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Orazio Coclite

Emanuele Giacomini

Created on October 12, 2022

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Transcript

ORAZIO

COCLITE

A cura di bozzola maria catalina e giacomini emanuele

index

1. Orazio Coclite: eroe o mito

2. Orazio Coclite II pars.

3. Contesto storico

4. Guerra del ponte sublicio

Orazio coclite: eroe o mito?

L'episodio di Orazio Coclite ci è narrato da Tito Livio, nella sua opera Storia di Roma. Questi sono i fatti secondo lo storico romano. Orazio Coclite si sarebbe opposto da solo, sul Ponte Sublicio agli Etruschi di Porsenna: dopo aver respinto il primo assalto, si sarebbe lanciato nelle acque del Tevere dove, secondo Polibio, perse la vita.

Un'altra leggenda, riportata anche da Tito Livio, invece Orazio Coclite si sarebbe salvato, attraversando a nuoto il Tevere, nonostante la pesante armatura che indossava. In entrambi i casi, il nemico non riuscì ad attraversare il fiume sul Ponte Sublicio solo per merito e cosi Orazio Coclite fu definito un eroe salvatore del destino di Roma.

Per un puro caso gli era toccata la guarda del ponte. Egli si accorse che l'esercito etrusco dopo aver preso con un assalto improvviso il colle del Gianicolo, stavano scendendo rapidamente verso il Tevere; non potendo contare sui suoi soldati perché terrorizzati avevano gettato le armi, e visto che a nulla stava servendo la sua opera di convincimento, egli decise di intervenire da solo. L'unica soluzione era di distruggere il ponte con qualsiasi mezzo, impedendo così agli Etruschi di invadere l'altra riva.

Pertanto accorse all'ingresso del ponte con le armi tese ad affrontare il combattimento corpo a corpo, emergendo fra la folla di soldati che stavano volgendo le spalle al campo di battaglia e fra i nemici, meravigliati da tanta audacia.

Orazio Coclite si inserisce nel turbolento passaggio tra la monarchia e la repubblica a Roma, che convenzionalmente avvenne nel 509 a.C. con l’elezione dei primi due consoli e la cacciata di Tarquinio il Superbo, un re che dalla storiografia ufficiale è sempre stato dipinto come un tiranno ed un despota, un uomo le cui caratteristiche violente sarebbero confluite poi nei figli i quali, con le loro azioni immorali (soprattutto nei confronti di Lucrezia, figlia di Collatino, uno dei primi due consoli della repubblica romana con Bruto), avrebbero dato il via alla rivolta dei cittadini contro il monarca.

GUERRa sul ponte sublicio

Fu dunque necessario, nonché naturale, che le difese di Roma si concentrassero tutte lì, in quell’unico punto. Ricordo, per dovere di cronaca, che il Ponte Sublicio (il cui nome deriva dal volsco sublica, cioè tavole di legno), fu il primo ponte costruito nell’Urbe, probabilmente per opere di Anco Marzio, quarto re della città.

Gli Etruschi di Porsenna e Tarquinio il Superbo stavano asserragliando Roma, stringendola in un assedio che poteva avere solo una conclusione: la conquista dell’Urbe. L’avanzata sembrava effettivamente non poter avere alcun freno, sebbene il problema fondamentale, prima di entrare a tutti gli effetti nei domini romani, era solo uno: attraversare il Ponte Sublicio. Esso infatti era l’unico punto d’accesso al centro cittadino, l’unico ponte esistente all’epoca che congiungesse le due rive del Tevere, che in quel momento fungeva da vero e proprio confine invalicabile.

Il primo ponte fisico ed anche metaforico, la prima vera apertura di Roma verso il mondo esterno, oltre quel fiume Tevere che rappresentava un confine anche sacro, quello tra urbs e rus, tra città e campagna.

Sitografia e Bibliografia

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