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Arte cicladica e minoica

Veronica Nicolì

Created on December 5, 2022

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Transcript

Arte cicladica e minoica

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indice

1. Introduzione

7. Città di Micene

2. La civiltà cicladica

8. Oggetti in oro

3. Il palazzo di Cnosso

9. Ceramica micenea

4. Il salto sul toro

10. Curiosità

5. Affreschi minoici

11. Opinioni personali

6. La ceramica minoica

12. Video interattivo

Dai fiumi al mare

L'antica cultura delle Cicladi prosperò nelle isole del Mar Egeo dal 3300 al 1100 a.C. circa. Insieme alla civiltà minoica e alla Grecia micenea, il popolo delle Cicladi è annoverato tra le tre maggiori culture egee. L'arte cicladica comprende quindi uno dei tre rami principali dell'arte egea.

Quasi tutte le informazioni conosciute riguardanti l'arte neolitica delle Cicladi provengono dal sito di Saliagos al largo di Antiparo. La ceramica di questo periodo è simile a quella di Creta e della Grecia continentale. Scrive Sinclair Hood: "Una forma distintiva è una ciotola su un piede alto paragonabile a un tipo che si trova nel continente del Tardo Neolitico".

La civiltà cicladica

La civiltà cicladica è la più antica cultura dell'antica età del bronzo che fiorì nel Mare Egeo e più precisamente nelle isole Cicladi, nel periodo compreso tra il 3200 e il 2000 a.C.

Lo sapevi che...

L'espressione "Civiltà cicladica" è stata coniata dall'archeologo greco Christos Tsountas, che nel 1898-99 esplorò numerosi siti di sepolture in numerose isole Cicladi.

Ma chi vive nel palazzo?

Il minotauro è un essere nato dalle sembianze di uomo e toro, nato dall'unione tra la moglie del re di Creta, Minosse e un toro bianco mandato come dono da Poseidone, il dio del mare, che decide di mostrare la sua benevolenza in questo modo.

1) Era edificato su una zona collinare2) L'edificio comprendeva un complesso di ben 1300 stanze disposte su 4-5 piani. 3)Nel cortile si celebravano riti religiosi e feste legate ai giochi acrobatici. 4)L’edificio era ben più che una reggia; era una sorta di centro polivalente, adibito a più funzioni.

Uno spettacolare salto sul toro

La scena riproduce un gioco acrobatico pericoloso: il salto del toro. Questo esercizio di abilità consisteva nell'aggrapparsi alle corna di un toro in corsa, eseguendo un doppio salto mortale sul dorso dell'animale, e ricadendo illesi alle sue spalle.

Affreschi minoici

0.1 La natura raffinata

I magnifici affreschi del Palazzo di Cnosso, sono stati realizzati con la tecnica a "umido", a differenza di quelli egizi che venivano dipinti a "secco"; questa tecnica, del tutto minoica, consentiva ai pigmenti minerali, di legarsi più tenacemente al muro ancora umido e in fase di asciugatura, ma imponeva agli artisti cretese, evidentemente molto abili, di operare in tempi stretti.

Affreshi minoici

0.2 Eccesso di interpretazione

Il Principe dei gigli è l'ipotesi ricostruttiva di affresco minoico realizzato sull'isola greca di Creta attorno al 1550 a.C. Una copia moderna del Principe dei Gigli è situata nel lungo corridoio noto come il Corridoio della Processione al palazzo di Cnosso, mentre l'originale viene esposto al Museo archeologico di Candia.

L’affascinante affresco cosiddetto “delle dame in blu”, datato al Tardo Minoico IA, faceva parte di un complesso ciclo pittorico che decorava uno degli ambienti posti al primo piano nell’ala orientale del palazzo di Cnosso. Quest’ala doveva ospitare, secondo Evans, gli ambienti di soggiorno destinati al piacere delle massime cariche della reggia.

La ceramica minoica

La natura sopra i vasi
Le spirali di Kamares

Lo stile di Kamares è uno stile pittorico per la produzione fittile che prende il nome da una località dell'isola di Creta, ovvero una grotta sul monte Ida, dove si afferma tra il minoico medio I e il minoico medio II (intorno al 1800 a.C.) come tipo di decorazione vascolare. È caratterizzato da pochi colori: come il giallo, il rosso e il bianco su sfondo nero.

La brocchetta di Gurnià è un vaso cretese risalente al XVI secolo a.C.circa ritraente un polpo. Il vaso venne scoperto nei resti archeologici di Paleocastro e oggi è conservato al museo archeologico di Candia. I vasi cretesi dell'epoca rappresentavano quasi sempre figure naturalistiche (come piante, foglie, animali marini e terrestri) scure su sfondo chiaro.

L'arte micenea

L'espressione della forza

Verso il 1400 a. C. a causa delle invasioni dei popoli costieri della penisola ellenica, la potenza cretese declina e si afferma la supremazia di Micene, che governerà sul territorio del Peloponneso fino al 1100 a. C. , spostando sulla terraferma il centro della cultura dell'Egeo. A contatto con le popolazioni indigene gli Achei, bene organizzati e bellicosi, assorbirono presto la più raffinata cultura diventando persino ottimi marinai capaci di commerciare con l'Egitto, con l'Asia minore e località del Mediterraneo occidentale.

Città di Micene

È nell'architettura che emergono le principali caratteristiche della civiltà micenea, principalmente guerriera, lontana dallo spensierato edonismo della cultura cretese. Le principali costruzioni architettoniche del periodo miceneo sono le mura e i tholos. A Creta i grandi palazzi, compresi quelli di Cnosso e di Festo, erano aperti, privi di opere difensive: i signori cretesi si sentivano sicuri e non temevano aggressioni né dall'interno e né dall'esterno.

La porta dei leoni

La porta dei leoni era l'accesso principale alla città, così detta per le decorazioni sul triangolo di scarico con due leoni simmetricamente disposti ai lati di una colonna.

La presunta tomba di Atreo

Ricorda che...

Il Tesoro di Atreo, detto anche Tomba di Agamennone, è una maestosa tomba a tholos situata nei pressi della Rocca di Micene, in Grecia e fu scavata dall'archeologo Heinrich Schliemann nel 1879. XV secolo a.C.

Gli oggetti in oro

0.1 La morte in maschera

La Maschera di Agamennone è una maschera funebre in lamina d'oro rinvenuta nel 1876 a Micene dall'archeologo tedesco Heinrich Schliemann. È attualmente conservata presso il Museo archeologico nazionale di Atene.

Questa maschera raffigura il volto di un uomo con barba. È costituita da una lamina d'oro con dettagli a sbalzo: i due fori presenti vicino alle orecchie indicano che la maschera veniva fermata sopra il volto del defunto per mezzo di una corda sottile.

Gli oggetti in oro

0.2 I tesori nelle tombe

Subito dopo l'ultima sepoltura, i sovrani locali abbandonarono le tombe a pozzo in favore di una nuova e più imponente forma di tomba già in via di sviluppo in Messenia, nel sud del Peloponneso, la tholos.All'interno delle tombe fu trovato questo splendido diadema.

La tomba conteneva le spoglie del « principe di Vaphio », di cui non rimane molto, così come degli oggetti funerari sepolti insieme a lui. Gli oggetti qui trovati e trasferiti al Museo Archeologico Nazionale di Atene includono una grande quantità di gemme e collane di ametista

La ceramica micenea

Il polpo come simbolo
0.1 La natura geometrizzata

Ciò che aveva colpito particolarmente gli antichi, era la straordinaria capacità dell’animale di rigenerare uno dei suoi otto tentacoli qualora fosse danneggiato o addirittura reciso. Qualcosa che aveva davvero dell’incredibile e che era appannaggio solamente di una creatura divina.

Così come avvenne per la Civiltà Minoica, anche quella Micenea, eccelse nella lavorazione della Ceramica; idoli e guerrieri furono rappresentati anche se di grande interesse sono i Vai elegantemente dipinti con tematiche naturalistiche, influenzate probabilmente da Creta, fra le quali ricorre spesso motivo della "Piovra".

La ceramica micenea

0.2 La figura umana semplificata

Figura femminile, lineare e sintetica

Rappresentazione di un suonatore di flauto

In questo momento, in una cultura occidentale, le parole, anche nell’arte e non solo nella comunicazione, acquisirono maggior importanza rispetto alle immagini. La successiva cultura greca, erede delle civiltà minoico-micenea, sviluppando la filosofia ha di fatto ulteriormente accentuato la distanza tra immagini e parole, tramandandola a tutta la cultura occidentale.Nella cultura micenea, il propagarsi del modello eroico, favorì una fiorente produzione architettonica che vedeva come protagonisti uomini di quotidinità.

Rappresentazione di un'antica performance

Curiosità

1) La scoperta e il nome della civiltà cicladica si devono all'archeologo inglese A. Evans che, agli inizi del 20° sec., intraprese scavi a Cnosso e scoprì architetture monumentali e una ricca cultura materiale. 2) Secondo Erodoto (I, 171) e Tucidide (I, 4) le Cicladi erano abitate dai Cari che combatterono contro Minosse e che in periodo più recente furono cacciati dai Dori e dagli Ioni che si stanziarono sulle isole. 3) I minoici furono una società abitante nell'isola di Creta, una società di mercanti e marinai che investivano in commerci e palazzi. Scambiavano all'estero olio, vino e artigianato in cambio di metalli, pietre preziose e materie prime.

Che cosa ne pensiamo?

"Una delle cose che mi ha colpito maggiormente è come Arthur Evans sia riuscito a ricreare alcuni dei dipinti e degli affreschi più celebri, unendo altri dipinti insieme" Martina

"Mi ha colpito il fatto che intorno al 1700 ci sia stato un cambiamento di stile così radicale per quanto riguarda l’arte minoica."Vittoria

"E' incredibile come l'immensità dell'arte possa essere così affascinantemente attuale." Veronica
"Dalla semplicitá è stato quasi naturale parlare di così tanta grandezza" Chiara
"Per me questo lavoro è stato molto interessante e significativo perché ho potuto capire il vero valore di quel periodo e lo stile di vita delle civiltà che hanno dominato sul mar Egeo. Mi ha impressionato molto la maschera d'oro e il modo in cui veniva usato sui defunti "Simone

Grazie per l'attenzione!

A cura di Veronica Nicolì, Petrelli Simone, Vittoria Muci, Martina Bassetto e Chiara Tafuro