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Dalila

Created on September 13, 2022

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Transcript

Psicosociologia del maschilismo

Chiara Volpato Presentazione di Dalila Di Mella

start

INDICE

1.

Introduzione

2.

Il maschilismo

3.

La costruzione della superiorità maschile

4.

Il controllo delle dominate

5.

Il sessismo all'opera

Introduzione

Tutto ciò che muove le istituzioni più importanti, quali le banche, il governo, l'amministrazione, è sempre rappresentato dall'ideologia di capo maschio e intelligente. Questo mostra la continua supremazia maschile negli anni.

01

Le cifre della disuguaglianza

Il soggetto è irritante e capitale, come afferma Simone de Beauvoir: irritante perchè obbliga a tornare su discorsi obsoleti e malinconici e capitale perchè con la guerra, la distruzione dell'ambiente e l'incapacità di vedere nel futuro l'eguaglianza costituisce un segno dell'arretratezza umana.

02

I passi avanti

03

Il fenomeno del maschilismo

Da molti secoli risulta questa indiscutibile asimmetria tra uomini e donne che provengono da molti fattori quali potere, status, risorse, qualità di vita, che è accompagnata da atteggiamenti e comportamenti che abbiamo definito maschilismo, maschismo e sessimo. La questione è antica, ma ne abbiamo cominciato a parlare apertamente da una cinquantina d'anni. Oggi questo assume un'urgenza perchè limita lo sviluppo culturale, sociale e civile.

Le cifre della disuguaglianza

Il Gender Gap è l'indice curato dalle Nazioni unite che rappresenta la cosiddetta "parità di genere".

A livello mondiale, le donne muoiono prima, sono la maggioranza tra gli analfabeti e tra i poveri, sono meno seguite in malattia fisica e psichica, hanno meno accesso all'istruzione e hanno meno denaro, dato che sono tenute ai margini del potere economico, politico, militare e religioso.

🔥

Inoltre sono soggette a ripetute violenze, quali stupri, femminicidi e tratta. Questa diseguaglianza nasce dalla struttura sociale patriarcale che riserva agli uomini l'autorità e il prestigio per dominare la comunità.

I passi avanti

Se ci soffermiamo sulla condizione occidentale, però, possiamo trovare delle progressioni. Le donne, infatti, hanno compiuto molti passi avanti, di cui uno in particolare che ha dato inizio a tutto: il movimento femminista degli anni settanta "Suffragettes".

Nonostante questa piccola vittoria, però, il quadro non è omogeneo in tutto il mondo. Infatti, sono solo alcuni dei paesi del Nord Europa o d'America che vivono in situazioni avanzate (anche se non si è ancora raggiunta la parità), mentre tutte le altre vivono nell'arretratezza, quali una di queste è l'Italia.

In Italia le bambine hanno meno probabilità dei bambini di riuscire a governarsi, ad esprimere le potenzialità, le qualità di pensiero e azione. Per questo è nata la questione femminile.

La questione femminile si riferisce alle norme, costumi e visioni del mondo che riguardano il ruolo della donna nella società. Questa ha avuto, nel corso del tempo, ottimi e deludenti risultati.

La questione maschile, invece, prevale con dei risultati sempre eccellenti.

Il maschilismo

Il maschilismo è un fenomeno storico che inclina in una direzione definita le differenze biologiche dell'uomo e della donna.

La maggiore forza fisica degli uomini ha portato loro ad occuparsi di alcune attività, come la guerra, che hanno permesso loro di prendere potere e status, mettendo la donna in una situazione di subordinazione.

Questo modello non ha senso all'interno di società complesse che hanno bisogno di tutti i loro membri per partecipare egualmente alla vita e alla costruzione civile. Questo possiamo affermarlo dai rapporti del World Economic Forum, che porta alla luce il fatto che solo grazie all'unione, alla collaborazione e alla creatività dei due sessi le società potrebbero affrontare i problemi con successo.

- fine introduzione -

Il Canone

Gli studi di genere si sono concentrati più spesso sulle donne che sugli uomini, dato l'intento di far passare alla storia quello che da sempre è stato nascosto. Nonostante questo negli ultimi anni sono nati i men's studies, che si sono dati l'obbiettivo di mettere in risalto l'uomo, così da creare diversi tipi di mascolinità proposti da Connel:

Gli uomini, fin dai tempi antichi hanno continuato a rappresentare il canone, il prototipo e la norma. Questo viene anche descritto da Pierre Bourdieu, George Simmel, Rosseau.

Gli uomini costituiscono la norma, potente e indiscussa: esiste e si basta. Dopo di loro vengono le donne, i bambini e animali. La mascolinità può restare nascosta, come afferma John Tosh con la sua tesi "la mascolinità è presente e allo stesso momento assente", perciò il pensiero femminista ha affermato che il maschilismo e il femminismo si possono solo analizzare con delle lenti specifiche.

Sono nati gli studi di genere, termine utilizzato per la prima volta nel 1975 da Gayle Rubin, dove mostrava che l'identità di genere si soffermasse di più sulle differenze tra uomini e donne, che sulle somiglianze naturali. Termine usato anche nella psicologia sociale nel 1979 che è contraria all'uso del termine "sesso", perchè evoca cause biologiche e differenze naturali, mentre promuove l'uso della parola "genere", che indica, invece, ai comportamenti che le culture ritengono appropriati per gli uomini e le donne.

1. egemone

2. multiple

3. marginalizzazione

4. complicità maschile

L'inizio del mascolinismo

Grazie allo studio dell'Archeologia, della mitologia e della storia dell'arte abbiamo delle informazioni per quanto riguarda la società e i ruoli della donna e dell’uomo dal Paleolitico al Neolitico. Inizialmente gli uomini e le donne vivevano in sostanziale parità, suddividendosi i vari compiti. Nel Neolitico, successivamente, avvenne la scoperta del ruolo maschile nella procreazione e la scoperta della differenza di forza fisica, portando gli uomini a costruire la loro superiorità e iniziare la subordinazione femminile. Iniziarono a instaurare il dominio maschile. Il mondo classico portò, così, alla luce il modello a sesso unico: la gerarchia prevedeva al vertice l'uomo e inseguito donne e schiavi.

01

Differenziazione dei generi

02

Crisi maschile

03

La grande Guerra

LA GRANDE GUERRA

La grande guerra rafforzò l'egemonia maschile. Però la guerra aveva messo in luce la sofferenza, l'incapacità e l'impossibilità di adeguarsi all'ideale virile. Molti soldati furono colpiti da attacchi di pianto, depressioni, incubi, accessi nervosi e comportamenti isterici che erano riservati al sesso debole. Molti di questi furono incarcerati o fucilati. Freud e Ferenczi, scoprirono che si potevano ottenere risultati migliori, con questi tipi di pazienti, se li si aiutava a scoprire il problema a piccoli passi.

Nonostante questo, l'ideale maschile, si identificò di nuovo nella Seconda Guerra Mondiale con “l'uomo nuovo” di Hitler, che si risolveva in un'esasperazione della tradizionale norma maschile, adottato in seguito con il fascismo.

Con questa seconda guerra però, erano proprio le donne che portavano avanti la piccola società nel mentre gli uomini soldati combattevano. Erano loro a portare avanti le piccole lotte dei poveri, come possiamo notare ne “La Libertà che guida il popolo” di Delacroix.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, da un lato si sono formati i nuovi modelli culturali in cui ci fu l'indifferenza del modello tradizionale virile con la Beat Generation, dall'altro il movimento femminista che portò la riappropriazione del pensiero e della parola alle donne.backlash = contrattacco, per indicare la nascita di movimenti maschili che accusano le femministe di aver indebolito il loro genere.

IL PRESENTE

Le immagini che emergono della mascolinità nell'ambiente contemporaneo sono tante e divergenti.Come nel passato, però, il modello sottolinea la supremazia del potere, la competizione, l'aggressività, lo status, dell'indipendenza, del successo...

I diversi modelli maschili:

Metrosexual

Laddism

Iper-mascolinità

Enfatizza l'aspetto giovanile, la condizione da single, la conquista sessuale e l'oggettivazione della donna. Si differenzia dal metrosexual perchè accetta la visione sessista dei rapporti di genere. Il passatempo preferito è guardare la partita di calcio in compagnia maschile

Associata a forme di violenza sulle donne, è diffusa soprattutto nei giovani e uomini con scarso potere socio-economico che la sviluppano nel contatto con i pari durante l'adolescenza.

Il cosiddetto "Narciso", un uomo single, che mette l'accento sull'autointerpretazione e cura di sé. Una variante è l'ubersexual che riesce ad unire i tratti relativi al maschilismo tradizionale alle relazioni.

La costruzione della superiorità maschile

La nostra società pensa che uomini e donna siano del tutto diversi. Potere, forza e razionalità sono azzurri, sensibilità, emozioni e bisogno di aiuto sono rosa. Ma c'è davvero così tanta differenza?

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esperimento deindividuazione

Secondo studi di ambito psicosociale, esistono maggiori differenze tra i membri all'interno di uno stesso gruppo, quindi per esempio tra donna e donna, che tra il gruppo maschile e quello femminile: sul piano psicologico uomini e donne si differenziano molto poco e l'ipotesi più fondata afferma che esiste una similarità tra i generi, non differenze. Riferendoci alle varie ricerche condotte, le uniche eccezioni riscontrate riguardano le abilità motorie, l'aggressività fisica e atteggiamenti riguardo al sesso occasionale, di maggiore interesse nei maschi. Perché siamo così convinti che uomini e donne siano diversi? La risposta è data dall'importanza delle norme sociali che regolano il comportamento collettivo, quindi costruzioni storiche che si differenziano a seconda del contesto culturale.

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Stereotipi di genere

La rappresentazione sociale più diffusa vede nell'uomo un essere potente e nella donna un essere debole. Le scienze sociali chiamano queste rappresentazioni mentali stereotipi, che si formano perché gli esseri umani ragionano dividendo il mondo fisico e quello sociale in categorie, che vengono associate a funzioni e ruoli diversi, collegati anche allo status. Quando dividiamo il mondo in uomini e donne, tendiamo a vedere gli uomini più simili tra loro e più diversi dalle donne, perchè minimizziamo le differenze all'interno delle categorie e massimizziamo le differenze tra due categorie.

Come fanno a sopravvivere gli stereotipi?

La nostra mente funziona creando sottocategorie o sottotipi, che, ponendo così le eccezioni in contenitori esterni, servono a mantenere lo stereotipo.

sottogruppi donne

sottogruppi uomini

Le donne casalinghe, segretarie, di piacere -> calde e incompetenti;Le femministe, le lesbiche, le atlete, le donne in carriera -> competenti ma fredde.

Gli uomini di professione, lavoratori -> capaci, forti, bruschi;meno gli anziani, gli hippy e gli omosessuali.

Gli stereotipi di genere specificano come donne e uomini dovrebbero agire: dato che sono appresi nei primi anni di vita e mantenuti, si trasformano in associazioni automatiche che influenzano percezioni e comportamenti inconsapevolmente.

Backlash effect

In questo modo sono state chiamate le rappresaglie sociali poste in atto nei confronti delle persone che negano l'evidenza.

Se le persone hanno paura di essere oggetto di rappresaglie per il loro mancato conformismo, è facile che ricorrano a strategie di recupero, come nascondere il comportamento e mentire che porteranno come conseguenza un calo di autostima e un rafforzamento di stereotipi. La paura, per esempio, di essere ritenuti effemminati nel caso degli uomini, innesca l'aggressività maschile: si può far ricorso alla violenza per provare a se stessi e agli altri di essere veri uomini. Inoltre, al seguito di un esperimento, alcuni studenti, la cui mascolinità era stata messa in dubbio, rispondevano a ciò ripudiando o allontanando le donne e le loro compagne femministe, cioè che minacciano la superiorità maschile. Esiste un altro gruppo ritenuto minaccioso per l'identità maschile, ovvero quello omosessuale, soprattutto nella sua componente effemminata: si è notato che gli uomini minacciati nella loro mascolinità esibivano atteggiamenti negativi verso gay di tipo "effemminato", invece che mascolino.

Gli stereotipi possono incidere su molti aspetti della realtà, quali lo status e posizione all'interno dei diversi contesti di vita (sociali, lavorativi).

Gli stereotipi assicurano la continuazione della gerarchia di genere, aiutando a mantenere una struttura sociale basata sulla disuguaglianza e sull'asimmetria di potere, passando per situazioni naturali. Riguardo questo, le donne sembrano essere meno interessate degli uomini nelle occupazioni che promettono ricompense economiche e sociali di alto livello. Questo fenomeno possiamo spiegarlo grazie ai processi di socializzazione che portano uomini e donne ad avere aspettative, per il lavoro, diverse: gli uomini hanno interesse per lo status, le donne per le relazioni. I primi quindi saranno i leader e le seconde i supporter.

Women wonderful effect e uomini potenti

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Gli psicologi sociali hanno dimostrato secondo dei dati come siano le donne ad essere giudicate in maniera più positiva, e non gli uomini.

Questo fenomeno ha ricevuto la denominazione di "effetto donne meravigliose", per cui le donne sono giudicate positivamente perché hanno la capacità di aiutare, nutrire, dare calore, ovvero tratti tipici di chi è in una posizione subordinata. Le ricerche ci dicono che i giudizi su noi stessi e sugli altri sono comportati dai "Big Two", due modalità di muoversi all'interno della società: la prima, la communality, si riferisce alla capacità di stringere relazioni interpersonali; la seconda la agency, definita dalla tensione individuale per il raggiungimento di un obiettivo. Nella maggior parte delle società, gli stereotipi maschili sottolineano l'agency e quelli femminili la communality. Le donne ricevono valutazioni più favorevoli degli uomini, perechè sono più amate, anche se meno rispettate, e sono percepite come persone meravigliose poichè si interessano agli altri e si trovano così in una posizione subordinata

Gli uomini fanno maggior uso degli stereotipi perchè, come gruppo di potere, li impiegano per esercitare il controllo personale, mentre le donne hanno bisogno di formarsi impressioni corrette sui superiori, ricorrendo meno agli stereotipi. Il gruppo maschile così appare dotato di un'unica personalità, mentre quello femminile appare come un insieme di componenti percepite in modo indifferenziato.

Come mai accade questo?

I Ruoli

Secondo la teoria dei ruoli sociali, uomini e donne sono portati a selezionare e sviluppare le capacità necessarie per il loro ruolo sociale. Il contenuto degli stereotipi di genere è collegato alla divisione del lavoro e ai ruoli storicamente ricoperti da uomini e donne: si attribuiscono caratteristiche communal alle donne perché è coerente con il loro ruolo domestico e di cura, agli uomini caratteristiche agentic perché è coerente con il loro ruolo da lavoratori.

Esperimento Bwisi e Mwangai

Esperimento Orintiani-Ackmiani

Studiosi hanno manipolato lo status relativo dei gruppi. Le comunità, in questo caso provenienti da alcune isole del Pacifico, ricoprivano ruoli simili, ma erano di status diverso, uno alto e l'altro basso. Anche in questo esperimento i partecipanti dovevano associare una determinata caratteristica ai due gruppi, differenziati dallo status.

Orintiani: lavoratori di città; Ackmiani: dediti ai bambini. I partecipanti dovevano leggere la descrizione di 15 membri di ciascun gruppo di appartenenza. Ciascuna descrizione includeva un tratto agentic, uno communal e uno neutro, in modo che fossero uguali. Vennero però cambiati i ruoli, facendo sì che 12/15 degli Orintiani lavorassero e solo 3 si occupasse della cura e viceversa per gli Ackmiani. I partecipanti dovevano poi associare a entrambi i gruppi una delle caratteristiche viste in precedenza.

Risultato esperimento: al gruppo di alto status furono attribuite caratteristiche agentic e a quello di basso status caratteristiche communal.

Risultato esperimento: giudicarono gli Orintiani come un gruppo agentic e gli Ackmiani come un gruppo Communal.

Sono la divisione del lavoro e la gerarchia di genere a far associare gli uomini e donne a differenti tratti: i tratti positivi attribuiti alle donne si riferiscono alle loro capacità relazionali e quelli negativi sono dovuti alla debole posizione socisle; agli uomini i tratti positivi sono il coraggio ad assicurare protezione e negativi rinforzano potere e status.

Diventare veri uomini.

"La virilità non è più naturale della femminilità" -Simone De Beauvoir.

Essere uomini o essere donne ha a che fare solo in parte a caratteri fisici. Diventare uomo o donna significa assomigliare agli altri uomini e alle altre donne: è questo che si intende per "doing gender", ovvero una costruzione del proprio genere che si sviluppa nel corso della vita. Quando parliamo di mascolinizzazione ci riferiamo allo sviluppo biologico di differenze sessuali, ciò che differenzia un corpo maschile da quello femminile. Nei maschi questo processo, secondo studi di antropologi, si forma tramite diversi step per così diventare veri uomini:

  • devono cancellare dal proprio corpo l'influenza effemminante della madre e delle donne e acquisire modi bruschi;
  • devono dare voce al machismo, dimostrando di essere veri uomini con il fracasso e la messa in scena;
  • prove di virilità, che portano al conseguimento della figura riconosciuta di veri uomini.

L'autentificazione della femminilità non richiede le prove, gli scontri e le competizioni richieste ai maschi, probabilmente perchè la femminilità si presenta come condizione biologica che può essere affinata e perfezionata.

Struttura comportamento sociale e sessuale

Michael Flood, sociologo australiano, ha sintetizzato in una serie di indicazioni di mascolinità le pratiche, i discorsi, le relazioni che si creano tra ragazzi e giovani che contribuiscono a strutturare il loro comportamento sociale e sessuale.

4. negazione emozioni nel timore di essere identificati come omosessuali

2. assunzione normalità sessuale, eterosessualità e omofobia

3. comportamenti iper mascolini, giudicando positivamente gli uomini e negativamente le donne

1. provare se stessi attraverso competizioni tra maschi

5. la violenza contro le donne, quindi valorizzano l'aggressività perché visto come attributo maschile

Un aspetto essenziale nella mascolinità è il male bonding (legame maschile), ovvero le relazioni non sessuali tra membri dello stesso sesso, indispensabile per la legittimazione maschile. Questo favorisce la separazione tra uomini e donne, tra mascolinità egemoni e non egemoni.

Il fardello

L'ideale virile è prima di tutto "un carico" che può diventare il principio di vulnerabilità in un uomo.

Uno degli elementi principali dell'origine della fragilità maschile è il fatto che gli uomini godono di minor sostegno sociale rispetto alle donne. Questo avviene perchè gli uomini non chiedono aiuto in caso di bisogno, trascurandosi e mantenendo abitudini dannose sottovalutando i rischi. Un altro dato è il loro maggiore isolamento sociale, perchè sviluppano poche o meno strette amicizie e soprattutto per il fatto che trovano difficoltà a parlare delle proprie emozioni. Per questo si sfocia in atteggiamenti contro la vulnerabilità e la debolezza maschile, che prendono il nome di "nonnismo", diffuso in tutti gli eserciti del mondo (hazing in inglese, bizutage in francese...), ossia praticare atteggiamenti, da parte di soldati prossimi al congedo che pretendono di esercitare un'autorità, un potere nei confronti delle reclute.

Controllo delle dominate

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L'altra faccia del maschilismo riguarda il controllo sulle dominate. Tutti i gruppi dominanti creano delle ideologie per giustificare i loro comportamenti e per giustificare come sia moralmente necessario il loro dominio. Una caratteristica del sessismo è di essere così presente nella quotidianità da diventare invisibile: nelle scienze sociali il pregiudizio di genere ha cominciato ad essere analizzato dopo l'antisemitismo e il razzismo. Solo con la rivoluzione femminista degli anni Sessanta è stato riconosciuto come problema sociale e divenuto materia di studi empirici. Secondo il contenuto degli stereotipi, i Big Two sono collegati allo status socio-economico: l'attribuzione di competenza dipende dallo status e quella di calore (interdipendenza) dal tipo di interazione. Intersecando i Big Two con status e interdipendenza si creano quattro tipi di pregiudizi (positivi o negativi):

Pregiudizio di ammirazione: rivolto a gruppi di alto status;

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Pregiudizio di disprezzo: rivolto a gruppi di basso status;

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Pregiudizio invidioso: rivolto a gruppi di alto status, con competizione. Le persone oggette a questo sono giudicate capaci ma prive di calore;

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Pregiudizio paternalistico: rivolto a gruppi di basso status, dove si percepisce cooperazione.. Stereotipizza gli esseri umani come caldi e incompetenti.

Neosessismo

I cambiamenti nella struttura economica

nell'assetto sociale, hanno prodotto la progressiva diminuzione delle espressioni di aperto disprezzo verso le donne. Certamente, il sessismo esiste tutt'ora, ma viene espresso in maniera implicita, indiretta, silenziosa. Questa forma prende il nome di neosessismo o sessismo moderno e sono caratterizzate dalla sottovalutazione della disparità di genere. Infatti i sessisti moderni pensano di essere a favore dell'uguaglianza, pur non accorgendosi di trattare le donne diversamente dagli uomini. Il neosessismo si esprime nella credenza che la parità tra uomo e donna sia stata raggiunta e quindi anche la discriminazione.

Sessismo ostile e benevolo

Benevolo

ostile

Il sessismo benevolo è difficile da interpretare. La forza di questo tipo di sessismo sta nell'impiegare il potere a vantaggio delle donne, a patto che accettino il controllo sociale maschile: così facendo, diventa una potente arma per l'indebolimento della resistenza femminile.

Esprime la diffidenza e l'antipatia riservate ai subordinati che non si adeguano allo status. Si basa sull'affermazione della naturale inferiorità della donna e ostilità verso la parità di genere. Un esempio di sessismo ostile possiamo trovarlo all'interno del fascismo. Mussolini si è rivolto più volte in modo sprezzante verso le donne, come testimonia un'intervista, dove egli dice che le donne sono semplicemente un passatempo da non prendere sul serio.

Il sessismo si rinforza nei momenti di crisi, economica o politica.Questo succede soprattutto per il pregiudizio ostile, che si nutre della paura della concorrenza femminile. Il sessismo si accompagna ad altri tipi di pregiudizio, quali razzismo e omofobia. Le donne indistinte sono bersaglio di sessismo ostile, quelle che rispettano la morale comune sono oggetto di sessismo benevolo

Il sessismo è universale?

Per rispondere a questa domanda sono state effettuate delle ricerche tese a rilevare la presenza del pregiudizio di genere in varie nazioni.

Una delle tante è stata effettuata in 19 paesi diversi. Il pregiudizio rivolto al genere femminile è stato misurato mediante una scala di sessismo, che rileva gli atteggiamenti ostili e benevoli, tenendo conto delle relazioni di potere, i ruoli e gli stereotipi, le relazioni intime eterosessuali, che servono a mantenere vivo il predominio maschile. I dati dei resoconti hanno indicato che il sessismo ostile e quello benevolo sono presenti dappertutto e in tutti i paesi, compresa l'Italia, gli uomini hanno espresso punteggi più elevati di sessismo ostile rispetto alle donne, cosa che non si è verificata con il sessismo benevolo, maggiormente accettato per i suoi vantaggi secondari.

Uno dei risultati più interessanti degli studi sul sessismo è che mostrano come, in una stessa persona, coesistano atteggiamenti benevoli e ostili. Le due forme di sessismo sembrano rivolgersi ai tipi diversi di donne: quello ostile prende di mira le donne che sfidano il potere maschile con strategie aperte (femministe) o sottili (seduttrici); quello benevolo si dirige verso le donne che accettano i ruoli convenzionali (mogli, madri, casalinghe...). Inoltre si è rivelato che più un paese è sessista, minore è l'eguaglianza tra i generi al suo interno, stimata mediante due indici: il Gender Empowerment Measure, che misura la partecipazione delle donne, confrontata a quella degli uomini, nell'economia, nella politica... e il Gender-Related Development Index, che misura le aspettative di vita, la formazione culturale e il benessere della popolazione.

Pregiudizi verso gli uomini

Si sono proposte ricerche anche nell'analisi riguardo all'atteggiamento di pregiudizio verso il genere maschile: il nucleo ostile esprime ripudio verso il potere maschile gli atteggiamenti di superiorità ad esso connessi e interpreta il comportamento maschile come esercizio di potere; il nucleo benevolo esprime la convinzione che gli uomini abbiano bisogno delle cure femminili, riconosce all'uomo il tradizionale ruolo di protettore. In studi condotti in vari paesi l'ostilità verso gli uomini è risultata più alta, mentre verso le donne è risultato più alto il sessismo benevolo.

Collusione femminile

La forza delle ideologie legittimanti, come il sessismo, sta nella capacità di convincere i membri dei gruppi dominati ad accettare l'ineguaglianza invece di agire contro essa.Il sessismo benevolo è una forma di persuasione dolce che lusinga le donne le illude, provocando così emozioni positive. Il sessismo ostile provoca invece emozioni negative che producono ribellioni. Proprio perché le donne cercano nel sessismo benevolo protezione e riparo, sono loro che concorrono al mantenimento della disparità di genere. Per migliorare la qualità della vita le donne hanno creato degli accordi ovvero delle collusioni: un tipo di collusione positiva Nella quale le donne protestano per la condanna del sessismo ostile e benevolo e un tipo di collusione negativa, ovvero quello delle donne che, da una posizione di status prestigiosa, prendono le distanze dalle altre donne. Questo le porta a esprimere nei loro confronti pregiudizi che possono sfociare nella sindrome dell'ape regina, un tipo di misoginia femminile che caratterizzava suocere, mogli e donne di potere.

Strategie di delegittimazione= sottrazione di autorità o potere.

Le credenze sessiste si traducono in strategie che hanno la funzione di rafforzare i sentimenti di superiorità maschile; aumentare la differenza percepita tra il gruppo maschile e quello femminile; mantenere la solidarietà tra i membri del gruppo dominante.

  • La più comune di queste strategie riguarda l'attribuzione di tratti stereotipati che collegano le donne al corpo, all'emotività, all'irrazionale, mentre gli uomini vengono associati alla mente, alla ragione, alla civiltà;
  • Strategie di esclusione sociale, che disapprova i membri del gruppo dominato e li ritiene incapaci e immeritevoli di partecipare alla società civile. Una variante di questa strategia è la tecnica della psicologizzazione, che definisce una donna mediante l'Impiego di caratteristiche psicologiche che spiegano il suo comportamento non a cause razionali ma a tratti di personalità;
  • Altra strategia consiste nell'accostare le donne ad altri gruppi delegittimati, come per esempio la femminilizzazione degli ebrei, ai quali furono attribuite caratteristiche femminili.

Deumanizzazione, animalizzazione e demonizzazione

Queste sono le strategie delegittimanti più estreme: la prima è una modalità antica, che consiste nel collocare le donne al di sotto della compiuta umanità, nel mezzo tra il mondo animale e quello umano;la seconda rappresenta il vertice della misoginia, usata da filosofi e poeti greci per classificare le donne sulla base della loro provenienza dagli animali, descrivendo la donna come scrofa, cagna, volpe, gatta, scimmia e così via; l'ultima consiste nel presnetare la donna come il diavolo in persona, una bestia feroce.

I paragoni con il mondo animale hanno continuato ad esistere: la naturalità della donna rinviava quindi al mondo animale, contrapposto al razionale mondo maschile che era considerato l'apice del processo evolutivo.Con questo si parla di infra-umanizzazione, una forma particolare che si esprime attraverso l'attribuzione alle donne della capacità di provare le sole emozioni primarie e agli uomini si ha emozioni primarie sia secondarie. Secondo questa quindi le donne sarebbero ottuse al dolore. Metafore animali regnano soprattutto nel discorso maschile sulla prostituzione, sfociando in questo modo nell'oggettivazione che considera la donna come un solo strumento o merce. Un esempio emerge dai verbali dell'inchiesta sulla prostituzione i quali rilevano che le donne erano chiamate oggetti, regali, pezzi di carne e materiali.

Violenza

Il lato più tragico del maschilismo è quello che traduce gli atteggiamenti di dominanza maschile in violenza. La violenza è uno strumento di oppressione e controllo impiegato per affermare il potere maschile: riguarda donne minori ma anche uomini, poiché serve a stabilire e ribadire la gerarchia sociale. Come abbiamo già detto gli uomini sono programmati per l'aggressività più delle donne, che fin da piccoli vengono posti di fronte a giochi infantili aggressivi. Uomini però possono essere sia esecutori della violenza sia vittime di essa. L'ideologia paternalista sostiene che le donne abbiano bisogno della protezione maschile che avviene soltanto quando le donne sono in una posizione subordinata. Quando l'autorità maschile viene sfidata la violenza sostituisce la protezione, soprattutto nelle culture in cui le donne sono prive di potere. Le società nelle quali le donne sono subordinate presentano infatti i tassi più elevati di violenza maschile mentre le società in cui le donne godono di maggiore risorse denunciano tassi minori di abusi.

I ricercatori hanno anche messo in luce che gli uomini dominanti hanno maggiori probabilità di compiere violenze sessuali.Inoltre per alcuni di loro avere potere su una donna è motivo di eccitazione sessuale e aumenta la probabilità di compiere molestie. Anche la credenza che le donne non dovrebbero avere gli stessi diritti degli uomini è associata alle violenze, perché in questo caso la donna è proprietà maschile. Un altro atteggiamento associato alla violenza sessuale è l'adesione a quella parte dell'ideologia virile che richiede agli uomini di provare la loro mascolinità, avendo relazioni sessuali con molte donne. Altri esempi di violenza possono essere le molestie sessuali nei luoghi di lavoro dove le donne compiono lavori esclusivamente maschili e gli atti di stalking.

Se facciamo riferimento all'Italia, l'Emilia Romagna è la regione con i tassi più elevati di violenza. MA DA DOVE NASCE? La violenza nasce quindi da un clima che la facilità: programmi televisivi violenti, circolazione di riviste violente, giochi sportivi violenti. Ciò che accresce la violenza verso le donne è il fatto che esse siano viste come oggetti, dato che i loro corpi sono utilizzati come strumento di vendita: pornografia, programmi televisivi, riviste, videogiochi. Questo porta al processo di sessualizzazione, per cui le donne vengono sessualizzate, ovvero rese degli oggetti sessuali, dai media in maniera diversa e più incisiva rispetto agli uomini. Tutto ciò porta a conseguenze gravi e incidono sul benessere psicofisico, praticando una auto-oggettivazione: una delle prime esperienze riguarda il confronto con i modelli fisici irraggiungibili proposti dai media che possono provocare sentimenti di ansia, vergogna, disgusto e inadeguatezza.

Pornografia e prostituzione

Alcuni femministe hanno considerato la pornografia tra le cause principali della subordinazione femminile; vanno in contrasto le sex positive feminists che pensano che la libertà sessuale sia una componente essenziale della libertà femminile.Sta di fatto però che nella maggior parte dei casi la pornografia propone un'immagine femminile in posizione di subordinazione, disponibilità e degradazione. Tutte le ricerche condotte in ambito psicosociale mostrano come il consumo di pornografia violenta aumenti la tendenza degli uomini ad agire in modo violento nei confronti delle donne, che pensano che lo stupro sia il desiderio segreto di ogni donna.Problemi dello stesso tipo si ripropongono dall'impiego di videogiochi che mostrano contenuti violenti con incontri sessuali, incesti, violenze sessuali, molestie sessuali... La globalizzazione ha aumentato, infine, le forme di mercificazione, sfruttamento, le pratiche di prostituzione, di tratta, di turismo sessuale, che sono espressione del potere maschile sulle donne.

Sessismo all'opera: nel lavoro

La visione sessista nell'ambito del lavoro ostacola le pretese delle donne.Il sessismo ostile prende di mira le donne che entrano in competizione con uomini per ottenere posizioni direttive. Una maggiore complessità è data dal sessismo benevolo che da una parte opera con quello ostile, dall'altra sostiene politiche di parità. Questo perché il sessismo benevolo riconosce qualità positive alle donne e sostiene il loro desiderio di affermazione.

L'ostilità sessista verso la partecipazione delle donne al mondo del lavoro si esprime attraverso l'esercizio di stereotipi, pregiudizi e credenze. Il percorso lavorativo diventa così per le donne un labirinto; sono usate addirittura metafore per descrivere la sottorappresentazione delle donne nel mondo del lavoro: parliamo di glass ceiling (soffitto di cristallo) per far riferimento alle barriere invisibili che bloccano le donne nello sticky floor, ovvero il pavimento appiccicoso che le trattiene nelle posizioni basse, e di licky pipeline, ovvero la dispersione di risorse femminili paragonate all'immagine di una conduttura che perde acqua. Una delle ragioni per cui gli uomini vengono giudicati superiori alle donne sta nel fatto che gli uomini godono di uno stato superiore a quello delle donne. Le donne quindi devono sempre provare di essere all'altezza. Il quadro diventa più pesante quando uomini e donne lavorano insieme perché il contributo femminile viene svalutato rispetto a quello maschile.

Un altro modo in cui il maschilismo si verifica nel mondo del lavoro è la variazione dei criteri di assunzione.Nella scelta, per esempio, per un posto di capo della polizia tra un uomo con una lunga esperienza di strada e una donna con maggiori titoli di studio viene scelta la lunga esperienza di strada. Se la situazione fosse stata inversa si sarebbero sicuramente scelti i maggiori titoli di studio. Il fatto è che le donne hanno maggiori probabilità degli uomini di accedere alle posizioni di apice quando l'organizzazione di cui fanno parte è in crisi. La nomina di donne manager in situazioni del genere è stata denominata precipizio di cristallo, cioè sono poste in una situazione pericolosa. Ci sono diverse possibilità per cui sono chiamate a dirigere un'impresa in crisi: - quando c'è bisogno di un leader capace di infondere fiducia; - quando si vogliono raggiungere risultati finanziari migliori; - quando non si vuole perdere la reputazione di un uomo e viene messa a rischio quella della donna.

Molestie

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Coercizione sessuale

Le donne dirigenti nel mondo del lavoro devono lottare con molti pregiudizi, ma una delle peggiori conseguenze del sessismo nel mondo del lavoro è il problema delle molestie sessuali. A questo, inoltre, non viene data la giusta attenzione poiché i tanti femminicidi sono descritti come delitti di passione e gelosia. Le molestie sessuali sono definite come l'imposizione non voluta di richieste sessuali nel contesto di una relazione asimmetrica. Si riconoscono tre tipi di molestie sessuali:

ha luogo quando un successo, un'assunzione, un risultato dipende dalla condiscendenza alle richieste sessuali;

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Attenzioni sessuali sgradite

hanno luogo quando una persona viene trattata come oggetto sessuale;

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Molestie vere e proprie

comprendono le numerose forme di degradazione delle donne.

Questi comportano serie conseguenze sul benessere psicofisico delle vittime, provocando ansia depressione stress... L'obiettivo delle molestie è ribadire che il lavoro è un dominio maschile.

Donne in politica

Il settore della politica è uno dei settori in cui la sotto-rappresentazione della donna è più evidente.La presenza delle donne in politica è indispensabile perché le leggi riguardano uomini e donne in egual misura. Secondo il political gender gap, gli uomini sono più favorevoli alla pena di morte, le spese per gli armamenti, l'uso delle armi, risultano essere razzisti, conservatori... La presenza femminile in politica si è rivelata preziosa per l'innalzamento dello standard morale, dato che sono più degne di fiducia e più interessate al bene comune rispetto agli uomini. Anche in ambito politico dobbiamo ricordare che i ricorrenti scandali sessuali coinvolgono esclusivamente politici uomini.

Scarsa presenza delle donne in politica parte prima di tutto dall'assenza di motivazione, perché rispetto agli uomini, considerano meno l'idea di candidarsi. I motivi sono quattro: devono essere più capaci degli uomini, responsabilità familiari gravano sulle loro spalle, il maschilismo diffuso, la loro poca rappresentatività. Se superano però le difficoltà iniziali, il loro indice di attività è superiore a quello dei colleghi maschi.

Mass Media

Gli studi che analizzano come i media presentano uomini e donne mostrano che in tutti i paesi e in tutti i tipi di media le donne sono sotto-rappresentate rispetto agli uomini.Se non vengono sottorappresentate e sono presenti, sono stereotipate, subordinate e sessualizzate. La situazione è particolarmente presente nei videogiochi, dove le figure femminili indossano un abbigliamento scoperto e presentano corpi con proporzioni irrealistiche. Un oggettivazione di questo tipo è presente anche nei video musicali, nei film, nelle pubblicità.

Nei mass media è presente il sessismo benevolo, che vede nella donna un essere decorativo, non brillante per l'intelligenza: negli show, per esempio, la figura femminile è denominata token, ovvero un simbolo illusorio di ascesa sociale. I media, la televisione continuano a proporre immagini stereotipiche di donne sorridenti accanto a uomini con potere.Persino le inquadrature dei programmi televisivi trattano diversamente uomini e donne soffermandosi sui volti maschili e sui corpi femminili.

Questione in Italia

Sulle questioni di genere, l'Italia, secondo il gender Gap report, registra una retrocessione anno dopo anno: nel 2008 era 67°, l'anno dopo 72°, nel 2010 era 74° e così ad andare.L'Italia si distingue per la forza del modello sessista, voluto dalla Chiesa e da ampi settori della politica. I media italiani sono tra i più maschilisti d'Europa, la violenza maschile trova in Italia un clima facilitante sia nel lavoro che nella politica. Per esempio, nel lavoro, le donne italiane si collocano sotto la media Europea dei tassi di occupazione femminile, poichè il lavoro femminile è strutturalmente più debole di quello maschile. Troviamo anche nei mass media, nelle pubblicità, nei programmi televisivi, nei video un grado di sessualizzazione femminile apicale.

Sessismo nella politica italiana

Il degrado maggiore si trova nel settore italiano della politica. Per lunghi anni sono stati riconosciuti alla guida del paese partiti che hanno impiegato sessismo e machismo come strumento di consenso.Prendiamo, per esempio, La Lega Nord che è stata tuttora una formazione maschilista, che ha trovato il suo fondamento nel fallocentrismo, ovvero la predominanza del maschio nei ruoli sociali. È inoltre un concentrato di pregiudizi: maschilismo, razzismo, omofobia sono uniti a difesa del maschio, che, a conferma della teoria di Adorno, presentano una "personalità autoritaria".

Accanto alla Lega, esiste anche il sessismo berlusconiano, ovvero aperto, in cui l'estetica volgare è misura di giudizio. Questo presenta tutte le caratteristiche del backlash, della reazione ostile, del contrattacco, della vendetta contro le donne.

Italia: concezione sessista

L'Italia si distingue per l'egemonia culturale che possiede una concezione sessista.Sia nella storia della Chiesa sia in quella dello Stato, le donne italiane hanno faticato più delle altre di altri paesi a rompere l'egemonia maschile. Questo perché il pregiudizio ben radicato, che vuole le donne più deboli e influenzabili degli uomini, e riemerso dopo la caduta del fascismo. Gli attacchi contro le donne si instaurarono negli anni trenta dopo il totalitarismo fascista, che aveva dedicato attenzione ai ruoli di genere criticando in accordo con la chiesa e il lavoro femminile.

Anche se dopo la guerra divennero cittadine a pieno titolo, il riconoscimento avveniva solo per l'elettorato attivo e non per quello passivo, cioè potevano essere elettrici ma non potevano essere elette. Un'altra forza che ha esercitato ed esercita un potente sessismo, è la Chiesa. L'ideologia cristiana spiega che il potere è detenuto nelle mani degli uomini, in posizione dominante rispetto alle donne.

Con il secondo conflitto mondiale tutto iniziò a cambiare.Molte donne parteciparono alla lotta partigiana trovando una propria consapevolezza e capacità e iniziarono a lavorare poiché i lavoratori erano al fronte.A lotta finita, però, le donne italiane vennero poste di nuovo ai margini della società.

Oggi, comunque, il sessismo pare essere un'ideologia nostalgica, poiché il maschilismo non è più in grado di dare risposte soddisfacenti al cambiamento della società. Un mondo che vuole incamminarsi verso un futuro migliore deve permettere la partecipazione di tutti gli uomini e di tutte le donne del pianeta. Inoltre, lle divisioni tradizionali, calore femminile e potenza maschile, stanno perdendo senso, dato che nelle società democratiche un leader è competente quando riesce a creare consenso, per la quale serve calore. La competenza senza calore e il calore senza la competenza sono l'origine della catastrofe, e l'unione di queste due non è né maschile né femminile.

Grazie dell'attenzione