LA MORTE DI MARAT
Jacques-Louis David
INDICE
Biografia autore
Analisi opera
Considerazioni personali
biografia autore
Jaques-Louise David
louis-jaques david
Louis Jaques David nacque a Parigi il 30 agosto del 1748 da una famiglia borghese. Il padre era un commerciante di ferro, la madre apparteneva ad una famiglia di maestri muratori. Rimasto orfano all'età di 9 anni fu affidato allo zio, Franços Buron, e spedito nel convento "College des Quatre-Nations". Durante gli studi fu evidente l'attitudine di David per il disegno, ciò gli permise di conoscere il primo pittore del re, François Boucher. Rimase in Italia quattro anni, durante i quali scoprì la pittura rinascimentale e lo stile unico di Caravaggio. Nel 1782 l'artista sposò Marguerite Charlotte Pécoul, da cui ebbe quattro figli, ed iniziò ad appassionarsi di politica.
louis-jaques david
David cominciò a provare ammirazione per Napoleone, così decise di scrivergli per proporsi come artista. Napoleone avrebbe provato in più di un’occasione a portare l'artista con sè durante le sue spedizioni, ma David rifiutò i suoi inviti. Nel dicembre del 1803 David fu nominato cavaliere della Legion d’onore (cavalierato istituito da Napoleone Bonaparte) e l’anno dopo ottenne la commissione di quattro quadri da parte di Napoleone. Dopo la caduta di Bonaparte in Francia fu restaurata la monarchia e David, preoccupato per il suo passato da rivoluzionario e bonapartista, decise di mettere al sicuro le sue opere e rifugiarsi in Svizzera. Morì all'età di 74 anni, il 29 dicembre 1825 a Bruxelles.
analisi opera
la morte di Marat
la morte di marat
-AUTORE: Jaques-Louis David-TITOLO: La morte di Marat -GENERE: dipinto -TECNICA: olio su tela -DIMENSIONI: 165 x 128 cm -MUSEO: Oldmasters museum
LA MORTE DI MARAT
Nel 1793, David fu incaricato di dipingere un’opera che celebrasse la memoria di Jean-Paul Marat, uno dei più grandi eroi della Rivoluzione francese. La giovane girondina Marie-Anne Charlotte de Corday d’Armont, appena venticinquenne, convinta che Marat stesse tradendo gli ideali della rivoluzione, decise di assassinarlo. Marat era da tempo affetto da una seria malattia della pelle, che lo costringeva a rimanere a casa, immerso in acqua medicamentosa per alleviare prurito e dolore. Molto difficilmente accettava visite. Charlotte allora gli scrisse, fingendo di volergli rivelare i dettagli di un complotto ordito contro di lui. Marat decise di riceverla.
la morte di marat
Charlotte, che nascondeva un coltello, fu irodotta in una stanza dove trovò Marat immerso in una vasca da bagno, coperta da una tavola appoggiata sui bordi per fare da scrittoio. Approfittando della vulnerabilità dell’uomo, Charlotte lo pugnalò al petto, uccidendolo quasi all’istante. Compiuto l’omicidio, non tentò nemmeno di fuggire; quando accorsero i collaboratori di Marat, richiamati dalle urla della sorella (che scoprì subito quanto era accaduto) la fermarono senza che lei opponesse resistenza. Pagò l’attentato con la decapitazione immediata, seguita a un rapido processo, dove peraltro rilasciò una piena confessione.
la morte di marat
Nella grande tela di David, che sviluppa la scena in verticale, Marat è ancora immerso nell’acqua calda della vasca, coperta da un grande lenzuolo bianco rattoppato (all’epoca non si usava il contatto diretto con il marmo o il bronzo delle vasche da bagno). Sotto la sua clavicola destra, si apre la netta ferita della pugnalata, il cui sangue ha tinto l’acqua di rosso. Nella mano sinistra, Marat tiene ancora la lettera dell’assassina, atto di accusa della sua infamia; vi si legge, in francese: «13 luglio 1793. Marie Anne Charlotte Corday al cittadino Marat. Basta che io sia tanto infelice per aver diritto alla vostra benevolenza».
LA MORTE DI MARAT
Il suo volto, appoggiato sul bordo della vasca, incorniciato da un asciugamano avvolto come un turbante, è sereno e disteso, come di chi è morto nel consapevole svolgimento del proprio dovere.
la morte di marat
A terra, si scorge, abbandonata, anche l’arma del delitto, insanguinata. Ecco, quindi, il confronto diretto fra le due armi: quella nobilissima del politico, un letterato che faceva uso della parola, e quella infame dell’assassina, che ricorre alla violenza.
LA MORTE DI MARAT
In primo piano, si trova una semplice cassetta d’imballaggio di legno grezzo, usata come piano di appoggio. Su questa cassetta, il pittore incise, idealmente, in stampatello la sua dedica: «À MARAT, DAVID. L’AN DEUX» (“A Marat, David. L’anno secondo”).
la morte di marat
Mancano tuttavia gli altri elementi di arredo: lo sfondo, verdastro e monocromo, mosso appena da una leggera vibrazione luminosa, è privato della carta da parati, dei quadri e delle librerie, per eliminare ogni possibile elemento di distrazione e per proiettare la figura di Marat in un contesto molto più generico, e renderne eterna la memoria, elevando il suo omicidio dal semplice fatto di cronaca a evento della grande Storia.
considerazioni personali
considerazioni personali
Mi piacciono le opere di Jaques-Louis David perché è molto
attento nei dettagli , usa colori che vanno ad illuminare il
dipinto, esalta la bellezza.
Le maggiori opere sono fatte per amore della sua patria di
capisce quanto è legato alla sua terra. Sofia Gotti
Ho apprezzato molto quest'opera perchè descrive con grande realismo la morte del protagonista. Ho ammirato soprattutto la cura e la precisione con cui l'autore ha realizzato alcuni particolari: il viso di Marat, il braccio che ricade fuori dalla vasca e le pieghe del lenzuolo. In questo dipinto l'autore dimostra tutta la sua bravura. Celeste Delai
GRAZIE PER L'ATTENZIONE!
Celeste Delai e Sofia Gotti
la morte di marat
Celeste Delai
Created on November 15, 2022
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Transcript
LA MORTE DI MARAT
Jacques-Louis David
INDICE
Biografia autore
Analisi opera
Considerazioni personali
biografia autore
Jaques-Louise David
louis-jaques david
Louis Jaques David nacque a Parigi il 30 agosto del 1748 da una famiglia borghese. Il padre era un commerciante di ferro, la madre apparteneva ad una famiglia di maestri muratori. Rimasto orfano all'età di 9 anni fu affidato allo zio, Franços Buron, e spedito nel convento "College des Quatre-Nations". Durante gli studi fu evidente l'attitudine di David per il disegno, ciò gli permise di conoscere il primo pittore del re, François Boucher. Rimase in Italia quattro anni, durante i quali scoprì la pittura rinascimentale e lo stile unico di Caravaggio. Nel 1782 l'artista sposò Marguerite Charlotte Pécoul, da cui ebbe quattro figli, ed iniziò ad appassionarsi di politica.
louis-jaques david
David cominciò a provare ammirazione per Napoleone, così decise di scrivergli per proporsi come artista. Napoleone avrebbe provato in più di un’occasione a portare l'artista con sè durante le sue spedizioni, ma David rifiutò i suoi inviti. Nel dicembre del 1803 David fu nominato cavaliere della Legion d’onore (cavalierato istituito da Napoleone Bonaparte) e l’anno dopo ottenne la commissione di quattro quadri da parte di Napoleone. Dopo la caduta di Bonaparte in Francia fu restaurata la monarchia e David, preoccupato per il suo passato da rivoluzionario e bonapartista, decise di mettere al sicuro le sue opere e rifugiarsi in Svizzera. Morì all'età di 74 anni, il 29 dicembre 1825 a Bruxelles.
analisi opera
la morte di Marat
la morte di marat
-AUTORE: Jaques-Louis David-TITOLO: La morte di Marat -GENERE: dipinto -TECNICA: olio su tela -DIMENSIONI: 165 x 128 cm -MUSEO: Oldmasters museum
LA MORTE DI MARAT
Nel 1793, David fu incaricato di dipingere un’opera che celebrasse la memoria di Jean-Paul Marat, uno dei più grandi eroi della Rivoluzione francese. La giovane girondina Marie-Anne Charlotte de Corday d’Armont, appena venticinquenne, convinta che Marat stesse tradendo gli ideali della rivoluzione, decise di assassinarlo. Marat era da tempo affetto da una seria malattia della pelle, che lo costringeva a rimanere a casa, immerso in acqua medicamentosa per alleviare prurito e dolore. Molto difficilmente accettava visite. Charlotte allora gli scrisse, fingendo di volergli rivelare i dettagli di un complotto ordito contro di lui. Marat decise di riceverla.
la morte di marat
Charlotte, che nascondeva un coltello, fu irodotta in una stanza dove trovò Marat immerso in una vasca da bagno, coperta da una tavola appoggiata sui bordi per fare da scrittoio. Approfittando della vulnerabilità dell’uomo, Charlotte lo pugnalò al petto, uccidendolo quasi all’istante. Compiuto l’omicidio, non tentò nemmeno di fuggire; quando accorsero i collaboratori di Marat, richiamati dalle urla della sorella (che scoprì subito quanto era accaduto) la fermarono senza che lei opponesse resistenza. Pagò l’attentato con la decapitazione immediata, seguita a un rapido processo, dove peraltro rilasciò una piena confessione.
la morte di marat
Nella grande tela di David, che sviluppa la scena in verticale, Marat è ancora immerso nell’acqua calda della vasca, coperta da un grande lenzuolo bianco rattoppato (all’epoca non si usava il contatto diretto con il marmo o il bronzo delle vasche da bagno). Sotto la sua clavicola destra, si apre la netta ferita della pugnalata, il cui sangue ha tinto l’acqua di rosso. Nella mano sinistra, Marat tiene ancora la lettera dell’assassina, atto di accusa della sua infamia; vi si legge, in francese: «13 luglio 1793. Marie Anne Charlotte Corday al cittadino Marat. Basta che io sia tanto infelice per aver diritto alla vostra benevolenza».
LA MORTE DI MARAT
Il suo volto, appoggiato sul bordo della vasca, incorniciato da un asciugamano avvolto come un turbante, è sereno e disteso, come di chi è morto nel consapevole svolgimento del proprio dovere.
la morte di marat
A terra, si scorge, abbandonata, anche l’arma del delitto, insanguinata. Ecco, quindi, il confronto diretto fra le due armi: quella nobilissima del politico, un letterato che faceva uso della parola, e quella infame dell’assassina, che ricorre alla violenza.
LA MORTE DI MARAT
In primo piano, si trova una semplice cassetta d’imballaggio di legno grezzo, usata come piano di appoggio. Su questa cassetta, il pittore incise, idealmente, in stampatello la sua dedica: «À MARAT, DAVID. L’AN DEUX» (“A Marat, David. L’anno secondo”).
la morte di marat
Mancano tuttavia gli altri elementi di arredo: lo sfondo, verdastro e monocromo, mosso appena da una leggera vibrazione luminosa, è privato della carta da parati, dei quadri e delle librerie, per eliminare ogni possibile elemento di distrazione e per proiettare la figura di Marat in un contesto molto più generico, e renderne eterna la memoria, elevando il suo omicidio dal semplice fatto di cronaca a evento della grande Storia.
considerazioni personali
considerazioni personali
Mi piacciono le opere di Jaques-Louis David perché è molto attento nei dettagli , usa colori che vanno ad illuminare il dipinto, esalta la bellezza. Le maggiori opere sono fatte per amore della sua patria di capisce quanto è legato alla sua terra. Sofia Gotti
Ho apprezzato molto quest'opera perchè descrive con grande realismo la morte del protagonista. Ho ammirato soprattutto la cura e la precisione con cui l'autore ha realizzato alcuni particolari: il viso di Marat, il braccio che ricade fuori dalla vasca e le pieghe del lenzuolo. In questo dipinto l'autore dimostra tutta la sua bravura. Celeste Delai
GRAZIE PER L'ATTENZIONE!
Celeste Delai e Sofia Gotti