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Leggende e tradizioni di Natale

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Created on December 8, 2022

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TRADIZIONI DI NATALE NEL MONDO

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LEGGENDE DI NATALE

LOREM IPSUM

Albert Einstein

La leggenda delle ghirlande di Natale

In Germania, un deliziosa leggenda racconta che tanto tempo fa, la vigilia di Natale una madre di famiglia era tutta indaffarata a pulire la sua casa per le feste di Natale. I ragni che si trovavano nella casa si rifugiarono in soffitta . Quando la casa fu pulita i ragni uscirono della soffitta e con prudenza scesero la scale sulla punta delle loro otto piccole zampe per vedere cosa era successo.Che meraviglia ! Che bell' albero di Natale. Per i ragni era una cosa nuova e nella loro felicità cominciarono a salire e salire senza accorgersi che avevano ricoperto l'albero di mille file grigi e polverosi.Quando Babbo Natale scese dal camino con i sue regali vide l'albero tutto ricoperto di ragni e di fili. In un primo momento si mise a ridere nel vedere la felicità dei ragni, poi pensò alla signora che aveva preparato l'albero e pulito la casa per il Natale. Magicamente Babbo Natale trasformò i fili tesi dai ragni in fili d'oro e d'argento, l'albero era di nuovo scintillante e più bello di prima.Ecco perché decoriamo i nostri alberi di Natale con le ghirlande e penso che sarebbe bello mettere ogni anno un piccolo ragno (finto) tra i rami del nostro albero.

La leggenda della Stella di Natale

Era la vigilia di Natale, in fondo alla cappella , Lola, una piccola messicana, in lacrime pregava: " Per favore Dio mio, aiutami! Come potrò dimostrare al bambino Gesù che lo amo? Non ho niente, neanche un fiore da mettere a piedi del suo presepe " D'un colpo apparve una bellissima luce e Lola vide apparire accanto a lei il suo angelo custode. " Gesù sa che lo ami, Lola, lui sa quello che fai per gli altri. Raccogli solo qualche fiore sul bordo della strada e portalo qui." disse l'angelo."Ma sono delle cattive erbe, quelle che si trovano sul bordo della strada" rispose la bambina. " Non sono erbe cattive, sono solo piante che l'uomo non ha ancora scoperto quello che Dio desidera farne" disse l'angelo con un sorriso .Lola uscì e qualche minuto più tardi entrò nella cappella con in braccio un mazzo di verdure che depositò con rispetto davanti al presepe, in mezzo ai fiori che gli altri abitanti del villaggio avevano portato.Poco dopo nella cappella si senti un breve sussurro, le erbe cattive portate da Lola si erano trasformate in bellissimi fiori rossi, rosso fuoco.Da quel giorno le stelle di Natale in Messico sono chiamate " Flores de la Noce Buena ", fiori della Santa Notte. Nel 1825, Joël Poinsett, ambasciatore Americano in Messico, riportò in America semi di stelle di Natale e le fece conoscere in tutto il mondo.

La storia delle palline di Natale

All'origine l'albero era addobbato con dei frutti, soprattutto mele rosse e arance, ecco il perché delle palline di Natale. Poi poco a poco con il passare degli anni le decorazioni si sono trasformate. Si dice che tempo fa in Alsazia ( Francia ) in seguito ad una brutta raccolta delle mele, un vetraio ebbe l'idea di sostituire le mele con delle palline di vetro. L'idea piacque molto.Nell' anno 1830,a Lauscha (Germania)si producevano delle " kugels" ossia palline di vetro che erano destinate a proteggere la casa dagli spiriti. Nel corso del XIX secolo, in Lorena si fabbricavano delle palline in vetro soffiato di Boemia dipinte a mano, ed erano molto molto apprezzate. In quanto ai dolciumi ( caramelle, cioccolatini, frutta secca,ecc...) non persero molto tempo ad entrare a far parte delle decorazioni dell'albero.

Babbo Gelo

I bambini russi non ricevono i regali il 25 dicembre, devono avere un po di pazienza e aspettare fino al primo dell'anno nuovo. Durante la notte di San Silvestro, il babbo Natale russo ( chiamato Papà freddo) scende dal camino per portare i regali ai bimbi buoni. Divide il suo compito con la mitica Babouchka, il personaggio di una leggenda che i genitori raccontano ai loro figli. Durante una fredda notte d'inverno, un vecchietta si era addormentata davanti al camino, quando sentì bussare alla sua porta. Si trovò davanti tre stranieri carichi di regali preziosi. Questi spiegarono che stavano seguendo la stella di Bethleem dove il bambino era nato. Babouchka disse di essere troppo vecchia per un simile viaggio, declinò l'invito e si rimise davanti al suo camino. Il giorno dopo, presa dai rimorsi, Babouchka prese un cesto lo riempì di doni e uscì fuori per raggiungere i Re Magi ma la neve aveva cancellato le lore tracce. Babouchka chiese in giro, nessuno sapeva niente. Da allora ogni anno Babouchka depone doni in ogni casa della Russia per onorare il bambino di Bethlemme

La leggenda delle pigne

Molto tempo fa tra le montagne di Hartz(Germania ) viveva una famiglia molto povera. Non avevano niente da mangiare e niente legna per riscaldarsi dal freddo dell' inverno. La madre decise di andare nella foresta per raccogliere delle pigne, alcune per accendere il fuoco e le altre per venderle e comprare un pò di cibo. Mentre raccoglieva le prime pigne improvvisamente la donna sentì una voce: " Perché rubi le pigne ? " Accanto a lei c'era un elfo al quale la donna raccontò la sua triste storia. L'elfo con un sorriso le consigliò di entrare nella seconda foresta. Lì le pigne erano molto più belle . Quando la donna raggiunse la foresta, visto che era molto stanca, si mise a sedere sul suo cestino per riposarsi un momento. D'un colpo gli caddero dozzine di pigne in testa. Le raccolse e si avviò verso casa. Mentre saliva i gradini di casa sua si accorse che le pigne si erano trasformate in pigne d'argento , la sua famiglia non avrebbe mai più sofferto la fame e il freddo. Da quel giorno tra le montagne di Hartz la gente tiene una piccola pigna d'argento in casa come porta fortuna.

La leggenda del vischio

Nel 1800 erano già molte le differenti tradizioni che parlavano di una figura simile a Babbo Natale ed era diffusa l'usanza di preparare il presepe. Non solo, ma alla corte dei principi e dei re di tradizione cristiana, il presepe era motivo d'orgoglio , era un simbolo che doveva rappresentare lo splendore, la potenza e insieme la fede. Perciò doveva essere un'opera d'arte. In Austria, venne un anno bandito un concorso per il presepe più bello, da esporre a palazzo. In occasione della premiazione del vincitore, ci sarebbe stato anche il matrimonio della nipote dell'imperatore. L'artista vincitore del concorso ebbe la fortunata idea di realizzare, all'ingresso del presepe (di dimensioni notevoli, quasi a grandezza naturale) un chiosco ricoperto di vischio, sotto il quale gli sposi avrebbero fatto il solenne giuramento del matrimonio. E così fu: gli sposi si baciarono sotto il vischio, e da allora si dice che chi si bacia sotto il vischio a breve si sposerà.

La leggenda del pungitopo

Il pungitopo e’ una pianta sempre verde e ha una sua leggenda. La leggenda racconta che esso veniva schivato da tutti gli esseri viventi perché i suoi aculei pungevano. Un giorno mentre se ne stava isolato da tutti si accorse che dietro ad un cespuglio c’era un lupo che voleva azzannare tre leprotti. Ad un tratto di lì passò un piccolo topolino e l’arbusto lo punse leggermente con i suoi aculei, e gli chiese di andare dai tre leprotti a dirgli di nascondersi vicino lui, in modo da ripararsi dal lupo. I tre leprotti allora obbedirono al topolino e l’arbusto trasformandosi in una gabbia gli fece da riparo. Il lupo provò una volta ad azzannare i tre leprotti,poi un’altra volta e poi un’altra ancora ma, non ci riuscì perché si pungeva con gli aculei del pungitopo e se ne andò via ferito e scornato. Il giorno dopo all’arbusto nacquero tante bacche al posto degli aculei e da quel giorno si chiamo pungitopo.

La leggenda del panettone

Si narra che alla vigilia di Natale, nella corte del Duca Ludovico il Moro, Signore di Milano, si tenne un gran pranzo. Per quell’occasione il capo della cucina aveva predisposto un dolce particolare, degno di chiudere con successo il fastoso banchetto. Accortosi che il dolce era bruciato durante la cottura, il panico colse l'intera cucina. Per rimediare alla mancanza, uno sguattero della cucina, detto Toni, propose un dolce che aveva preparato per sé, usando degli ingredienti che aveva trovato a disposizione tra gli avanzi della precedente preparazione. Il capo cuoco, non avendo altro da scegliere, decise di rischiare il tutto per tutto, servendo l'unico dolce che aveva a disposizione. Un "pane dolce" inconsueto fu presentato agli invitati del Duca, profumato di frutta candita e burro, con una cupola ben brunita, fu accolto da fragorosi applausi e, in un istante, andò a ruba. Un coro di lodi si levò unanime e gli ospiti chiesero al padrone di conoscere il nome e l’autore di questo straordinario pane dolce. Toni si fece avanti dicendo di non avergli ancora dato nessun nome. Il Duca allora lo battezzò con il nome del suo creatore e da quel momento tutti mangiano e festeggiano con il "pan del Toni", ossia il panettone, famoso ormai in tutto il mondo. Molte ricette tradizionali vengono associate a storie simili, ma sicuramente questa e' la più bella.

Auguri

La parola "auguri" ci riporta magicamente ai tempi dell’antica Roma dove gli “augures” erano persone di tutto rispetto: predicevano l’avvenire, quindi immaginate quanto fossero amati e temuti nello stesso tempo. Certamente di lì sarà venuta la tradizione di scambiarsi gli auguri in occasioni particolari, per esempio in occasione della nascita o a Capodanno. Questo per "dire", augurare, si direbbe oggi, il bene all’inizio di un nuovo ciclo della vita. Con il tempo infatti l’espressione prese ad indicare l’aspetto positivo. Molti furono i secoli che videro, alla maniera romana, lo scambio di auguri e regali proprio al capodanno, per…iniziare bene! I primi auguri ad essere scritti su un cartoncino furono proprio questi. E’ stato ritrovato un biglietto tedesco risalente addirittura al 1475!

La leggenda dell'agrifoglio

L’origine dell’agrifoglio si ritrova in una leggenda dei paesi nordici nella quale si narra che quando Baldur morì trafitto da una freccia, cadde proprio su un cespuglio di agrifoglio. Allora suo Padre, il dio Odino, decise di ricompensare la pianta che aveva ospitato il figlio al momento della morte. La trasformò in un cespuglio sempreverde e la riempì di bacche rosse, in ricordo del sangue versato dal figlio

Il bastoncino di zucchero

Natale è ormai nell’aria, ecco la leggenda del bastoncino di zucchero bianco a strisce rosse al sapore di menta. Narra la leggenda che un pasticcere lo creò per ricordarci Gesù. Tale bastoncino racchiude in sé molti significati: il caramello (di cui è fatto il bastoncino) rappresenta Gesù come la roccia solida su cui sono costruite le nostre vite. La forma a “J” rappresenta la forma di un bastone da pastore (Gesù è il nostro pastore) oppure sta per Jesus (Gesù). Il colore bianco rappresenta la purezza e l’assenza del peccato. Le strisce rosse grandi rappresentano il sangue di Cristo versato per i nostri peccati. Le strisce sottili invece rappresenterebbero i segni lasciati dalle frustate che Gesù ricevette dai soldati romani per ordine di Ponzio Pilato. Il sapore di menta piperita ricorda il sapore dell’issopo che è una pianta aromatica usata nel vecchio testamento per purificare.

Germania

In Germania si può dire che il periodo natalizio inizia già a novembre. Il giorno di San Martino le scuole organizzano per il tardo pomeriggio delle processioni dove i bambini portano delle lanterne, che hanno costruito con l 'aiuto dei maestri, e che servono per illuminare la strada a San Martino. In alcuni luoghi c'è anche la tradizione di andare nei cimiteri per portare la luce là dove c'è il buio. Il 6 Dicembrearriva San Nicola che porta ai bambini dei cioccolatini o delle casette fatte con il pan speziato e altre bontà da mangiare. Nel periodo dell' avvento vengono fatte delle ghirlande sulle quali, nelle quattro domeniche precedenti il Natale, vengono messe delle candele e si addobba la casa. In questo periodo si preparano molti dolcetti come i Lebkuchen o il Christollen e si beve vino speziato. Il 24 dicembre si addobba l' albero e alla sera arriva il Christkind (il Bambino Gesù) e in alcuni luoghi Babbo Natale per consegnare i regali a chi è stato bravo. In questo giorno la tavola viene guarnita con particolare cura e si mangia l' Oca Arrosto o la Carpa Blu.

Germania

Alla vigilia i bambini vanno in giro per le strade cantando in coro, e suonando tamburi e triangoli. Se cantano bene ricevono in dono qualche soldino, caramelle e fichi secchi. Sempre in Germania, i bambini scrivono a Gesù Bambino per chiedergli dei regali; mettono le loro letterine in una busta, stendono sulla busta un sottile strato di colla e lo cospargono di zucchero, così ogni busta brillerà alla luce della luna. La sera della Vigilia i bambini mettono la busta sul davanzale della finestra e aspettano. Nel nord del paese è San Nicola che porta i regali il 6 dicembre scendendo dal cielo con la slitta. Nel sud della Germania è Babbo Natale che porta i regali la notte di Natale.

Germania

Il 4 dicembre è Santa Barbara e per tradizione vengono messi dei rami di ciliegio in un vaso. Se questi fioriranno per Natale sarà segno di fortuna. La tradizione dei rami di Santa Barbara non è connessa ad alcuna leggenda relativa alla santa, ma si lega invece alle più antiche tradizioni contadine. In certe regioni della Germania riceveresti i regali da una Bambina chiamata Christknd. Ella rappresenta il Bambin Gesù, ha una corona di candele sul capo e porta un cesto di regali ai bambini tedeschi. Un diavolo terribile , il cui nome è Hans Trapp, l’accompagna e, prima che Christknd dia il regalo, agita una bacchetta e minacci i bambini cattivi.

Austria

La corona dell'Avvento segna l'inizio del periodo di Natale in Austria. Il 5 dicembre, è conosciuto come il giorno di Krampus, uno spirito cattivo che appare in quel giorno. Il suo aspetto è spaventoso: ha la lingua rossa, gli occhi scintillanti e si annuncia sempre con un gran fragore di campane e catene. Particolarmente venerata è la figura di San Nicola, confusasi e mescolatasi a quella di Santa Claus e di Babbo Natale. Nelle settimane precedenti il Natale, in ogni piazza di città e villaggi viene messo un albero. Le famiglie acquistano ghirlande d’abete decorate di candele che vengono tenute accese per i quattro sabati successivi al 24 dicembre. Secondo un’antica leggenda però l’albero è in realtà preparato dallo stesso Gesù Bambino che si occupa anche di consegnare i doni per i più piccoli. Il primo segno dell’arrivo della festa di Natale è l’allestimento dei famosi "mercati di Gesù Bambino", molto amati dai bambini, che possono acquistarvi dolci, caramelle, biscotti.

Austria

Anche la tradizione del presepio è molto diffusa in Austria: in alcune case la complessità della rappresentazione è notevole e accanto ai personaggi tipici si possono trovare figure con le sembianze dei diversi membri della famiglia. Il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, giovani in costumi orientali,gli Sternsinger, si recano di casa in casa, cantando melodie natalizie. Sugli stipiti delle porte,le famiglie appendono le iniziali dei nomi dei Magi.

Belgio

La sera più importante in Belgio è quella del 6 dicembre quando San Nicola, vestito con abiti vescovili, cavalca un cavallo bianco per le strade di paesi e città. I bambini appendono calze colme di ortaggi al caminetto, come cibo per il cavallo del santo e in cambio ricevono doni e dolciumi. Nei piccoli villaggi rurali sopravvive ancora l’usanza di scegliere tre uomini per impersonare i Re Magi. Il loro compito consiste nel recarsi di casa in casa portando dolci per i più piccoli e di rallegrare la comunità suonando e cantando melodie natalizie.

Svezia

Le festività natalizie cominciano il 13 dicembre con la celebrazione della festa di Santa Lucia, la Regina della Luce. Secondo la tradizione, Santa Lucia si recava nelle catacombe per portare cibo ai confratelli che lì si nascondevano e celebravano i propri riti. Per tenere con le mani la maggiore quantità di cibo possibile, si faceva luce in quegli stretti cunicoli sotterranei recando una lampada fissata ai capelli. In ricordo di queste visite, la mattina del 13 dicembre , nelle famiglie svedesi, la figlia più giovane indossa una tunica, mette sul capo una corona intrecciata di verde con sette candeline e porta caffè, latte e dolci a tutti i familiari. Durante il periodo natalizio le case vengono addobbate con decorazioni fatte con la paglia, con dei fiori soprattutto rossi , ma anche rosa ,bianchi oppure blu chiaro, e con dolcetti speziati che poi vengono appesi

Svezia

Nei giorni che precedono il Natale, ogni domenica si accende una candela, si apre una finestra del calendario dell'Avvento e si consegna ai bambini un piccolo dono. I bambini usano il calendario dell’avvento per contare i giorni fino a Natale e ogni giorno aprono una finestrella. L’albero si addobba il giorno prima di Natale. L'albero viene addobbato con oggetti di paglia. Il piatto tradizionale, che non può mancare sulla tavola di Natale, è il prosciutto arrosto. In svedese esiste una parola che identifica solo i regali fatti per Natale: è joklappar, che vuol dire colpo di Natale. In passato, infatti, erano dati dei colpi molto forti sulla porta di colui a cui era destinato il dono. Quando la porta si apriva, si buttava il dono dentro la casa e si scappava per non essere riconosciuti. La sera di Natale si mangia una minestra di riso,delle polpettine e salcicce. Dopo la cena solitamente ci si riunisce intorno all’albero per cantare. Solo a questo punto arriva Babbo Natale.

Danimarca

Il Natale in Danimarca è una festa preparata con cura anche dal punto di vista istituzionale, e in occasione di questa festività, sono emessi francobolli speciali. La casa viene addobbata con una corona con quattro candele di colore bianco o rosso, appesa al soffitto, rami di abete, stelle di paglia e figurine di angioletti e folletti. Tutta la famiglia si reca nel bosco per tagliare l’albero. I bambini preparano da soli le decorazioni da appendere all'albero. La sera di Natale la cena tradizionale inizia alle 18. Alla fine della cena viene servito del riso al latte dentro al quale è nascosta una mandorla intera. Chi la trova riceve come portafortuna un piccolo maiale di pasta di mandorla. Dopo cena il capofamiglia si chiude da solo nella stanza, dove si trova l'albero di Natale e lo addobba con ghirlande, bandierine danesi, candele e cuoricini rossi e bianchi. Accende le candele una alla volta mentre la famiglia attende con impazienza dietro la porta. È anche usanza preparare una scodella di budino di riso da offrire a Julnisse, un folletto dispettoso che vive nelle soffitte e organizza scherzi e brutti tiri ai componenti della famiglia. I bambini vengono vestiti come folletti, cioè di rosso con un cappello a punta e aspettano il loro Babbo Natale, che porta i regali. Dopo cena si balla intorno all’albero e si cantano canzoni natalizie.

Finlandia

La Vigilia di Natale, i Finlandesi si recano nel bosco per tagliare l’abete che i più piccoli addobbano nel pomeriggio. Nel pomeriggio, le famiglie si recano al cimitero per salutare i familiari defunti. La notte di Natale un adulto travestito da Babbo Natale entra nelle case chiedendo ai genitori se i loro figli meritano di ricevere doni. La leggenda vuole che Babbo Natale sia originario della Lapponia, una regione situata a nord tra gli stati della Norvegia, della Svezia e della Finlandia. Il Babbo Natale del Grande Nord riceve 500.000 lettere all'anno. L’albero di Natale viene tolto dalle case venti giorni dopo Natale.

Islanda

La Jólabókaflóð, l’alluvione dei libri

In lingua islandese, Natale si dice Jol, i folletti di quest’isola si chiamano, infatti, jolasveinar. Dall'inizio del mese di dicembre i bambini mettono sul davanzale della finestra della loro casa una scarpetta: se durante l’anno si sono comportati bene riceveranno il dono tanto sospirato, se invece sono stati cattivi… una patata! Anche per gli Islandesi il periodo natalizio si conclude il 6 gennaio: come in Italia.

Norvegia

All'inizio del mese di dicembre, la famiglia norvegese prepara le decorazioni dell'abete, e, accende la prima candela della corona dell'Avvento. Nel giardino di casa sono collocati un caprone fatto di paglia e alcuni fasci di grano. A ogni finestra è appesa una stella. In cucina si preparano cialde a forma di cuore. Come in Finlandia, anche in Norvegia, il 24 dicembre, è usanza visitare i parenti defunti e accendere candele sulle loro lapidi. È ancora viva l’usanza di vestirsi con indumenti caldi e pelli di lupo, senza scordare una torcia, poiché la notte comincia subito dopo mezzogiorno. Dopo la cena, composta soprattutto da piatti a base di carne di maiale, tutta la famiglia danza e canta attorno all'albero. I familiari si dispongono attorno all'albero formando due cerchi, uno grande e uno piccolo. Cantando canzoni natalizie, il primo cerchio gira verso destra e il secondo verso sinistra. Al termine del canto il senso dei cerchi si inverte. I doni sono portati da San Nicola, alla cui figura si sovrappone quella molto più antica,e tipicamente norvegese, di Julesvenn.

Grecia

Nel giorno della Vigilia di Natale, i bambini si spostano di casa in casa offrendo leccornie e cantando la Kalanda, la canzone tipica di questo periodo di festa. Spesso le melodie sono accompagnate dal suono di triangoli e tamburi. Vanno di casa in casa a portare fichi secchi, mandorle, noci e molte dolcetti o altri piccoli doni. Un tempo, l’usanza di addobbare gli alberi di Natale era sconosciuta in Grecia: si preferiva decorare le navi. Oggi invece ad Atene se ne allestiscono parecchi e sui loro rami splendono centinaia di candele. Da qualche anno poi, nel centro della città, si materializza un abete gigantesco fatto solo di luci. Per tutti i giorni antecedenti il Natale, le case sono benedette con acqua santa, allo scopo di attirare sulla famiglia la protezione contro i Killantazoroi, folletti malvagi che vivono al centro della Terra ed entrano nelle case attraverso i camini. Una volta insediatisi nelle abitazioni, non resistono alla tentazione di fare scherzi cattivi, come spegnere il fuoco, cavalcare la schiena delle persone, intrecciare le code dei cavalli e rendere acido il latte.

Albania

Natale in Albania Le antiche tradizioni e lo spirito dell'unione familiare in Albania sono molto sentite e rispettate. Anche in questo paese il 25 Dicembre viene trascorso in famiglia pranzando e cenando riuniti e scambiandosi i doni. Nel centro di Tirana viene esposto un albero gigantesco tutto addobbato ed illuminato. Nella tradizione albanese c'è un dolce che è chiamato "bakllava" ed è una torta ricca di ingredienti e molto diffusa, solitamente viene servita durante il pranzo di Natale. In Albania il Natale si festeggia a Capodanno, cioè l’ultimo giorno dell’anno. Difatti il personaggio che porta i doni si chiama Babbo Capodanno. Quella sera le persone si scambiano i doni. I dolci che si mangiano a Capodanno sono la torta e la Baklava, un dolce a base di miele, mandorle, cannella e chiodi di garofano. In alcune parti dell’Albania si festeggia il Natale il 24 dicembre. Dopo aver ricevuto i doni le persone albanesi festeggiano cantando, ballando e suonando il piffero che costruiscono a mano e suonando anche il pianoforte e la chitarra.

Olanda

In Olanda si riempiono le scarpe di fieno e di zucchero la sera della vigilia di Saint Nicholas, circa tre settimane prima di Natale. Il fieno e lo zucchero sono per il cavallo su cui arriva Saint Nicholas, dopo che il cavallo ha mangiato, egli riempie le scarpe di dolci.

Spagna

Per gli Spagnoli Natale è prima di tutto una festa religiosa. Si festeggia la nascita di Jesù. Non c'è Babbo Natale, sono i Re Magi che portano i doni il 6 gennaio, mettono i doni nelle scarpe che i bambini mettono sul balcone riempiendole di paglia . Per il pranzo di Natale si prepara una zuppa di mandorle e per dessert il Touron ( dolce fatto di caramello e mandorle)

Irlanda

Secondo la tradizione, la mattina di Natale, quando i bambini rovistano nelle calze, vi trovano una mela nella punta e un’arancia o un mandarino nel tacco. Poi a capodanno .In alcune parti della Gran Bretagna e dell’Irlanda, si usa aprire tutte le porte di casa a mezzanotte per far entrare il nuovo anno. Inoltre si fa rumore sbattendo utensili della cucina o della casa con lo scopo di scacciare gli spiriti cattivi. Il 6 gennaio anche l’Irlanda celebra l’Epifania, nota anche col nome Little Christmas o Woman’s Christmas. Si cucinano dolci e biscotti speciali e vengono accese dodici candele in onore dei dodici apostoli di Gesù.

Un’usanza per questo giorno è la “Wren Boys Procession”, riguarda particolarmente i bambini. Non si può parlare del Natale in Irlanda senza citare la processione dei Wren Boys che si tiene ancora oggi in alcune zone come la Penisola di Dingle. Il giorno di Santo Stefano, il giorno dello scricciolo, lo si cita come uno degli uccelli più piccoli, ma emette suoni molto poderosi. Esistono due storie che spiegano la celebrazione dello scricciolo il 26 dicembre. Una racconta che uno scricciolo cinguettante rivelò ai soldati romani il nascondiglio del primo martire catturato e ucciso. L’altra storia afferma che nell’VIII secolo uno scricciolo diede un colpo su un tamburo durante l’accerchiamento di un campo vichingo da parte dei soldati irlandesi e così furono tutti uccisi. Quel giorno bambini e bambine indossano vestiti stracciati e si coprono o dipingono i visi e vanno di casa in casa intonando una rima.

Inghilterra

In Inghilterra le tradizioni natalizie non si distaccano molto da quelle degli altri paesi. Per i bambini Natale comincia già a novembre quando iniziano a scrivere la lista dei regali che vogliono ricevere e i negozi addobbano le vetrine con temi natalizi. Da dicembre si inizia ad aprire il calendario dell'avvento e due settimane prima di natale si inizia a decorare la casa e l'albero, che viene abbellito con luci e fiocchi. La sera della vigilia, i bambini appendono delle calze per Father Christmas e per ringraziarlo dei regali gli lasciano un bicchiere di latte e un dolce (mince pie) e per la renna Rudolph lasciano anche una carota. Il giorno di Natale è il più bello perché si aprono tutti i regali che Babbo Natale ha lasciato dentro un sacco sotto all' albero. Il giorno di Natale si sta insieme ai parenti e si mangia tacchino ripieno accompagnato da mirtilli e per dolce si prepara sempre il Christmas Pudding o Christmas Cake. Alle 3 del pomeriggio in televisione c'è sempre il discorso della Regina.

Portogallo

In Portogallo i bambini attendono con ansia l’arrivo di O Pai Natal, che lascia i doni nelle calze appese al caminetto. Nessuno può mancare alla Missa do Gallo che si celebra a mezzanotte. Solo al ritorno dalla messa la famiglia si siede a tavola per mangiare merluzzo con patate e cavoli, pollo arrosto e ciambelle al liquore e aggiunge al presepio anche la statuina di Gesù Bambino. All’interno e all’esterno, la casa è decorata con candele

Repubblica Ceca

Zuppa di pesce, insalata, patate, uova e un dolce alle mandorle costituiscono i piatti della cena natalizia nella Repubblica Ceca. Qui, secondo la tradizione, la tavola non può essere apparecchiata per un numero pari di commensali e tutte le pietanze devono essere appoggiate sul desco: si crede infatti che chi si alza per primo dalla tavola è destinato a morire nell’anno successivo. Dopo la cena Gesù Bambino entra nelle case per depositare i regali sotto l’albero. Un’antica tradizione, viva anche in Polonia e in Germania, vuole che la notte di Natale si immerga un ramo di ciliegio nell’acqua. La fioritura del ramo in tempo per Natale, è considerato di ottimo auspicio e un segno che l’inverno potrebbe essere breve. La messa di mezzanotte è allietata da melodie tradizionali, tra cui l’immancabile Messa pastorale boema di Jan Jakub Ryba, datata 1796.

Sfilate caratteristiche aprono i festeggiamenti natalizi in Romania. I bambini si recano di casa in casa cantando canzoni e recitando poesie. Quelli che si trovano in testa ai cortei portano una grande stella di legno, chiamata Steaua, ricoperta di carta luccicante, decorata con campanelle e nastri colorati e attaccata a un lungo palo. Al centro della stella si trova una pittura della Sacra Famiglia. Dolce tipico della festività è la Turta, una sorta di ciambella a più strati che dovrebbe rappresentare le vesti svolazzanti del Bambino Gesù.

Romania
Slovacchia

Durante il periodo dell'Avvento in Slovacchia, il 6 dicembre i bambini puliscono bene le proprie scarpe e le mettono alla finestra per ricevere un dono da San Nicola. Gli adulti si mascherano da San Nicola, da diavolo e da angelo. Fra Natale e l'Epifania intercorrono i "dodici giorni santi" nel corso dei quali si susseguono feste e processioni che festeggiano la fine dell'inverno.

Bulgaria

Dopo aver addobbato l’albero con candele e cotone, per riprodurre l’effetto della neve, la famiglia bulgara si riunisce intorno alla tavola. Quest’ultima è già apparecchiata la sera della Vigilia, ma fino al giorno seguente non è rischiarata da nessun tipo di luce. Così vuole un’antica tradizione per assicurare alla famiglia l’abbondanza di cibo. Il pranzo di Natale in Bulgaria è costituito solo da cibi vegetariani (come una gustosa zuppa di fagioli bianchi e prugne bollite servite con il loro liquido). Le portate devono essere sette (come i giorni della settimana), nove(come i mesi della gravidanza) oppure dodici (come i mesi dell’anno). In una pagnotta fatta in casa, viene inserita una moneta: chi ha la fortuna di trovarla nella sua fetta, diventerà ricco nel corso dell’anno successivo. Durante la cena, nessuno può alzarsi da tavola, eccetto il padrone di casa. Un’altra usanza tipicamente bulgara è la Sooroovachka: come augurio di salute, ricchezza e felicità, i bambini di casa devono colpire delicatamente con un bastoncino, appositamente creato per lo scopo, il corpo di genitori, nonni, amici e ospiti. Questo gesto dovrebbe permettere la realizzazione dei loro desideri, ma perché si avverino è però necessario, come una sorta di compravendita, che gli adulti regalino ai piccoli monetine e soldi.

Ungheria

In Ungheria si celebra il Luca Napja, ovvero il giorno di Santa Lucia. Nei villaggi è usanza costruire una sedia con sette diversi tipi di legno. Sedendosi su di essa, durante la funzione religiosa della notte di Natale, è possibile scoprire streghe e stregoni nascosti tra la folla. Alcune settimane prima di Natale spighe di grano sono raccolte e messe a bagno in una coppa affinché fioriscano in tempo per le celebrazioni natalizie. Generalmente si usa decorare con queste spighe l’insalata servita nella cena di Natale. Sulle tavole natalizie ungheresi trionfano i piatti a base di pesce, cucinato in vari modi. Il dolce caratteristico del periodo è il Beiglie, una torta con noci e semi di papavero

La tradizione dei rami di Santa Barbara non è connessa ad alcuna leggenda relativa alla santa, ma si lega invece alle più antiche tradizioni contadine. Il 4 dicembre di tagliano dei rami di alberi da frutto (ciliegio, melo, susino, mandorlo) o anche gelsomino o ippocastano. Poi si stendono in acqua tiepida, per una notte, ed il giorno successivo si dispongono in un vaso con acqua a temperatura normale, accanto al presepe. L'acqua va cambiata ogni 3 giorni, ed ogni tanto sarebbe anche bene inumidire i rami con uno spruzzino. Il giorno di Natale questi rami saranno coperti di bei germogli, e potremo osservare la loro miracolosa fioritura.

la Finlandia è il paese del Natale per antonomasia, specialmente per la presenza di quell’uomo dalla lunga barba bianca e babbo natalela sua mise rossa da tutti conosciuto come Santa Claus, ma in realtà il suo vero nome finlandese è Joulupukki. Rovaniemi è la città dove c’è il vero e proprio villaggio di Natale, in cui è possibile incontrare l’unico vero Babbo Natale. Rovaniemi, come la Lapponia intera sono delle popolarissime mete turistiche specialmente durante il periodo di Natale. Con ciò però non voglio che pensiate che questo personaggio e il suo villaggio siano esclusivamente un’attrazione turistica, ma i bambini finlandesi credono a Babbo Natale e durante il periodo natalizio sono soliti ascoltare canzoni che parlano proprio di lui dei suoi aiutanti elfi, i cosiddetti tontut.

Dalla Germania questa usanza si è solo successivamente trasferita negli Stati Uniti, dove i bastoncini erano offerti alle comunità tedesche e scandinave. La prima volta che se ne documenta l’utilizzo come addobbo natalizio è in America del nord intorno al 1847, pare grazie a un emigrato di origini tedesche-svedesi di nome August Imgard che appese per primo un bastoncino di zucchero su un albero di Natale. Le cartoline di Natale dei decenni successivi iniziarono a mostrare alberi di Natale addobbati con bastoncini di zucchero. Una azienda di dolciumi statunitense – la Bobs Candies – battezzò i bastoncini con il nome di candy candles, sfruttando le potenzialità di marketing che questi offrivano.

Esiste un'antica leggenda, molto radicata nel folklore greco e cipriota, secondo la quale i bambini dai 6 agli 11 anni,nella notte di Natale vengono trasformati in KALLIKANTZOROI. Secondo la leggenda durante tutto l'anno sono imprigionati nel centro ella terra dove con asce e e seghe fabbricate con fili sottili di crine di cavallo, tentano di tagliare l'albero che la sostiene. in queste dodici notti i folletti si introducono nelle case delle persone attraverso le fineste, i buchi della serratura, le crepe nei muri o giù per i camini creando scompglio. Per allontanare questi terribili folletti bisogna tenere acceso il ceppo natalizio o accendere molte candele oppure appendere mazzi di erbe o la mascella inferiore di un maiale al caminetto. Nel giorno della luce ossia il 6 gennaio, il sacerdote passa per le strade dei villaggi a benedire le case ed allontanare i folletti

Gli islandesi sono un popolo di scrittori e di lettori. In Islanda infatti è tradizione natalizia regalare diversi libri e magari leggerli la notte della Vigilia. Questa usanza prende il nome di Jólabókaflóð, letteralmente alluvione di libri per Natale, e trova le sue radici nella Seconda Guerra Mondiale, quando le leggi imponevano rigide restrizioni sull’importazione di molti beni, tranne sulla carta. Il Natale in Islanda non è definito tale se non ci sono tanti libri sotto l’albero. Secondo le statistiche, in Islanda una persona su dieci abbia scritto e pubblicato almeno un libro. Lo scrittore Solvi Bjorn Siggurdsson, intervistato dalla BBC, ha spiegato: Siamo una nazione di cantastorie. Quando è buio e fa freddo, non ci rimane altro da fare se non scrivere. A questo scambio di libri contribuiscono anche le case editrici, inviando gratuitamente alle famiglie un catalogo, chiamato Bókatíðindi, in cui vengono presentati i libri in uscita entro la fine di Novembre. In questo modo è possibile regalare libri appena usciti per Natale.

La tradizione della ghirlanda dell’Avvento (Adventskranz) è nata nella Germania del 1900 dalle mani del pastore luterano Johann Heinrich Wichern, che ne realizzò una per rallegrare il Natale dei bambini orfani o abbandonati della Rauhes Haus di Amburgo. L’intenzione di Wichern era anche quella di vendere le ghirlande per poter garantire una formazione ai bambini degli orfanotrofi.

A Natale vengono scambiati molti doni e portati alle persone più povere, sole e ammalate. I sacerdoti a volte vanno di casa in casa benedicendole con l’acqua santa per allontanare così gli spiriti cattivi che possono nascondersi nelle mura domestiche. In molte case greche si addobba un albero sempreverde con fili d’argento ed in cima una stella. I doni vengono scambiati al 1 gennaio, il giorno di St. Balis. La vigilia di Natale, le persone si radunano festosi per consumare fichi secchi con un pane speziato chiamato “Chrisopsomo”. Gli abitanti della Grecia si scambiano gli auguri dicendo “Hronia polla”

La tradizione dei rami di Santa Barbara non è connessa ad alcuna leggenda relativa alla santa, ma si lega invece alle più antiche tradizioni contadine. Il 4 dicembre di tagliano dei rami di alberi da frutto (ciliegio, melo, susino, mandorlo) o anche gelsomino o ippocastano. Poi si stendono in acqua tiepida, per una notte, ed il giorno successivo si dispongono in un vaso con acqua a temperatura normale, accanto al presepe. L'acqua va cambiata ogni 3 giorni, ed ogni tanto sarebbe anche bene inumidire i rami con uno spruzzino. Il giorno di Natale questi rami saranno coperti di bei germogli, e potremo osservare la loro miracolosa fioritura.

Father Christmas Spesso è accompagnata dal suono di violini, armoniche e corni, che solitamente fa così: The wren, the wren the king of all birds, St Steven’s day he was caught in the furze, Up with the kettle and down with the pan. Give us some money to bury the wren. Questa tradizione risale a un tempo molto antico, in cui si uccideva uno scricciolo e il suo cadavere si appendeva a un ramo di agrifoglio e portato in giro. Oggi si mette un’effige appesa al ramo di agrifoglio e si continua la visita porta a porta. Di solito si offre birra e pudding e il gruppo cresce di numero. Santa Claus o Father Christmas riempie le calze dei bambini la Vigilia di Natale. La sera della Vigilia molti bambini appendono le calze ai piedi dei loro letti perché Babbo Natale le riempia di regali, altri, invece, usano le federe dei cuscini.

La leggenda che accompagna i bastoncini di zucchero – dal caratteristico sapore di menta- proviene in realtà dalla Germania e risale alla metà del ‘600. Secondo questa leggenda il direttore di un coro, per consolare i bambini stanchi delle prove durante le festività natalizie, inventò quelle caramelle allungate che ricordano il bastone dei pastori in visita alla grotta del Bambino Gesù.

Un ultima curiosità: regalo di Natale in svedese si dice joklappar che tradotto significa “colpo di Natale” e questo perché fino a poco tempo fa, si bussava con veemenza alla porta di colui a cui era destinato il dono domandando: ”Ci sono bambini buoni in questa casa?”. Una volta aperto, il dono era buttato subito per terra e la persona (molto legata alla famiglia!!) scappava per non essere riconosciuta. Accanto al regalo di solito si trovano delle poesie che vengono lette ad alta voce il giorno di Natale; i festeggiamenti terminano il 13 gennaio e le famiglie usano fare un ultimo giro attorno all’albero.

Come in Spagna, anche in Portogallo la messa di mezzanotte della Vigilia di Natale è chiamata "Messa del Gallo", un nome che deriva dal fatto che - secondo la leggenda - un gallo avrebbe cantato poco dopo la Nascita di Gesù.

La vasilopita (in greco: Βασιλόπιτα, letterariamente "torta di San Basilio") è una torta di capodanno tipica della Grecia e di molte altre zone, dai paesi dell'Europa Orientale e dell'area dei Balcani. Nel dolce viene nascosta una moneta o un ciondolo, per augurare buona fortuna al ricevente.