Epicuro
La filosofia una Medicina dell'anima
- Alla filosofia di Epicuro spetta il compito di indicare la strada per la felicità, e che quest'ultima va intesa come liberazione delle varie forme di turbamento che affliggono gli esseri umani. Contro questi "mali" la riflessione filofofica è un autentico quadrifarmaco, capace di portare quiete e serenità nel tormentato animo umano. Se dal punto di vista pratico la filosofia epicurea è una cura dell'anima dal punto di vista teorico si divide in tre parti: la canonica, la fisica e l'etica.
La vita
311 a. C.
341 a.C
307-306 a. C.
323 a. C.
Insegna a Mitilene , nell'isola di Lesbo
A Samo nacque il filosofo dal colono ateniese Neocle e da Cherestrate
Torna ad Atene dove acquista una casa con giardino che diventerà la sua scuola
Ad Atene forse ascolta le lezioni di Senocrate
321 a. C.
309 a. C.
285 a. C.
327 a.C
Si trasferisce con la famiglia a Colofane
Stringe buoni rapporti con la corte di Lisimaco
Ascolta probabilmente le lezioni di Pànfilo e di Nausìfone
Si trasferisce a Lampsaco, dove forma il primo gruppo di discepoli
" Siate felici e memori del mio pensiero "
Epicuro muore
271 a. C.
massime capitali 2
le massime capitali
massime capitali8
massime capitali21
massime capitali 19
massime capitali25
massime capitali 23
massime capitali 27
massime capitali 28
I filosofi del "giardino"
TIMORE DEGLI DEI
la filosofia come quadrifarmaco
TIMORE DELLA MORTE
ACCESSIBILOTA' DEL PIACERE
LONTANANZA DEL MALE
La canonica
L'opera di Epicuro trattò i temi fondamentali della logica e sviluppò la propria teoria della conoscenza non ci è pervenuta; sappiamo solo che si intitolava Canonica, con il quale si indicava il regolo del muratore e, per estensione, ciò che è criterio o regola di scelta. Il "canone" della conoscenza,secondo Epicuro, è dato dalle sensazioni, dai concetti e dalle emozioni. Le sensazioni, in particolare, costituiscono il fondamento imprescindibile del sapere.
la fisica
La fisica epicurea si presenta come una ripresa dell'atonomismo di Democrito. Lo scopo di Epicuro è quello di fornire un'interpretazione dei fenomeni naturali fondata esclusivamente su spiegazioni di carattere fisico, basandosi così su una fisica materialistica e meccanicistica, escludendo così il ricorso alla provvidenza divina o ad altre cause soprannaturali. Così facendo egli vuole liberare l'uomo dalle superstizioni, dal timore degli dei e dalle paure irrazionali. Dopo aver negato tutto ciò che possa alludere a un disegno provvidenziale, Epicuro ammette l'esistenza degli dei, che però non si curano nè del mondo nè degli esseri umani, poichè esseri liberi e beati.
l'etica
- L'etica epicurea è in generale volta alla ricerca della felicità, la quale a sua volta viene identificata nel piacere:" il piacere è il principio e la fine della vita beata" dice Epicuro.
- Il piacere è dunque il criterio mediante il quale valutiamo ogni bene, non è un bene come gli altri ma è in ultima analisi l'essenza stessa della vita.
- Il piacere non è una forma egoistica ma i piaceri autentici sono infatti solo quelli naturali che si collegano ai bisogni naturali [1].
- In altre parole Epicuro fa viaggiare in coppia virtù e piacere poichè:" non è possibile vivere nel piacere senza vivere in modo saggio, buono e giusto indipendentemente dal piacere...".
Atarassia
Amicizia
PAROLE CHIAVE
Saggezza
Politica"vivi di nascosto"
Aponia
un po' di latinoo!!
Il clinamen: lucrezio
se i primi elementi, con la declinazione, non producessero un movimento tale da rompere le leggi del fato, si da impedire che la concatenazione delle cause vada all'infinito, donde deriverebbe questa libera facoltà di sottrarsi al fato che vediamo proprio degli esseri animati per tutta la terra, per via della quale possiamo andare ovunque la volontà ci guidi? Lucrezio, De rerum natura, II, 255 ss.
fine
IRIS DURANTEILENIA NAPOLITANO MARTINA CAPUTO LEONARDO CRUSCO
Epicuro 🏛
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Created on September 19, 2022
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Transcript
Epicuro
La filosofia una Medicina dell'anima
La vita
311 a. C.
341 a.C
307-306 a. C.
323 a. C.
Insegna a Mitilene , nell'isola di Lesbo
A Samo nacque il filosofo dal colono ateniese Neocle e da Cherestrate
Torna ad Atene dove acquista una casa con giardino che diventerà la sua scuola
Ad Atene forse ascolta le lezioni di Senocrate
321 a. C.
309 a. C.
285 a. C.
327 a.C
Si trasferisce con la famiglia a Colofane
Stringe buoni rapporti con la corte di Lisimaco
Ascolta probabilmente le lezioni di Pànfilo e di Nausìfone
Si trasferisce a Lampsaco, dove forma il primo gruppo di discepoli
" Siate felici e memori del mio pensiero "
Epicuro muore
271 a. C.
massime capitali 2
le massime capitali
massime capitali8
massime capitali21
massime capitali 19
massime capitali25
massime capitali 23
massime capitali 27
massime capitali 28
I filosofi del "giardino"
TIMORE DEGLI DEI
la filosofia come quadrifarmaco
TIMORE DELLA MORTE
ACCESSIBILOTA' DEL PIACERE
LONTANANZA DEL MALE
La canonica
L'opera di Epicuro trattò i temi fondamentali della logica e sviluppò la propria teoria della conoscenza non ci è pervenuta; sappiamo solo che si intitolava Canonica, con il quale si indicava il regolo del muratore e, per estensione, ciò che è criterio o regola di scelta. Il "canone" della conoscenza,secondo Epicuro, è dato dalle sensazioni, dai concetti e dalle emozioni. Le sensazioni, in particolare, costituiscono il fondamento imprescindibile del sapere.
la fisica
La fisica epicurea si presenta come una ripresa dell'atonomismo di Democrito. Lo scopo di Epicuro è quello di fornire un'interpretazione dei fenomeni naturali fondata esclusivamente su spiegazioni di carattere fisico, basandosi così su una fisica materialistica e meccanicistica, escludendo così il ricorso alla provvidenza divina o ad altre cause soprannaturali. Così facendo egli vuole liberare l'uomo dalle superstizioni, dal timore degli dei e dalle paure irrazionali. Dopo aver negato tutto ciò che possa alludere a un disegno provvidenziale, Epicuro ammette l'esistenza degli dei, che però non si curano nè del mondo nè degli esseri umani, poichè esseri liberi e beati.
l'etica
Atarassia
Amicizia
PAROLE CHIAVE
Saggezza
Politica"vivi di nascosto"
Aponia
un po' di latinoo!!
Il clinamen: lucrezio
se i primi elementi, con la declinazione, non producessero un movimento tale da rompere le leggi del fato, si da impedire che la concatenazione delle cause vada all'infinito, donde deriverebbe questa libera facoltà di sottrarsi al fato che vediamo proprio degli esseri animati per tutta la terra, per via della quale possiamo andare ovunque la volontà ci guidi? Lucrezio, De rerum natura, II, 255 ss.
fine
IRIS DURANTEILENIA NAPOLITANO MARTINA CAPUTO LEONARDO CRUSCO