LA DONNA
DALL'ANTICA GRECIA AL MONDO MODERNO: E' CAMBIATA LA CONDIZIONE FEMMINILE?
COME ERA LA CONDIZIONE DELLA DONNA NELL'ANTICA GRECIA?
La donna in grecia
La brava moglie non si permette di interessarsi a questioni estranee all’ambito famigliare, dimostra massimo rispetto per il marito assecondandolo in silenzio e dimostrandogli sottomissione. Le uniche donne veramente libere erano le etèree (ἑταίραι). Offrivano compagnia e spesso intrattenevano relazioni prolungate con i clienti. In maggioranza ex-schiave o straniere, esse dovevano esibirsi in spettacoli musicali e di danza che avevano luogo anche durante i banchetti. Godevano di libertà esclusive: potevano gestire autonomamente i propri averi ed uscire di casa a loro piacimento.
La donna nell'antica Grecia era considerata libera, ma in realtà non partecipava alla vita politica nelle poleis e la sua vita si basava sulla vita domestica. Alle donne era assegnata una parte della casa chiamata "gineceo", dove svolgeva i lavori domestici che la società le assegnava: tessere, filare, organizzare il lavoro delle schiave, cerimonie e crescere i figli. Le uscite in pubblico erano molto rare (cerimonie o nascite). Nell'antica Grecia i matrimoni non erano scelte individuali, ma avevano scopi economici, di prestigio, politici. La cura del corpo era molto importante per le donne greche in quanto dovevano mantenere la loro bellezza: usavano maschere vegetali, profumi preparati con miglio, mirra, zafferano, viola e rosa. Utilizzavano un rossetto realizzato con mora e ocra rossa, si tingevano ciglia e sopracciglia e si truccavano per mantere la pelle bianca e candida come andava di moda a quel tempo.
La rappresentazione della donna greca in arte
La rappresentazione del comportamento eroico era riservata al sesso maschile. Quando le donne assumevano l’indipendenza ed il coraggio caratterizzanti degli uomini, venivano considerate contro natura. Pur non essendo per nulla escluse dall’arte monumentale esse appaiono in generale nel ruolo di aiutanti o assistenti, indossando veli e vesti (al contrario dell'uomo con armature da guerriero). Fino alla metà del IV sec. erano rare nell’arte greca le raffigurazioni di nudo femminile mentre fin dall’inizio il nudo maschile prevaleva in tutte le forme artistiche. Motivo in più per capire che nella Grecia del periodo classico l’uomo disponeva di uno status e di una libertà sociali non accordati alla donna.
LA PRIMA DONNA ALLE OLIMPIADI
Le donne non solo non potevano partecipare alle Olimpiadi nella Grecia antica, ma non potevano neanche assistere alle gare.Nell’antica Grecia, dove sono nati i concetti di ginnastica e sport, esistevano giochi riservati alle donne, erano gli “Heraia”, in onore della dea Hera. Tuttavia, le donne cresciute a Sparta erano l'eccezione, poiché venivano formate agli stessi eventi sportivi dei ragazzi, dato che il comune pensiero a Sparta era che donne forti avrebbero generato bambini che sarebbero diventati forti guerrieri. Queste atlete non erano sposate e gareggiavano nude o indossando abiti corti. I ragazzi erano autorizzati a guardare le atlete, nella speranza di combinare matrimoni e avere dei figli. La prima donna a essere inserita nell’albo delle Olimpiadi è Cinisca, vincitrice due volte della corsa dei carri nel 396 e 392 a.C
ED OGGI LA DONNA IN CHE CONDIZIONI VIVE? COSA FA?
le suffragette
Le suffragette erano tutte quelle donne che lottavano, tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, per l’estensione del suffragio, ossia del diritto di voto alle donne. Il termine venne coniato in Gran Bretagna e inizialmente aveva una significato negativo. Le nazioni in cui la lotta è stata più intensa di tutte sono stati proprio la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. I due movimenti che più di tutti lottarono per il suffragio femminile furono il “National Union of Womens’s Suffrage Societies” ad opera di Millicent Garrett Fawcett e il “Women’s Social and Politcal Union” ad opera di Emmeline Pankurst e fu quello che più di tutti venne coinvolto nelle lotte.
L’arrivo della prima guerra mondiale portò ad una parziale riduzione delle attività di lotta dei movimenti. Bisognerà aspettare la fine della guerra perché, finalmente, le suffragette e, in generale, tutte le donne che avevano lottato per la parità e il diritto di voto, riuscissero finalmente ad ottenere il proprio obiettivi.
MARY POPPINS E IL FEMMINISMO
La governante «praticamente perfetta sotto ogni aspetto» si occupa, è vero, di un mestiere di cura, tradizionalmente legato all’immaginario femminile, ma lo fa con il piglio e l’indipendenza di una donna libera. Mary Poppins arriva con il vento e mette subito a soqquadro con rigorosa leggerezza il mondo borghese della famiglia Banks.
Non si sa quanti anni abbia e non è sposata. Mary non si ferma alla cura dei bambini, anzi riesce a tenere testa all’uomo di casa, al bancario Banks. Un augurio di indipendenza e coraggio. Con un poco di zucchero, la pillola va giù.
Frida Kahlo è nata il 6 luglio 1907 in Messico, precisamente in una città dal nome un po’ bizzarro: Coyoacán.Il 17 settembre 1925, all’età di 18 anni, resta coinvolta in un incidente che cambia drasticamente la sua vita, costringendola ad una profonda solitudine, in cui l’arte diviene l’unica finestra sul mondo. Dipingeva per sè stessa perché passava molto tempo da sola ed era il soggetto che conosceva meglio. Voleva trasformare la sua tragedia personale in arte. Attraverso lo specchio sul letto, poteva dipingere il suo corpo: con l’autoritratto voleva esprimere i suoi sentimenti, lanciare messaggi universali , far riflettere sul significato della vita e sui sentimenti dell’uomo. Durante la sua vita ha realizzato ben 53 autoritratti.
FRIDA KAHLO
FRIDA KAHLO
LE DONNE IN ITALIA E I GRANDI TRAGUARDI
Durante la Resistenza sono molte le donne che divennero staffette, informatrici e parte attiva della lotta contro l’occupazione nazi fascista. Con il decreto del 10 marzo 1946 le donne con almeno 25 anni di età potevano eleggere e essere elette alle prime elezioni amministrative postbelliche. E fu così per le prime sei sindache donne elette in Italia
All’inizio del secolo scorso la donna era ritenuta una sorta di accessorio dell’uomo. Nel lento cammino verso l’uguaglianza dei diritti, arriva la Prima Guerra Mondiale: le donne sono impegnate, per necessità, nei lavori di responsabilità fino ad ora delegati all’uomo. Con il fascismo la donna torna a lavorare ma a ricoprire la figura della regina della casa.
NELLA COSTITUZIONE ITALIANA
Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
BENVENUTA MINIGONNA !
Nata come simbolo dell’emancipazione femminile e divenuta uno dei trend più amati della storia, la mini-skirt è un classico amato da tutte le donne.
La minigonna nasce agli inizi degli anni ’60 dalle abili mani della stilista Mary Quant, che decise di dare ascolto ai desideri delle giovani londinesi che, all’interno della sua boutique “Bazaar” a Londra, le chiedevano di realizzare gonne sempre più corte. Queste giovani donne non riuscivano più a vedersi in abiti lunghi che impedivano loro i movimenti.
Un capo che ha segnato la storia della moda e del costume, diventando simbolo della ribellione femminile nella lotta contro il maschilismo e l’oggettivazione del corpo.
I MOVIMENTI DEL 68 E IL FEMMINISMO IN ITALIA
Nel 1968 e negli anni a seguire ci furono moltissime proteste, rivoluzioni, per ottenere nuovi diritti. Per quanto riguarda le donne, ci furono i movimenti femministi che si batterono per la parità di genere e per acquisire diritti che al giorno d'oggi ci sembra scontato possedere, ma che prima non erano riconosciuti. La donna, infatti, era ancora vista inferiore rispetto all'uomo.
OCEANIA E LA CORAGGIOSA VAIANA
La giovane Vaiana è una ragazza adolescente in cerca della propria identità, abitante di un’isola polinesiana vecchia di 2000 anni. Il semidio Maui è l’unico maschio che interagisce con Vaiana. Sarà lei a risolvere i guai, mentre il semidio Maui riuscirà solo ad affliggersi con i sensi di colpa per ciò che ha combinato, senza mai darsi da fare per rimediare.Vaiana, si imbarcherà nella coraggiosa missione di salvare il proprio popolo da antiche maledizioni. Ci riuscirà dando dimostrazione della forza del genere femminile considerato universalmente il sesso debole.
grazie!
LA CONDIZIONE DELLA DONNA: DALLA GRECIA AD OGGI
Federica Camarrone
Created on December 3, 2022
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LA DONNA
DALL'ANTICA GRECIA AL MONDO MODERNO: E' CAMBIATA LA CONDIZIONE FEMMINILE?
COME ERA LA CONDIZIONE DELLA DONNA NELL'ANTICA GRECIA?
La donna in grecia
La brava moglie non si permette di interessarsi a questioni estranee all’ambito famigliare, dimostra massimo rispetto per il marito assecondandolo in silenzio e dimostrandogli sottomissione. Le uniche donne veramente libere erano le etèree (ἑταίραι). Offrivano compagnia e spesso intrattenevano relazioni prolungate con i clienti. In maggioranza ex-schiave o straniere, esse dovevano esibirsi in spettacoli musicali e di danza che avevano luogo anche durante i banchetti. Godevano di libertà esclusive: potevano gestire autonomamente i propri averi ed uscire di casa a loro piacimento.
La donna nell'antica Grecia era considerata libera, ma in realtà non partecipava alla vita politica nelle poleis e la sua vita si basava sulla vita domestica. Alle donne era assegnata una parte della casa chiamata "gineceo", dove svolgeva i lavori domestici che la società le assegnava: tessere, filare, organizzare il lavoro delle schiave, cerimonie e crescere i figli. Le uscite in pubblico erano molto rare (cerimonie o nascite). Nell'antica Grecia i matrimoni non erano scelte individuali, ma avevano scopi economici, di prestigio, politici. La cura del corpo era molto importante per le donne greche in quanto dovevano mantenere la loro bellezza: usavano maschere vegetali, profumi preparati con miglio, mirra, zafferano, viola e rosa. Utilizzavano un rossetto realizzato con mora e ocra rossa, si tingevano ciglia e sopracciglia e si truccavano per mantere la pelle bianca e candida come andava di moda a quel tempo.
La rappresentazione della donna greca in arte
La rappresentazione del comportamento eroico era riservata al sesso maschile. Quando le donne assumevano l’indipendenza ed il coraggio caratterizzanti degli uomini, venivano considerate contro natura. Pur non essendo per nulla escluse dall’arte monumentale esse appaiono in generale nel ruolo di aiutanti o assistenti, indossando veli e vesti (al contrario dell'uomo con armature da guerriero). Fino alla metà del IV sec. erano rare nell’arte greca le raffigurazioni di nudo femminile mentre fin dall’inizio il nudo maschile prevaleva in tutte le forme artistiche. Motivo in più per capire che nella Grecia del periodo classico l’uomo disponeva di uno status e di una libertà sociali non accordati alla donna.
LA PRIMA DONNA ALLE OLIMPIADI
Le donne non solo non potevano partecipare alle Olimpiadi nella Grecia antica, ma non potevano neanche assistere alle gare.Nell’antica Grecia, dove sono nati i concetti di ginnastica e sport, esistevano giochi riservati alle donne, erano gli “Heraia”, in onore della dea Hera. Tuttavia, le donne cresciute a Sparta erano l'eccezione, poiché venivano formate agli stessi eventi sportivi dei ragazzi, dato che il comune pensiero a Sparta era che donne forti avrebbero generato bambini che sarebbero diventati forti guerrieri. Queste atlete non erano sposate e gareggiavano nude o indossando abiti corti. I ragazzi erano autorizzati a guardare le atlete, nella speranza di combinare matrimoni e avere dei figli. La prima donna a essere inserita nell’albo delle Olimpiadi è Cinisca, vincitrice due volte della corsa dei carri nel 396 e 392 a.C
ED OGGI LA DONNA IN CHE CONDIZIONI VIVE? COSA FA?
le suffragette
Le suffragette erano tutte quelle donne che lottavano, tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, per l’estensione del suffragio, ossia del diritto di voto alle donne. Il termine venne coniato in Gran Bretagna e inizialmente aveva una significato negativo. Le nazioni in cui la lotta è stata più intensa di tutte sono stati proprio la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. I due movimenti che più di tutti lottarono per il suffragio femminile furono il “National Union of Womens’s Suffrage Societies” ad opera di Millicent Garrett Fawcett e il “Women’s Social and Politcal Union” ad opera di Emmeline Pankurst e fu quello che più di tutti venne coinvolto nelle lotte.
L’arrivo della prima guerra mondiale portò ad una parziale riduzione delle attività di lotta dei movimenti. Bisognerà aspettare la fine della guerra perché, finalmente, le suffragette e, in generale, tutte le donne che avevano lottato per la parità e il diritto di voto, riuscissero finalmente ad ottenere il proprio obiettivi.
MARY POPPINS E IL FEMMINISMO
La governante «praticamente perfetta sotto ogni aspetto» si occupa, è vero, di un mestiere di cura, tradizionalmente legato all’immaginario femminile, ma lo fa con il piglio e l’indipendenza di una donna libera. Mary Poppins arriva con il vento e mette subito a soqquadro con rigorosa leggerezza il mondo borghese della famiglia Banks.
Non si sa quanti anni abbia e non è sposata. Mary non si ferma alla cura dei bambini, anzi riesce a tenere testa all’uomo di casa, al bancario Banks. Un augurio di indipendenza e coraggio. Con un poco di zucchero, la pillola va giù.
Frida Kahlo è nata il 6 luglio 1907 in Messico, precisamente in una città dal nome un po’ bizzarro: Coyoacán.Il 17 settembre 1925, all’età di 18 anni, resta coinvolta in un incidente che cambia drasticamente la sua vita, costringendola ad una profonda solitudine, in cui l’arte diviene l’unica finestra sul mondo. Dipingeva per sè stessa perché passava molto tempo da sola ed era il soggetto che conosceva meglio. Voleva trasformare la sua tragedia personale in arte. Attraverso lo specchio sul letto, poteva dipingere il suo corpo: con l’autoritratto voleva esprimere i suoi sentimenti, lanciare messaggi universali , far riflettere sul significato della vita e sui sentimenti dell’uomo. Durante la sua vita ha realizzato ben 53 autoritratti.
FRIDA KAHLO
FRIDA KAHLO
LE DONNE IN ITALIA E I GRANDI TRAGUARDI
Durante la Resistenza sono molte le donne che divennero staffette, informatrici e parte attiva della lotta contro l’occupazione nazi fascista. Con il decreto del 10 marzo 1946 le donne con almeno 25 anni di età potevano eleggere e essere elette alle prime elezioni amministrative postbelliche. E fu così per le prime sei sindache donne elette in Italia
All’inizio del secolo scorso la donna era ritenuta una sorta di accessorio dell’uomo. Nel lento cammino verso l’uguaglianza dei diritti, arriva la Prima Guerra Mondiale: le donne sono impegnate, per necessità, nei lavori di responsabilità fino ad ora delegati all’uomo. Con il fascismo la donna torna a lavorare ma a ricoprire la figura della regina della casa.
NELLA COSTITUZIONE ITALIANA
Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
BENVENUTA MINIGONNA !
Nata come simbolo dell’emancipazione femminile e divenuta uno dei trend più amati della storia, la mini-skirt è un classico amato da tutte le donne.
La minigonna nasce agli inizi degli anni ’60 dalle abili mani della stilista Mary Quant, che decise di dare ascolto ai desideri delle giovani londinesi che, all’interno della sua boutique “Bazaar” a Londra, le chiedevano di realizzare gonne sempre più corte. Queste giovani donne non riuscivano più a vedersi in abiti lunghi che impedivano loro i movimenti.
Un capo che ha segnato la storia della moda e del costume, diventando simbolo della ribellione femminile nella lotta contro il maschilismo e l’oggettivazione del corpo.
I MOVIMENTI DEL 68 E IL FEMMINISMO IN ITALIA
Nel 1968 e negli anni a seguire ci furono moltissime proteste, rivoluzioni, per ottenere nuovi diritti. Per quanto riguarda le donne, ci furono i movimenti femministi che si batterono per la parità di genere e per acquisire diritti che al giorno d'oggi ci sembra scontato possedere, ma che prima non erano riconosciuti. La donna, infatti, era ancora vista inferiore rispetto all'uomo.
OCEANIA E LA CORAGGIOSA VAIANA
La giovane Vaiana è una ragazza adolescente in cerca della propria identità, abitante di un’isola polinesiana vecchia di 2000 anni. Il semidio Maui è l’unico maschio che interagisce con Vaiana. Sarà lei a risolvere i guai, mentre il semidio Maui riuscirà solo ad affliggersi con i sensi di colpa per ciò che ha combinato, senza mai darsi da fare per rimediare.Vaiana, si imbarcherà nella coraggiosa missione di salvare il proprio popolo da antiche maledizioni. Ci riuscirà dando dimostrazione della forza del genere femminile considerato universalmente il sesso debole.
grazie!