che comprende fotografie e carta da giornale, che Matta Clark presentò al 112 Greene Street di New York. All'inizio del 1972, scattò varie fotografie in bianco e nero di case abbandonate e semi-demolite nel Bronx e nel Lower East Side di New York. Poiché solo le facciate degli edifici erano state abbattute, le fotografie rivelano le pareti interne delle case e mostrano la carta da parati a vista e le pareti scrostate. Per prima cosa l'artista esaltò i colori delle fotografie per astrarre le immagini delle case abbandonate e successivamente stampò le fotografie su lunghe strisce di giornale per poi appenderle su una grande parete. L'installazione includeva anche una pila di opuscoli di giornali che gli spettatori potevano portare via con loro. Questi opuscoli erano costituiti da singoli fogli di giornale, ognuno dei quali presentava una fotografia delle pareti del Bronx. Sopravvive ancora un certo numero di fotografie originali in bianco e nero.
CONICAL INTERSECT
1975
Questo edificio rappresenta il contributo di Matta-Clark alla Biennale di Parigi, con il quale manifestò la sua critica alla gentrificazione urbana. L'artista progettò un taglio rivolto verso l'alto che sembrava provenire da un trapano di dimensioni mostruose e che attraversava due edifici adiacenti (destinati alla demolizione) posizionati vicino al tanto conteso Centre Georges Pompidou, allora sotto costruzione. Per questo progetto, Matta Clark ha praticato un foro a forma di tornado che tornava indietro a spirale con un angolo di 45 gradi per uscire dal tetto. Come un periscopio, il vuoto offriva ai passanti una visione degli scheletri interni degli edifici.
CERCA LA SFERA INTERATTIVA
CONICAL INTERSECT
1975
Questo edificio rappresenta il contributo di Matta-Clark alla Biennale di Parigi, con il quale manifestò la sua critica alla gentrificazione urbana. L'artista progettò un taglio rivolto verso l'alto che sembrava provenire da un trapano di dimensioni mostruose e che attraversava due edifici adiacenti (destinati alla demolizione) posizionati vicino al tanto conteso Centre Georges Pompidou, allora sotto costruzione. Per questo progetto, Matta Clark ha praticato un foro a forma di tornado che tornava indietro a spirale con un angolo di 45 gradi per uscire dal tetto. Come un periscopio, il vuoto offriva ai passanti una visione degli scheletri interni degli edifici.
CERCA LA SFERA INTERATTIVA
OPEN HOUSE
1972
In una strada di Soho, un container per rifiuti viene trasformato dall’artista in una serie di spazi percorribili impiegando porte e altri residui lignei di edifici. Il container è stato suddiviso in tre corridoi poi in stanze più piccole, utilizzando materiali di scarto come porte e vecchi pezzi di legno. La costruzione senza tetto funzionava come un luogo gestito da artisti, ballerini e così via, che attivavano l'opera semplicemente muovendosi nei suoi spazi. Open House documenta quel periodo all'inizio degli anni '70 in cui numerosi artisti cercavano nei locali industriali abbandonati di Lower Manhattan nuovi spazi di creazione, promozione ed esposizione alternativi allo studio, al museo e alla galleria. L’opera è un esempio significativo della poetica di Matta Clark, ovvero l'apertura letterale di spazi tradizionalmente chiusi all'esterno, che ricorre in molte delle sue opere.
il
del
mese
libro
next event
order it
10
UFFICIO BAROCCO
1977
Di questo intervento abbiamo testimonianza solo grazie ad un film della durata di 40’, girato in forma documentaria da Eric Convents e Roger Steylaerts e che riguarda uno degli ultimi lavori dell’artista. Il progetto consiste in una serie di tagli e asportazioni di parti di un monumentale edificio di uffici ad Anversa, di cinque piani, che l’artista taglia seguendo motivi circolari e semicircolari. Il lavoro, definito dallo stesso Matta-Clark “una passeggiata attraverso un arabesco panoramico”, è stato visibile sino al 1980, quando, malgrado i tentativi di preservarlo e trasformarlo in museo dedicato all’artista, è stato demolito. Ispirato dalle sovrapposizioni di anelli di tazze di tè lasciati su un disegno, l'intaglio è stato organizzato intorno a due semicerchi che si incurvavano ritmicamente attraverso i pavimenti, creando una forma di barca a remi al loro incrocio. La “passeggiata attraverso un arabesco panoramico” era forse un riferimento al dolore privato per la scomparsa del fratello gemello nel 1976 e come in tutti i suoi interventi, l’edificio stesso costituiva l’opera d’arte.
Matta
Clark
al lavoro
Domestika la community per menti crative
impara da chi si dedica alla creatività per passione e professione ed entra a far parte del network
solo per poco -75% su molti corsi !!
Vuoi scoprire tutti i segreti dietro alla luce e a come utilizzarla al meglio? Allora questo è il corso che fa per te!
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11
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maggio-giugno
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ANNO 10 RIVISTA n°2 MARZO-APRILE 2023
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INDICE
GORDON -MATTA
03
WHO WE ARE?
04
VITA
05
STILE E POETICA
06
SPLITTING
07
WALLS PAPER
08
CONICAL INTERSECT
09
UFFICIO BAROCCO
10
OPEN HOUSE
12
PROSSIMO NUMERO
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ANARCHITECTURE GROUP
BULDING CUTS
Interventi strutturali, caratteristici di Clark, consistono in tagli, perforazioni e rimozioni localizzate a danno di edifici abbandonati. Preciso come un chirurgo, determinato come uno scavatore, curioso come uno speleologo e lucido come uno scienziato, Gordon utilizza i "cuts" per mettere in discussione l’idea di spazio, di esterno e interno, di luce e ombra.
In una New York degli anni Settanta provata dalla profonda crisi economica, la specu-lazione edilizia appariva un facile rilancio economico. Gli architetti nel tempo, sorprendentemente simili ai contemporanei, erano costante-mente alla ricerca di aree edificabili per elevare costruzioni e profitti, trascurando ogni tipo di giudizio sulla cultura del tempo. Contrari allo sfruttamento edilizio americano e al sovvertimento dei principi basilari dell'architettura, alcuni studenti universitari della Cornell Universit decisero di unirsi in un gruppo con lo scopo di rimettere al centro dell’attenzione l’edificio. L’alternativa proposta è un’anar-chica architettura che tramite performans conferisce dignità artistica all'edificio ma diventa anche riflessione sull’esistente e critica ad una scarsa influenza delle autorità sui nuovi interventi pubblici.
Il VALORE AGGIUNTO nel DISTRUGGERE
Le manomissioni e i tagli ben calcolati su edifici reali hanno definito nuove relazioni spaziali e alterazioni percettive: hanno conferito un valore aggiunto a semplici costruzioni da demolire che l'artista trovava nei sobborghi delle città o acquistava per pochi dollari. L'agire di Gordon non va dunque giudicato come un’azione distruttiva, proprio in quanto l’edificio diventa luogo di inedite vedute vertiginose, telescopiche e periscopiche.
CLARK E FONTANA
I ‘tagli’ di Matta-Clark sono stati più volte ricondotti a quelli che Lucio Fontana praticava sulle tele, alla ricerca di un metaspazio, di una dimensione altra da questa, al di là della superficie bidimensionale della pittura. Ma, se le "ferite" inferte da Fontana sui piani pittorici hanno un che di gestuale , con Gordon Matta-Clark i tagli si fanno sistema e assumono una forte valenza politica. Proprio nel bloro essere accidentalie nel compiersi al di fuori dei tradizionali spazi espositivi, usando 'il mondo là fuori' al posto di tavolozza e pennello, si pongono come luogo di incontro tra opera e passante involontario l'argomento della conversazione è la società di cui entrambi fanno parte.
ARTISTA PERFORMER
Con una formazione da architetto e la vocazione del performer contemporaneo, Gordon è un artista versatile: i disegni, i collage di foto e i video (supporti necessari a un’arte che non può essere fruita nella forma originaria ) entrano a far parte del processo creativo diventando a loro volta opere d’arte indipendenti.
FRAGILITA' IN BILICO
La casa, simbolo della sicurezza e dell’identità, si frantuma e si spezza esattamente come l’uomo riconosce il costante rischio di perdersi nel mondo, di dissolvere la propria iden-tità. La fragilità dichiarata da opere come Splitting, non è quella del mondo ma del pensiero, una fragilità che abita la dimensione del dubbio, che pone continue domande, che si appella alla ragione nel suo procedere analitico. L’architettura è allora un pretesto filo-sofico per raccontare dell’uomo, della sua incer-tezza, dei suoi quesiti, delle sue conquiste.
STILE
Lo spazio COSTRUITO, ABBONATO, DEMOLITO
Gli edifici erano innalzati per la loro utilità; poi venivano abbandonati: demoliti o sostituiti per nuove operazioni immobiliari. A volte sembrava che gli stessi occupanti fossero usciti solo temporaneamente di casa, lasciando dietro le porte arredi e persino vestiti. Gordon Matta Clark bucando i muri denunciava l’apparente solidità di un’architettura fatta di strati, incastro o giustapposizione di diversi materiali (solai in cemento armato, listelli di legno, carta da parati...). Rivelava al pubblico i problemi della società in mutamento, lo squallore dei suburbi delle città e un legame fortissimo fra arti visive, architettura e filosofia. Lo spazio, tagliato e ricucito diventa dunque mentale, come fosse una manifestazione simbolica .
TAGLI PER IL SOCIALE
IL SENSO DEL TEATRO
Gli interrogativi sollevati dalle sue opere sono legati alla crescita esponenziale delle città, il riuso degli oggetti ed il riciclo dei rifiuti: la coincidenza tra etica ed estetica nella professione di architetto. L’azione dell’artista implica quindi un preciso commento di natura sociale che afferisce al rifiuto di uno spazio abitativo modulare, chiuso e isolato, che trasforma i propri abitanti inprigionieri virtuali. In sostanza i tagli diventano l'unico modo per riconnettere le persone, l'esterno e la luce che sono esclusi ed allontanati dai muri fisici.
“Sento che il mio lavoro è intimamente legato al processo, a una forma di teatro dove le mie azioni e i cambiamenti che apporto agli edifici in cui opero sono la performance. A questo mio senso del teatro, si deve aggiungere anche una libera interpretazione del movimento come gesto, sia metaforico sia scultoreo che sociale, a cui assiste solo una platea accidentale. Una pièce continua per coloro che passano nelle vicinanze, che fa da sfondo, come a un cantiere in piena attività, ai pedoni indaffarati immersi nel traffico. In qualche modo il mio lavoro ha un effetto analogo. Le persone subiscono il fascino di qualsiasi attività tesa a creare o mettere a disposizione maggiore spazio. Sono convinto che ciò che cattura maggiormente l’attenzione e colpisce di più l’immaginazione di un’audience involontaria è proprio il sottosuolo. È più forte di loro: la gente non ce la fa a non fermarsi a contemplare le fondazioni di un edificio in costruzione. Lo stesso accade, seppur al contrario, con i miei tagli, che fermano l’osservatore grazie al loro attento rivelare.”Gordon Matta-Clark
LA VITA
"Hair"
Nato a New York nel 1943 da una famiglia di artisti: il pittore surrealista cileno Roberto Matta e l’americana Anne Clark; si apassiona all’arte e studia architettura alla Cornell University. Nell’ambiente universitario, incontra Robert Smithson, le cui teorie relative ai luoghi, non-luoghi e all’entropia si riveleranno particolarmente significative nel suo percorso di manopolazione ambientale. Inizia così ad avere un rapporto fisico con la città, costruendo rifugi per senzatetto e sculture con materiali di scarto, opere fragili condannate alla decomposizione. Nel 1973, assieme ad altri artisti, fonda l’Anarchitecture, un movimento che ribalta l’idea tradizionale di architettura. I buchi nei palazzi, i tagli sui muri, gli squarci nelle case non sono stati subito interpretati come un'espressione artistica, spesso infatti le sue operazioni sono state ostacolate dalla polizia o classificate ironicamente come stravaganze. Dal 1976 però il suo lavoro comincia a essere riconosciuto e si concretizza in mostre di diversi paesi (America, Canada, Italia, Germania, Belgio). Il 1976 è anche l’anno della morte del fratello, che si suicida buttandosi dall’appartamento di Gordon, un gesto che ebbe enormi conseguenze sulla sua vita. Dopo la morte del fratello Gordon passò del tempo in Europa, creando alcune opere eccezionali. Poco dopo, gli venne diagnosticato il cancro. Ci raccontano che combatté la malattia con grande coraggio, e fu una costante fonte d’ispirazione per chi gli stava attorno.
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SPLITTING
1974
Per questo progetto, protagoninsta anche di uno dei suoi video-opera, Gordon realizza due profondi tagli verticali su una tipica abitazione unifamiliare dei sobborghi in New Jersey programmata per la demolizione. Abbassando il livello dei muri che costituiscono le fondamenta, il volume di una delle due metà si inclina leggermente creando una stretta sezione triangolare dove la luce del sole può passare attraverso e penetrare all' interno dell' abitazione. Questa scissione implicava sia una rottura del tessuto dello spazio domestico sia una liberazione dell'individuo dall'isolamento suburbano
(riferimento a FRAGILITA' IN BILICO della pagina precedente)
L'artista ha fotografato il suo lavoro e creato un collage di stampe, la cui disposizione non convenzionale ricrea l'esperienza disorientante della distruzione senza precedenti.
WALLS PAPER
1972
È un'installazione in più parti che comprende fotografie e carta da giornale, che Matta Clark presentò al 112 Greene Street di New York. All'inizio del 1972, scattò varie fotografie in bianco e nero di case abbandonate e semi-demolite nel Bronx e nel Lower East Side di New York. Poiché solo le facciate degli edifici erano state abbattute, le fotografie rivelano le pareti interne delle case e mostrano la carta da parati a vista e le pareti scrostate. Per prima cosa l'artista esaltò i colori delle fotografie per astrarre le immagini delle case abbandonate e successivamente stampò le fotografie su lunghe strisce di giornale per poi appenderle su una grande parete. L'installazione includeva anche una pila di opuscoli di giornali che gli spettatori potevano portare via con loro. Questi opuscoli erano costituiti da singoli fogli di giornale, ognuno dei quali presentava una fotografia delle pareti del Bronx. Sopravvive ancora un certo numero di fotografie originali in bianco e nero.
CONICAL INTERSECT
1975
Questo edificio rappresenta il contributo di Matta-Clark alla Biennale di Parigi, con il quale manifestò la sua critica alla gentrificazione urbana. L'artista progettò un taglio rivolto verso l'alto che sembrava provenire da un trapano di dimensioni mostruose e che attraversava due edifici adiacenti (destinati alla demolizione) posizionati vicino al tanto conteso Centre Georges Pompidou, allora sotto costruzione. Per questo progetto, Matta Clark ha praticato un foro a forma di tornado che tornava indietro a spirale con un angolo di 45 gradi per uscire dal tetto. Come un periscopio, il vuoto offriva ai passanti una visione degli scheletri interni degli edifici.
CERCA LA SFERA INTERATTIVA
CONICAL INTERSECT
1975
Questo edificio rappresenta il contributo di Matta-Clark alla Biennale di Parigi, con il quale manifestò la sua critica alla gentrificazione urbana. L'artista progettò un taglio rivolto verso l'alto che sembrava provenire da un trapano di dimensioni mostruose e che attraversava due edifici adiacenti (destinati alla demolizione) posizionati vicino al tanto conteso Centre Georges Pompidou, allora sotto costruzione. Per questo progetto, Matta Clark ha praticato un foro a forma di tornado che tornava indietro a spirale con un angolo di 45 gradi per uscire dal tetto. Come un periscopio, il vuoto offriva ai passanti una visione degli scheletri interni degli edifici.
CERCA LA SFERA INTERATTIVA
OPEN HOUSE
1972
In una strada di Soho, un container per rifiuti viene trasformato dall’artista in una serie di spazi percorribili impiegando porte e altri residui lignei di edifici. Il container è stato suddiviso in tre corridoi poi in stanze più piccole, utilizzando materiali di scarto come porte e vecchi pezzi di legno. La costruzione senza tetto funzionava come un luogo gestito da artisti, ballerini e così via, che attivavano l'opera semplicemente muovendosi nei suoi spazi. Open House documenta quel periodo all'inizio degli anni '70 in cui numerosi artisti cercavano nei locali industriali abbandonati di Lower Manhattan nuovi spazi di creazione, promozione ed esposizione alternativi allo studio, al museo e alla galleria. L’opera è un esempio significativo della poetica di Matta Clark, ovvero l'apertura letterale di spazi tradizionalmente chiusi all'esterno, che ricorre in molte delle sue opere.
il
del
mese
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10
UFFICIO BAROCCO
1977
Di questo intervento abbiamo testimonianza solo grazie ad un film della durata di 40’, girato in forma documentaria da Eric Convents e Roger Steylaerts e che riguarda uno degli ultimi lavori dell’artista. Il progetto consiste in una serie di tagli e asportazioni di parti di un monumentale edificio di uffici ad Anversa, di cinque piani, che l’artista taglia seguendo motivi circolari e semicircolari. Il lavoro, definito dallo stesso Matta-Clark “una passeggiata attraverso un arabesco panoramico”, è stato visibile sino al 1980, quando, malgrado i tentativi di preservarlo e trasformarlo in museo dedicato all’artista, è stato demolito. Ispirato dalle sovrapposizioni di anelli di tazze di tè lasciati su un disegno, l'intaglio è stato organizzato intorno a due semicerchi che si incurvavano ritmicamente attraverso i pavimenti, creando una forma di barca a remi al loro incrocio. La “passeggiata attraverso un arabesco panoramico” era forse un riferimento al dolore privato per la scomparsa del fratello gemello nel 1976 e come in tutti i suoi interventi, l’edificio stesso costituiva l’opera d’arte.
Matta
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